Archivio mensile:Ottobre 2007

Alfabeti, A come Autunno

Sono più miti le mattine

Sono più miti le mattine
e più scure diventano le noci
e le bacche hanno un viso più rotondo,
la rosa non è più nella città.

L’acero indossa una sciarpa più gaia,
e la campagna una gonna scarlatta.
Ed anch’io, per non essere antiquata,
mi metterò un gioiello.
(Emily Dickinson) Continua a leggere→

Guido Michelone su Francesca Tini Brunozzi

michelone.jpgFrau: la poesia al femminile

di Guido Michelone

Giunta al primo libro cartaceo, dopo un quindicennio di ‘sperimentazioni’ più o meno isolate su riviste, antologie, raccolte, e-book (il poemetto Brevi danze per Biagio Cepollaro e-dizioni), la poetessa Francesca Tini Brunozzi, quarantenne, umbra, ma piemontese d’adozione, esordisce con un volume che rappresenta solo in parte la sua pur copiosa opera omnia: infatti la prima metà del libro è occupata da due nuovi componimenti, mentre solo nella seconda vengono inserite sia Brevi danze sia una selezione del corpus lirico precedente, secondo l’espresso desiderio dell’Autrice.

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Cosa fareste se domani vi ritrovaste senza il dio di questo mondo in tasca?

 

Il denaro si è trasformato in qualcosa di più di un simbolo del valore della merce o di un mediatore nelle relazioni di baratto. Avendo acquisito caratteristiche di feticcio il denaro è il nuovo idolo venerato – custodito solennemente nel sancta sanctorum del sistema bancario – in onore del quale vengono sacrificati valori come l’etica, il rispetto delle leggi e perfino le vite umane.

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Futuro della Poesia

Le accezioni e le metafore dell’ordine immaginario particolarmente ricche di fonosimbolismo hanno un’ origine remota nella psiche arcaica, ove l’ideazione di immagini non presuppone un uso gratuito dell’immaginario. Le immagini sono create per una motivazione rituale. La figurazione espressa attraverso immagini plastiche è legata originariamente ad un pensiero mitico. Così il linguaggio porta metamorfosi radicali alle formazioni originarie, come ben sapeva quel genio assolutamente incompreso e travisato di Freud che tanto irritava Wittgenstein. Continua a leggere→

Segreti di Pulcinella – Intervista a Massimo Acciai

1) Che cos’è Segreti di Pulcinella e come nasce?

È diverse cose. È una rivista online di letteratura e cultura, ma è anche un punto d’incontro virtuale tra artisti e saggisti italiani e non che in piena libertà decidono di prender parte al progetto, in modo continuato nel tempo o magari solo occasionalmente. È anche una vetrina di progetti ed un archivio di testi e di file mp3 liberamente scaricabili.
L’idea alla base è di rendere, in pagine web, quella che è una rivista cartacea: limitatissimi quindi gli aggiornamenti tra un’uscita e l’altra. Io e il mio amico Francesco Felici, pisano, abbiamo concretizzato questo progetto agli inizi del 2003. Il nome è uscito da uno scambio di e-mail tra noi due, allora in nazioni diverse; Francesco, da Trondheim (in Norvegia), propose Segreti di Pulcinella al posto dell’originale Aquila d’Oro. Francesco disse, nella sua lingua madre: “Noo see è pacchianotta, stantia, fa ride, deh!” (in italiano “No, è un’immagine troppo barocca, non va bene”)…
È ancora un ricordo emozionate la storica serata alle Giubbe Rosse – era la giornata mondiale della poesia, il 21 marzo 2003 – in cui furono distribuiti i primi volantini pubblicitari stampati in poche copie quello stesso pomeriggio.
Da allora ci siamo impegnati ad un continuo miglioramento numero dopo numero, vincendo la timidezza di rivolgerci per le interviste a personaggi anche molto noti. Penso che continueremo su questa strada, aperti a nuove idee e progetti.

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COMPILATION 2

ORDINAZIONE

l’ultimo che aspetta, la cascata
di luce e il calendario dei suoi dolori,
il paradosso che esista un Dio
nonostante lo svanire, la preghiera
di terra: oscurità magnifica
raccolta per marcire, consacrata
alla polvere amara dell’incenso,
alla bruma che sale, diafana, nel vuoto.

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The sleeping fool

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Cecil Collins , Oil on canvas, Tate Gallery (6036)

Suniti Namjoshi ( India, 1941)

THE SLEEPING FOOL

The dreamer absconds with his dream,
props his stone bride beside a stream,
where he washes, bathes, and gathers daisies.
These she refuses. He cannot please.
He runs, scampers, leaps and weeps,
he recites his verses; she keeps
her pure silence, her chaste repose. “What
do you want ?” he screams. “That
which you will not grant: to be, not seem
to be, to be the dreamer, not the dream.”

