Quella del Racconto di Natale è una tradizione pericolosa. Ci si sono cimentati, e magari divertiti, molti Grandi Scrittori: da Christian Andersen, Charles Dickens e Lev Tolstoj fino a – tanto per stare a casa nostra – Luigi Pirandello, Grazia Deledda, Dino Buzzati, Italo Calvino. Senza contare le Poesie di Natale: ci hanno provato, tanto per dire, Guido Gozzano (la famigerata «Il campanile scocca / lentamente le sei», e le sette, le otto, le nove, eccetera), Salvatore Quasimodo, Giuseppe Ungaretti.
Archivi autore: fabrizio centofanti
Strenna di Natale di LPELS
Vi ripropongo questi versi celebri di Arthur Rimbaud (Giorgio)
Dallo stesso deserto, nella stessa notte, sempre i miei occhi stanchi
si destano alla stella d’argento, sempre, senza che si commuovano i Re
della vita, i tre magi, cuore, anima, spirito.
Quando ce ne andremo di là dalle rive e dai monti, a salutare la
nascita del nuovo lavoro, la saggezza nuova, la fuga dei tiranni e dei
demoni, la fine della superstizione, ad adorare – per primi! – Natale
sulla terra!
Un racconto di Roberto Plevano
Dio?
Di primo mattino in casa non si osserva molto movimento, a dire il vero non c’è nessuno che osservi, e questo potrebbe far sospettare che non ci siano segni di vita, di vita cosiddetta intelligente almeno, visto che tra le piante ornamentali e la biomassa microscopica che ha eletto tappezzeria, dispensa e angoli dimenticati a propria dimora prosegue indisturbato il macinare del vivente senza coscienza. Tale sospetto tuttavia non ha motivi di sorgere se si presta orecchio ai respiri regolari che provengono dalle stanze da letto, verifica impossibile in assenza di un orecchio che ascolti. E anche in quel caso, c’è da dire che il sonno di primo mattino è il più fermo di tutti i riposi, e giustifica sufficientemente la prima considerazione fatta dall’inesistente osservatore sull’immobilità domestica.
Leggere variazioni di rotta (l’antologia di LiberInVersi)
LiberInVersi – L’Antologia
Come annunciato lo scorso luglio, è imminente l’uscita dell’antologia di LiberInVersi, che vedrà la luce editoriale in cartaceo a febbraio 2008. Curata dalla redazione dello spazio/blog, l’antologia, senza mettere la parola fine al processo di mappatura del paesaggio poetico italiano avviato nel 2005, manifesta l’esigenza di ritornare sul materiale raccolto, di operare una scelta e di approfondire la lettura dei testi selezionati. Il testo uscirà in una forma che tenterà di contribuire ad una possibile reazione alla situazione, a nostro modo di vedere, disastrosa in cui versa l’editoria italiana, specie sul versante poetico.
Paolo Agrati
Moscone brillante m’aggiro
tra le merde quotidiane
I più s’affidano alla corda, al bottone
rifiuto sublima se lo si disperde.
A me invece tocca scovarle
saggiarne l’olezzo.
A volte natura è confusa
prevale il disprezzo
e un dono non appare
come tale.
***
Mario Pandiani e Babsi Jones
È di oggi la notizia che il negoziato sul Kosovo è fallito e io ho appena terminato la lettura di questo straordinario libro.
E’ una lettura amara, amara di un alcaloide che conosco, è quell’amaro in cui si aprono, come lampi, squarci di luce, luce col sapore di tregua, il più dolce e il più breve dei sapori.
È una lettura dolente, ho guadato alcuni capitoli con pena e peso e rabbia, capisco che la sua pubblicazione abbia portato molti, prima di tutto, a difendersene.
La mappa di Ibridamenti
Un aggiornamento importante da parte di Maddalena Mapelli:
“Ci siamo. Questa è la prima provvisoria – tutta da modificare – proposta di una mappa (la famosa “griglia”) per osservare la specificità degli elementi connettivi (e perciò delle relazioni, delle connessioni) tra blogger.
Per integrarla, criticarla e proporre modifiche, utilizziamo i commenti a questo post.
