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Qualche critico letterario prima o poi dovrà accorgersi, ammettere e scrivere che non ci troviamo di fronte a un semplice libro di poesia. Questo è un libro di “teatro in versi” e più precisamente è un libro di “teatro di parola” in versi. Le origini sono chiare e basterebbe tornare sull’idea abbozzata del coro di voci in Bestia da stile di Pasolini per riconoscerne l’imprinting (si torni soprattutto sulla conclusione del II episodio). D’Elia naturalmente sviluppa questa intuizione-base con la maestria formale del suo poema in fieri e con la forza delle eredità raccolte ed incarnate: Baudelaire, Leopardi, Dante, Penna, Saba, Caproni (si torni qui sul tema della “tradizione come eresia” in Gianluca Pulsoni, Scorie contemporanee, pp.30-34). Dove prima c’era un seme, adesso un albero. Continua a leggere
Archivi categoria: Letture
da “QUI DA NOI”, di Zena Roncada
Non più
Settembre di giorno è ancora l’estate, di sera e di notte non più.
La civetta lo dice, vicina alla casa.
Di notte l’odore di ciancia batte nei vetri.
E’ di zolfo dolciastro e di altro.
Della barbabietola ha solo il fresco di cetriolo maturo.
Racconta la fabbrica che c’era.
Coi suoi rumori (o clangori) secchi e ritmati, andava e andava: zampettio di cingoli e luci, e operai nascosti chissà dove a sudare.
A sentire l’odore, viene voglia di cercare i vapori, o almeno le strie dei carri, per terra, o la gente ai cancelli a guardare ‘sto circo da poveri, che non costa niente.
La fabbrica è spenta, da tanto.
Tana di gatti, che la notte colano lungo i muri, senza rumore, come miele dal vaso.
L’odore viene da lontano, portato dal vento.
Perché anche i luoghi hanno fantasmi, a saperli annusare.
Ci son storie fatte d’odori che restano in gola come carta vetrata.
Vi invito a leggere l’intero e-book di Zena Roncada:
Qui da noi, ( Feaci Poesia )
Mi ringrazierete.
Joao Guimaraes Rosa – “Grande sertao”
La dolcezza del buttar nel dimenticatoio una quantità di cose – le cose stupide in cui la gente nel pensare e nel fare vive imprigionata, solo per necessità, ma senza nobiltà. Diadorim, quando era sicuro di star solo, canticchiava, e credo con buona voce.
Pagina vuota*, di István Örkeny
Pagina vuota*
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*Questa “pagina vuota” parla di cose che non esistono, oppure di cose che esistono, ma sulle quali l’autore non ha niente da dire.
(da: István Örkeny, Novelle da un minuto, edizione italiana a cura di Gianpiero Cavaglià, Roma, edizioni e/o, 1991)
Il fragoroso silenzio di Dio. Da: “Le cose come stanno” di Franz Krauspenhaar.
(E’ la fine del 1966. In una sperduta cittadina della Germania occidentale il sacrestano Puch scrive una lettera al fratello Fritz, pittore affermato, residente in Danimarca. La lettera prende la misura delle notti in cui viene freneticamente scritta, un monologo di tempo arrestato e sconvolto sulla pagina, un urlo strozzato di brama inferocita, del fiato sempre troppo corto davanti all’equazione che fa della vita una sconfitta. L’unica amante fedele, l’abbraccio disperato e certo nell’assordante, ubiquo silenzio di Dio. F.M.).
Che cos’è la noia, Fritz? Tu lo sai? È l’Europa, la noia. Ne sono sicuro, di questo. È la cara, nobile, vecchia Europa che cammina traballando. Che ci fa camminare tutti. Non sentiamo, noi tutti, odore di macerie? Non fumano più, no: ma comunque esistono, vengono da noi, avanzano, senz’aria, piene di un duro passato, duro a dimenticarsi. A volte questa terra sembra che preghi una preghiera lancinante, vorrebbe Dio, lo cerca, ma Lui non c’è, Lui non c’è. È andato via, e tornerà. Ne sono sicuro. Si allontana, ritorna. Lui fa così. Fa buio, spesso. Spesso fa buio. Non bastano i fari, non bastano le lampade, né le luminarie. Fa buio e fa freddo nel nostro ruvido cuore, fa freddo in qualunque cantuccio, fa freddo pregando e fa freddo bestemmiando, e fa freddo semplicemente aprendo la bocca, e parlando, e soprattutto, fa freddo parlando con le nostre solite dure parole. La fredda noia mangia la mia aria, e calpesta il mio pavimento coperto di sogni sbolliti come rabbie. Continua a leggere
Chin P’ing Mei: Che è l’uomo, che è mai il potere?
di Giorgio Morale
“… racconti che si incrociano lasciando all’alternanza libera di gesti, di azioni e di accoppiamenti, il compito di rivelare il segreto di ogni avvicinamento sessuale. Un diario erotico che ricostruisce il profilo di una passione erotica e sentimentale, senza caricarla di troppi significati sottintesi, ma anzi lasciando che la fisicità pura prenda lentamente il sopravvento, celebrando la gioia della carnalità al femminile, la bellezza del corpo maschile, la magia dell’avvicinamento e della seduzione”.
Così una nota casa editrice italiana presenta una raccolta di racconti erotici inserita nel proprio catalogo. Continua a leggere
D. F. Wallace e il tempo
Un indizio che c’è qualcosa di non proprio reale nel tempo consecutivo come viene da noi esperito sta nei vari paradossi del tempo che apparentemente passa e di un cosiddetto “presente” che si srotola sempre nel futuro creando sempre più passato alle sue spalle.
Libri giuntimi (rubrica 3)
Johanna Venho, Giancarlo Tramutoli, Carla Bariffi, Pasquale Di Palmo, Alessandro Ghignoli, Gabriela Fantato.

