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da qui

Roberto Cotroneo Manuale di scrittura creativa, Castelvecchi, 2008.
Quanto mi piaceva Roberto Cotroneo as a young man e firmava le sue acide note come Mamurio Lancillotto, menando fendenti dalle colonne del Domenicale del Sole 24 ore con sana ribalderia da bravo manzoniano, omaggiando così la ghignante ferocia di quel ‘600 da cui aveva ripescato il colto pseudonimo. Troppo spesso, però, come ben sapeva Pitigrilli, l’incendiario si metamorfosa in pompiere e quel Mr.Hyde trinariciuto che imperversava sul Domenicale della Confindustria ha preferito ricomporsi nella tranquillizzante fisionomia di un posato, flemmatico Dr. Jekill. L’eclisse del critico è coincisa così con la nascita dello scrittore e la pubblicazione dell’ inevitabile opera prima: Se una mattina d’estate un bambino (1994). Continua a leggere
Nell’edizione Fandango Libri, Infinite Jest di David Foster Wallace è lungo 1.307 pagine, più 127 di note, scritte in un corpo più piccolo del libro vero e proprio (come se le note non lo fossero, ma questo aprirebbe una discussione che vi risparmio).
Un libro di questa mole pone dei problemi evidenti: di trasportabilità, maneggevolezza, fatica fisica, imbarazzo (tutti ti guardano strano sulla metropolitana, anche se è solo di poco più voluminoso delle Cronache di Narnia – che in effetti nessuno legge, sulla metropolitana) e infine ansia di prestazione (quante pagine devo leggere al giorno per non avere la sensazione di stare svuotando l’oceano con un bicchiere?).
Ma i veri problemi sono di ritmo interno alla storia e rapporto con i tempi di lettura.
Mi spiego.
“Negli ultimi tempi, stiamo facendo un calcolo, settore per settore, di quanti posti di lavoro abbiamo già contribuito a produrre, e di quanti potranno essercene in futuro. Questa è una maniera molto concreta e utile, anche alla società, di coniugare economia ed ecologia.”
“…Il nucleare ha costi altissimi: non solo bisogna costruire le centrali, ma, poi, quando è finito il ciclo dell’uranio, bisogna smaltirlo, e sistemare le scorie. Insomma, spese improponibili. E poi bisogna considerare che l’uranio non è una risorsa infinita: ne abbiamo ancora per trenta o cinquanta anni. Quindi, costruiremmo un’altra dipendenza da una fonte che noi, in Italia, non abbiamo. Come il petrolio e il gas…”
Intervista di Angela Luisa GAROFALO pubblicata sulla rivista on line LucidaMente Continua a leggere
Besa Editrice, pp. 120, 10 euro
Prefazione di Pietro Spirito
Recensione di Maurizio Mattiuzza
Forse questo è prima di tutto un libro che racconta la mancanza di quella dimensione orizzontale, condivisa, senza la quale nessuna società, nemmeno la più semplice, è davvero realizzabile.
Una mancanza che costringe tutti entro uno spazio angusto, soffocato, dove è possibile sopravvivere solo imparando quell’arte dell’apnea in cui sembrano maestri molti dei protagonisti di questi racconti di Mauro Daltin. Continua a leggere

Questa settimana: una lettera di Donata Glori, il racconto di Donato Salzarulo Il mio maestro, informazioni e valutazioni sull’incontro Governo-sindacati dell’11 dicembre, segnalazioni, appelli
Buon Natale, povera scuola pubblica
di Donata Glori
Carissimi tutti, ieri mi hanno telefonato dall’Attacco, quotidiano della provincia di Foggia, pieni di entusiasmo perché sembrava che il maestro unico fosse rientrato, ho subito chiarito che non era vero. Ho dovuto spegnere diversi entusiasmi, ho dovuto dire a colleghe e amici, che in fretta si erano entusiasmati per il passo indietro della Gelmini, che bisognava andarci più che cauti e che ciò che viene distrutto e su cui non torneranno indietro è proprio il modulo che tanto abbiamo difeso in questi anni nella nostra scuola e nelle scuole soprattutto del sud. Continua a leggere
di Ottavio Rossani
Filippo Ravizza (Milano, 1951) è un poeta/filosofo, che un libro dopo l’altro (finora ha pubblicato quattro raccolte) persegue un’utopia:analizzare e descrivere una “fenomenologia della coscienza”. Inoltre, insegue un obbiettivo che oggi può sembrare arcaico: preservare la lingua italiana dall’inquinamento delle lingue straniere. L’integrità del linguaggio nazionale (nativo) si coniuga bene con il progredire dell’idea che l’uomo ha un compito da svolgere, è cioè salvare se stesso e la natura. “parlare con la natura è parlare con l’essere” – spiega. – E l’essere della natura è la strutturazione della coscienza”. Continua a leggere

