Nel 1996, Woobinda, un libricino scritto dal poeta ventinovenne Antonello Satta Centanin, con il buffo pseudonimo di Aldo Nove – a quanto pare è ricavato da “Aldo dice 26×1“, frase in codice del comunista Pietro Secchia per dare il via alla Liberazione del 25 Aprile – viene pubblicato, con successo di pubblico e critica, dal giovane Alberto Castelvecchi, linguista ed editore romano, che in quegli anni vuole colmare un vuoto obiettivo nella bibliografia nazionale sui fenomeni pop di strettissima attualità. Continua a leggere
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I gatti di Bukowski
Linda Lee Bukowski vedova del bizzarro scrittore americano (1920-1994), l’anno scorso dà alle stampe un nuovo libro postumo del marito, On Cats, che raccoglie poesie e frammenti sull’animale da loro più amato, al punto da arrivare a possederne nove esemplari nella piccola villetta californiana. Continua a leggere
La ‘poesia’ della scienza. Riflessioni su tre libri bio-divulgativi
Da ‘vecchio’ umanista quale mi reputo, per le mie brevi vacanze marittime, ho voluto leggermi, oltre romanzi, poesie e graphic novel, anche tre testi scientifici o per meglio dire tre libri che hanno a che fare con la scienza (in particolare la biologia): i primi due sono recenti e divulgativi, il terzo è un classico di tutti i tempi in una nuova bella riedizione bilingue. Continua a leggere
Quando cadono le stelle di Gian Paolo Serino
“(…) un grande show di uomini e donne che hanno vissuto, creduto, sbagliato, pianto, sofferto, hanno abusato di se stessi o della loro fama, hanno mentito, hanno amato e sono stati amati tanto quanto hanno odiato, hanno perso e hanno vinto, ma non sono mai morti”. Con queste parole si conclude il nuovo libro di Gian Paolo Serino, che sembra di proposito riassumere quanto scritto in ogni pagina antecedente: un libro anomalo, ma proprio per questo genialmente originale, fin dalla scelta del genere letterario a metà strada fra saggio, romanzo, raccolta di racconti con un filo conduttore. Continua a leggere
LA LETTERA SCARLATTA. Rivelazioni, recensioni, recuperi, rigetti, rassegne, rarità, rotture e altro di Pasquale Vitagliano
Italiani fortunati (oggi). Gli europei ieri.
Quando si pensa che il terrorismo e il terrore in Europa sia una novità ha memoria corta. Oppure non sa cosa è accaduto in Italia tra il 1970 e la prima metà degli anni ’80. Ho addirittura ascoltato un giornalista – l’aggravante è che fosse italiano – dire che l’Italia è fortunata. L’Italia sarebbe fortunata oggi perché non (ancora) toccata dal terrorismo islamista.
Il professore brasiliano. Riflessione sul nuovo romanzo di Cristovão Tezza
Se per meglio comprendere il contesto socioculturale in cui avvengono le attuali Olimpiadi – Rio de Janeiro 2016 – si volesse leggere un libro emblematico, la scelta potrebbe tranquillamente riguardare La caduta delle consonanti intervocaliche, di recente proposto da Fazi Editore. L’originale data 2013 ed è opera di Cristovão Tezza, forse il massimo romanziere brasiliano vivente, mentre il titolo originale O professor – letteralmente il professore – riflette meglio l’argomento del libro, oltre a essere in patria una trovata di marketing decisamente popolare rispetto all’elitaria soluzione italiana; di certo puntare su un accostamento di parole ignote ai più – quanti sanno cosa siano le consonanti intervocaliche? – significa respingere un pubblico di massa, puntando invece su un lettore minoritario, colto, erudito, magari abituato ai romanzi dove la forma (ricerca, sperimentazione, lavorio attorno a linguaggio, prosa, sintassi) risulta parte integrante del tessuto narrativo. Continua a leggere
SUL TAMBURO n.23: Roberto Arlt, “Un viaggio terribile”
Roberto Arlt, Un viaggio terribile, a cura e con una postfazione (Roberto Arlt, o l’arte di inventare) di Luigi Marfè, Siena, Radio Londra Edizioni, 2015
