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L’Elia dalle braccine tese verso il cielo aveva un senso più preciso di quanto potessimo pensare. Continua a leggere
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L’Elia dalle braccine tese verso il cielo aveva un senso più preciso di quanto potessimo pensare. Continua a leggere
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Nel tempo d’Avvento, nonostante le tempeste passeggere, vivevamo un momento quasi magico: le scoperte si moltiplicavano, cominciavamo a cogliere il senso profondo del Progetto. Si aprivano orizzonti che parevano promettere chiarezza sugli enigmi insoluti fino allora. Continua a leggere
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L’e-mail del pomeriggio ricalcò i dubbi e la stanchezza di quelle precedenti. Mi stavo per arrendere, ma il giorno successivo l’aria sembrava trasformata. Continua a leggere
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Il miglior criterio di discernimento, dicono gli esperti, è la frase del Vangelo che invita a riconoscere dai frutti persone e situazioni. Il cammino riusciva a operare importanti cambiamenti; la nostra fatica, spesso eroica, non era un esercizio ascetico o un tratto masochista, ma un’assenso al volere del Signore. Continua a leggere

Quest’anno Gianni Biondillo festeggia un decennio esatto di attività letteraria; lo scrittore milanese quarantottenne, già noto come studioso di architettura (con numerose pubblicazioni specialistiche), esordisce nella narrativa nel 2004 con Per cosa si uccide, facendo via via seguire i sei romanzi Con la morte nel cuore, Per sempre giovane, Il giovane sbirro, Nel nome del padre, I materiali del killer, oltre antologie di racconti e saggistica di varia natura. Nel 2013 invece, quasi ad anticpare il decennale, escono ben tre libri: il racconto per l’infanzia Il mio amico Asdrubale, il racconto lungo Nelle mani di Dio e soprattutto il nuovo romanzo Cronaca di un suicidio, di cui è l’Autore stesso a parlare durante e dopo un incontro in libreria (per i quali si ringraziano i giovani scrittori Alessandro Barbaglia e Gianluca Mercadante). Continua a leggere
Maria Allo è una delle voci più intense, vitali e addolorate del nostro sistema letterario, ma riesce anche a conservare una magia sottile, pensosa, a volte anche ironica.
“siamo terra ferita di uno stesso paese
unico e molteplice turbine
tra le rovine
decomposta polvere dentro
le parole”. Continua a leggere
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Perché nel giorno scelto dalle masse
che tra mimose e spogliarelli vanno
incistando perle di carta, come
cimeli, in ghirlande di polistirolo?
Perché non farne sempre una collana
di confidenza e di complicità,
nelle sere velate a malapena
da un cristallo istoriato sulla strada?
La guarnizione di grano selvatico
ti sboccia in cuore in questo giorno nuovo,
che vada come vada. Mi diventi
fiamma che riscalda, brezza che seda
l’arsura degli slogan, per viatico.
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Fu un mattino col fiato sospeso, fino all’ora in cui lessi il suo messaggio: si sarebbe convinta? Continua a leggere

La vostra preoccupazione per ciò che gli altri pensano di voi
scompare una volta che capite quanto di rado pensano a voi.
(David Foster Wallace, Infinite Jest)
Lancio la pallina e la colpisco con un piccolo ritardo nella discesa. Una mia battuta tipica, un mio tratto distintivo.
Jim la colpisce come può e la rimanda, alta, nella mia parte di campo.
La colpisco, forte, di dritto, e la infilo, in un passante lungolinea, dove Jim non riesce ad arrivare.
Punto. Continua a leggere
Ho iniziato a leggere questi racconti di Emiliano Gucci, lo ammetto, con qualche pregiudizio. Di Gucci ho letto i romanzi: i primi due, oggi ahimè di difficile reperibilità, bellissimi, scritti con un polso svelto e una gran facilità nel raccontare senza peli sulla lingua, con dentro echi di scrittori a me cari, tipo John Fante o un grandissimo, purtroppo sconosciuto ai più, come il grossetano Daniele Boccardi; gli ultimi due di romanzi, L’umanità, pubblicato da Elliott, Nel vento, pubblicato da Feltrinelli, storie di grande impatto e durezza che narrano di esistenze messe di fronte a prove durissime, libri che lo collocano tra le voci da ascoltare con grande attenzione. Continua a leggere
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Uno degli insegnamenti più importanti che ricevetti da don Mario fu la necessità dell’obbedienza. Lui, così innovatore in tutti i campi, era sensibile ai principi della tradizione. Continua a leggere

