Archivio mensile:Agosto 2008

Europié 8 – Ultima puntata (pure se in ritardo)

(molto in ritardo)

(moltissimo in ritardo)

(vabbè, vabbè, moltissimo in ritardissimo)

(ma ci ho i miei buoni motivi, ci ho)

Eravamo rimasti qui
Di Natale così


Io così


Il pubblico del Prater di Vienna (naturalmente quello italiano) attonito


Finanche qualche agente del servizio di sicurezza manifestava rammarico

(sicuramente italiani, ché se fossero stati austriaci o spagnoli…)


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Lucia Tilde Ingrosso, strategia per la costruzione di una carriera nel mondo della scrittura

di: Guido Tedoldi

Recensione di «A nozze col delitto», romanzo di Lucia Tilde Ingrosso, 2007, Kowalski, pp. 303, € 14,00

Alcuni amano pensare che non sia possibile costruirsi una solida carriera nel mondo delle lettere – oggi come oggi nell’Italia che è la terra delle mafie, delle raccomandazioni e degli imprenditori che hanno paura di intraprendere qualsiasi impresa. Lucia Tilde Ingrosso è la dimostrazione che, invece, si può. L’ingrediente di base da usare è la forza della scrittura, maturata nel tempo, curata, sperimentata, perfino reimparata giorno per giorno per adattarla a nuovi progetti.
E poi bisogna lavorare molto, lavorare sempre, per sé prima che per chi si dice disposto a pubblicarti. Cosa che la Ingrosso ha fatto, scrivendo «A nozze col delitto» e poi mandandolo a diversi editori e poi vedendoselo rifiutato. E allora sotto con un’altra storia. Quell’altra storia, «La morte fa notizia», ha trovato un editore nel 2006 in Pendragon ed è arrivata in finale al premio Scerbanenco. Dopodiché Kowalski ha accettato di pubblicare «A nozze col delitto» nel 2007. Continua a leggere→

Come per fasciatura rituale, di Maria Grazia Calandrone

Come per fasciatura rituale

queste croci di spighe

immature

sul corpo anch’esso verde, incorruttibile

calamo

forgiato in un metallo dove attingiamo

nomi, laude

ed è mera materia che impariamo a usare come canto: ecce

corpus

meus

in absentia

carnale

sfruttato in questo altissimo dominio

fin che ha mandato stille

di morte e di rinascita

– quia ad omne supplicium paratum

est, sempre in estasi – raptus

semper, Signora

della Perdita, perché il canto dei morti si accumula

ed è lavoro nuovo – fiore

di campo e rosa

di tutti i giorni.

2 agosto 1980 – 2 agosto 2008: per non dimenticare.

[questo articolo è firmato da Demetrio Paolin, autore del libro Una tragedia negata, edito dal Maestrale. Mi permetto di aggiungere due parole solo per dire che condivido in tutto e per tutto l’intenzione di non dimenticare le vittime né di questa né di qualsiasi altra strage. In tema di diritti umani, ad esempio, mi piacerebbe parlare – e non sarebbe una discussione serena, bensì profondamente indignata – delle prossime Olimpiadi, ma non è questa la sede: forse prossimamente, se il tempo me lo consentirà. Gaja Cenciarelli]

di Demetrio Paolin

Fateglielo scrivere a loro un libro

“È proprio che non lo voglio leggere il nome di fioravanti valerio [sic] e di quelli come lui in fondo a un articolo di giornale. Non sono eroi e non sono vittime. È gente che uccideva e si sentiva importante […]. Non dico che dovrebbero stare in fondo a un pozzo, ma certo non vivere di rendita delle loro atrocità. Continua a leggere→

“La fabbrica degli imbecilli” di Luciano Gianazza


Il titolo non è un remake del detto: “La mamma degli imbecilli è sempre incinta”.
Avendo comunque usato un termine così crudo, una premessa è doverosa.
Nessuno deve sentire come indirizzato a sé il contenuto dell’articolo, non è a questo scopo per cui lo scrivo e dare dell’imbecille a qualcuno è l’ultima delle mie intenzioni.
Una delle definizioni del termine della lingua italiana imbecille viene normalmente usata come insulto, dicasi di persona ritenuta poco intelligente, o che fa cose stupide. Continua a leggere→

Tempesta di sabbia

Minsk ha gli occhi stanchi.
Servono per lavorare, dice. Quando siamo dentro li tiene socchiusi.
Sembra sempre che dorma, e quando parla, il fatto che non ti guarda negli occhi induce a pensare stia recitando un mantra, a se stesso.
Minsk è un altro ammasso di cellule sotto questo sole, che graffia.
E’ dura da spalare la sabbia. La tempesta l’ha gettata come una glassa impazzita su tutto.
Dove sono nato io, racconta, mai vista una cosa cosi. La tempesta però, aggiunge, al tramonto è bellissima.
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La foto di Ahmad Batebi

di  Nadia Agustoni

E’ ancora l’immagine più vivida della seconda rivoluzione iraniana. Un ragazzo che alza una maglietta insanguinata. Al di là di ogni parola. Le parole solo in parte raccontano la tragedia dell’Iran. Le denunce di Amnesty International e di altri organismi internazionali non hanno potuto far molto per i dissidenti. Le esecuzioni, dall’ anno della presa del potere da parte dei religiosi, non si contano e la tortura è pratica corrente. Ahmad Batebi ha subito la tortura, che ne ha minato la salute e due finte esecuzioni. La sua fotografia fece il giro del mondo. Gli costò l’arresto, il carcere e la condanna a morte. Finalmente libero è attualmente negli Stati Uniti Continua a leggere→

Malati di intelligenza

Dal momento che molte persone mi hanno chiesto di leggerlo e che il volume su cui è apparso è ormai introvabile, pubblico il breve saggio Malati di intelligenza, che scrissi diversi anni fa e che uscì nella raccolta Duras mon amour 3 a cura di Edda Melon ed Ermanno Pea (Lindau, 2003).

Indaga in modo del tutto embrionale il tema dell’intelligenza, trasversale a tutta l’opera di Marguerite Duras. Continua a leggere→

IL COMPLEANNO DELLA NONNA.

La Nonna compiva gli anni. Non pochi, visto che si era ormai giunti all’ottantasettesimo genetliaco. Come sempre, da quando si era intrufolata nella categoria degli ottuagenari, aveva radunato i nipoti davanti ad una gran torta, e non solo. Era un giorno speciale, quello, in cui amava rimanere a tu per tu con la discendenza più giovane, saltando una generazione. Rifuggiva perfino dagli auguri di sorelle e fratelli, ben dieci, tutti viventi e in buona salute. Quel giorno era consacrato ai figli dei figli, il sangue del suo sangue. Nove fra giovanissimi e un po’ meno freschi ragazzi; diciamo dai diciotto ai quarant’anni. I quali non riuscivano mai a sottrarsi all’imperioso invito. Forse nemmeno lo volevano. Continua a leggere→