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Non è ancora il tempo di una sintesi compiuta riguardo il lavoro intellettuale e la produzione letteraria di Roberto Arlt (Buenos Aires, 1900-1942). Nonostante un nutrito gruppo di benemerite traduzioni (o nuove traduzioni) dei principali romanzi dello scrittore di origine tedesca soprattutto nell’ambito del progetto Sur di collaborazione culturale italo-argentina e nonostante l’interesse per Arlt risalga già agli anni Settanta quando I lanciafiamme, I sette pazzi e Il giocattolo rabbioso furono tradotti per Bompiani e Savelli (io li lessi, infatti, in queste edizioni), un’ampia parte della sua opera è ancora in attesa di essere conosciuta in ambito italiano. Mancano all’appello i testi teatrali e le sceneggiature, ad esempio, molti scritti giornalistici e parte dei racconti1
LA LETTERA SCARLATTA. Rivelazioni, recensioni, recuperi, rigetti, rassegne, rarità, rotture e altro di Pasquale Vitagliano
Se è vero che il Mezzogiorno è una “periferia” – come ha denunciato monsignor Luigi Mansi arcivescovo di Andria nella sua orazione funebre – non è affatto scontato che le periferie debbano essere povere. Come è altrettanto possibile che arretratezza e modernità convivano perfettamente. Il Financial Times scrive che il Sud è “morto” e individua le cause nello “stato delle infrastrutture, nel letargo della burocrazia e nell’arretratezza del Mezzogiorno”. Continua a leggere
Vita da Paz. Storia e storie di Andrea Pazienza
Un nuovo libro di Franco Giubilei intitolato Vita da Paz. Storia e storie di Andrea Pazienza, edito da Odoya, con premessa di Sergio Rossi e introduzione di Luca Raffaelli, torna a occuparsi di un artista ‘sui generis’ nato il 23 maggio di sessant’anni fa a San Benedetto del Tronto: Andrea, figlio di Enrico Pazienza, insegnante di educazione artistica, e di Giuliana Di Cretico, casalinga. Continua a leggere
SUL TAMBURO n.22: Mariagrazia Carraroli, “Paesaggio condominiale”
Mariagrazia Carraroli, Paesaggio condominiale. Poesie, illustrazioni di Luciano Ricci, Firenze, Florence Art Edizioni, 2015
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Ciascuno di noi vive insieme agli altri, in circostanze che sono sempre diverse ma, in fondo, restano sempre le stesse, ripetute e rinnovate giorno dopo giorno, ora dopo ora. I condominii sono parte integrante del nostro paesaggio mentale, del nostro modo di vivere associato. Convivenza non sempre agevole (talvolta spiacevole, talvolta turbolenta ma anche fonte di sorprese), quella condominiale è un’esperienza comune a tutti che merita, proprio per questo, di essere trasformata in emozioni e in situazioni liriche. Mariagrazia Carraroli ne è ben consapevole nel suo libro che nasce da esperienze quotidiane e personali rivissute e trasformate in parole di consapevolezza raggiunta:
«PAESAGGIO CONDOMINIALE. Oltre il balcone / il pino marittimo in burrasca / lancia segnali. // Travolto legno / in mare sconvolgente / per folle nocchiero / ha il fiato di Monte Morello. // Il telo del quarto piano / e la selva degli aghi / ricuciono lesti la quiete. // Dipana l’azzurro / appena sbiancato / da orme fuggitive di tempesta» (p. 12).
Giacomo Sartori, Sono Dio
Sono citazioni impegnative, quelle che Giacomo Sartori pone in esergo al suo ultimo romanzo, Sono Dio (Enne Enne Editore, Milano, 2016). Leopardi, Carl G. Jung e due filosofi francesi contemporanei, non notissimi in Italia, Marcel Gauchet e Frédéric Lenoir, danno un compendio per cenni del discorso della modernità su Dio: l’eclisse del sacro, la secolarizzazione, il disincanto.
Temi spinosi, dal punto di vista limitato e parziale del genere umano. Dal punto di vista però dell’eterno e dell’infinito, cioè Dio, il Dio della rivelazione monoteista semitica, che è totalità delle totalità, e creatore onnipotente, sono quisquilie, trascurabili rognette di una porzione minuscola del creato, che non pare nemmeno proprio ben riuscita, e sarà presto annichilita, così informa il narratore, che, superfluo dirlo, è un narratore onnisciente – come potrebbe essere altrimenti?