Silvia Colasanti, classe 1975, è tra le rare musiciste italiane e in assoluto fra i migliori talenti nella composizione classica contemporanea: formatasi al Conservatorio Santa Cecilia di Roma con Luciano Pelosi e Gian Paolo Chiti, e in seguito perfezionatasi con maestri del calibro di Fabio Vacchi, Wolfgang Rihm, Pascal Dusapin e Azio Corghi (presso l’Accademia Musicale Chigiana e l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia), riceve dal Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano il prestigioso Premio Goffredo Petrassi quale miglior diplomata in composizione. Continua a leggere
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A volte ritornava l’idea di buttare tutto all’aria, perché pensavo che non fosse in grado di comprendere le sue stesse ispirazioni e le sfuggisse quello che vedevo come il nocciolo della questione. Continua a leggere
Il romanzo di Cristina Bove inizia descrivendo L’uomo nero. L’uomo nero è anche il titolo del primo capitolo-racconto. Ogni capitolo porta, almeno nell’indice, come titolo, le prime parole del capitolo stesso. Un procedimento tipico della poesia. Cristina Bove è poetessa e scultrice, manipola la materia dei pieni e dei vuoti, e anche il linguaggio del romanzo modella luci e buio. Continua a leggere
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Ogni volta che progredivamo o ci sembrava d’aver colto un obiettivo, c’era qualcosa che ci spingeva indietro. Ormai era una legge: una forza oscura provocava un’azione contrapposta, che avvertivo addosso persino in senso fisico. Continua a leggere
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L’e-mail arrivò puntuale: questa volta più sfumata, confermando la mia sensazione di una svolta. Continua a leggere
Bisogna farsi gabbiani
Leggendo l’ultimo romanzo di Fabrizio Centofanti, Diventare se stessi, Effatà editrice,2013, ho scoperto ,nel 52° capitolo , Habemus papam, che tutto in noi dipende da una sola alternativa, e non è quella di essere o non essere rock, come diceva Celentano, ma essere o non essere gabbiani. E papa Francesco – fa intendere chiaramente Fabrizio – è certamente Gabbiano, un gabbiano di oggi, capace di volare in alto, ma anche di sporcarsi le ali nei bidoni della spazzatura, dove vanno a rovistare milioni di affamati, un gabbiano che non vuole starsene nei comignoli del Vaticano, ma volare presso di noi, ciascuno di noi, fare “un cammino di fratellanza, d’amore, di fiducia fra noi”. Continua a leggere
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Mi sono convinta che Dio non chiede molto: chiede tutto. Le mezze misure non gli piacciono, raccoglie le schegge disperse di un io disintegrato per rendercelo intero: uno scambio vantaggioso. Continua a leggere
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Insomma, dài oggi e dài domani, il Signore m’aveva provvisto della chiave giusta. Continua a leggere
Le fiorentine Edizioni Clichy propongono per la prima volta in Italia un inedito del grande letterato scozzese Robert Louis Stevenson (1850-1894) dal titolo Una vecchia canzone: si tratta di un racconto lungo o romanzo breve che esce a puntate nel 1877 sulla rivista ‘London’ alla maniera dei feuilletons allora di moda; i pezzi non vengono firmati e solo un casuale ritrovamento di una pagina autografa nel 1982 fa sì che l’attribuzione al testo allo scrittore di Edimburgo possa ritenersi certa e definitiva. Continua a leggere