Di solito si pubblicano gli incipit in rete, e mi é costato non farlo, perché La luna di Toni La Malfa ha un bel incipit. Alla fine ho deciso di prendere questo brano, uno qualsiasi, come un pezzo di spazio sconosciuto che ci separa dalla luna, uno spazio che non sia il primo della vista. Perché questo é un romanzo che non aiuta a vedere la luna, vedere é un gesto scientifico, un calcolo, la luna bisogna guardarla, e guardare é inventare, é fiction. Guardiamo la luna, e leggiamola in questa bella e generosa e intima narrazione. Scopriamo finalmente come sia stato il mare miliardi di anni fa ad aver sognato per primo la luna. Cos’é del resto, secondo molti studiosi, la luna, se non un’onda, una marea generata dalla terra quando questa aumentava la sua quantità di moto. Col tempo queste maree incredibili si alzarono troppo per poter essere stabili, giacché la forma dei mari era di puro gas, di nebbie e cosí una di queste onde gigantesche venne sputata nello spazio. Era la luna.
Paolo parcheggiò con il muso della Uno rivolto verso il mare, verso l’Elba, di cui ormai si intravedeva solo la sagoma e le luci del Cavo e di Porto Azzurro. Il mare era illuminato dai riflessi della luna.
Verso piazza Bovio videro un paio di auto con sirene lampeggianti, altre macchine ferme; forse un incidente, forse un semplice controllo, ma riuscivano a distinguere altro. Continua a leggere→