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LA LETTERA SCARLATTA. Rivelazioni, recensioni, recuperi, rigetti, rassegne, rarità, rotture e altro di Pasquale Vitagliano
Il televisore di fronte allo specchio
Pasolini definisce la televisione alienante non in quanto contenuto ma come “cornice”. E’ inutile qui associarsi al giudizio profetico che condivido a pieno. Quello che invece mi attrae è il discorso sulla cornice. Ed è un discorso sul guardare, sullo specchio, sul dentro e fuori. Al cinema lo ha anticipato Hitchcock con il film La finestra sul cortile. In realtà, si tratta di una vecchia questione che parte da Lucrezio, che per primo affronta l’affronta: la distanza tra azione – il naufragio del De Rerum Natura – e lo spettatore.
SUL TAMBURO n.21: Salvatore Martino, “Cinquant’anni di poesia 1962-2013”
Salvatore Martino, Cinquant’anni di poesia 1962-2013, a cura di Donato di Stasi, Roma, Edizioni Progetto Cultura, 2015
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Cinquant’anni, mezzo secolo di poesia, sono tanti e va da sé che non si possono racchiudere in una formula, in una frase che abbracci un percorso tanto lungo e tanto variegato. Il tentativo, tuttavia, va comunque fatto perché l’esperienza poetica di Salvatore Martino ha caratteristiche sue peculiari che non debbono passare inosservate nel mare magnum del calderone della poesia contemporanea.
Il percorso di Martino, peraltro ben ricostruito da Donato di Stasi nella sua massiccia Introduzione al volume, inizia nel 1969 (anche se molti testi raccolti in questo volume risalgono già al 1962) con Attraverso l’Assiria (Caltanissetta, Casa Editrice Terzo Millennio, 1969) e La fondazione di Ninive (Roma, Carte Segrete, 1977), due raccolte che incidono già, nel mondo poetico e culturale del poeta, il segno pieno della sua scrittura e della sua aspirazione a una visione colorata e sanguigna del mondo con cui si confronta. In essi – scrive di Stasi:
MAILÉN, UNA VERITÀ NASCOSTA di Lorenzo Marotta
Ci sono eventi che hanno segnato l’umanità lasciando piaghe profonde sulla pelle della Storia. Alcuni vengono ricordati periodicamente, altri rischiano di rimanere offuscati nella nebbia dell’oblio.
Tra le tante ferite della Storia, va senz’altro ricordata la tragedia dei desaparecidos: gli oppositori scomparsi a opera della dittatura dei generali in Argentina a seguito del colpo di stato del 1976. Si tratta di una vicenda abbastanza nota che, però, non è conosciuta da tutti. Ecco allora che, ancora una volta, la letteratura può intervenire per colmare buchi di conoscenza o per rinsaldare una consapevolezza assopita. Di recente è approdato in libreria il nuovo romanzo di Lorenzo Marotta intitolato “Mailén, una verità nascosta” (Vertigo, 2016, p. 267, euro 13), incentrato – per l’appunto – sulle “stragi invisibili” organizzate dalla dittatura militare argentina nel corso degli anni Settanta: una sorta di epurazione che segnò il destino di circa trentamila dissidenti o sospettati tali (tra uomini, donne, giovani, preti, suore) spariti nel nulla a opera del regime militare. Continua a leggere
Il Calcio d’autore di Antonio Donadio
Gli Europei di calcio stanno volgendo al termine e l’Italia come sempre è divisa in due, tra chi ama e chi detesta il gioco del pallone: pro o contro senza mezze misure. Per l’evento sportivo e mediatico annunciato da mesi, anche l’editoria si attrezza in tempo per offrire ai lettori romanzi e saggi sul football (o soccer, per dirla all’americana), sia per cercare di attrarre nuovi lettori dalle tifoserie storicamente ritenute incolte o addirittura ignoranti e semianalfabete, sia per mostrare a tutti che sport e cultura non sono due fenomeni contrapposti, ma addirittura riescono a convivere nelle passioni di molti scrittori insospettabili. Continua a leggere
LA LETTERA SCARLATTA. Rivelazioni, recensioni, recuperi, rigetti, rassegne, rarità, rotture e altro di Pasquale Vitagliano
Ode all’arte “assenteista”
In un viaggio a New York ho visitato una mostra al museo Guggenheim; Storylines: questo era il titolo. Il tema era, spero di aver interpretato bene, il rapporto tra opera d’arte e biografia dell’autore. Insomma, l’arte come “narrazione” dei vissuti umani e del vissuto particolare dell’artista. Mi ha colpito un’installazione del vietnamita Danh Vo. In realtà, più che l’opera – l’arte post-moderna ci ha offerto un catalogo inesauribile di stranezze, dal WC al vuoto pneumatico – mi ha fatto riflettere la didascalia a sua presentazione. Continua a leggere
