Archivi autore: fabrizio centofanti

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Il giorno della memoria

Ma nelle scuole si legge ancora il diario di Anna Frank?

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Anna è la ragazzina a sinistra

di Salvatore Mannuzzu

Sono quasi coetaneo di Anna Frank; e ne ho letto il diario appena è stato tradotto in Italia. «Dieci anni dopo la guerra farebbe un curioso effetto se noi raccontassimo come hanno vissuto qui otto ebrei», Anna scrive. E pone una domanda che dura: quale ‘curioso effetto’ fa rileggere le sue pagine?
Ora che sono passati non dieci ma più di sessant’anni. E nel frattempo Anna Frank, colei che io avrei potuto avere compagna di scuola, è cresciuta: senza invecchiare. È cresciuta restando «la ragazzina» (lei diceva) di sempre, «che ha tanto bisogno di divertirsi». La sua età è diventata a poco a poco quella d’una mia figlia; poi d’una mia nipote. Però non la sento figlia o nipote. Mi rimane inesplicabilmente coetanea – col triste senno del dopo. «Coraggio e gioia», continua a dire di sé, assistita da una straordinaria grazia; più che un’esortazione è una constatazione. Continua a leggere→

“Premio Internazionale Mario Luzi” – IV edizione 2008/2009

Un Premio di poesia che guarda al futuro
Anche una sezione per la poesia inedita


Alto Patrocinio del Presidente della Repubblica

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Dopo il grande successo delle scorse edizioni torna nuovamente il “Premio Internazionale Mario Luzi” (http://www.marioluzi.it) che apre ufficialmente il suo nuovo bando pubblico articolato in sei sezioni: Poesia edita, Saggio edito, Poesia internazionale, Benemeriti della Repubblica, Poesia inedita e Poesia per le scuole. Continua a leggere→

“Vento forte…” al Nord

Milano
Le radici sono nel sud – L’Irpinia con gli occhi di un paesologo
Giovedì 29 gennaio 2009, ore 20.00, via Paladini 8.
Franco Arminio, paesologo, poeta, videomaker e scrittore, presenta il suo ultimo libro Vento forte tra Lacedonia e Candela (Laterza) insieme al critico Marco Belpoliti. Nella serata verranno anche proiettati video che raccontano in modo impassibile e divertente l’Irpinia orientale, una regione dimenticata d’Italia. Continua a leggere→

I domatori di stelle

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di Luigi Dell’Aglio

Parla Buscema: «La matematica è l’arte di immaginare che apre strade anche all’uomo comune. Credere? Può essere d’aiuto nella ricerca»
«La matematica è l’arte di immaginare e di dimostrare, cogliendo le invarianti più astratte della realtà. Procedendo solo con un pensiero astratto e con le sue conseguenze logiche, ci si allontana infinitamente dalla realtà ma per trovarsi, alla fine, nel cuore stesso della realtà. Ecco il prodigio della matematica, arte di trasformare, in maniera analitica, l’impossibile nel possibile». Questa è oggi la scienza di Euclide e Leibniz, secondo il professor Massimo Buscema, computer scientist di grande successo, che ha conseguito fama internazionale con nuovi modelli e algoritmi di intelligenza artificiale, alcuni dei quali confluiti in 14 brevetti internazionali. È fondatore e direttore del centro di ricerche «Semeion» ed è il secondo tra gli autori più prolifici, a livello mondiale, nel campo delle reti neurali artificiali (fonte: GoPubMed 2008). Consulente di New Scotland Yard, con il Progetto Central Drug Trafficking Database ha fornito alla più famosa polizia del mondo il know how per scoprire le rotte del traffico internazionale di droga dal momento dell’entrata e della capillare distribuzione sul territorio britannico. Continua a leggere→

Ingrid, la fede e il perdono

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Di Ingrid Betancourt

Ho scoperto la fede in Dio durante la mia prigionia. Fino ad allora, la mia fede era basata sul ritualismo: come molti cattolici, andavo a messa, pregavo, ma la mia conoscenza di Dio era molto limitata. Quando mi sono ritrovata nella giungla, ho avuto molto tempo e per unica lettura la Bibbia,. Ho avuto il piacere, in sei anni, di leggerla, di meditarla. Se avessi avuto altre cose da fare, avrei fatto altro, perché si è sempre pigri per riflettere sull’essenziale. Continua a leggere→

