
Aruspici
il cigolio dell’altalena
ossessivo, somiglia
al grido di uccelli che precipitano
nell’azzurro.
Chi siano non so
né importa. Solo
aria stanca, bambini
cittadini e madri
con un carico di fumo leggero
nei polmoni. Continua a leggere

Aruspici
il cigolio dell’altalena
ossessivo, somiglia
al grido di uccelli che precipitano
nell’azzurro.
Chi siano non so
né importa. Solo
aria stanca, bambini
cittadini e madri
con un carico di fumo leggero
nei polmoni. Continua a leggere
EFESTO
contro la mia volontà e anche contro
la tua volontà dura oggi ti lego
con catene durissime alla vetta:
è sterile, senza le voci umane
e senza ombra. il sole ardente qui
sa umiliare il fiore della pelle,
e lo farà. Continua a leggere
a cura di Roberto Plevano
(da Thomas Bernhard, Auslöschung. Ein Zerfall, trad. it. Estinzione, a cura di A. Lavagetto, Adelphi, pag. 40-41)
I miei genitori, per citare un altro esempio del contrasto che li opponeva a mio zio Georg, odiavano il cosiddetto far nulla, perché non riuscivano neanche a figurarsi che un uomo di pensiero non conosce affatto il far nulla e non può affatto permetterselo, che un un uomo di pensiero vive nella massima tensione e con interesse sommo proprio quando, per così dire, rende omaggio al far nulla, perché loro non sapevano che farsene del loro effettivo far nulla, perché nel loro far nulla non accadeva effettivamente nulla, perché loro in verità e in realtà non erano affatto in grado di pensare, figurarsi di condurre un processo intellettuale. Continua a leggere
Nella casa in campagna di Elle, sulla porta a vetri che dà sul giardino, da qualche giorno si è installato un ragno enorme, di quelli “cattivi”.
Sta immobile al centro della sua tela, tela visibile a stento, soltanto guardando di lato e in certe condizioni di luce.
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Mozart a Praga –Tredici rondò su Praga
(Traduzione di Sergio Corduas)
(Mozart v Praze. T?ináct rondeaux o Praze, 1951)
I
Kdybych na flétnu um? hrát,
tak jako umím verše s rýmy!
[…]
Ah, se il flauto io sapessi suonare
come so fare i versi in rima!
La parola? Che vuoi che esprima
per colei che ha voglia di danzare
Continua a leggere

*
Non si vede pressoché niente da qui. Si scorge solo il fianco di una collina che scende, e un grandissimo abete dalla chioma regolare. E il tetto di un edificio a una sola falda che d’inverno, le volte che nevica, sembra volere come una slavina venirsene giù. E poi c’è un altro abete, ma questo qui ha le fronde che vanno a casaccio. Continua a leggere

