Archivi autore: fabrizio centofanti

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https://gesuperatei.wordpress.com http://www.lapoesiaelospirito.it https://youtu.be/wnH1GlOPZk0

Otto marzo, again

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da qui

E’ ancora una questione di potere?
Di occupare dei posti in parlamento?
La sedia dei top manager, la stanza
dei bottoni negli Stati, stipendi
pareggiati col genere maschile?
Questo e altro ricorda l’otto marzo.
A me, sai, fa pensare soprattutto
a una donna al di fuori degli schemi
in cui vorrebbero fissarla, e forse,
a volte, si fissa pure lei. Scusami
se dico questo, ma sarebbe bello
accorgermi che sei
sì, finalmente libera da tutto,
come dire, donna senza aggettivi,
o forse donna senza paragoni,
uscita nuovamente
dalla conchiglia delle attese false,
donna soltanto, come se non fosse
necessario aggiungere altro. Scusami
se lo dichiaro solo l’otto marzo,
sotto il solito ramo di mimosa.

Cocaina. Massimo Carlotto, Gianrico Carofiglio e Giancarlo De Cataldo a confronto in un testo Einaudi

COCAINA carlotto carofiglio decataldo COPERTINA

di Guido Michelone

Un problema drammatico come quello degli stupefacenti, in particolare la cosiddetta polvere bianca, che da droga per ricchi sta diventando una piaga largamente diffusa in tutto il mondo – nelle mani delle mafie internazionali, a loro volta, in grado di condizionare persino i cartelli finanziari – viene trattato in questo nuovo libro attraverso tre lunghi racconti affidati ai nuovi maestri italiani nel genere noir. E in effetti sia i tre brani presi singolarmente sia il volume nell’insieme risultano un piccolo capolavoro di equilibri narrativi e di suspense ben congeniata, grazie a una prosa tipologicamente assimilabile (pur fra tre distinte personalità artistiche) a uno stile made in U.S.A. Cocaina dunque risulta composto da una triplice scrittura ovunque asciutta, concisa, diretta che, pur guardando più o meno direttamente i classici modelli americani (Dashell Hammett e Raymond Chandler hanno ancora molto da insegnare), sa essere felicemente autonoma e precipuamente italiana. Continua a leggere→

51. In quelle pagine

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=hOpiAxga3Ts]

da qui

Che poi, alla Sapienza, ciò che conta è il non detto: sia quando, da studente, cerchi di orientarti fra i centottantamila colleghi sconosciuti, sia quando, da collaboratore, sei costretto a esaminare le ragazze che ti guardano promettendoti qualcosa, chissà che, ma sempre spudoratamente, in contrasto con l’incertezza patologica di un Zeno Cosini o di un Filippo Rubè, di cui ti stanno esponendo le avventure. Continua a leggere→

L’Ospite indocile, di Lucianna Argentino

L'ospite indocileLucianna Argentino, L’Ospite indocile, Passigli, 2012

Nota di lettura di Annamaria Ferramosca

Ho attraversato questa raccolta accogliendo l’invito abbagliante di Anna Maria Farabbi affacciato nel risvolto di copertina, a verificare i suoi preavvertimenti, puntualmente verificati . Ritrovata quella postura incessante di ascolto sottile, percepita quella restituzione di un canto proveniente dal vuoto che circonda. Ma qui il vuoto appare densissimo, perché giunge dalle asole nella stoffa della vita (e pure nella trama cosmica) i cui bordi, cuciti di parole di poesia, sanno trattenere dalla vertigine. Si tratta dunque della capacità di inseguire plasmare rivitalizzare la parola poetica, che in questo libro è chiaramente dispiegata da una delle più ascoltate poetesse italiane contemporanee. Continua a leggere→

