Archivi autore: fabrizio centofanti

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https://gesuperatei.wordpress.com http://www.lapoesiaelospirito.it https://youtu.be/wnH1GlOPZk0

Luigi Maria Corsanico legge Federico Garcia Lorca. 6

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=b92mrLp898U&feature=youtu.be]

da qui

Pequeño vals vienés

Poeta en Nueva York es el título de un poemario escrito por Federico García Lorca entre 1929 y 1930 durante su estancia en la Universidad de Columbia (Nueva York), así como en su siguiente viaje a Cuba, y publicado por primera vez en 1940, cuatro años después de la muerte del poeta. Continua a leggere→

I silenziosi accenni all’inevitabile di Cristina Henríquez

Cop-Henriquez

“Noi siamo gli americani invisibili, quelli che a nessuno importa nemmeno di conoscere perché gli hanno detto di avere paura di noi e perché forse, se facessero lo sforzo di conoscerci, si renderebbero conto che non siamo poi così cattivi, e forse addirittura che siamo molto simili a loro. E chi odierebbero, allora?”: queste parole di fuoco appartengono a Micho Alvarez, uno dei tanti personaggi che fanno il coro di voci, poderose, tenaci, a volte arrabbiate, di Anche noi l’America, ultimo lavoro di Cristina Henríquez, ora portato in Italia da Roberto Serrai per NN editore (pp. 318, euro 17). Continua a leggere→

Flavio Ermini, Il giardino conteso

Ermini
di Rosa Salvia

“Il giardino conteso” di Flavio Ermini è un saggio complesso, mirabilmente argomentato che si articola in sei parti, dedicate ciascuna a un momento specifico della contesa in atto fra essere e apparire: La natura dell’apparire; La realtà singolare delle cose; L’esperienza dello smarrimento; Sotto l’inchiostro; L’altrove poetico; Il giardino conteso. Continua a leggere→

Sciascia: la letteratura contro il potere

Leonardo-Sciascia

di Nicola Vacca

Leonardo Sciascia, scomparso nell’autunno del 1989, è stato un intellettuale puro che credeva nell’eresia e scriveva le sue opere con il convincimento di dare fastidio.

Ogni suo libro è diventato un caso. Nelle sue invettive colpiva sempre nel segno, perché lo scrittore siciliano non è stato mai disponibile al compromesso e all’opportunismo.

Matteo Collura ha  giustamente osservato che Sciascia scrittore è un eretico con il culto dell’opposizione, un anticonformista delle idee sempre pronto a dare battaglia, instancabile  combattente  in un Paese  di trasformisti  in cui tutti sono pronti a salire sul carro del vincitore.

Leonardo Sciascia i suoi libri li scriveva d’estate, in campagna: tre – quattro cartelle ogni mattina, direttamente con la mitica Olivetti Lettera 22. Continua a leggere→

Il naso di Gogol’, anima tormentata

Gogol'
di Augusto Benemeglio

1. Celebrazione della “nasità”

C’è stata, qualche tempo fa, una sorta di celebrazione della “nasità”, al Teatro della Tosse di Genova, da parte di un regista teatrale di origine salentina, Tonino Conte, che riunisce in uno spettacolo tutti i grandi nasi della storia, da Marziale (“Avevo due cose lunghe: una era il naso. Ora ho solo il naso”) a Publio Ovidio Nasone, da Cyrano a Pinocchio, infine a Il naso di Gogol’, famosa novella scritta centottantuno anni fa, che è stata rappresentata in mille salse ( Sciojstakovic ci ha scritto perfino un’opera lirica), ma pochi sanno che il celebre racconto è scaturito da un fatto vero, che era accaduto pochi mesi prima, proprio (guarda caso) a Genova. Continua a leggere→

Gian Piero Stefanoni, Poesie

IMG_0856 “Pirchì a li vostri figghi
ci facite l’occhi
si nun ponnu vidiri lo jornu?”

