Oramai sono vecchio, ma per fortuna ho messo da parte abbastanza denaro per ritornare là da dove sono partito, per morirvi sereno. Sull’aereo, mentre guardo il mare in basso e in alto il cielo, il cuore mi martella all’impazzata.
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Archivi categoria: Scritture
Estate di lettere – Vitaliano Trevisan
Short Cuts – Vitaliano Trevisan / Massimo Tuzza – Reading
Rassegna Busnelli Estiva Nel Giardino Magico – Dueville (Vicenza) Martedì 12 Agosto 2008
Vitaliano Trevisan ha scritto romanzi, racconti e pezzi teatrali. Tra i non molti autori italiani nell’ultima quindicina d’anni a essere tradotti all’estero. Coltiva anche una carriera di attore e autore di teatro e cinema. Massimo Tuzza lavora con percussioni di ogni tipo da più di venticinque anni. E c’è un’affinità tra l’idea di musica che può avere il musicista Tuzza, tutta colpi, scansioni, ritmi, e la scrittura di Trevisan, che usa le parole per battere come un fabbro una materia che ha interminabile bisogno di definizione, quando non le usa per incidere sulla memoria del lettore e asportare i sedimenti del superfluo, di ciò che viene accettato per abitudine, solo per abitudine. Continua a leggere
Rainer Maria RILKE – Requiem per un’amica


“Rose, oh reiner Widerspruch, Lust,
Niemandes Schlaf zu sein
unter soviel Lidern”.
Rainer Maria Rilke, Requiem für eine Freundin, traduzione di Dario Borso.
Requiem per un’amica
(Parigi, 31/10 – 3/11 1908)
Ho morti, e li ho lasciati andare
e stupivo a vederli così in pace,
così presto accasati nella morte, così giusti,
così diversi dalla loro fama. Solo tu torni
indietro; mi sfiori, ti aggiri, vuoi
cozzare in qualcosa che risuoni di te Continua a leggere
Intervista a Maurizio Bossi sul volume “Raccontare la periferia”
di Giovanni Agnoloni
Oggi vi propongo una mia intervista a Maurizio Bossi, Direttore del Centro Romantico del Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux, storica istituzione culturale fiorentina. L’occasione è rappresentata dalla recente uscita del volume Raccontare la periferia (Premio di diaristica e di testimonianze narrative inedite) (“Antologia Vieusseux”, ed. Polistampa – Firenze, 2008, pp. 246), che raccoglie i racconti premiati nella seconda edizione dell’omonimo concorso letterario, oltre agli atti del congresso, tenutosi parallelamente alla premiazione, nel dicembre 2006, “Periferie delle città europee: derive o futuri centri?” Continua a leggere
Manibus date lilia plenis

MANIBUS DATE LILIA PLENIS
È un maestro che parla alle ombre – Virgilio
i suoi gigli sono colpi di luce
nel buio della specie dentata
nei suoi fragili specchi
di umori di assenza
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Le lingue della profezia – “Tiresia” di Giuliano MESA

(Matias Guerra, Anno Silente / Dedicato a Giuliano Mesa)
Tratto da: Giuliano Mesa, Tiresia (e altre poesie), traduzioni di J. F. Haboud, É. Houser, A. F. Müller, A. Raos, S. Zanotti, illustrazioni di Matias Guerra, con supporto fonografico contenente la versione dei testi letti dall’autore, Roma, La Camera Verde, Collana Argento diretta da Giovanni Andrea Semerano, 2008.
Estate di lettere – Tahar Lamri
Tahar Lamri, Schio (VI), Fabbrica Alta. Azioni Inclementi – IX edizione Festival “Da lontano. La scrittura e il dispatrio” – Domenica 27 Luglio 2008
Prima che Dio creasse Adamo
Si dice che abbia creato tutte le anime della sua discendenza.
E si dice che Dio abbia fatto girare queste anime intorno al suo trono per trecentosessantamila anni.
Si dice che all’inizio ciascuna anima girava da sola cantando le lodi del Creatore.
Si dice poi che, vuoi per il tipo di canto, vuoi per gli sguardi scambiati, le anime cominciarono ad aggregarsi.
E poi, si dice che quando Dio le buttò nel libro dei singoli destini per farli nascere fratelli, padri e figli, conoscenti e amici, si dice che ciascuna anima di quelle che si erano aggregate girando intorno al Trono debba incontrarsi con le altre, almeno una volta nella vita, anche se abitassero emisferi opposti del cosmo.
Si dice che la simpatia non è altro che il ricordo di quell’incontro intorno al Trono.
Si dice che l’antipatia deriva dal non incontro degli sguardi nel pellegrinaggio delle anime intorno al Trono. Continua a leggere
Un’ora sola ti vorrei, di Alina Marazzi
Prose [2003-2008] , di Massimo Sannelli
la simmetria non è più un fine. Il meglio è uscirne.
Chi vede, non ha visto il distacco tra il segno emesso e la carne tradìta, anche se è bella. Avevi già detto sì, e sì ancora, ad uno spogliarti, tu stesso, tu, tra gli altri nudi e le nude, sotto un getto d’acqua dura, in un cortile di Firenze: e questo non era un simbolo; rispondendo. Lo era per gli altri, e per il nudo no: che pensava: ecco, in me non è più nulla installato, nulla è solido. Per il mio bene! Per la mia coerenza! Continua a leggere
Le Jupiter Anal – di Lorenzo CARLUCCI

Le Jupiter Anal
Aux Bouvards et Pécuchets de la poésie contemporaine.
This s.p.e.r.m. (several pages electronic ready-made) was written at Rathsbone
Hall, University of Liverpool, end of April 2007, while visiting Dr. Andrey Bovykin.
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Poesie di Luciana MANCO

(S. Motonaga, Untitled, 1962)
Mezzogiorno.
Piccoli tunnel di culle di boccioli e latte di rugiada sono mare a destra,
in righe di quaderno.
La prima parola, tracciata nella terra.
Vieni mezzogiorno a schiacciare di luce le altezze.
A infrangere di miele i tetti.
Vieni ad affamare le corse dei sognatori.
A scongelare le briciole nei campi. Continua a leggere
L’oblio dell’evento – di REB STEIN (A. D.)

