Archivio mensile:Aprile 2020

Il criterio vincente

È nelle piccole cose che si incontra Gesù: è nel farle con amore, con rinnovato entusiasmo. Perché dovremmo riservargli i momenti noiosi, obbligatori? Perché dovremmo inserire, con Lui, il pilota automatico dei riti sempre uguali? È Lui la sorpresa quotidiana, la profondità in cui scopriamo sempre qualcosa di nuovo di noi stessi. Dio nelle piccole cose: è questo il criterio vincente. 

Steven Soderbergh, Elmore Leonard e l’amore vero

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di: Guido Tedoldi

In questi giorni di ritiro casalingo causa virus sono passati in tv 4 (almeno) film di Steven Soderbergh, regista tra i più premiati degli ultimi 30 anni con all’attivo premi Oscar e Palme d’Oro di Cannes, oltre a svariate nomination in questi e altri premi cinematografici. Continua a leggere→

Per chi vuole continuare a pensare

COMUNICATO AMPAS DEL 21/4/2020

Con serenità ma anche con determinazione i medici del gruppo della Medicina di Segnale (735 iscritti all’AMPAS, la nostra associazione, di cui tanti impegnati in prima linea), preoccupati per le possibili derive autoritarie in atto, desiderano fare chiarezza circa la possibilità che siano lesi dei diritti costituzionalmente garantiti per i cittadini.

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[Immagine da qui]

A PROPOSITO DI “PADRE DELLA NOTTE” DI ROBERTO KUNSTLER

di Jonathan Giustini

Ci sono come delle lame affilate che squarciano il cielo. E c’è una luce che cammina sempre innanzi agli occhi. Una luce che intravedi, molto davanti a te. Le corri dietro. Ma forse nemmeno corri. Cammini, guidi, passeggi. Lei è sempre un passo davanti a te. Non scappa, non fugge, ma non si fa nemmeno afferrare.

Non è un grido. Non si tratta di una sera e nemmeno di un’alba.

Ascolto questa canzone che si chiama Padre della notte e mi rendo conto che racconta di un percorso di rivelazione, di epifania nei pochi minuti del canto.

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Lettera ai miei studenti

di Stefanie Golisch

Cari ragazzi,

parliamo di una situazione kafkiana quando, improvvisamente, ci sfugge il senso, quando ci troviamo in circostanze poco chiare, paradossali che non siamo più in grado né di comprendere né di controllare. Apparentemente tutto sembra come prima, la nostra casa è la nostra casa, i nostri familiari sono i nostri famigliari, noi siamo noi, eppure qualcosa è cambiato radicalmente: l’ordine conosciuto nel quale ci muoviamo e che, oltre magari alla noia, ci trasmette comunque un senso di sicurezza e di prevedibilità, non c’è più.

Il disorientamento esistenziale dell’uomo moderno in un mondo che non comprende più e che non può assolutamente dominare è IL tema di Franz Kafka, un autore che, come sanno molti di voi, mi è particolarmente caro e che cerco ogni anno di trasmettervi senza mai essere veramente soddisfatta, perché ogni volta mi sembra di averlo in qualche modo ridotto ad un autore che “si deve conoscere” perché fa parte della Weltliteratur, o, peggio ancora, perché potrebbe essere tema di una verifica!

Vi scrivo questa lettera perché la situazione nella quale ci troviamo attualmente ci fa leggere Kafka e, ovviamente molti altri autori, con un interesse o addirittura una urgenza nuova: le stesse nostre domande, alle quali in questo momento nessuno ha una risposta (anche se molti, troppi, pretendono di averla!) le troviamo già tra le righe della grande letteratura di tutti i tempi. Dico a proposito: le nostre domande, non le risposte perché credo che quello che alla fine conta è il flusso continuo delle domande e non certo il facile accontentarsi di risposte più o meno convenienti. Continua a leggere→

La poesia della settimana. John Keats

V.

Quanti poeti fanno d’oro il corso

del tempo! Alcuni sempre mi son stati

cibo della beata fantasia,

e di loro bellezze umili o eccelse

dire potrei; e spesso quando siedo

scrivendo in rima, a torme si presentano

innanzi la mia mente, ma nessuna

confusione, nessun brutto tumulto

formano, è una piacevole armonia.

Così gli innumerevoli rumori

ch’empion la sera: i canti degli uccelli,

mormorare di foglie, voci d’acque,

e la grande che palpita campana

solenne al suono, ed altri mille ancora

che conoscerli toglie la distanza,

dolce musica fanno e non frastuono.

Da Dedica, V, in John Keats, Fulgida Stella, Milano, Corriere della Sera, 2012, p. 69.

