Archivi categoria: Scritture

Gli Idioti

di Nadia Agustoni

Amare i libri e amare un libro. Questa storia potrebbe iniziare così. Incomincia però negli anni Ottanta quando era difficile vivere in provincia con grandi ideali e con poche prospettive. In parte mi salvò la ricerca interiore a base di letture, camminate in collina, amicizie lontane. Dimenticavo: c’era anche la bicicletta. Dalle mie parti, nei paesi intorno a Bergamo, ci sono state subito ragazze nel ciclismo agonistico. Uno dei miei fratelli seguì da tifoso un giro d’Italia femminile a cui partecipava la figlia di un suo amico. Mi teneva aggiornata. La bicicletta era evasione. Non sognavo gare. Sognavo però delle storie.

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PRINCIPESSA

di Blackjack

Mi ero alzato soddisfatto. Non capita tutti i giorni di sedersi al tavolo con uno dei migliori giocatori di poker del mondo che, fra le altre cose, è anche il russo ricercato dalle polizie e dai servizi di mezzo mondo per traffico d’armi, e vincere. Il mio ego era più che appagato, galleggiava, anzi volteggiava leggero e invincibile. Continua a leggere

Vecchietti

di Blackjack

Marciapiede. Città. Centro storico. Sono mezzo rimbambito nonostante l’orario, quasi le 10 del mattino, ma la nottata è stata lunga. Mi sono vestito a casaccio, jeans, camicia, un maglioncino blu e Superga bianche anche se ha appena smesso di piovere. Le uniche che ho trovato nel dormiveglia. Cammino rapidamente, assorto e impegnato a schivare un sole smorto che litiga con le nubi. Gli obiettivi sono, in ordine di percorso: edicola, tabaccaio e bar per la colazione.

Ma come fa la gente ad essere già pimpante a quest’ora? Continua a leggere

Poesie di Alejandra PIZARNIK

(I testi di Alejandra Pizarnik e le traduzioni di Florinda Fusco sono tratti da Trame di letteratura comparata, diretta da Franco Buffoni, anno IV, 2004, numero 8/9, pag. 113-139.)

Alejandra Pizarnik (Buenos Aires, 29 aprile 1936 – Buenos Aires, 25 settembre 1972)

La noche

Poco sé de la noche
pero la noche parece saber de mí,
y mas aún, me asiste como si me quisiera,
me cubre la conciencia con sus estrellas.
Tal vez la noche sea la vida y el sol la muerte.
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Verne

Rileggere Jules Verne può essere un’esperienza dolorosa come incontrare la compagna di banco che ci faceva battere il cuore e trovarla ingrassata, disfatta, con dipinta sul volto una fisionomia da inconsapevole megera, e immaginare la vita d’inferno che avrà fatto passare a marito e figli negli ultimi quarant’anni. Eppure anche così, anche davanti all’evidenza del disinganno, capita di cogliere in un gesto, in un’occhiata, l’eco di sensazioni che credevamo perdute, di desideri che in gioventù ci sembravano nuovi e sconvolgenti e mai provati da nessuno, e che anche oggi non vogliamo riconoscere per quel che sono: vecchie esche di una vecchia trappola. Continua a leggere

Tradotti dal silenzio # 4 (Parte seconda) – Wallace STEVENS

                                                                            (La prima parte qui)

A primitive like an orb
(Un primitivo come un globo)

I

The essential poem at the centre of things,
The arias that spiritual fiddling make,
Have gorged the cast-iron of our lives with good
And the cast-iron of our works. But it is, dear sirs,
A difficult apperception, this gorging good,
Fetched by such slick-eyed nymphs, this essential gold,
This fortune’s finding, disposed and re-disposed
By such slight genii I such pale air.

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L’alfabeto che uccide (Wallace STEVENS) – di Nadia FUSINI

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[Il saggio di Nadia Fusini è tratto da Finisterre, numero 1, autunno/inverno 1985, Reggio Emilia, Elitropia Edizioni, pag. 64 – 76]

L’alfabeto che uccide – Wallace Stevens

     Scegliere delle poesie dal vasto corpus di un poeta «grande» come Stevens non può che giustificarsi come l’insano gesto di una folle passione. La passione si ferma, sappiamo, su dei «tratti»: niente di più fazioso, e cieco, di uno sguardo d’amore e di passione che in un tratto, in quel tratto, ritrova la totalità dell’essere amato – nel mentre che ne celebra forse il tradimento supremo. Continua a leggere

Il cavaliere di Graal – Patrizia VICINELLI

fantoni/porta

Il cavaliere di Graal

Da un altro punto furono viste le stagioni
fino lì sconosciute
solo allora poté sedersi ad ammirare
il senso dell’alternanza.
Dalla sua radice gassosa ne muta
la base visibile
e lo cimenta la traiettoria
di notte e giorno la luce,
il cielo. Continua a leggere