Mio indirizzo per posta cartacea al fine che mi curi di voi: Gian Ruggero Manzoni Via Fiumazzo 232 – 48020 San Lorenzo di Lugo (RA).
Da figlio a padre…
di Pasquale Giannino
San Donato di Ninea Chiesa Dell’Assunta
La casa dove ho trascorso l’infanzia e parte dell’adolescenza era di mio nonno Pasquale. L’aveva acquistata negli anni Sessanta, coi risparmi svizzeri. Non fraintendetemi! Non era un uomo d’affari. E neanche benestante. Era da sempre un contadino. Aveva fatto la guerra d’Etiopia. Poi, richiamato per il secondo conflitto mondiale, dovette lasciare il figlioletto di pochi mesi (mio padre) e la giovane moglie, confidando nella solidarietà del vicinato. “Ero nel reparto munizioni e viveri,” mi diceva, “non ho mai sparato un colpo”. “Quando ritornò dopo lo sbandamento,” mi racconta mio padre, “vidi un uomo che barcollava in lontananza. Si fermò sotto un albero e ne strappò il frutto. Poi si avvicinò, mi prese in braccio… baciò mia madre. Subito dopo si lasciò andare stremato.”
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ZHUANG-ZI
• La grande intelligenza abbraccia, la piccola intelligenza discrimina: la grande parola è luminosa; la piccola parola è prolissa. Quando gli uomini dormono, la loro anima entra nella confusione, quando si svegliano, il loro corpo si mette in movimento. Le associazioni umane generano intrighi e complotti. Nascono così le indecisioni, le falsità, i pregiudizi. Piccole apprensioni generano inerzia e pigrizia. Quando gli uomini entrano in azione, guardano i propri simili come l’arciere prende di mira la propria preda; poi restano immobili, attenti alla loro vittoria come congiurati. Si indeboliscono così ogni giorno, come l’autunno e l’inverno che declinano. Sprofondano senza ritorno nelle loro abitudini, vi soffocano e si degradano con l’età; il loro spirito va verso la morte; niente li aiuta a ritrovare la luce.
Le donne di Boine
Eva Kuhn Amendola a Boine
Florenz, 12 novembre 1911
Und toricht blind ist,wer erdreist im Dunken, / wer Tod u. Leben unterscheiden will. /
J. Baltrusciaitis ( poeta di nazionalità lituana )
Ed é un povero cieco colui che ardisce distinguere la morte dalla vita.
La mia traduzione italiana della stessa poesia. Forse Le piacerà!
Tanti, tanti buoni auguri e saluti affettuosi.
E. A.
Libri giuntimi (Rubrica 2)
Lucianna Argentino, Guido Monti, Alessandro Monticelli, Italo Testa, Alessandro Assiri, Paolo Battistella, Lucetta Frisa.