SUL TAMBURO n.20: Guido Guidi Guerrera, “La truffa”
Guido Guidi Guerrera, La truffa, Reggio Emilia, Imprimatur Edizioni, 2016
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La più grande (e riuscita) truffa della storia dell’Occidente avvenne a Lisbona tra il 1925 e il 1926. Le sue ripercussioni furono enormi per la storia della nazione lusitana – senza il gravissimo scandalo suscitato dalla burla (come viene chiamata in portoghese) orchestrata da Arturo Virgilio Alves do Reis e dai suoi complici di tutta Europa, e dalle sue ripercussioni a livello economico nazionale e internazionale, l’inflazione non avrebbe dilagato in Portogallo e i militari non avrebbero trovato la forza e il consenso necessari a prendere il potere (con il colpo di stato del 28 maggio 1926 che portò al potere António de Oliveira Salazar per lunghi decenni fino alla “rivoluzione dei garofani” del 1975). Non si trattò, allora, solo di un evento criminale sia pure di livello notevolmente alto per conseguenze e implicazioni ma della tipica goccia che fece traboccare un vaso fino allora rimasto colmo soltanto fino all’orlo (analoghe conseguenze ebbero storicamente eventi dello stesso tipo: l’affaire Stavisky nella Francia del 1934 con le imponenti conseguenze che ebbe sul governo del radicale Camille Chautemps costretto alle dimissioni e, più indietro nel tempo, nel 1786, l’affaire del collier della regina Maria Antonietta all’alba della grande stagione della Rivoluzione Francese – sembrerebbe che, dal punto di vista della storia universale, grandi truffe siano i prodromi di grandi eventi successivi, siano rivoluzionari o meno).
KSENJA LAGINJA, “PRATICARE LA NOTTE”
Ksenja Laginja – Praticare la notte – Giuliano Ladolfi Editore
La cosa singolare è che scrivo la recensione di questa raccolta poetica, Praticare la notte di Ksenja Laginja, intrisa di ariose oscurità notturne (reali e metaforiche) in un luogo (Visby, sull’isola svedese di Gotland) e in un momento (il solstizio d’estate) in cui è il giorno a farla da padrone, e le tenebre si affacciano appena solo per un’ora o due. Ma è l’atmosfera perfetta, sia per riflettere su un romanzo che ho in gestazione, sia per coltivare queste emozioni, per così dire, “in negativo”, attraverso letture fatte di Ombra e Luce. Durante il viaggio di andata ho letto La lucina di Antonio Moresco (ed. Mondadori), romanzo immerso nel buio ma con un unico – enigmatico – segnale luminoso a fare da guida a un narratore in cerca di risposte sulla vita e sull’Oltre. E anche un poemetto di prossima pubblicazione, del quale scriverò la postfazione, La via lattea di Diego Caiazzo, dove le vicende umane si specchiano nella profondità abissale dell’universo (esterno e interiore).
A suggellare il tutto, la lettura di Ksenja. Continua a leggere
Come è finita la guerra di Troia non ricordo.
di Mario M. Gabriele
La recente antologia di Giorgio Linguaglossa: Come è finita la guerra di Troia non ricordo. Poesia italiana contemporanea, Edizioni Progetto Cultura, 2016”, non appartiene a nessuna di quelle pubblicate nel Secondo Novecento, in quanto ha una sua specifica particolarità, che è quella della diversità progettuale, al di là dei consueti sistemi linguistici omologati. Questa antologia ha il pregio di essere un ventaglio poetico aperto a tutto campo, rispetto alle antologie generazionali e sperimentali degli anni Settanta-Ottanta. Essa si collega, senza preclusione alcuna, nelle diverse proposte poetiche, mai ferite dal pregiudizio, e da qualsiasi altra interferenza. Il curatore ha operato un proprio sistema di “guida” per immettere la poesia nel giusto raccordo anulare. Nel Postmoderno la poesia ha cambiato il proprio cromosoma. Continua a leggere
Noleggio arche, caravelle e scialuppe di salvataggio, di Riccardo Ferrazzi

È una straordinaria carrellata di avventure questo libro di Riccardo Ferrazzi, che descrive miti e leggende come fossero le ultime vicissitudini del vicino di casa. L’intenzione di fondo si palesa già nel titolo: Noleggio arche, caravelle e scialuppe di salvataggio (Fusta Editore, collana Bassa Stagione). Continua a leggere










