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La poesia della “sparizione”. Intervista a Franco Acquaviva

di Guido Michelone

Questa intervista nasce quasi a caldo, verso la fine di Maggio, ovvero a conclusione di una fase drammatica per il Nostro paese ma anche in coincidenza dell’uscita de La strategia della sparizione, nuovo libro di poesie di Franco Acquaviva – drammaturgo, poeta, saggista, critico teatrale, che, dopo il DAMS bolognese, sceglie di lavorare sulle rive del lago d’Orta con il proprio Teatro delle Selve, dirigendo workshop, gruppi, rassegne, in pacata controtendenza, rispetto a tanta offerta istituzionale – arriva a quattro anni da Teatro nelle fibre del corpo: entrambi ‘viaggi’nella letteratura in versi, hanno un imprinting verso una parola colma di scena lirica e di spettacolo intimista, benché teatro e poesia restino, di proposito due corpi separati nell’arte dell’Autore. 

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Tutto

Si può offrire ogni cosa, per amore. Gesù ci tiene, perché è una specie di filo diretto: una goccia dopo l’altra, il cuore si riempie. L’essenziale è non distogliere lo sguardo, come quello del servitore alla mano del padrone. Tutto viene da Dio: ce lo possiamo aspettare da altre parti?

La poesia italiana del XXI secolo. Domenico Brancale

La poesia del poeta lucano Domenico Brancale è, alla maniera di Celan, il respiro che si fa parola, parola che oltrepassa il luogo e il corpo e va letta in una duplice chiave interpretativa: da un lato l’impegno strenuo a risolvere tutto in scrittura attraverso la dissoluzione del corporeo nel verbale, dall’altro pare scorgersi l’eco della “matericità” di Artaud nello snodarsi del testo come spostamento, slogamento, lacerazione di elementi corporei. E quanto più ampia, nei versi di Brancale, è la gittata evocativa della parola poetica, tanto più il fluire del tempo galleggia nella grigia uniformità del dolore creaturale. 

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Più

Gesù vuole che prendiamo dimora nella Sua misericordia, che ci sentiamo sicuri dell’amore. Ciò non offende l’umiltà, perché più siamo nel vero, più avvertiamo la nostra piccolezza e l’infinita grandezza del Suo amore. 

Presenza

Un segreto della vita è la presenza: tu sei presente, e questo colma il vuoto, che ha sempre un pretesto per esistere. Se dimentico l’altro, dimentico la possibilità stessa di essere: sono un indefinito che soffre inutilmente. Con l’altro, ogni dolore è utile, porta in qualche luogo di bellezza misteriosa. Ricorda, dunque: la memoria autentica è presenza, e la presenza è vita.

Anche così

Dobbiamo entrare fin d’ora nella lode, che è l’opera del cielo, insieme ai beati. L’ascensione di Gesù ci ricorda che possiamo vivere con il cuore in paradiso, per muovere i passi giusti sulla terra. In questo modo consoleremo il Cristo, che vuole essere amato anche così. 

Prisco De Vivo

Teresa

A S. Teresa d’Avila

“Teresa,

il tuo sguardo

è una lunga piega

che scompagina

il manto dell’esistenza”.

Silenzioso,

con talloni squamati,

resterò

nell’auto della genesi;

accoccolato

a lunghe sensazioni inanimate.

Il mio parlare

affetta come lama,

il tuo pensare, 

tutto si avvicenda

a quello che l’occhio sorpassa veloce.

“Divenire o viaggiare” ?

L’autostrada

a noi

rimane infinita ed eterna.

[12 Febbraio 2004]

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Farla crescere

Amiamo confidarci con qualcuno, senza grande profitto. Se parlassimo cuore a cuore con Gesù, la nostra giornata cambierebbe: saremmo protetti, accompagnati, sarebbe Lui a costruirla, colmando le falle sempre aperte della nostra miseria. Abbiamo poca fede: riversiamola in Lui, così com’è, e sarà Dio stesso a farla crescere. 

La poesia della settimana. Antonio Machado

E ti potrai conoscere, riandando

E ti potrai conoscere, riandando 

l’oscura tela di quanto sognasti,

in questo giorno triste che cammini

ormai con gli occhi aperti.

Di tutta la memoria, quel che vale

è solo il dono di evocare i sogni.

Antonio Machado, Poesie, Milano, Fabbri Editori, p. 57.

Da sempre

L’azione nasce dall’amore. Solo se ci diamo totalmente a Dio sboccia l’opera vera, quella che è frutto di un’unione. Più ci abbandoniamo, più Gesù può trasformarci dal di dentro, invadendo ogni spazio, facendo di noi il capolavoro che ha pensato da sempre.

È così

Gesù ha cura dei Suoi, chissà quante volte ce ne siamo accorti. Piccoli e grandi dettagli, nella nostra vita. Allo stesso modo, sia per la Sua gloria tutto ciò che operiamo, nei minimi particolari. È così che il Regno dei cieli si avvicina. 

Intervista a Fabrizio Bregoli

Per farti parlare della tua idea di poesia, ho scelto alcuni versi contenuti nell’ultima raccolta che hai pubblicato, “Notizie da Patmos” (La Vita Felice, 2019). Mi piacerebbe che tu partissi da questi, tratti da tre poesie del libro: “Io invece preferisco la poesia,/ la scienza bellicosa del disarmo./ Quel suo sparare a salve/ per non fallire un colpo”. E ancora: “Sovvertire gli assiomi, curvare/ e avvicinare i mondi: in fondo, a questo/ serve la poesia”. Infine: “La poesia non cambia nulla/ è il nulla che la cambia. La fa possibile”.

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Pensarci

Pensare all’amore di Gesù, alla Sua passione per noi, dimostrata nell’altra passione, quella sgranata lungo la via crucis; lasciarsi sconvolgere dalla incontrovertibile certezza: sono amato, sono amata. Pensarci così spesso da cominciare a vivere già qui l’unione, l’unità. 

Poesia italiana del XXI secolo. Mariangela Gualtieri

di Rosa Salvia

Mariangela Gualtieri

Una lingua secca, incisiva quella di Mariangela Gualtieri, pochissimo bisognosa di appoggi,

che si muove nell’ambito di un lessico apparentemente elementare e comune, la cui raffinata letterarietà scaturisce dall’attenta disposizione sintattica e ritmica del discorso e dalle figure di ripetizione (arricchite talora da slittamenti semantici).

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Il più amante

È sempre l’intimità che Gesù vuole da noi. Lui è il più sensibile, il più amante di tutti. Un sorriso gli riempie il cuore. Gli negheremo una parola dolce, un bacio, uno sguardo? Non credete al cristianesimo soltanto orizzontale. Gesù ci ama come nemmeno immaginiamo. Non facciamolo aspettare.