Ignazio Buttitta

Fuori dalla notte
per Don Pino Puglisi

A che ora termina la notte,
fin dove si apre la luce nel giorno natale
a cui- per primo- ad ognuno è rimesso lo sparo?

Legalità è sacralità, sacralità è legalità
qui si apprende- e solo questo da questa terra,
per una via di spine, e da tutte le terre è dato sapere.

Uomini che il male disfece ed uomini
a vincerne il lutto, tra il passato del grembo
e il futuro del gambo nel mezzo recisi:
agli altri nella promessa, agli altri nella sostanza
giacché Uno è l’incontro- nell’ Uno il ritorno.

Palermo, Cattedrale, 16 dicembre 2016. Per Franca Alaimo.

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Luigi Maria Corsanico legge Federico Garcia Lorca. 5

[youtube=https://youtu.be/yRPuy2HdRUE]

da qui

Federico García Lorca
Banderuola (Fuente Vaqueros, Granada, luglio 1920)
Veleta, Libro de poemas -1921
Voce recitante: Luigi Maria Corsanico
Fotografie di L.M. Corsanico – Cieli del Sur de Chile
Heitor Villa-Lobos
Melodia Sentimental
Traduzione di Carlo Bo Continua a leggere→

Lucetta Frisa, poesie su dipinti

Frisa
La dame à l’unicorne

a Chiara D.

Perverso un vento penetra la trama
del silenzioso arazzo scompiglia imprevedibile
il disegno dell’isola perfetta oh bella dama
e l’unicorno si sveglia alza la zampa snella
dal tuo impeccabile grembo oh mia bella
ed attraversa il prato calpestandone il fiore
dentro lo specchio si è precipitato e bianco
più non è ahimé e c’è rumore e odore
di prato di fiore di specchio rotto sporcato
e sparito è il disegno e la trama oh brutta dama
bella di un’altra dolcezza.

44. Il buon seme

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Non era facile scorgere il Progetto nella trama della vita quotidiana. Anche gli amici faticavano a trovare il bandolo, preferendo, a volte, un posto più gratificante in quella che chiamavano realtà, sentendosi accettati, accolti nel sistema riconosciuto ufficialmente. Tendevano perciò, insensibilmente, a distanziarsi, a formulare distinzioni un po’ capziose, a trovare, insomma, ragioni plausibili al loro scetticismo sull’impresa. Il coraggio della fede era sempre più richiesto, di fronte a un futuro che appariva cupo, tormentato, cosi lontano da qualunque sicurezza umana. Noi eravamo sentinelle che guardavano dall’alto delle mura, pronte a cogliere ogni lieve segnale degli eventi che sarebbero accaduti. Profeti scomodi, che mettevano un inciampo a chi avrebbe anelato a un porto più sicuro, un rifugio nella notte, una grotta in cui sottrarsi all’assedio dell’ennesima tempesta. Tornava l’eterna domanda di Isaia: sentinella, quanto resta della notte? Eravamo abituati alle attese più snervanti, gli altri no: quale strada avrebbero intrapreso? Sarebbero rimasti sospesi tra un’opzione e l’altra, fino alla verifica dei fatti? Eravamo, per loro, soltanto visionari inaffidabili? Come sempre, ci avrebbe pensato il Signore a realizzare il suo disegno; allora ognuno avrebbe raccolto ciò che aveva seminato. E si sarebbe capito con chiarezza quale fosse il buon seme.