Sette libri di poesia

dune

Cavalli-Marcoaldi-Formiconi-Torino-Carrozzo-Forlani-Agrati

di Max Ponte

Ho ripreso le mie letture poetiche. Tanto per essere simpatico vi avviso che per le sviolinate potete rivolgervi ad altri blog o contattare un recensore a gettoni. Due autori nella puntata precedente hanno chiesto alla redazione “la rimozione del tag”, una sortita che mi è parsa così commovente da farmi sentire a contatto con bambini delle scuole elementari (ma delle classi prime, non certo delle quinte).
Ora però dobbiamo iniziare. Lo farei con un progetto che ho scoperto nel corso di un’incursione in libreria. Si tratta di Al cuore fa bene far le scale di Patrizia Cavalli e Diana Tejera (Voland), una pubblicazione che comprende un libro + cd allegato. Titolo azzeccato, bella copertina con microfono in vista, introduzione di richiamo: Uno straordinario incontro tra la musica pop e la poesia contemporanea. Dopodiché al termine dei primi due brani avrete voglia di accendere la radio per dimenticare. L’unico pezzo ascoltabile è quello che battezza il libro. “Al cuore/fa bene far le scale/al cuore/fa bene far le scale/ al cuore/ma se non fa le scale/al cuore/fa bene far l’amore/il cuore/qualcosa deve fare/che altrimenti muore/sì muore sì muore/il cuore”. Per il resto l’esperimento pare poco riuscito, la musica schiaccia la poesia senza farla respirare. Avrei voluto sentire le due realtà dialogare, alternarsi, invece ha prevalso una dubbia interpretazione musicale.
Per restare nello scaffale degli editori più blasonati passiamo a La Trappola di Franco Marcoaldi (Einaudi). A mio avviso un’ottima lettura, una poesia che mette in guardia il lettore contro le trappole della vita. L’esperienza esistenziale dell’autore costruisce uno sfondo etico, il che è una rarità assoluta. Continua a leggere→

Contemporaneità da leggere (e studiare). Niola e Eco

FESTIVAL FILOSOFIA 2010

Contemporaneità da leggere (e studiare)
Riflessioni attorno a due testi di Marino Niola e Umberto Eco

di Guido Michelone

Si può descrivere in modo serio la nostra contemporaneità? in altre parole c’è modo di leggerla e studiarla in maniera approfondita senza ricorrere al gossip o all’effimero di quasi tutti i mass media. La risposta sembrerebbe affermativa stando a quanto ci riferisce Marino Niola, che di mestiere fa l’antropologo della contemporaneità all’Università Suor Orsola Benincasa (Napoli); è l’autore di un bel libro recente che ha chiamato semplicemente Miti d’oggi (Bompiani) che rifà il verso, sin dal titolo, alle celebri Mythologies (in italiano appunto Miti d’oggi presso Einaudi) che il semiologgo francese Roland Barthes scrive addirittura alla fine degli anni Cinquanta. Continua a leggere→

Reading di poesia di Carlo Bordini e Marco Giovenale

Con il patrocinio di Biblioteche di Roma e del Comune di Morlupo
l’Associazione Culturale PoEtica
e il Fondo Librario di Poesia Contemporanea
a Morlupo (Roma), Centro Libellula
– via San Michele 8 –

sabato 2 marzo 2013, alle ore 18:00

Reading di poesia

I costruttori di vulcani di Carlo Bordini
Luca Sossella Editore
Shelter di Marco Giovenale
Donzelli

È prevista inoltre la presentazione del primo numero di PoEtica News (1/2013) che ospita un inedito donato da Carlo Bordini e tre poesie inedite della poetessa finlandese Aino Suhola

la lettura su facebook:
https://www.facebook.com/events/488114041225320/
locandina dell’evento:
http://associazionepoetica.files.wordpress.com/2013/02/2-marzo-jpg.jpg
___________________________________
CENTRO LIBELLULA
Servizi per il lavoro e per la cultura
Via San Michele, 8
00067 Morlupo Roma
tel 06 98267808
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ASSOCIAZIONE PoEtica
Fondo Librario di Poesia Contemporanea
info associazionepoetica [at] gmail [dot] com
http://associazionepoetica.com/
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46. Shomér, Ma Mi-Llailah?

