Archivi autore: fabrizio centofanti

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Juana, la figlia della natura.

articolo del 2 marzo 2007, pubblicato su “La GENTE d’Italia”

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Juana, la figlia della natura
di Paola Lovisolo e Lisa Sammarco

“Lluve… espera, no duermas…”, ” Piove, aspetta, non dormire…”: così inizia la prima quartina di “Noche de lluvia”, “Notte di Pioggia”, di Juana Fernandez Morales, meglio conosciuta come Juana de Iparbourou o anche come “Juana de America”,
poetessa e scrittice, nata l’8 marzo del 1892 a Melo Cerro Largo, Uruguay e morta a Montevideo nel 1979.

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La Mosca

Rivista LA MOSCA DI MILANO

La rivista esiste dal 1997 ed è stata fondata da Gabriela Fantato e Annalisa Manstretta.
L’attuale direttore responsabile è Aldo Marchetti;
il direttore artistico è Gabriela Fantato, affiancata da un Comitato di direzione.
La redazione è composta da : S. Aglieco; C. Bagnoli; L. Cantelmo; R. Caracci; A. Coppo; R. Caddeo; Q. Chiantia; Mariolina De Angelis; P. De Riu; G. Favagrossa; R. Ferrazzi; B. Fignon; L. Gattoni; M. Napoli; M.Nasr; P. Pancamo; F. Ravizza; F. Romanò.

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Il filo spinato dell’attesa (Marina e la poesia)

Ho chiesto a Marina Pizzi di scrivermi qualcosa sulla sua poesia.
La risposta che segue ha lo spessore drammatico e insondabile della testimonianza di una voce tra le più intense della lirica italiana dei nostri giorni.

La sollecitudine del minimo

Pier Paolo Pasolini dichiarò di aver tolta dal proprio lessico la parola speranza: anch’io. Dentro a questa rinuncia di leva, sta la leva del tentativo, ancora, di una scrittura che sia e mantenga lo spiazzamento dell’orma sulla data.

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Voce sul bianco (di Elena F. Ricciardi)

Presentazione di Lucianna Argentino

Chi ha un po’ di confidenza con la Bibbia conosce il famoso incipit “Vanità delle vanità, dice Qoelet, tutto è vanità”. Erri De Luca per l’assonanza della parola ebraica “hevel” con Abele ha voluto tradurre l’ormai consolidato “vanità” (San Girolamo) con “spreco”. Mi sembra, comunque che i due termini abbiano, a loro volta, una certa assonanza, una certa affinità di senso che si insinua anche nel significato e risuona nelle poesie della Ricciardi che nella brevità dei versi, nella loro estrema essenzialità sono un esplorare che non cede a sprechi.

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Valentina Calista (di Paola Lovisolo)

“La vita esige che traiamo forza dalle nostre debolezze”
Annemarie Schwarzenbach

I versi di Valentina Calista, neolaurenda in lettere moderne a breve all’università della Tuscia, con una tesi su Alda Merini, posseggono rifinita e matura eleganza in evoluzione com-plessa tra buio e luce in fitte maglie e con proprietà linguistica mai ridondante; una metronimia poetica flessuosamente dolente senza tentativi di macrocristallizzarsi, ma variante con il confliggersi continuo proprio dell’intimo umano.

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Antologia dei poeti de La Gru

da “Scorie contemporanee – Antologia dei poeti de La Gru”, 2007.

DANIELE DE ANGELIS (1981)

Neon

Su una sedia a rotelle s’è messo a dormire;
il braccio puntato con forza alla barella
gli regge la testa (senz’ombra il pavimento).

La porta scorrevole di legno chiaro, enorme
quadrato, dispone a compulsare targhe
alle braccia conserte sul petto, al passeggio
decerebrato, come muscione sul vino.

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Vaccaro legge Alborghetti

Dall’ombra a barlumi di luce – Viaggi verso L’opposta riva di Fabiano Alborghetti

di Adam Vaccaro

Dall’ombra a barlumi di luce, questo il senso del viaggio, dei viaggi, che questo libro (LietoColle Libri, Como 2006) intreccia e racconta. Il tentativo e il quadro non possono essere più onesti e ambiziosi. La partenza non può che essere dal buio.

