Archivio mensile:Maggio 2012

60. L’ultima volta

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– Dimmi ancora di Sonia.
– E’ una storia strana. La figlia del dottore è enigmatica, per certi versi incomprensibile, come tutti i nati il 29 febbraio: originali, imprevedibili; come potrebbe essere altrimenti, visto che festeggiano un anno su quattro il compleanno? Continua a leggere→

59. Gigante rossa

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L’hai perso di vista, se n’è andato. Ha preferito lo strizzacervelli allo scrittore. Peccato, perché stavate riprendendo il filo, t’interessava la storia della bambina che non dice il nome. Uno spunto importante per il tuo romanzo, che sta inseguendo un nome così strano che non pare vero: Fofner! Cos’hanno in comune la scritta sul bordo del pontile e la bimba che non si fa trovare? Pensi che la vita non sia altro che questo: inseguire qualcosa che non riesci ad afferrare e forse non esiste. Continua a leggere→

58. Rue Bonaparte

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Ti esalta camminare per le vie di Parigi, hai sognato spesso di visitare la città dei sogni, del tuo amato Calvino, la città che hai sempre immaginato, al punto che pensavi di conoscerla, ti sembrava di averne passato in rassegna gli odori, i colori, le vetrine; non avevi già visto questo punto di Ives Saint Laurent in Rue Bonaparte che pare un tempio greco? Continua a leggere→

I blog non sono stampa clandestina

La Corte di Cassazione, con sentenza del 10.5.2012, ha stabilito che i blog non sono da considerarsi stampa clandestina, per cui viene meno l’obbligo della loro registrazione presso i tribunali, ai sensi della legge 8 febbraio 1948, n. 47, applicabile invece per le testate giornalistiche. Conseguenza di ciò è che non sussiste obbligo di rettifica da parte dei gestori del blog. E’ però allo studio un provvedimento da parte del Ministro della giustizia volto a rivedere la materia, per bilanciare la necessità di svolgimento delle indagini da parte dei magistrati con il diritto dell’indagato e quello, dei cittadini, all’informazione. Continua a leggere→

La ‘voce’ Stratos

di Guido Michelone

Il 13 giugno prossimo sono trentatré anni dalla scomparsa di Demetrio Stratos, tra i maggior vocalist del XX secolo: se, nella musica leggera del Novecento, la ‘voce’ per antonomasia resta quella Frank Sinatra, l’altra ‘voce’, sperimentale, alternativa, unica appartiene di certo Demetrio Stratos. Il singolare personaggio (22 aprile1945 – 13 giugno 1979) all’anagrafe fa Efstràtios Dimitrìu, ma nome e cognome vengono poi capovolti, perché più facili da memorizza nel pubblico nostrano. Continua a leggere→

57. L’ultima parola

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La notte è piena di luci, stelle che s’inseguono come anime in pena, oppure innamorate, perché l’amore è sempre anche una pena, un dolore immedicabile, una ferita che si apre nella corteccia dura del mondo, nell’insensibilità della gente che critica e giudica, nel coltello che affonda nella piaga, nell’assenza di pietà che segna il mondo con un marchio indelebile, di cui ci si vanta al bar, nelle chiacchiere tra amici, nella perdita di tempo che è la vita. Continua a leggere→

La rinuncia al “diritto di voto”: un’altra delle conseguenze dell’attuale crisi globale di Giovanni Acquati