Reb Stein – L’oblio dell’evento (1998)
(tratto da Il codice delle sabbie, di prossima pubblicazione)
Dice lo straniero nel deserto: “Ogni cosa
al mondo mi è nuova”. E la nascita del suo
canto non gli era meno straniera.
Saint-John Perse
L’oblio dell’evento – I. Sul bordo di astri ombrosi
1.
Lingue notturne cumulano dal futuro macine di canti
per te che segui pupille non ancora cieche
sul bordo di astri ombrosi
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Provocazione in forma d’apologo 70
Per lunghi, lunghi anni abbiamo cinto d’assedio questa città, oggi espugnata. Io stesso, che ora son vecchio, venni qui che la prima barba mi spuntava appena; e vi trovai dei compagni che ci avevano speso la loro giovinezza, e senza mai lasciare l’impresa e il campo vi si erano fatti vecchi. Ma oggi, oggi la città è espugnata.
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Burma-Shave, Tom Waits

From: errepi
Subject: proposta finalizzata
Date: Sunday, March 21, 2007 8:36 AM
To: Pierpi
Pierpi,
Posso finalmente spedirti il manoscritto. In questi due mesi ho modificato parecchie cose e ridotto il numero di pagine.
Rispetto al nostro scambio di messaggi di dicembre, devo confessarti che ho tanti dubbi in più. In Italia si pubblicano troppe cose inutili, e la mia, temo, sarebbe una di più.
Quando avrai tra le mani l’opus, discuteremo del tuo… ehm… onorario.
Cordialmente,
Roberto Paranzo Continua a leggere
Forme del desiderio e della voce – Dome BULFARO

(Alfred Otto Wolfgang Wols, Pittura, 1945-46)
Forme del desiderio e della voce
Quello di Dome Bulfaro è un percorso di ricerca e di scrittura molto suggestivo, che trova nella sperimentazione formale (non solo poetica) il terreno più fertile per le sue intuizioni: una traccia fatta di sbocchi, di sussulti improvvisi, osservata da uno sguardo sempre in movimento che rovescia in visione l’esplorazione e la catalogazione dei frammenti del reale in cui si imbatte. Continua a leggere
3 prose nuove [per alta voce] , di Massimo Sannelli
1
Questo è il tentativo dell’unisono.
La bambina dice *bicotti*, non biscotti. *bicotti*, la C marcata, parla la bambina ripete la parola, il padre sente ride, gioisce del petèl. Ma prima: contro i calci solo le parole, contro le parole altre parole e parti di silenzio – *riuscirò a farmi odiare* – e come? Non da lui. a lui dirà: in fondo tu non ami nessuno, sei giusto con tutti, fino all’estrema chiarezza. E dice (enfasi): tu esci in trionfo tu senza mestiere sei libero! E da quando. Perché. Perché. E da quando. E ancora. L’uomo, poco forte, si adegua al rumore. Così ascolta il petèl dei *bicotti* – come? se è per pietà che lo fai, che faccio, non è vero? Non è pietà. Questo è l’osso duro mirabile, esteso in anni. Vi è un ruolo che non odia. Continua a leggere
Provocazione in forma d’apologo 69
Due sono stati gli eventi cruciali di questa mia vita di viaggiatore. Avvennero dopo aver letto un piccolo libro che mi aveva prestato un altro viaggiatore come me, una sera, intorno al fuoco. Un libro del quale ho dimenticato il titolo e l’autore, e sulle cui affermazioni, al momento, alzai le spalle.
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Provocazione in forma d’apologo 68
Quasi quarant’anni fa, quando stava in quarta ginnasio, a Roberto avvenne un fatto che minacciò di fargli franare anche quella poca terra che aveva sotto i piedi, e su cui si reggeva a stento.
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Faccia gialla – di Antonio SCAVONE

Antonio Scavone – Faccia gialla
Il lavoro è stato finito come volevano: sono entrato nello studio dell’avvocato Arcangelo Di Stefano, mi sono seduto davanti a lui, ho atteso che si accendesse la sigaretta, che mi chiedesse cosa avrebbe potuto fare per me e poi gli ho sparato: un solo colpo, alla gola, come mi era stato ordinato. L’avvocato è rimasto bloccato e sorpreso: si aspettava di essere eliminato ma non che la sua fine fosse stata decisa così presto. Ho lasciato passare qualche minuto, per controllare la situazione, ho riposto la pistola nella cintura dei pantaloni e poi sono uscito dallo studio. Sono entrato nell’ascensore e mi sono messo a leggere il cartello della manutenzione ma, con la coda dell’occhio, ho visto muoversi qualcosa alle mie spalle, dalla porta di un appartamento: una sagoma, una faccia. Non mi sono girato, ho cercato di guardare quella sagoma o quella faccia riflessa nei vetri della cabina dell’ascensore ma è durato un attimo: quella faccia si è sciolta nella penombra, come una nuvola di fumo. Continua a leggere
Provocazione in forma d’apologo 67
Mariella e Francesco sono marito e moglie, ma da tempo non vivono insieme. Dopo il matrimonio l’omosessualità latente di Francesco è esplosa ed i due, civilmente, hanno deciso di rifarsi una vita, non senza continuare a sentirsi e qualche volta anche a vedersi.
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