Testi e traduzioni sono tratti da: Paul Celan, Sotto il tiro di presagi. Poesie inedite 1948-1969, traduzione e cura di Michele Ranchetti e Jutta Leskien, Torino, Einaudi, “Supercoralli”, 2001 (Die Gedichte aus dem Nachlaß, Frankfurt am Main, Suhrkamp Verlag, 1997).
Der Andere
Tiefere Wunden als mir
schlug dir das Schweigen,
größere Sterne
spinnen dich ein in das Netz ihrer Blicke,
weißere Asche
liegt auf dem Wort, dem du glaubtest.
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(Maria Amalia Cangiano, Sensazioni, 1997)
Da: Franz Krauspenhaar, Le cose come stanno, Milano, Baldini & Castoldi, 2003.
[…]
Ho ripreso a scrivere che è notte quasi avanzata: mi sto trasformando in uno scrittore di memorie scandite al tempo presente. Pensavo di poter dipingere, un giorno: ma me ne manca la forza, mi manca la benedetta forza di afferrare le mie budella e schiantarle, così come si trovano, contro la tela. Solo così potrei dipingere, ora. Continua a leggere
Le sere di febbraio si passano in casa a guardare il fuoco e ad aspettare la primavera, ma queste sere di giugno dal lungo crepuscolo sono belle da godere camminando per le strade e i sentieri lontano dalle case. Non ci sono ancora villeggianti e turisti, cercatori di funghi, cacciatori; i boscaioli contadini sono stanchi per la lunga giornata di lavoro, gli altri so¬no seduti davanti alla televisione o in discoteca. Così, dopo le uscite primaverili delle motociclette che fanno fuggire nel folto i caprioli che bramano l’erba novella ai bordi del bosco, in queste sere puoi camminare in altro tempo. In altri tempi da collocare nel tuo vissuto o nel vivendo che puoi scegliere.
In queste passeggiate, per non distogliere il vagabondare della mente e del corpo, non voglio per compagna nemmeno Ambra, la mia cagna spinona. Questo o quel sentiero? Uno vale l’altro, ognuno e qualsiasi può richiamarmi una storia o riservarmi una sorpresa. Al bivio prendiamo la strada che scende dolcemente per la valle o quella che sale diritta verso il monte sul dosso della morena? Qui, da ragazzi, ci conducevano in primavera per la Festa degli Alberi; il bosco era stato distrutto dalla guerra, ora è alto e fitto d’abeti. Pane e formaggio, una gazzosa in tre, una canzone in tutti ed eravamo felici. Quanti ragazzi eravamo! Continua a leggere

(Sergio Visciano, Light)
*
Adriano Padua, Communio, 2007, inedito
esplode come un fiore atemporale
che ti colpisce gli occhi
nel giro di una vaga realtà
fatta di tecnica
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(Silvia Monti, Così uguale, postfazione di Mary Barbara Tolusso, Milano, Lampi di Stampa, Collana “Festival”, 2008)
Parole e opere (mini auto-antologia religiosa)
Dalla sezione love songs – prima parte
(ora vomita tutto senza fare rumore.
vomita.
i colori i ricordi i suoi baci, anche il sole
vomita
i polmoni, lo stomaco, gli occhi
e per ultimo il cuore.
e poi muore)
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(L’immagine di copertina è uno still dal video Voyager, a journey through time and water (2005-2008), di Marco Mazzi.)
[Francesca Sallusti, La lepre cede il passo all’oro, prefazione di Jacopo Ricciardi, postfazione di Stelvio Di Spigno, Forlì, Editrice L’Arcolaio, “I Germogli”, 2008.]
Dalla prefazione (“Nell’universo nessuna cosa può mentire“) di Jacopo Ricciardi
La sincerità è incanto. Si deve parlare di poesia quando questa è portata con tanta sincerità e quando la sincerità è tanto particolare da porgere un incanto; un incanto particolarissimo e ricco come è quello femminile nel momento unico e privato di una donna che mette al mondo un figlio: questa poesia sembra possedere tutte le doti emotive e propulsive di un animo femminile còlto nel momento di maggiore sensibilità, come è quello, per una donna, della rivelazione di una nascita che si prepara. Continua a leggere

(Emilio Merlina, Secret love, 2006)
Antonio Scavone – 200 misti
Camilla Landriscina, Geppi Cassitto, Fulvio Rodimonti, Clara Gatto, Maria Bove, Espedito Arcovelino, Cosimo Lupoli, Franca la cassiera, Ettore il barista… nessuno, nessuno di noi si è accorto di quello che era già successo di là, nell’altra sala, dove di solito si gioca a carte. Ci eravamo tutti riuniti nella sala grande, quella del televisore, per seguire in diretta la finale dei duecento metri di Massimiliano Rosolino ai campionati mondiali di nuoto. Ed eravamo eccitati, ovviamente, perché, chi più chi meno, conosciamo Rosolino si può dire da bambino e siamo molto orgogliosi quando un socio del Circolo, sia pure transfuga come Massimiliano, si fa onore, soprattutto all’estero. Non avremmo potuto, non avremmo mai potuto staccarci dalla cronaca della finale dei duecento misti per attaccarci ad un’altra finale, quella che si era consumata nello stesso tempo nella sala delle carte. Continua a leggere
Quando Erre va dal suo medico, strano ibrido fra un mago rinascimentale e uno 007 postmoderno, costui gli dice sempre: “Caro Erre, lei soffre perché s’identifica. Questo è male, è “il” male. Se soltanto riuscisse a disidentificarsi le cose cambierebbero, e di molto”. In genere a quel punto Erre ribatte che quello suggerito non è che un maldestro tentativo di eludere la responsabilità penale; al che ridono entrambi, e ad Erre pare che per un attimo si allenti la morsa che da quando è al mondo lo tortura . Continua a leggere