DA  TISCALI
 
E’ un po’ che non scrivo, più di un mese. Nel frattempo purtroppo nulla è cambiato, si conferma la quotidiana deriva di questo sistema finanziarizzato e insostenibile, costruito sulle tassazioni generalizzate, sull’intoccabilità delle rendite finanziarie e senza progetti di crescita. perseguito con ignobile determinazione dal nostro governo: è inutile continuare a ripeterlo, tutti lo percepiscono ormai sulla propria pelle. E’ dunque più importante lavorare per cercare nuove strade o vie d’uscita. Ma i risultati di queste elezioni con un’ulteriore drastica diminuzione del numero dei votanti, mi fanno nascere spontanea una domanda: perchè nei paesi “così detti” a democrazia avanzata, e non solo in Italia, che fanno del voto popolare uno dei fondamenti del proprio sistema, i cittadini rinunciano a questo diritto? Cosa li spinge a questa scelta? Beh scatenatevi lettori, sicuramente ciascuno ha la sua da dire al riguardo. Continua a leggere→

È sul ponte di una nave che veleggia in solitario

È sul ponte di una nave che veleggia in solitario verso il regno delle cose selvagge che immagino Maurice Sendak questa notte, a occhi chiusi e polmoni aperti, ad affrontare la grande avventura della morte.
Lui che aveva sempre descritto la sua infanzia come “a terrible situation”, sia per il dramma dell’Olocausto che aveva coinvolto la sua famiglia e lo aveva esposto fin da piccolo al concetto di mortalità, sia per i problemi di salute che l’avevano confinato a lungo a letto (portandolo però a sviluppare una fervida e precoce immaginazione) era destinato a diventare uno dei più esperti conoscitori del viaggio solitario dietro le quinte del mondo. È questo, in fondo, che fa di un uomo un grande uomo, e di un grande uomo, un grande narratore. Continua a leggere→

55. Pagine

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Vuoi uscire di qui, non ne puoi più dell’albergo tutto blu coi letti volanti e le luci da locale di lusso, vuoi correre in un prato lontano da ogni cosa, avvolto in un cielo azzurro come gli occhi del Risorto che brillano nella chiesa del don: che starà pensando, avrà preso le pillole, gli avranno fatto l’insulina? Continua a leggere→

I LIBRI DEGLI ALTRI n.2: Pensando su per le scale. William Marino, “140 passi”

Pensando su per le scale. William Marino, 140 passi, Firenze, Mauro Pagliai Editore, 2011

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di Giuseppe Panella*


«Oggi l’ascensore non funziona. Sono tanti i gradini da salire prima di raggiungere il mio piano. Inizio a contarli e, mentre salgo, numerarli mi tiene compagnia. E’ come se fosse un gioco, una distrazione.

Sette, otto, nove.

Mentre conto, scorrono nella mia mente tanti pensieri. Sono ricordi, sensazioni, che si accavallano velocemente. Sono tracce sparse nella memoria, che devono essere riordinate. A volte riesco a fermarne uno. A volte no. A volte mi confondo. Credo che la mia vita sia così, un insieme di frammenti» (p. 5).

L’incipit di questo breve romanzo di William Marino riporta subito tutto il peso della narrazione al centro della mente del suo protagonista (anonimo) che sale su per le scale del palazzo dove abita nel momento in cui sta ritornando a casa dopo aver fatto la spesa. Le vicende della sua vita, le esperienze angosciose della sua esistenza, la sofferta acquisizione del suo essere “diverso”, omosessuale, le vicende private dei suoi amori, della sua analisi, della sua relazione con l’amato Ernesto gli attraversano la mente come tanti flashes di un film mai girato (e forse impossibile da realizzare). Tutta la storia di un’esistenza angosciosa e ormai disperata viene ricapitolata mentre il suo protagonista sale per le rampe di scale che portano a casa sua: 140 gradini che valgono una vita.

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Vivalascuola. Salvate il soldato Rigoni Stern

Cominciano il 9 maggio per proseguire nei giorni 10, 11, 16 maggio, con posticipi nei giorni 16, 17, 18 maggio, le prove Invalsi dell’anno scolastico 2012, elemento centrale dei progetti governativi di valutazione della scuola. Esprimeranno in modi diversi la loro contrarietà, fra gli altri, Gilda, Cobas, Usb, CGILchevogliamo, Cub, Unione degli Studenti. Proponiamo delle riflessioni di Girolamo De Michele a partire da un’analisi della prova di Italiano somministrata lo scorso anno scolastico mirante ad “accertare la capacità di comprensione del testo e le conoscenze di base della lingua italiana“: analisi eloquente sul livello di “scientificità” delle prove. Questo testo viene pubblicato anche su Carmilla e altri siti accomunati dalla difesa della scuola.

