
In un recente articolo P.G. Oddifredi si domanda se la matematica sia il linguaggio della natura o sia stato l’uomo a imporgliene uno fittizio. Diciamo che il quesito andrebbe riformulato spostandone i termini, per chiedersi piuttosto se la matematica è davvero strumento di conoscenza perfetta o invece è inganno, un artificio della mente con cui rimuovere l’orrore del divenire. A sostegno della rispettabilità della matematica va detto che nulla esclude, riguardo il divenire inteso come caos, che esso ci appaia tale perchè non ne conosciamo i meccanismi espressivi. Ma è pur legittimo metterne in discussione la sacralità quando scopriamo di non possederne uno straccio di modello che illustri l’atto fondativo dell’universo, l’arcinoto Big Bang.
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