Da recitare nei giorni di festa – Giuliano MESA

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Da recitare nei giorni di festa
(23-24 agosto 1996)

               ai sans papiers

I

Dopo che l’afa prosciugò la gioia
e i bambini tacevano, assopiti sull’erba.
Il cane la tovaglia le racchette.
Passato via, il tempo, di qualcuno.
Le carezze. E i ceri che non ardono.
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Oralità, scrittura, storia – La poesia di Lello VOCE


(Silvio Merlino, Vulcano che dorme, 1985)

Io sono soprattutto un poeta. Tale mi considero, anche se mi è capitato e mi capita di scrivere romanzi, o di collaborare a quotidiani. Questo probabilmente deriva dalla ’fisicità’ della poesia, dal fatto che metto in gioco il mio corpo e la mia voce. Da anni ormai pratico uno strano tipo di poesia ad alta voce che forse si potrebbe definire Spoken Words, o Hip Hop Poetry, o Performance Poetry. Continua a leggere

Per le cinque dita – di Ferruccio MASINI

mano rossa

(I testi sono tratti da: Ferruccio Masini, Per le cinque dita (1958-1980), Milano, All’Insegna del Pesce d’Oro, “Acquario”, 1986)

Nulla

Metti accanto al fiore la parola nulla
metti accanto a tutte le cose la parola nulla
mettila accanto all’amore
mettila accanto all’ira della giustizia
all’orgoglio della fame ai grandi libri della saggezza
come il vuoto del silenzio che ammorza la memoria
come il limite dell’anticipazione
questo nulla che è soltanto nulla
e non è neppure il tuo nulla – è il nulla
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The Real Thing

di Francesco Forlani

In una delle ultime lettere mandate a Doris Dowling, Cesare Pavese, parlando di Vittorio de Sica cui avrebbe proposto la sceneggiatura di “Vita Bella” scrive:

He must rediscover in it the humble humble horrid tender real thing he is always after. The leitmotif of the lavabos could be a contribution.

Resta da capire se la “real thing” sia quella che premia, la ricerca dello scrittore o il fine di tutto il processo creativo. In altri termini in un’epoca letteraria in cui il giornalismo letterario si è travestito da letteratura è proprio necessario che la letteratura dismetta i propri panni per travestire gli scrittori in detective e reporter? Dopo la capitolazione della “critica” ridotta a popolo di chroniqueurs, cronacanti del mondo letterario, dove i libri escono, o entrano, mai che se ne stessero lì dove sono, perché partecipare cum gaudio alla disfatta della letteratura costretta a subire l’imprimatur della realtà. Ma poi si tratta veramente di realtà o solamente della contemporaneità?
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HARBJ, di Stefania Nardini

Marsiglia da Vieux Port / 2

Dedicato a un amico del cuore Mongi

Harbj

Direzione La Rose.

Di Stefania Nardini

Direzione La Rose.

Gli occhi. Non riuscivo a staccarmi da quegli occhi.

Neri. Glaciali. Dolcissimi.

La prossima. Si, la prossima fermata…. Chartreux.

Dovevo scendere. Dovevo impormi di scendere.

Poi una volta chiuse le porte del metrò sarebbe finita.

Ancora una volta…. Si ancora una volta. Come a Gabes. Datteri e punizioni. Come a Gabes chiuso a chiave dentro la stanza. Continua a leggere

Provocazione in forma d’apologo 56

Nel primo giorno di sole della stagione un uomo stanco decide di andare al parco per passare una mezz’ora di quiete. Con un sospiro soddisfatto si siede e si guarda intorno: mamme che chiacchierano, bimbi che giocano, cani che saltano. Uno di questi attira la sua attenzione. È un cane di taglia media, color crema; si trascina un guinzaglio fatto con un pezzo di corda e porta, come i cani per ciechi, un pettorale cui è collegata una specie di maniglia che gli passa sopra le spalle; il tutto realizzato alla meglio, con materiali di recupero. Continua a leggere

Terra bruciata di mezzo – di Mirko SERVETTI

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(Immagine di Giovan Battista Mazzucco)

Da: “Terra bruciata di mezzo (tra Vespero e Lucifero)”, inedito.

Fra le crespe esitanti,
frizzi di tosse
sghimbesci di fumo a mezz’aria.
La notte ancora da dire
col pigro tramenio
delle creature aeree
che via via avvezzate
all’azzurro opaco
cabreranno stridule
alla cerca d’insetti
nel primo chiarore. Continua a leggere