Pensiamo sempre che ci servirà come punto di partenza dell’osservazione delle “connessioni” che si creano tra blog; per esemplificare proviamo ad utilizzarla per la lettura degli elementi “connettivi” di un post appena pubblicato. Un post in cui “testo, immagine e suono” costituisca un unico “evento” del quale si cerca di “leggere” le connessioni con altri “eventi” della rete”.
Roberto R. Corsi
Scelta di poesie 2005 – 2007
SETTE POESIE DA «L’INDEGNITÀ A SUCCEDERE»
(Esuvia Edizioni, 2007)
BISMANTOVA, FERRAGOSTO
Scattavo foto alla povera pietra
costretta ai fianchi della sua distanza,
irrisa dalle nuvole.
Sdraiavo i pensieri su prati innocenti
profetici di valeriana – soltanto al ritorno
seppe il costato le tue frecce.
Lettera a due madri, di Jolanda Catalano.
Lettera a due madri, Città del sole edizioni , 2004.
Relazione di Benedetta Borrata
Perché a due madri? La risposta è data dalla stessa poetessa in una delle composizioni dedicata a Gilda Trisolini : due madri Gilda/ due nella mia vita,/ una di sangue che mi diede amore,/ l’altra di poesia e di parole. In questo corpus di poesie, di Jolanda Catalano, è centrale la figura della donna ( la donna che non piange mai ),in quanto detentrice di una forza naturale ed autentica che è l’amore materno; anche dopo la sua morte, la madre è sempre un saldo punto di salvezza, di protezione, energia vivificante, corrispondenza di segrete verità, è percorso iniziatico di elevazione, di rigenerazione spirituale per il superamento dei valori terreni e la conquista di valori metafisici.
Un corso di scrittura, a cura di Massimo Sannelli
di Massimo Sannelli
Questi appunti non sono un esercizio di stile, anche se sono riscritti nella lingua della poesia. È un vero programma di studi (cinque moduli di due ore l’uno, aumentabili), scritto per una Fondazione privata, che deciderà quale uso farne. Quindi non si tratta di un gioco, per me, ma di un *panegirico*, nel senso contorto e giocoso che Amelia Rosselli dà al termine. Chi non lavora, neppure mangi – dice Paolo. Ecco, questo è il lavoro che posso offrire, da conservo tra i servi delle «qualità dei tempi»: per fare il *giro del pane* e mangiarne, non proprio da ospite ingrato. Ecco che cosa do in cambio: Continua a leggere
Giù le mani dal paese!
di Pasquale Giannino
Quella sera pensavo ai fatti miei. Ne ho le palle piene – dissi tra me – problem solving, team working, comunicazione efficace, orientamento al cliente… Fanculo! Ora prendo ‘sto telefonino e lo butto nel cesso. Ci mancava soltanto la reperibilità, ventiquattr’ore al giorno, sabato, domenica e festivi inclusi. Per quattro soldi in più a fine mese. Ma chi se ne frega! Mica sono diventato ricco, mica posso comprarmi lo yacht e fare la bella vita! No! Devo continuare a pagare il mutuo e timbrare il cartellino, e sopportare capi e capetti e colleghi frustrati, e clienti simpatici come la merda che pesti sul marciapiede. E ora c’è anche la reperibilità… Fanculo! Mi ero deciso a spegnere quella diavoleria aziendale, fra un po’ avrei spento anche il cervello e mi stavo già pregustando la birra doppio malto che mi sarei tracannato dinanzi a una delle infinite idiozie on demand che offre la rete, quando quel fottutissimo telefonino si mise a squillare: “Sono Stefano, debbo darti una brutta notizia: Paolo si è suicidato”. Continua a leggere
CONOSCI TE STESSO (scuola di poesia: 2)
di Massimo Sannelli
IN MARGINE. «*Siamo* soli». Vasco dice bene, qui e altrove. Intanto abbiamo pronunciato molti NOMI, da Saffo in poi; qualcuno è stato ridotto [l’orinatoio di Duchamp è sia metafora sia realtà: soprattutto realtà – è fatto tanto per creare quanto per *distruggere*]; altri esaltati. «Io non mi muovo» da quelli che ho esaltato.