Salvate il soldato Rigoni Stern
di Girolamo De Michele

Lo scorso maggio gli studenti del secondo anno di istruzione superiore (licei e istituti tecnici e professionali) sono stati sottoposti alle prove dell’Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema educativo di istruzione e di formazione (INVALSI). Lo scopo di queste prove di “valutazione esterna” in italiano è di “accertare la capacità di comprensione del testo e le conoscenze di base della lingua italiana” (vedremo dopo le finalità più generali dell’INVALSI). Per verificare queste capacità e conoscenze è stato chiesto agli studenti di leggere dei testi e rispondere a un certo numero di “domande a risposta chiusa” [1]. Uno dei testi era il racconto di Mario Rigoni Stern Sulle nevi di gennaio, compreso all’interno della raccolta Aspettando l’alba e altri racconti Continua a leggere→

Morire di poesia di Maria Giuseppina Di Rienzo

DA http://lunanuvola.wordpress.com/

 

Nadia Anjuman, artista afgana, morì nel 2005 del brutale pestaggio di suo marito. Aveva 25 anni. Le sue “colpe” erano l’aver pubblicato le sue poesie ed essere diventata famosa in ragione di ciò. In Afghanistan si può morire di errori umanitari, di armi intelligentissime maneggiate purtroppo da perfetti idioti, di matrimonio, di parto, di religione, di etnia, di papaveri da oppio, persino di scuola. La scelta è così vasta, soprattutto per le donne, che sono qui a domandarmi se era proprio necessario aggiungerci dell’altro. Ma tant’è: le mie simili, in Afghanistan, possono morire anche di poesia. Continua a leggere→

Le prigioni e i paradisi della Colette 1912-1932

di Guido Michelone

Colette – al secolo Sidonie Gabriele Colette (1873-1954) – valutata post mortem tra le grandi scrittrici novecentesche, in vita risulta instancabile animatrice della vita parigina a cavallo tra due epoche culturali decisive, a modellare l’immagine di una città, di una nazione, persino di un modus vivendi poi internazionalizzato: sono, nel cosiddetto primo Novecento, da un lato la Belle Époque, dall’altro le avanguardie storiche, di cui la Ville Lumière, soprattutto negli anni di vita di Colette, artisticamente compresi fra l’altro tra impressionismo e art brut, resta ineguagliabile capitale cosmopolita. Continua a leggere→

Rimangono (suicidi per debiti)

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Sarà giusto che partano così?
Rimangono le vedove a sfilare
con le bandiere bianche di vergogna,
la puzza di bruciato di Giuseppe,
che pure Tiziana amava. Non resta
che gridare: non era pazzo, solo
disperato. Vallo a spiegare ai mani-
chini, la Tributaria di Bologna:
è un assurdo filosofico il suicidio,
un nonsenso teologico;
chissà che ha detto il prete al funerale,
che ha scritto, quel tale, prima di farla
finita. O cosa non ha detto e scritto, forse?
Non potersi/volersi confidare,
come se fossi solo al mondo, amici
neanche tanti quante sono le dita
di una mano. Non esiste notizia
più crudele del silenzio assordante su chi resta.
Gli sciacalli non provino a bussare
alla porta, segnata con il fiele:
Il fuoco è ancora acceso, la mannaia
è già pronta a calare sulla testa.

