Archivio mensile:Novembre 2024

Intervista a Biagio Accardo

di Massimiliano Bardotti

1-Come e dove nasce l’idea di questo libro? E potresti dirci qualcosa sul titolo?

Mi accingo con qualche dubbio a scrivere queste righe che precedono o vanno in contemporanea con l’uscita del mio nuovo libro di poesie, Esercizi di riparazione, per conto di peQuod, collana Portosepolto. E questo perché noi poeti rischiamo sempre di dire troppo, facendo ombra alle nostre stesse poesie, le quali dovrebbero poter parlare da sé, senza ulteriori commenti. Proverò quindi a rispondere a ciò che mi viene chiesto nella maniera più sobria possibile. 
Questo è un libro che amo, e lo amo perché finalmente la parola lasciata sul foglio è impronta alquanto fedele di quella sperata e attesa. Entrambe sono in un certo equilibrio, senza eccessive asimmetrie tra momento intuitivo e quello realizzativo. Sono sincero: aspettavo il momento in cui poter scrivere qualcosa di questo tipo e in questo mondo; il tempo e gli incontri hanno permesso che ciò accadesse. Continua a leggere→

Giorgio Stella, Una poesia

Sapevo che il tempo era poco e della morte non me ne importava più di un mulino di neve (arco di pozzo) – di tanto in poi fui pure io bianco. Dalle verande vedevo Harlem o Rom, non lo so… Uno sterile ponteggio era sospeso come me nel cielo – / alle volte parlavo con la finestra di Cassandra // mio unico amore in una saggezza di Verlaine & alla biglia non ho mai // promesso la spiaggia. ————————————- 24/10/2024 –

Rendez vous. Luca Pizzolitto e Pietro Romano

Con Luca Pizzolitto abbiamo immaginato uno scenario confidenziale, uno spazio e un tempo per parlare di poesia al di là delle forme più consuete. Ripartire da una condivisione che esplori le note nascenti della comunicazione artistica, un salto senza rete sulle corde della fiducia: è ciò che proponiamo per provare a far convergere, una volta di più, la poesia e lo spirito.

Giorgio Stella , Una poesia

Una sorta di Guernica

Come la betoniera salda il conto degli articoli da ballo – la seta e è il valzer della meta; un pugno / chiuso non è necessariamente una mano aperta! La creta non può e non deve essere un no, un no di costume – & sotto la ringhiera sopra la regina…. Stagione dell’ altro ieri quando eri quello di prima

Dolcina

Lucerne nella luce, di Lucio Brandodoro

Con la Legge oltre la Legge

 

«In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?».
Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi».
Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici».
Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.» [Mc 12,28-34] Continua a leggere→

Cinque poesie di Ivan Pozzoni

RINO

Prima che la critica si accorga che esista

dovrò fare la fine drammatica di Rino Gaetano,

senza che l’airbag che protegga l’autista

senza che il tempo mi tenga la mano.

 

Battere, battere, battere i tasti

battere forte, battere ancora

coll’emergenza di acuti scoliasti

che cambieranno l’ordito com’è ora.

 

E io intanto scrivo, piangendo lacrime di cinnamomo,

nel cuore la donna che ha miscelato i miei cromosomi,

mi tocca vivere di chicane come in autodromo,

col coltello tra i denti a rivedere tutti i miei assiomi.

 

Non sono certo di riuscire a sopravvivere

dopo tanta sofferenza e dolore,

al massimo mi ritroveranno cadavere,

arrivando a sentire il mio cattivo odore.

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Miglioramento del sito per i suoi 11 mila visitatori!

Carissimi lettori,
ci immaginiamo – e auguriamo! – che avrete notato un miglioramento nella velocità di questo sito, negli ultimi giorni.