L’azzurro del mare
di Mauro Ferrari
È una poesia di leggerezza, quella di Roberto Morpurgo; giustamente, nella densa e centratissima nota di prefazione, Sandro Montalto rende l’andamento di queste poesie – al contempo rapsodico e coeso, frammentato e unificato – tramite l’immagine del caleidoscopio. Sono testi composti di versi brevi e liberi, separati da ampie faglie di silenzio, rese più percepibili dalla non esatta corrispondenza tra verso e sintassi; l’Io di Morpurgo procede per annotazioni che si concentrano sui dettagli minuti che danno però il respiro dell’infinitamente grande. Continua a leggere
Tutto su Carlo Coccioli
Francesco Tomada
Da “L’infanzia vista da qui”
Iceberg
(a Lucia, quanta fatica
per raccontarsi)
O forse il lenzuolo dell’anima
si annoda in fondo alla gola
dove si fermano i gesti di affetto
inespressi lì dove il flauto
imperfetto del corpo si stringe
al suo fiato per farne voce
Rosaria Lo Russo
Questo dolore che non dà piacere rifinisce in incubo.
Rifinisce un incubo in cui cucito su un catafalco ti rimpalmano
alle dure convenienze, con convolvoli di convenevoli
cucinati agli astanti, convolando a nozze astemie.
Daniel Pennac – Chagrin d’école
di Antonio Consoli
Daniel Pennac ha vinto con Chagrin d’école, edito da Gallimard, il Prix Renaudot 2007, romanzo autobiografico in cui l’autore racconta la sua adolescenza, o meglio i suoi anni d’“adolescent installé dans la conviction de sa nullité”.
Daniel Pennacchioni (vero nome dell’autore), nasce a Casablanca, Marocco, nel 1944. Afflitto da una disortografia cronica e da un’incapacità assoluta di apprendere le regole della matematica e dell’inglese, nel piccolo Daniel si fa largo la certezza di essere senza futuro. Scrive, in Chagrin d’école, che quei disturbi adolescenziali continueranno a perseguitarlo per molto tempo, manifestandosi nell’angoscia della pagina bianca e in una certa dose di ipocondria. Continua a leggere
Attenzione Uscita Operai
di Savio Loquace
Mai nome di collana fu più azzeccato di quello che da alcuni anni contraddistingue la principale peculiarità della casa editrice milanese NoReply. Parliamo della collana “Contagi”, nella quale musica e letteratura si sposano spesso alla perfezione, qualche volta in maniere più insolite, sempre all’insegna di un messaggio: il libro è morto, viva il libro.
Che gli amanti della carta stampata stiano però calmi: nessun funerale è stato ancora annunciato. Molti alberi continueranno a cadere, molte librerie continueranno a lavorare.
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La Compagnia del Libro
La Compagnia del Libro, il nuovo programma culturale di Sat2000, è
finalmente on line con tutte le sue risorse. E ovviamente torna Premier
Book, il gioco lanciato nella trasmissione Al Top e che continuerà a
dispensare premi in buoni-libro anche quest’anno. Da oggi è possibile
iscriversi andando sul sito www.lacompagniadellibro.tv. e cliccando sullo
spazio “PremierBook”.
L’infinito nel finito (appunti)
Di Letterio Cassata
1. Il titolo
Assai significativo, nel titolo, il passaggio – non documentato dalle edizioni critiche – dall’iniziale maiuscola («L’Infinito») negli autografi (quello conservato a Napoli, AN, e quello conservato a Visso, AV) e nella prima pubblicazione a stampa, nel periodico milanese «Il Nuovo Ricoglitore» (NR25) e nell’indice dell’edizione bolognese dei Versi del 1826 (B26i) – attraverso il tutto maiuscolo («L’INFINITO») di B26, dell’edizione fiorentina dei Canti del 1831 (F) e di quella napoletana del 1835 (N) – alla minuscola («L’infinito») negl’indici di F (Fi) e N (Ni); analogamente in Ni, per XIV, da «Alla Luna» (Fi) ad «Alla luna», per XVIII da «Alla sua Donna» ad «Alla sua donna» e per XIX da «Al Conte Carlo Pepoli» ad «Al conte Carlo Pepoli» (come già negli autografi). L’iniziale maiuscola, con la sua funzione ipostatizzante, implicava, nominalmente, l’assolutezza trascendentale dell’idea astratta; la minuscola ne dichiara l’immanenza, la relatività. Continua a leggere