Il jazz-film: dalla musica al cinema

Perfumo e Michelone
Dialogo fra Guido Michelone ed Elisabetta Perfumo

Guido Michelone presenta il libro Il jazz-film. Rapporti tra cinema e musica afroamericana (Edizioni Arcana, Roma 2016) sabato alle ore 12 presso lo stand della Regione Friuli al Salone del Libro di Torino: con lui saranno Stefano Zenni (docente, musicologo, direttore del Torino Jazz Festival) ed Elisabetta Perfumo (operatrice culturale) che per l’occasione gli ha rivolto in anteprima alcune domande. Continua a leggere→

L’urlo di Munch

Munch
di Augusto Benemeglio

“La natura è l’opposto dell’arte. Un’opera d’arte proviene direttamente dall’interiorità dell’uomo… La natura è il mezzo, non il fine. Se è necessario raggiungere qualcosa cambiando la natura, bisogna farlo… L’arte è il sangue del cuore umano”.
Sono parole di Edvard Munch, autore de L’urlo, o il grido, tempera su cartone, cm. 83,5 x 66, dipinto nel 1893, che fa parte di quelle opere che l’artista raccolse idealmente in una serie intitolata Fregio della vita, inerente ai temi della vita, dell’amore, delle passioni, della morte, destinati ad assurgere a emblemi del suo immaginario. Continua a leggere→

Il libro proibito di Céline

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di Nicola Vacca

 

Riprovevole, infrequentabile, osceno, oltraggioso, infame, abietto e pornografo: sono solo alcuni degli aggettivi affibbiati al personaggio Céline.  L. F. Céline è lo scrittore perfetto, grande penna, maestro di stile e autore di capolavori. Ha attraversato la storia della letteratura francese e non solo creando con i suoi libri casi letterari. E a  più 50 anni dalla morte la sua scrittura  suscita ancora scomuniche e censure. Ancora oggi  i  suoi pamphlet danno enormemente fastidio. Continua a leggere→

La filosofia “ignota” di Ceronetti

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di Nicola Vacca

Il Filosofo Ignoto non rinuncia alla libertà di pungere. Sa che il suo filosofare è necessariamente fuori dalle rotte della filosofia a binari fissi. Per questo si affida alla scrittura folgorante per frammenti, di cui l’aforisma è lo straordinario strumento che fulmina.

Il Filosofo Ignoto, in arte Guido Ceronetti,  si avvale della facoltà di essere irriverente.  Con le sue pugnalate di pensiero specula sulle cose della vita senza mai perdere di vista il sentimento del tragico  e la stanchezza della specie. Continua a leggere→

43. Eternamente

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L’attesa: era questo il nostro pane quotidiano, la sostanza delle relazioni, l’orizzonte che ogni giorno scrutavamo in cerca di segnali. Sapevamo che avrebbe potuto trattarsi anche di un anno, e persino qualche mese in più. Ma poi il destino si sarebbe rivelato, gli eventi sarebbero accaduti, producendo gli equilibri nuovi. Comprendevamo meglio come il Signore stesse affrancandoci da ogni desiderio di rivalsa, consapevole o meno. Le trasformazioni che sarebbero avvenute non le avremmo vissute col senso di trionfo che nasce dopo un lungo subire, ma come un dono fatto e ricevuto, una promessa realizzata, l’epifania di un mondo nuovo intessuto di gioia, pace e amore. Ci stavamo aprendo al miracolo più grande: vivere il presente, assaporare l’hic et nunc, il qui ed ora di quello che il Vangelo di Giovanni definisce non tanto vita eterna, quanto essere definitivo, attinto adesso, nell’esperienza intensa dell’incontro tra umano e divino. Era la grazia che avevo ricevuto tramite don Mario, il senso di pienezza che a un tratto percepivo nei colloqui con lui, nei nostri viaggi, nelle cene in cui bastava un gesto, una parola, per trovarsi in paradiso. Il Signore concedeva la meta assicurata all’inizio dell’impresa: il ritorno alle origini, all’età dell’oro; ma non come esperienza frammentaria, bensì come stato ordinario di vita quotidiana. Avvertivo le stesse sensazioni, mi tornavano in mente immagini e sapori che credevo sepolti in un passato irripetibile. Emergeva dal cuore un’antica e sempre nuova verità: tutto finisce, solo l’amore resta eternamente.