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metromorfosi 7

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metromorfosi – musica cinema teatro arte scrittura tic a roma e dintorni

2007ottobresette

Tom Harrell, Sleepytime Gorilla Museum, Dream Theater, Carl Palmer Band, Morgan, Cristian Mungiu, En Sourdine, Ken Yasuda, Eric Baus…

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metromorfosi è un mensile gratuito di infocritica

oltre 100 punti distributivi a roma e dintorni

Il libro montagna, a Napoli e Castellammare.

montagna.jpgOttobre Piovono libri
Napoli – Castellammare di Stabia 17ottobre / 12 novembre 2007

Il libro montagna
il libro che va da maometto
4 appuntamenti per far muovere
la lettura in provincia di Napoli

Una rassegna dedicata alla lettura e pensata per promuovere alcune tipologie di libro che hanno normalmente scarsa diffusione e poca visibilità.

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Friedrich Nietzsche – Umano, troppo umano – Parte quarta “Dell’anima degli artisti e degli scrittori” (1° Parte)

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149. Il lento dardo della bellezzaLa più nobile specie di bellezza è quella che non trascina a un tratto, che non scatena assalti tempestosi e inebrianti (una tale tendenza suscita facilmente nausea), ma che s’insinua lentamente, che quasi inavvertitamente si porta via con sé e che un giorno ci si ritrova davanti in sogno, ma che alla fine, dopo aver a lungo con modestia giaciuto nel nostro cuore, si impossessa completamente di noi e ci riempie gli occhi e il cuore di nostalgia. Di che abbiamo nostalgia alla vista della bellezza? Dell’essere belli: ci immaginiamo che molta felicità debba andare a ciò congiunta, ma questo è un errore. Continua a leggere→

Da: Liste, di Ruggero Solmi

LISTA 6789

dimonaco ora pronobis a gruppen 63, sessantanove bomba di parigi, argiprete dell’arci di bolina lucchese, comune in sol con ischia positaunus, giorgiodicostanzo liste fritte di diti in ano anni 70 mortòpodi, angelini mica bello sput-ansa bidello pus pus bau baudo, i tre dell’ave galera, in galera la nave va fellini a tira buscio del curo, curaro film muraro inter linee di campo, angela la scarparo dov’è finita scarpa di dipinti a olio venessia com’è triste, oh l’hanno dopo oh bella che dici ciao ragazza carla debenedetti-michelangeli-bariffnikov, lucioangelini cazzeggi a razzo tuspido astrochiromante vanessa, zarzeggia dalle 9 alle 9 sei sei citofonare wuming, Continua a leggere→

Romanzo #3: un estratto

k-selfjpg.jpg[Questo è il secondo estratto del mio romanzo in fieri. Il primo è apparso su Sinestetica lo scorso 27 settembre]

Sono le otto e mezzo di sera. Nel momento in cui l’uomo con la camica a scacchi si accascia su una panchina del Parco Valentino con la testa tra le mani, Pietro accende i bastoncini d’incenso e torna a sedersi.
Lucia e Antonia sono sedute sul divano, Pietro, Alex e Maurizio su tre sedie di legno pieghevoli. Barbara è a gambe incrociate, sul pavimento, vicino a Lucia e Antonia. Il tappeto etnico è arrotolato, quattro assi sono state staccate dal pavimento. All’interno di quella cassaforte artigianale ci sono due FNA, una TZ 45, una Beretta M12, una Smith&Wesson calibro 9 parabellum e una Beretta 52 calibro 7,65.
Antonia prova di nuovo quella sensazione di calore che l’ha invasa la prima volta che ha visto da vicino un’arma. Più ancora che la forma, ciò che le appaga i sensi, gli occhi, la mente è la sensazione tattile che ne ricava. Mentre Alex, Lucia, Maurizio, Pietro e Barbara stanno mettendosi d’accordo sui turni per i pedinamenti e non fanno caso a lei, Antonia ha l’impressione che le luci sfumate dell’appartamento in stile etnico sommate al profumo d’incenso le annebbino i pensieri e, istintivamente, si aggrappa al metallo per rimanere ancorata alla realtà. Un oggetto che va dritto allo scopo, una creatura senza fronzoli, che ha capito tutto, cosa deve e non deve fare e perché. Antonia accarezza di nuovo il calcio del FNA, passa voluttuosamente l’indice sulla canna, se lo avvicina agli occhi, ne segue le linee decise e dentro le si accende una specie di armonia, una musica privata. Continua a leggere→