Francesco Forlani, Autoreverse
pp. 160, l’ancora del mediterraneo, euro 13,50
Il 27 agosto del 1950, in una dimessa stanza dell’Hotel Roma di Torino, Cesare Pavese decise di togliersi la vita consegnando alla futura memoria di migliaia di lettori quel solitario e autodistruttivo simulacro che ancora oggi avvolge senza rimedio la sua figura artistica e umana. Un albergo che esiste tuttora – a due passi dalla stazione ferroviaria Porta Nuova – e che dopo quell’ultimo gesto non ha avuto molte difficoltà a tramutarsi in meta per devoti pellegrinaggi da parte di quanti in Pavese hanno voluto scoprire non solo l’artefice di romanzi e poesie intramontabili, ma anche l’essenza di un disperante e fanciullesco mito della letteratura mondiale. Continua a leggere

Da anni ammiro una scritta in vernice bianca all’entrata della galleria di Toline del Lago d’Iseo che recita (tutto maiuscolo): PIU’ MISERIA PER TUTTI. No, non sono un economista, un analista politico, un opinionista, un guru della finanza, un esperto di tuttoniente. Ammiro Mourinho, e non sono neppure io un pirla. Come voi, del resto, anche se pare che ai media piaccia immaginarci così, viste le dosi da cavallo di paura massiccia che stanno rifilandoci ogni giorno. Continua a leggere

La ciliegia più rossa
Dov’eri ?
Qui dentro lo so
perché il vento non fa del mistero
una foglia nel nulla
ma il ciliegio più vero.
Percorrendo i tuoi passi
che torno a portare all’approdo
io mi arrangio negli anni.
Volessi ascoltarmi!
La tua mano che sferra dolcezza.
io cullo nel braccio perdoni
(dov’eri?)
e nessuna carezza.
Tu padre potessi
nel palmo lasciarmi.
La ciliegia più rossa.
Silvina Pratt, Con Hugo, Gli Specchi Marsilio 2008, pagg. 247, Euro 16,00.
** * **
Come guardare il creatore di Corto Maltese direttamente dalla serratura. Un diario letterario ma di vita veramente domestica ed umana raccontato dalla figlia di Hugo Pratt. Una splendida fanciulla bionda con occhi che credono ed un cuore martoriato da un padre innamorato di un altro mare, quello di una vita sempre in salita. La vita di Hugo Pratt è stata come quella di un generale degli alpini che diceva:”Fate come la valanga che sale verso l’alto”. Un’esistenza al limite della resistenza umana.Scandita tra Venezia, Parigi, la Svizzera. La vita. Forse non tutti conoscono quale fosse la vera identità del creatore di Corto Maltese. Si ignora quanto fosse egocentrico questo Gemelli ascendente Scorpione. Uomo geniale, accentratore al cubo, iracondo quanto capace di gesti da fumetto drammatico. Continua a leggere
Io non sopporto più la gente, non sopporto più nessuno, gli esseri umani mi danno una sorta di orticaria esistenziale, un prurito all’interno del sangue. E’ anche possibile che io sia diventato sociopatico, oppure no, non sono io che sono diventato sociopatico ma loro, la gente, tutti quanti loro sono diventati sociopatici nei mie confronti, è possibile no!
Cammino rapido, e i miei passi risuonano sull’acciottolato della strada deserta, le mie suole di cuoio delle scarpe a punta di pelle di un qualche rettile abitante di qualche deserto rendono la mia camminata ancora più aggressiva.
I diodi luminosi dell’orologio della farmacia segnano le ore ventuno e trentasette: sono in ritardo di trentasette minuti sull’orario della riunione di redazione alla casa editrice. E io non sono mai in ritardo. Continua a leggere

