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Niente

Dobbiamo vedere che siamo niente: è la scoperta più importante della vita. In genere facciamo il contrario: vogliamo essere qualcuno, avere un potere, essere ammirati. Ma solo con la luce che viene dall’alto possiamo conoscerci davvero: siamo niente. Un niente amato alla follia, dal nostro Dio.

Imitazione

L’offerta è la marcia in più che valorizza la sofferenza, ne fa un tesoro da condividere con gioia. Così ha fatto Gesù con la passione, di cui ancora, ogni giorno, ci nutriamo. Anche noi possiamo fare come Lui: imitarlo, divenirgli simili, nutrendo i fratelli con una vita presa, spezzata e data.

Un miracolo

Gesù ha bisogno di noi, perché ci ama. È bello pensare a un Dio per il quale non siamo superflui, piuttosto che a qualcuno per cui se siamo o non siamo nulla cambia.
Per un Dio che ha bisogno di me mi spendo, arrivo a compromettermi, a rischiare. Lo ringrazio dal profondo dell’anima per aver permesso un miracolo così.

Cercare

Non ha senso cercare qualcosa più di Dio, di più dell’amore. A volte ci facciamo affascinare da sirene di ogni tipo, rischiamo di perderci nei loro canti seducenti; ma non c’è niente di più grande dell’amore, non c’è niente di più bello, di più buono, di più vero di Dio.

La vera libertà

Gesù vuol essere per noi come un padre con il suo bambino: vivere Lui la nostra vita, rendere divini i nostri atti. Perché ci sentiamo soli? Forse perché vogliamo esserlo? Ci risponde subito, quando lo chiamiamo. Il dono supremo è offrirgli la nostra libertà, come l’ha offerta a noi, quando ha vissuto sulla terra. Il dono estremo lo faremo nella morte: ci daremo a Lui completamente e Lui vincerà in noi, una volta per sempre, per l’eternità.

Santi a metà

Non si può essere santi a metà, dice il Cristo alla Bossis. Non si rinasce una sola volta, ma ogni giorno; non bisogna solo vivere di Dio, ma anche morirne. Perché sia possibile, occorre chiedere senza stancarsi: da chi altro potremmo avere la vita, il dono della grazia?

L’anima

L’anima è un mistero. Trabocca, oltrepassa, sconfina. Non sta negli argini del corpo. Malgrado tutti i suoi sforzi, il materialismo non giustifica la vita, il dono, l’amore. È travolto dall’evidenza di verità di qualcosa che lo supera.

La novità possibile

Il nuovo ci attira. Navigando nel web, cerchiamo disperatamente qualcosa che non sia stato detto, la notizia che cambia la giornata, l’informazione che mancava. Giorno dopo giorno, sempre più, troviamo vera l’affermazione di Qoelet: non c’è niente di nuovo sotto il sole. Una bella mattina ci accorgiamo che c’è una sola novità possibile: Dio. Lui è l’eternamente giovane.

Pentirsi

Gesù ci suggerisce le armi adatte per poterlo conquistare. Una di queste è il pentimento. Non dobbiamo provare dolore per aver sporcato l’anima, ma per aver ferito il nostro Amato, che era lì che ci guardava: eppure abbiamo fatto quel gesto, compiuto quell’azione che, lo sapevamo, gli procuravano del male. Pentirsi sentendosi nulla, in modo da decidersi a fare ogni cosa con Lui e per Lui: questo è il cammino.

Ebrezza

La svolta è quando l’anima scopre che l’intimità con Gesù non è solo per la suora di clausura o per il monaco, ma per ogni essere umano sulla terra. È allora che si accende di entusiasmo, e prega che il suo amore sia aumentato e alimentato, perché possa fare sempre più spazio all’Amico insuperabile. Dovremmo contagiarci questa ebrezza: il mondo diverrebbe ciò che è.

La Madre

Bisogna contare sulla Madre, Immacolata e Addolorata. Colei che ha accolto in maniera perfetta il progetto di Dio, corrispondendo ad ogni sua speranza. È un’alleata potente, della quale è rischioso fare a meno. Con Lei, tutto diventa più semplice, meno faticoso. Un Padre, un Fratello, una Madre: la compagnia necessaria e sufficiente per giungere alla meta.

Stabile dimora

Gesù vuole che ci sentiamo in cielo, dove i santi non possono fare a meno della sua presenza. Vuole che abbiamo la sensazione limpida di una porta aperta, verso la quale slanciarci, con estrema confidenza. Vuole che diventiamo coscienti dei due movimenti essenziali: o verso noi stessi e le nostre fatali distrazioni, o verso Lui. Dobbiamo chiedere ai santi di aiutarci a fare di Gesù la nostra stabile dimora.

Prospettive

Il Padre ci ama al punto da vedere in noi suo Figlio. Ci esaudisce come se esaudisse Lui. Ci dona ciò che ci serve per salvare anime, che ci accoglieranno con gioia indescrivibile nel paradiso. Vedere le cose da questa prospettiva cambia tutto: rispetto a una tale verità, ogni altra interpretazione del mondo è menzognera.

Cantare

Cantare andando al sacrificio: così ha fatto Gesù. Uscendo dalla cena, aveva intonato il grande hallel: “il suo amore è per sempre” . È la gioia di Dio la nostra forza, e non dobbiamo temere di attingervi più che possiamo, non preoccupandoci mai di chiedere troppo. Dio non si lascia superare in generosità, diceva sempre don Mario. E quanto aveva ragione.

La nostra fede

Immaginare l’amore, il Padre, nelle sue infinite sfumature, che sono trapelate tramite suo Figlio; scoprire nel volto di Gesù quella bontà incommensurabile, pregare perché le anime possano approdarvi, tendere sempre a quel modello, somigliare a Dio, essere uno coi fratelli e le sorelle: questa è la nostra fede. Che ti sembra?