Vivalascuola. Come si formano i maestri

Abbiamo accolto la provocazione di Luigi Monti e della sua lettera aperta agli studenti di Scienze della Formazione che per gentile concessione della redazione della rivista “Gli Asini” di seguito riproduciamo. E abbiamo da parte nostra invitato i giovani laureati Magda Dabrowska, Emanuela Del Gatto e Andrea Tonti a raccontare la loro esperienza. Per favorire un confronto più ampio presentiamo anche le testimonianze di Anna Celso e Nives Camisa, riguardanti la formazione dei maestri negli anni 80 e 70.

Lettera aperta agli studenti di Scienze della formazione
È impossibile non avvertire, per chi si occupa di educazione e intervento sociale, un senso di orfanezza nei confronti di quello che dovrebbe essere il punto di riferimento teorico “naturale”: il pensiero pedagogico. Continua a leggere→

Curiosità, ossia una vita come continua giovinezza – Al Gabinetto Vieusseux

Con il patrocinio di:

COMUNE DI FIRENZE

1912-2012 FOSCO MARAINI – PONTI FRA CULTURE

GABINETTO SCIENTIFICO-LETTERARIO G.P. VIEUSSEUX

Nell’ambito delle iniziative per il centenario della nascita di Fosco Maraini, intitolato a “1912-2012, Fosco Maraini. Ponti fra culture”, mercoledì 9 maggio avrà inizio a Palazzo Giovane un ciclo di incontri promosso dall’Assessorato alle Politiche Giovanili e dal Gabinetto Vieusseux, dedicato a

Curiosità, ossia una vita come continua giovinezza

Pochi come Maraini hanno saputo vivere un’intera esistenza aprendo gli occhi, tutti i sensi, la mente su ogni aspetto della realtà umana e naturale, e riuscendo così a superare i “muri di idee” tra le diverse civiltà (o “continenti dello spirito”, come le definiva, progressivamente formatisi e in continuo movimento). La profonda curiosità che l’ha animato veniva da lui motivata, scherzosamente, definendosi un giovane della Luna che aveva ricevuto l’incarico di recarsi sulla Terra per conoscerla con tutti gli strumenti a sua disposizione e per presentare quindi una relazione. Il “Cittadino della Luna in visita di istruzione sul pianeta Terra” (CITLUVIT) ne osserva bellezze e orrori e la racconta nei suoi scritti e nelle sue fotografie, finendo per innamorarsene. Dai suoi scritti e dalla sua opera emerge il valore della “curiosità” di conoscere se stessi, gli altri, l’universo, come dimensione morale di una giovinezza non solo anagrafica, da seguire e nutrire come dono prezioso, e via maestra anche per il dialogo tra generazioni. Continua a leggere→

ALBA – Manifesto per un soggetto politico nuovo

E’ nato un soggetto politico nuovo denominato, nella prima assemblea svoltasi a Firenze il 28 aprile u.s., “ALBA”, acronimo di “alleanza”, “lavoro”, “beni comuni” e ”ambiente”. Nel mese precedente i fondatori (tra i quali, Paul Ginsberg, Andrea Bagni, Claudio Giorno, Chiara Giunti, Alberto Lucarelli,Ugo Mattei, Nicoletta Pirotta, Marco Revelli, Massimo Torelli)(tra i primi firmatari, Stefano Rodotà e Luciano Gallino) avevano elaborato un manifesto che è “un primo documento di principi e metodi volutamente non programmatico, che definisce un orizzonte e un percorso dichiarando da subito un quadro di riferimenti e di valori. Ha come obiettivo proporre la costruzione di un soggetto politico radicalmente nuovo che si confronti subito con il quadro politico, la crisi sociale ed economica. Continua a leggere→

53. Lo giuro

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– E la faccenda del tango?
– Come spiegarla meglio? Lei se n’è uscita così, senza un motivo. O meglio, il motivo c’era, ma io non l’ho capito. Vivacizzare il rapporto? Liberarlo dai soliti discorsi di bambini difficili e assistenze poco redditizie? Continua a leggere→