Smantellamento del servizio sanitario pubblico, l’ideologia che uccide. di Gaël Giraud

 

Ciò che stiamo sperimentando, al prezzo della sofferenza inaudita di una parte significativa della popolazione, è il fatto che l’Occidente, dal punto di vista sanitario, non ha strutture e risorse pubbliche adeguate a questa epoca e a questa situazione. Come fare per entrare nel XXI secolo anche dal punto di vista della salute pubblica? È questo che gli occidentali devono capire e mettere in atto, in poche settimane, di fronte a una pandemia che, nel momento in cui scriviamo, promette di imperversare per il Pianeta, a causa delle ricorrenti ondate di contaminazione e delle mutazioni del virus[1]. Vediamo come e perché. Continua a leggere→

L’emergenza Covid-19 in Nuova Zelanda: il traguardo dei ‘zero casi’.

Nelle ultime settimane, la stampa internazionale, soprattutto di matrice anglosassone, ha lodato l’operato del governo neozelandese, e in particolare del suo Primo Ministro Jacinda Ardern, nella gestione dell’emergenza causata dal Covid-19.
La CNN ha definito quella della Ardern “una lezione di leadership” e “un esempio a cui guardare” per tutte le nazioni afflitte dalla pandemia.
La risposta della Nuova Zelanda al Covid-19 è stata caratterizzata da empatia, efficienza, determinazione e chiarezza nei confronti della popolazione. Non c’era da stupirsi. Fin dall’inizio, il governo laburista della Ardern (Presidente dell’Organizzazione Giovanile dell’Internazionale Socialista nel 2008, agnostica, socialdemocratica, progressista, salita alla guida del Paese nel 2017 a soli 38 anni d’età) ha preso posizione contro ogni manifestazione d’odio e di razzismo (esemplare la sua reazione al massacro alla moschea di Cristhchurch, nel marzo 2019) difendendo i principi Continua a leggere→

Un libro singolare


Nel diciannovesimo secolo è esista una potente Loggia massonica chiamata “Alta Vendita”, il ramo più elevato della Carboneria, costituita da quaranta membri di alto lignaggio, in cui tutti usavano pseudonimi. Era diretta da un nobile che si faceva chiamare Nubius, e lo scopo che si ponevano era quello di conquistare i vertici ecclesiastici. Ma conquistarli a cosa? Al pensiero gnostico, che avrebbe dovuto sostituirsi, gradualmente, a quello cattolico.

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Noia?

Gesù raccomanda a Gabrielle di farsi introdurre al Suo cospetto, nell’ora santa, da Sua Madre, da san Giuseppe e dagli angeli: è come un bambino che entra in un salotto di persone adulte, che lo presentano e parlano per lui. E poi comincia un lungo discorso sul fatto di confidare totalmente, di chiedere anche l’impossibile, perché nessuna richiesta è troppo grande. Certo, bisogna riconoscere che con Dio non ci si annoia. 

Medicamenta

di Giorgio Stella

                           Ovvio  a   [S e p u l v e d a]

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OGGI CAVALCA LA MORTE L’EMBRIONE MAI NATO

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Oggi cavalca la morte l’embrione mai nato

Come [se] le stelle siamesi fossero orfane

Dello stato di diritto di splendere le vie loro

E chi ha il tarocco nella mano

Possiede la carta del destino, in cui crede –

Avanti la fessura la porta è aperta

E chiusa in una sola volta, la volta sua,

poiché medesima è la 

geometrica derivante del cubo magico

del picchio petto danzante…

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Fiducia estrema

di Serena Fioris

Se da Dio accettiamo il bene, perché non dovremmo accettare il male? è la nota affermazione di Giobbe. Che entra in crisi quando questo male si prolunga oltremisura, in una vera e spietata persecuzione, di cui – non ne dubita – è Dio stesso la causa ultima. Tu sei un duro avversario verso di me, e con la forza delle tue mani  mi perseguiti; e ancora: Oh, avessi uno che mi ascoltasse! Ecco qui la mia firma! L’Onnipotente mi risponda!

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Il giogo leggero

Gesù ha abbracciato con gioia la Sua croce. A Gabrielle chiede di unirsi a Lui con lo stesso slancio con cui ha voluto salvarci e aderire alla volontà del Padre. Insieme con Lui, anche le fatiche più improbe e le grandi sofferenze sono dolci. Le ricorda l’importanza del grazie: il suo lo ripagherà dell’indifferenza degli ingrati. 

Il giorno eterno

Ogni giorno è come la vita, dice Gesù a Gabrielle: il risveglio, la messa, le azioni quotidiane, il sonno; la prima comunione, gioie e dolori, la morte. Vivere tutto con Lui, che ci segue a ogni passo, e rinascere fino al momento in cui tutto sarà eterno.