[Dispaccio dal fronte #1: oggi, sabato 13 dicembre, è in edicola G8 2001. Fare un golpe e farla franca, film inchiesta di Enrico Deaglio e Beppe Cremagnani. Il dvd è in vendita con l’Unità a 5,00 euro in più. f.s.]
Dispaccio dal fronte#2: Appello Fini-Travaglio
di Massimo Fini e Marco Travaglio
Con l’annuncio di Silvio Berlusconi di voler cambiare la Costituzione a colpi di maggioranza si è giunti al culmine di un’escalation, iniziata tre lustri fa, che porta dritto e di filato a una dittatura di un solo uomo che farebbe invidia a un generale birmano.
Nathan Zuckermann, personaggio letterario e alter ego di Philip Roth, ritorna sulle pagine del nuovo romanzo del celebre scrittore americano: “Il fantasma esce di scena” (Einaudi, pagg. 230, € 19, traduzione di Vincenzo Mantovani), pubblicato lo scorso anno negli Usa con il titolo di “Exit ghost”.
Un ritorno in scena per… uscire di scena. Sì, perché a quanto pare questo libro dovrebbe segnare “l’addio” del buon vecchio Zuck.
Il personaggio Zuckermann appare per la prima volta nel 1974 in “My life as a man”, dove svolge il ruolo di alter ego letterario dello scrittore Peter Tarnpool (a sua volta alter ego di Roth). La sua prima comparsa da protagonista, datata 1979, avviene nel romanzo “Lo scrittore fantasma”: qui il giovane Zuckerman rende visita al suo idolo E. I. Lonoff, affermato autore “auto-reclusosi” in una baita.
Zuckerman ritorna da protagonista in altri romanzi, tra cui “Pastorale americana” (1997) – il capolavoro di Roth – fino a “La macchia umana” (2000), romanzo da cui – nel 2003 – è tratto un film omonimo diretto da Robert Benton, con Antony Hopkins e Nicole Kidman (la parte di Zuckermann viene interpretata da Gary Sinise).
A livello di curiosità segnaliamo che Zuckerman appare anche in “La terra sotto i suoi piedi”, romanzo di Salman Rushdie ambientato in un mondo popolato da alter-ego letterari. Continua a leggere
in pensiero
nasce il semestrale multimediale dedicato
alle arti e alla riflessione contemporanee
giovedì 18 dicembre (a partire dalle 18)
roma – presso gli spazi attigui di tralevolte
p.zza di porta san giovanni 10 – tel. 06 70491663
in pensiero n° 1_presentazione
a seguire festa fino a notte fonda con l’esposizione delle opere, la proiezione dei video, le performance poetiche, la presenza degli autori
dal 18 al 20 dicembre continuerà l’esposizione/proiezione/
performance delle opere contenute nel 1° numero
Esistono scansioni di cui scegliamo i parametri, anche per quelle dell’anima. Per questo rivolgersi al proprio io con la scusa dell’amato rientra tra le nostre facoltà. Basta non dimenticare che l’amore è un’opportunità di crescita e che per fortuna o purtroppo, vivendolo, ci regola nel tempo. Ma di un tempo che sa scardinarsi da ogni lancetta, che avanza e ritorna,supera e si blocca. Un tempo, come ci svela l’autrice, capace di sublimarsi nelle “istantanee / che arrestano
le maree”.
Prendiamo così consapevolezza che esistono epifanie, “episodi di luce”, capaci di fermare il moto e da
ciò nasce in noi, l’esigenza di saperle cogliere. L’amore come il mare ne sono un deposito. Continua a leggere