(Una delle pochissime immagini esistenti di Melquíades Fermín Herrera. Il ritratto fu eseguito, in stato di trance, a distanza di migliaia di chilometri, e senza aver mai conosciuto o visto il soggetto, da Jean Giraud/Moebius.)
Breve nota di presentazione
Nonostante la mole sempre crescente di pubblicazioni e di studi a lui dedicati, sono ancora moltissime le zone d’ombra che avvolgono la figura e l’opera di Melquíades Fermín Herrera, e pochi, veramente pochi, anche se di grandissima importanza (soprattutto sul piano dell’intelligenza complessiva dei testi che ci ha lasciato), i dati certi e inoppugnabili in nostro possesso. Continua a leggere

(Un rarissimo ritratto di Jibril Al-Halim. Dalla collezione privata del Prof. Franz Doch Gebrochen, per gentile concessione.)
Jibril Al-Halim (Gibraltar, 1454 – Rákóczy, 1532) – Il dono di Eraclito (1507)
Traduzione a cura del Prof. Franz Doch Gebrochen (Univ. di Sárospatak) e del Prof. Ugolino Conte (Univ. di Tozeur)
1.
trama volti dove traspare il taglio
il grumo arso di graffi
che alla pietà si stempera
e declina
in piume e acerbe fedi
di memoria Continua a leggere

(Untitled, 2002, immagine fotografica di Marco Mazzi)
[Lorenzo Carlucci, Ciclo di Giuda e altre poesie, postfazione di Matteo Veronesi, Forlì, Editrice L’Arcolaio, “Il Laboratorio”, 2008.
Dall’opera è stato tratto un video d’arte curato e prodotto da Marco Mazzi.]
IL MISTERO DEL TRADIMENTO. NOTE PER IL GIUDA DI CARLUCCI
Il Vangelo di Giuda, di cui le sabbie di Nag Hammadi hanno da poco restituito una versione copta, era già indirettamente noto attraverso gli eresiologi della prima età cristiana. Ne parlava, in particolare, Ireneo di Lione nell’Adversus haereses, accennando ai Cainiti, che, in chiave gnostica, consideravano Giuda un illuminato, profondamente compartecipe dei misteri del divino, detentore di una sapienza assoluta ed arcana, e coinvolto, in modo essenziale e necessario quanto paradossale, nel disegno della salvezza e della redenzione, e celebravano il mysterium proditionis, l’arcano e tragico mistero (forse nel duplice senso di segreto e di rito, di enigma e di festa mistica, di viluppo inesplicabile e di via d’accesso al regno del sacro) del tradimento decisivo e fatale, senza il quale, del resto, il disegno della salvezza sarebbe rimasto incompiuto. Continua a leggere
di Blackjack
“Porca puttana! Che cazzo fai?”
Esistono luoghi, in questo nostro mondo, abilmente ignorati. Nessuno ne parla, nessuno è interessato a parlarne: nessuno ne vuole parlare. Zone franche comode a tutti. Devi triangolare denaro? Spostare organi? Acquistare un party intimo per amici perversi e bimbe con meno di dieci anni? Giocare cifre improponibili? Vi serve uno stinger? Qualche kalashnikov d’occasione? Una Rolls scontata, e rubata, per sentirvi Re in trasferta? Luoghi così esistono. Continua a leggere