Dopo essere stati vittime di un attacco informatico che ci ha fatti sparire per qualche ora, grazie al nostro webmaster Andrea D’Alessandro siamo riusciti a ripristinare tutto in tempi record, testando un upgrade per migliorare le prestazioni di risposta del sito che, negli ultimi tempi, era stata molto insoddisfacente. C’è da dire che La poesia e lo spirito ospita un archivio di quasi 17.000 articoli e gestire tutto questo non è davvero uno scherzo!
Dopo una settimana di prova, abbiamo  deciso di mantenere questa scelta, nonostante il costo maggiore (noi ci autotassiamo pur di non infastidirvi con la pubblicità, e speriamo che  voi lo apprezziate!)  e siamo felici di questo risultato, che condividiamo con voi oggi.
Grazie per la vostra fedeltà, abbiamo visite mensili a cinque cifre e questo ci riempie di gioia e di inevitabile orgoglio.

Dario Bellezza, Non si vedrà per tutto l’inverno

di Giorgio Stella

Non si vedrà per tutto l’inverno il mio ragazzo venire dal lattaio
con la busta del latte da mezzo litro: tutti penseranno che il radicato
nel mio cuore aspetta malato
che io arrivi con la busta in mano.

Non si vedrà per tutta la primavera il suo ritorno; le lacrime invano
scivoleranno dalle mie guance:
tutti penseranno che mi ha lasciato solo nella mia grande casa.

Non si vedrà per tutta l’estate
la sua abbronzatura cittadina,
ma al mare uguale ai più tranquilli
e solitari ragazzi lo immagineranno silenziosamente disteso sulla sabbia.

Non si vedrà in autunno alcuno
bussare alla mia porta marroncina:
tutti mi guarderanno con tristezza
perché questa è la stagione dei morti.

[da “Invettive e licenze”, Garzanti 1971].

Apprendistato alla salvezza di Pasquale Vitagliano

 

Nota di lettura di Laura Cantelmo

La intensa qualità visionaria della silloge Apprendistato alla salvezza di Pasquale Vitagliano contiene in ogni suo testo una ricchezza simbolica e immaginifica tale da sembrare, anche nell’unità tematica- la speranza di   salvezza dal caos- un’esposizione di arte figurativa.

Questa sua interessante singolarità, attribuibile a una predilezione culturale dell’Autore, si presta a una sperimentazione del linguaggio tipica di certi importanti movimenti artistici del secolo scorso, come il Cubismo o la Metafisica, nei quali la sovrapposizione di oggetti di epoche storiche differenti o di provenienze contrastanti, ottenevano un sincretismo dove l’immagine aveva una fondamentale funzione evocativa. Qui il Poeta ottiene lo stesso effetto, attribuendo all’immagine un’importanza prevalente rispetto alla parola e alle sue potenzialità semantiche. In poesia la giustapposizione di immagini su cui viene costruita l’architettura del discorso poetico vanta illustri esempi, come il Surrealismo, Ezra Pound e il suo Movimento Imagista e T.S.Eliot, per citare i più celebri. La freudiana Interpretazione dei sogni ci insegna che la funzione dell’inconscio si esplica attraverso le immagini ed è intuibile come in questa silloge esse, nell’esprimere uno stato dell’anima, abbiano uno stretto collegamento con l’Es, grazie all’atmosfera onirica nella quale appaiono.

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Luigi Rigoni, Il poema di As

di Gino Scartaghiande

Anfora dello Spirito, riversa il tuo crisma su di me

(Luigi Rigoni Il poema di As)

Il ragazzo modenese di Luigi Rigoni – che è lui stesso – in una soffitta familiare beveva vino e scriveva versi, mi si dice, già a quindici anni. Così come Rimbaud, in un pagliaio di Charleville, componeva esametri latini in funzione delle sue visioni – le cosiddette Illuminazioni – un elevarsi paolino al terzo cielo.

Mansarde, pagliai e piani alti dei casermoni, sono stati abitati anche da Luigi, quasi in una trasposizione dell’Esarcato di Ravenna, prima a Modena, e di poi da questa a Roma, per vivervi le sue notti bizantine, tal quale l’affondo storico di Faenza e dei Canti Orfici di Campana, dalla Digione del Gaspard de la Nuit di Aloysius Bertrand, alle ascensioni alla Verna. Continua a leggere→

Lucerne nella luce, di Lucio Brandodoro

«In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».

[Mt 5,1-12]
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