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Il gattino rosso

apprendo la notizia della scomparsa di Artur Blord, con il quale, nell’edizione originaria del blog, ho condiviso la passione per il dibattito e la ricerca. le nostre strade, a un certo punto, si sono divise; ma Artur è una di quelle che persone che porti nel cuore al di là di certe scelte. è l’esempio di come ci si possa amare anche quando la vita si guarda da prospettive diverse. il suo blog, L’Isola di Arturo (http://isola_di_arturo.blog.tiscali.it/), è un luogo in cui i materiali si accavallano in modo apparentemente incongruo: e invece un filo rosso collega ogni idea e ogni parola, come nei post proverbialmente fluviali e ricchissimi dell’amico Artur, le cui vaste letture formavano una biblioteca sconfinata, che metteva radici non in una sterile erudizione, ma in un amore indistruttibile per la letteratura e per la vita.
il suo avatar era un gattino rosso.
ti auguro, Artur, di trovare in Dio la stessa tenerezza che si comunicava da quell’immagine, che, ti assicuro, porterò sempre nel cuore.
un abbraccio
fabrizio

Antonio Spagnuolo

Fugacità del tempo

I
E’ una storia che getta senza tregua i suoi fogli alla cenere,
l’ennesima parola di menzogne nel tempo
confusa all’ombra che contrasta fra le tue forme
e il viso di mia madre.
Si sminuzza, intarsia la melodia che raccontava
fandonie ed illusioni,
le insensate allergie dei corticoidi,
le impossibili favole della gioventù,
per il grido delle continue sconfitte.
Indefinito al segno si lacera l’ultimo giorno
fra i colori e le foglie, sottovoce,
si affretta al grido del tramonto in questo cielo
che vorrebbe riflessi.
Qui, è un colpo d’ascia la mia sera.

* *

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Gabriela Fantato. Il tempo dovuto.

Gabriela Fantato , Il tempo dovuto- poesie 1996-2005, editoria&spettacolo, ROMA, 2005

Delle confidenze rese nei concreti interni di un podio inespugnabile, al riparo da occhi ed orecchie insistenti, quante ne riusciremmo a dire con altrettanta franchezza, se fossero invece rilasciate entro una prima stanza rivelatrice, quindi, in una successione che le spingerebbe dritte dritte verso l’uscita?

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Poesia a Roma

Libreria Odradek
Via dei Banchi Vecchi, 57- ROMA

Venerdì 23 Febbraio 2007
ore 18,00

presentazione del libro

La biblioteca delle voci

venticinque interviste a poeti italiani contemporanei
Joker edizioni, 2006 (collana Materiali di Studio)

ideato e realizzato dai poeti
Luigi Cannillo e Gabriela Fantato

con la collaborazione di Annalisa Manstretta
Silvio Aman e Roberto Taioli
???

Saranno presenti alcuni dei poeti intervistati, tra cui

Franco Buffoni, Jolanda Insana,Valerio Magrelli,
Elio Pagliarani, Elio Pecora, Maria Luisa Spaziani

Guglielmin letto da Alborghetti

Stefano Guglielmin – LA DISTANZA IMMEDICATA – (Le Voci della Luna Editore, 2006)

Note di lettura di Fabiano Alborghetti

Un tema portante de La distanza immedicata aveva già trovato luogo nel libro precedente, Come a beato confine (Book, 2003) dove già veniva trattato il tema sia del confine che della separazione tra due estremità confluenti nella specularità con cui queste si guardano: in un verso infatti – che poi darà il titolo all’intera raccolta – si dice “a nuovo rivo egli s’avvia/ come a beato confine”, un passaggio verso nuove mete (cifr. Sebastiano Aglieco) , un transito – non un approdo – una ricerca sulla natura dell’io, entità alla ricerca di un baricentro.

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Gabriela Fantato

CODICE TERRESTRE

Sez V: Una geometria forse

Nel cuore buio di tutti i possibili non nati,
la traccia sottile di una punta
cava la nascita dalle forme

Paul Klee
Diario del 1905

Una geometria forse

I.

I figli sempre rosicchiano le dita
ai padri per sentire dove
iniziò il viaggio – perché, ricordi –
dicevo anch’io perché?
nell’età prima che battezza e divide.

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Lucianna Argentino

da Diario inverso

Fermarci, cercare la giusta distanza
tra noi e le cose da fare
e quelle che ci fanno e ci disfano
quelle che confondono le nostre fisionomie
di cartone rosicchiato dai topi,
ma ora c’è l’incipiente autunno
a scucire il cielo e le sue fibre mistiche
per rammendare il nostro tempo di passaggio
da una sponda all’altra dell’esistenza.

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