Come vi avevo preannunciato nel mio blog all’atto della chiusura, come in altre sedi, il dedicarmi più a voi che a me è ormai diventata parola d’ordine per il sottoscritto (anche se un qualche rigurgito di ‘narcisistico’ trasporto ancora, qui e là, fa capolino, ma si sa, non si può cambiare dalla sera alla mattina un’impostazione virulentemente ‘aggressiva’, per anni e anni più che altro fomentata da situazioni altre capitatemi, ma nel certo cullata da un Io travagliato comunque predisposto alla scazzottata e al ‘turpiloquio’, infatti bisogna dare il tempo alla ‘bestia’ che si plachi, poi che si svapori, come nebbia al sole “…in quel nuovo mattino… alla vista dell’Unica Bellezza”, così da tentare di prepararmi alla vecchiaia o alla morte con maggiore serenità).
Procedo, con tale spirito in ‘elevazione’, a segnalare-recensire i libri che state inviandomi (e vi ringrazio). Mio indirizzo per posta cartacea al fine che mi curi di voi: Gian Ruggero Manzoni Via Fiumazzo 232 – 48020 San Lorenzo di Lugo (RA).
Roberto Morpurgo, Pregiudizi della libertà Libro di sarcasmi e di malinconiche superstizioni
di Emanuele Spano
Roberto Morpurgo, Pregiudizi della libertà Libro di sarcasmi e di malinconiche superstizioni, Athanor, Ed. Joker, Novi Ligure 2006, pp. 128,€ 13,00

L’ultimo libro di Roberto Morpurgo, Pregiudizi della libertà, ci presenta uno sterminato, quanto complesso e variegato, catalogo di temi e momenti, svolti con arguzia e sarcasmo attraverso la forma dell’aforisma, l’unica, forse, capace di cristallizare l’attimo e di restituirci senza retorica la riflessione che ne consegue. Ma è lo stesso autore a tentare di dare uno spiegazione al proprio strumento, chiarendocene il ruolo ed il campo, per esempio quando ci dice che: «L’adempimento dell’aforisma consiste nel fatto che non potendo dire tutto in una volta, dice però quel che accade a causa di quella impossibilità», ed è proprio la riflessione sul linguaggio e sul potere della parola a rappresentare il primo motivo di fascino di questo libro, in cui è proprio il dire oggetto della riflessione, ancor prima di ciò che si dice o si vuole dire. Continua a leggere
Il canto dei campi

Il canto dei campi è l’ultimo progetto editoriale curato dall’Associazione per la Poesia Il Ponte del Sale di Rovigo.
Un intento ambizioso, quello di riportare ad ennesima vita le Georgiche di Virgilio, qui riproposte nel loro Libro Primo grazie all’illuminata traduzione di Gianfranco Maretti Tregiardini, sensibile nel traslare l’armonia della composizione originale, tra-ducendo con perizia e dedizione uniche, senza mai tradire il testo a fronte, anzi rinverdendolo di nuova, moltiplicata poesia ad ogni verso. Un’opera preziosa nel contenuto come nella veste grafica, che ne racchiude le gemme come in uno scrigno da riaprire e da sfogliare.
Il canto dei campi
Georgiche Libro Primo
di Publio Virgilio Marone
nella traduzione di Gianfranco Maretti Tregiardini
collana Gli alberi capovolti
Il Ponte del Sale, Rovigo, 2006
Raccontare a Kublai
“Non è detto che Kublai creda a tutto quel che dice Marco Polo quando gli descrive le città visitate nelle sue ambascerie, ma certo l’imperatore dei tartari continua ad ascoltare il giovane veneziano con più curiosità e attenzione che ogni altro suo messo o esploratore.” Continua a leggere
IL dolore è un’illusione

I 3 Es del dolore: 1) L’inattività è spesso il risultato della discordia tra i sentimenti, la razionalità e la natura. 2) Lasciate i dubbi e le insicurezze alle vostre spalle e trovate la strada verso l’unico cerchio. 3) Dovete trovare la pace in voi stessi fermando le onde.
Nell’immediato dopoguerra, quando le case editrici europee e statunitensi decisero di pubblicare o ripubblicare le prime traduzioni di “Siddharta” di Hermann Hesse, non potevano immaginare l’enorme impatto che il romanzo avrebbe avuto sulla cultura occidentale. La storia apparentemente semplice del libro – un giovane e bene educato bramino, Siddharta, che sfida la tradizione paterna per vagabondare in India alla ricerca dell’Illuminazione – piacque allo stesso tempo ai vagabondi inquieti, ai giovani alienati, ai figli dei borghesi come agli anarchici.
Prima di ogni dire, prima del silenzio

lettura mia della prima parte di Per soglie d’increato di Francesco Marotta
C’è il verde – angeli di verde – luna verdeggiante – urlo verde – erba sullo stelo – tagli smeraldini di ricordi – immobili foglie di sillabe malate.
Nell’insonnia che dimora e che impedisce il viaggio nel sogno si avverte la resa e il dolore della resa, di una morte che si riconosce. Di un corpo che viene studiato al microscopio, reale come reali sono i libri, reali come ferite squarciate, bave, ossidi alcolici, ampolle di vetro, bilance, piatti vuoti. Continua a leggere