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da qui

Hai dovuto cambiare postazione: anche il salone col poster di Taormina e i fiori di Van Gogh era un antro troppo freddo per l’influenza che non vuole abbandonarti, quasi avesse scoperto il luogo perfetto per le sue devastazioni. Continua a leggere→

Culture pop: una mostra (e un libro) all’Arca di Vercelli

Barbero Luca Massimo

di Guido Michelone

C’è una mostra ‘Gli anni Sessanta nelle Collezioni Guggenheim’ inaugurata pochi giorni fa all’Arca di Vercelli che va assolutamente vista: la cittadina piemontese è a 50 minuti di treno sia Torino sia da Milano, circa un’ora d’auto da Genova e da Aosta; Milano e Torino a loro volta sono a un’ora di aereo da Roma, quindi varrebbe la pena visitarla e con essa, anche in giornata, la città stessa e altri bei capoluoghi piemontesi come Biella, Novara, Asti o zone turistiche vicine come i monti della Valsesia, i laghi d’Orta e Maggiore, colli del Monferrato. Continua a leggere→

Liquidazione, di Imre Kertesz

kertesz

di Augusto Benemeglio

1. Banalità ininterrotta

“La nostra non è un’apocalisse quotidiana , ma piuttosto un ’epoca di banalità ininterrotta, dove il terrore esplode inconcepibile. Viviamo – aveva detto Susan Sontag – un tempo penultimo, una fine che non finisce di finire”, un tempo , un’epoca di “liquidazione”, precisa oggi Imre Kertèsz , premio Nobel per la letteratura, con il suo romanzo che ha appunto quel lapidario simbolico titolo, Liquidazione , Feltrinelli, 2005, che ritorna ora nelle librerie , con angosciosa attualità. Continua a leggere→

Prima stazione

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Non riesci a stare dietro a tutti quanti:
la lista dei messaggi non ha fine,
un fiume in piena supera le sponde,
tracìma nelle notti, dentro i sogni,
mentre i tuoi occhi fissano il soffitto
bianco come un foglio che non sei in grado
di riempire, tu, che hai fatto del mondo
un’unica pagina da scrivere,
mentre adesso qualcuno ti ha chiamato
al silenzio, per riuscire a condurti
nel deserto e parlare finalmente
lui: come un ruscello silenzioso
che s’inalvea negli angoli del cuore
senza far male, senza pretendere di dare
o di ricevere, soltanto – vedi? –
restituendoti a te stesso, amore.

Come se

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E poi, e poi: il giorno che ritorna
avrà sempre qualcosa a che vedere
col passato, quando venisti fuori
mezzo morto, al punto che ti fecero
il battesimo tipo estrema unzione,
cercando di salvarti da quel limbo
che ora non esiste per decreto.
Un giorno, quindi, che si porta dentro
la paura della morte, il tempo
breve che è la cifra del nostro andare
per il mondo, del cambiare, pur sempre
con dolore, del resistere o cedere
alle mille tentazioni nascoste
nel cammino. Ma per la prima volta
avverti con chiarezza che la data
ha molto più a che fare col futuro:
è come se si aprisse uno scenario
nuovo, crollasse, finalmente, un muro.

Tutta colpa dei Borboni?

Borboni

di Marina Torossi Tevini

L’Italia non smette di sorprendere per la scarsa lungimiranza e per l’irresponsabile leggerezza con cui chi detiene e ha detenuto il potere per anni agisce, perseguendo fini personali più che sociali. Ci capita di ascoltare spesso scandali che non risparmiano nessuno, né a destra né a sinistra, e coinvolgono anche persone che ritenevamo al di sopra di ogni sospetto. Tutto questo dall’opinione pubblica è seguito spesso – ahimé – con un’attenzione morbosa che talvolta cela una quasi-invidia, che di morale ha ben poco. Si biasima insomma quello che si vorrebbe fare, ma che obbiettivi impedimenti non consentono. Come la vecchia di de André che “dà buoni consigli perché non può più dare il cattivo esempio”. Continua a leggere→

44. Cosa sarà

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da qui

Sei scosso da brividi di febbre: avevano detto che a metà febbraio sarebbe arrivato il picco più insidioso, e tu ci sei cascato come un pollo. Avresti un’ottima ragione per non scrivere, per leccarti le ferite nella casa riscaldata a stento dalla caldaia ormai giunta al capolinea. Continua a leggere→