Perché non possiamo non dirci cristiani

di Carlo Caffarra

Ogni volta che leggo un libro, alla fine mi faccio sempre una domanda: a quale interrogativo fondamentale esso intende rispondere? Quale problema risolvere? Se non vado errato, la domanda fondamentale del libro di Marcello Pera Perché dobbiamo dirci cristiani è la seguente: “come impedire che crolli la ‘casa’ – l’ethos direbbero i greci – che l’Occidente ha costruito come dimora degna dell’uomo? Come ridare stabilità ad un edificio che sta mostrando crepe talmente pericolose da preludere al crollo?”
È opportuno chiarire che cosa denota questa metafora della casa/edificio. A diversità degli altri animali, l’uomo si colloca dentro al mondo in cui vive non solo in modo da assicurarsi la sopravvivenza individuale e specifica. Egli desidera naturalmente una collocazione buona e vera, non solo utile e piacevole: desidera un modo di essere e un modo di stare nella realtà che sia adeguato alla sua natura di persona. Per esemplificare: non un qualsiasi modo di vivere in società, ma il modo giusto. Tutto questo intendo quando parlo di ‘casa’, di ‘edificio’ degno dell’uomo.
Ovviamente la domanda di fondo genera logicamente due sottodomande:
a) di che dimora si sta parlando?
b) perché si afferma che essa è a rischio di crollo? Continua a leggere→

Clément, il ’68 dello Spirito

Cresciuto in ambiente ateo e marxista, si convertì alla fede cristiana nella Chiesa ortodossa. Da allora è stato un vero protagonista del dialogo fra Oriente e Occidente. Originale la sua lettura della contestazione

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DI
Andrea Riccardi


O
livier Clément si è spento la sera del 15 gennaio. Erano anni che non usciva più dalla sua casa in un vivace quartiere popolare di Parigi. La malattia l’aveva provato, ma aveva ancora un grande interesse per la vita, i fatti del mondo, le vicende della Chiesa.
Quando l’ho salutato, poco prima che si spegnesse, ho guardato la grande finestra della sua camera, da cui si vede la città fino alla Tour
Eiffel, pensando ai suoi ultimi anni di ‘eremita’ alla finestra del mondo.
Il suo cenno di saluto esprimeva la simpatia e l’amicizia che hanno caratterizzato la sua vita. Qualche anno fa aveva scritto: «La vecchiaia favorisce un’altra conoscenza, quella che l’Oriente considera come l’unione dell’intelligenza e del cuore».
Scompare con Clément (nato nel 1921) una figura europea di spicco, unica e originale. Il suo pensiero è figlio di un innesto complesso e ben
riuscito. Le sue radici sono in ambiente laico e non credente. Ha vissuto a Parigi, in una città al plurale, ricca ma con tanti aspetti di deserto umano. Ha sentito l’angoscia degli orizzonti stretti dell’uomo contemporaneo; si è incamminato nei sentieri della ricerca spirituale. Ha incontrato la fede cristiana nella Chiesa ortodossa. La sua ricerca inquieta si è sviluppata nel clima della seconda guerra mondiale. La guerra è, per tanti grandi spiriti, un tempo fecondo di intuizioni. La generazione della guerra conta tanti ‘maestri spirituali’ che hanno detto molto all’Europa, tentata dal ripiegamento. Continua a leggere→

Dalle terre del nord. Alla ricerca dell’anima artica

Massimo Maggiari, Dalle terre del Nord. Alla ricerca dell’anima artica, Cda & Vivalda Editori, 2008, pag. 132, Euro 13,00.

di Alberto Pezzini

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Belin che bello ragazzi !
Che libro per volare su di un disco di Enya ed in mezzo alla neve. Senza ciaspole ma con le ali di un gabbiano. Non me ne vorrà Maggiari per l’incipit. Si tratta però di un libro che salpa nell’anima come per caso. Uno di quei volumi che ti arrivano – anche se li hai richiesti per una curiosità fisiologica – e che poi ti metti a leggere alla sera, quando sei stanco. A volte i libri si valutano anche così. A seconda del momento o dell’occasione. A seconda della temperie spirituale in cui uno si trova buttato. E’ un volume new age. E’ una definizione stupida e riduttiva. E’ un volume all’antica, capace di seguire l’arco di un fiume interiore durato una vita.
Maggiari è genovese di nascita ma vive ormai da tempo nella Carolina del Sud, a Charleston, dove insegna lingua e letteratura italiana al College di Charleston. E’ un uomo dall’aspetto poderoso, sa di vichingo e guerriero che ha faticato. Nella fotografia che lo incornicia nel risguardo di copertina sembra guardare verso un mare lontano, con un tamburo sotto il braccio. I libri si valutano anche per le orecchiette che uno ci fa. Altri hanno l’abitudine di sottolineare i passi più significativi con un frego sottile della matita. Altri usano il libro in modo fisico segnalandosi le pagine più intense con delle piccole, minuscole orecchiette laterali. Continua a leggere→

Cicisbei. Morale privata e identità nazionale in Italia

di Alfio Squillaci

Roberto Bizzocchi, Cicisbei. Morale privata e identità nazionale in Italia, Laterza, Bari, 2008

L’Età dei Lumi coincise in Italia con la diffusione della singolare pratica sociale presso la classe aristocratica dei cosiddetti “cicisbei”. Cicisbeo è un termine attestato in Italia fin dalla fine del ‘600 col quale si designa quel Cavalier servente pronto ad accompagnare in tutte le attività pubbliche la dama sposata con il consenso pacifico del di lei marito, e con la quale egli si intrattiene in fitti bisbigli, da dove forse trae origine onomatopeicamente il termine stesso. Dall’immagine posta in copertina del libro (un dipinto di Giandomenico Tiepolo) si evince icasticamente la consuetudine pubblicamente accettata di questo singolare ménage à trois, abbastanza bizzarro per i nostri costumi di oggi.
A dire il vero questo costume sociale fu indicato da osservatori arcigni, quali Sismonde de Sismondi, come il punto più basso del rammollimento di una nazione intera. Nel volume XVI della sua monumentale Histoire des Républiques italiennes Sismondi (con il quale polemizzò, com’è noto, il Manzoni delle Osservazioni sulla morale cattolica), indicò proprio nel cicisbeismo il punto di approdo di quel grande arco di civiltà italiana iniziatosi con i Comuni. Continua a leggere→

Tortuga

di Alberto Pezzini

Valerio Evangelisti ,Tortuga, Mondatori Strade Blu, 2008, pag. 330 – Euro 16,50
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Finalmente c’è ogni tanto da divertirsi. Evangelisti deve molto a Salgari. Con un occhio capace però di solleticare la sessualità. In maniera sottile, quasi perfida. Questo è un romanzo d’appendice allo stato puro. E’ trasgressivo come certi romanzi psicologici ed ha in più la forza oscura ed inconscia del sesso a tenerti avvinto alle pagine. In Noi saremo tutto il sesso era più esplosivo, più manifesto. Non aveva paura alcuna di chiamare le cose con il loro nome. Forse era addirittura troppo accelerato in alcuni punti. Qui il sesso è un’attesa infinita sul mare. Con un exploit finale che non ti saresti aspettato per la crudeltà secca con cui si chiude. Continua a leggere→

La via d’uscita

Marc Batard,  La via d’uscita. Confessioni intime di un alpinista estremo, Cda & Vivalda 2007, Euro 17,00. ( trad. di Gabriella Bosco e Paolo Brunati)

di Alberto Pezzini

Può un libro del genere passare praticamente inosservato ? In Italia dove si scrive più di quanto si legge e dove perfino Cristian De Sica scrive un libro godibile e casereccio come Figlio di papà ? E’ strano pensare che un alpinista express come Batard, famoso nel mondo per la velocità con cui inanella le scalate, scriva un libro per dire di essere omosessuale, abbandonare l’alpinismo, e non susciti se non un battito di ciglia ? Mettiamo che per una volta un libro non sia soltanto tale. Continua a leggere→

Duflo, pensieri anti-miseria

La studiosa non crede ai teorici della «mano invisibile» del mercato.
36enne, è la più giovane docente del Collège de France e oggi inaugura la cattedra «Saperi contro la povertà»

36enne

IL CASO. È ritenuta una dei 100 intellettuali più influenti del mondo: l’appello dell’economista dello sviluppo per un mercato equo

DA PARIGI
DANIELE ZAPPALÀ

« Voglio raccontarvi una storia, la storia di Abu, contadino del Bangladesh negli anni Settanta » . Ogni anno, cominciano così i corsi di una giovane docente di ruolo d’economia al Mit ( Massachussetts Institute of Technology), la più celebre università di scienze e tecnologia al mondo. « Abu è malato perché è povero ed è povero perché è troppo malato per lavorare », narra con forte accento francese la giovane insegnante. Prima di aggiungere ogni volta, senza nascondere l’emozione, qualcosa del genere: « Ma c’è di peggio. Abu aveva un albero del pane che avrebbe potuto garantirgli centinaia di rupie l’anno. L’ha tagliato prima che desse dei frutti, vendendo il legno per pochi spiccioli. Ha dovuto farlo perché la sua famiglia era affamata. Abu ha distrutto il suo capitale. Perché Abu ha agito così? Per un economista, questo gesto è incomprensibile » . Continua a leggere→