Archivi categoria: Critica letteraria

GUIDO CAVALCANTI E L’IO DIVISO.

Noi siàn le tristi penne isbigottite…
A distanza di sette secoli dalla morte, avvenuta nell’estate del 1300 per le febbri malariche contratte a Sarzana dove era in esilio, le rime di Guido Cavalcanti suscitano ancora emozioni? E ci offrono qualche motivo di riflessione? La risposta è scontata se si considera la risonanza che hanno avuto e hanno, ma chi legge oggi Cavalcanti? Lo si trova in tutte le storie della letteratura italiana, incluse quelle scolastiche, ma proprio nei programmi scolastici è già tanto che venga citato e ciò soltanto per le sue implicazioni con lo Stilnovo e per il suo magistero sul giovane Dante. Continua a leggere→

IL REGIME DELLA VISIBILITA’ E LA “POESIA-PROBLEMA” – Parte I – di Giampiero Marano

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IL REGIME DELLA VISIBILITA’ E LA “POESIA-PROBLEMA” – Parte I

di Giampiero MARANO
Scura è la terra e scura è la dimora in cui riposa la parola d’origine, quella vera. Per questo i nostri più antichi progenitori avevano la pelle scura. Per questo il colore della notte s’accorda con il volto di chi porta la storia sulle spalle.
(Subcomandante Marcos)

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SULLA POESIA DI ANDREA ZANZOTTO – di Luigi Metropoli

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Il nulla maiestatico e i senhal. Parte II

Il non luogo, sede della poesia, in questo componimento è tutt’uno con la selva, ma, dato ancor più importante, il connubio tra selva e poesia riguarda la destabilizzazione del soggetto che partecipa della loro dislocazione («è così che bosco e non-bosco in questa pazzia tu coltivi»). Il bosco è un labirinto di stradine, è sempre uguale a se stesso, ma porta irrimediabilmente altrove: è il luogo del perdersi e ciononostante è invito-a-luogo, dove «ognuno potrà trovarsi» (meglio: ritrovarsi in uno stato di condivisa partecipazione ad un tutto unitario Read the rest of this entry

IN ITINERE – Nicola PONZIO

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IN ITINERE – Nicola PONZIO

Nicola Ponzio
(Napoli, 1961)

*

“Scrivere forse è sottrarre dal buio
l’identità dell’alba.”

*

Testi tratti da Gli ospiti e i luoghi, Varese, Nuova Editrice Magenta, 2005

Il falegname Zimmer

I

Diversi troveremo insieme un luogo.
(Terribile e affettuosa,
al di là di quelle case,
oltre la cinta si offrirà
la luce in un riparo – giustizia
affine agli alberi – sottile
pertinenza di un destino). – Ospiti
noi stessi di quell’altro
che ci parla mentre in lui
nel nostro volto ci guardiamo.
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To kill a Mockingbird

Ho visto “Capote”, la pellicola racconta i quattro anni della stesura e pubblicazione di “A sangue freddo”.

Ci sono due aspetti, uno interessante e uno dilaniante nella storia di Truman Capote di cui vorrei parlare; il primo è la presentazione del suo lavoro all’editore: “cambierà il modo di scrivere”, la risposta: “Cambierà il modo di leggere”, in ogni caso un libro epocale, il romanzo-documento che ancora oggi, e forse ancora di più, tiene banco.

Il secondo, più centrale, è: “Hai proprio il disperato bisogno di una storia”, gli dice Dick Hickock mentre lui va per l’ennesima volta in visita da Perry Smith.
Sono i due autori della strage nel “Laggiù” come chiamano gli abitanti dell’Arkansas quella parte dello stato. Continua a leggere→

Inventario poetico del nostro tempo – di Nicola Vacca

Inventario poetico del nostro tempo
di Nicola Vacca

“Ora sono seduta e aspetto che venga/la voce a parlarmi a suggerirmi la soluzione/dell’enigma lo scioglimento/difficile se non si trova un capo/ma posso usare le mie parole/e contorcerle a piacimento”. Inizia così il viaggio poetico di Antonella Pizzo nella materia e nell’antimateria del vivente. La poetessa siciliana in Catasto e altra specie(Fara editore, pagine 60. ) decide di inventariare la propria esistenza, catalogandone passato, presente, futuro, affetti e stati d’animo.
Il risultato è un affascinante minimalismo interiore che scava dentro le cose ordinarie di un quotidiano. La Pizzo con grande pazienza cataloga il tempo presente, prestando attenzione all’invenzione che scaturisce dai suoi attimi, piuttosto che alla descrizione dei momenti vissuti. Il minimalismo che troviamo nella sua poesia lascia spazio ad una fertile immaginazione. Alla poetessa non interessa la realtà, ma le sue percezioni. Continua a leggere→

LINGUA E LINGUAGGIO

La novità di Braci fu nella lingua. Parola e concetto allora inusati, e tuttora credo da spiegare e chiarire. Ciò che univa i poeti di Braci (e ciò che unisce ancor più quelli che, chiusa la rivista, hanno continuato con rinnovata fede e rigore nel cammino intrapreso) era non una poetica comune (che sarebbe come dire un’ideologia), ma una lingua.

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SULLA POESIA DI ANDREA ZANZOTTO – di Luigi Metropoli

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SULLA POESIA DI ANDREA ZANZOTTO – di Luigi Metropoli
Il nulla maiestatico e i senhal. Parte I

La ricerca che Zanzotto ha intrapreso con la sua poesia riguarda, nello stesso tempo, la genesi del linguaggio e dell’individuo. L’investigazione si svolge su due piani accomunati dalla loro prossimità all’abisso, al nulla. Il linguaggio si sviluppa dal nulla dando luogo alla separazione delle cose, al principio d’individuazione e in questo separarsi dal caos conserva qualche traccia della realtà originaria. Il cammino verso un ordine simbolico, verso la germinazione della parola, si ottiene solo al prezzo di una inesorabile disseminazione. Si tratta di un’emanazione plotiniana di segno opposto: l’uno iniziale non ha caratteristiche divine, ma si presenta sotto forma di un caos-nulla che perde la propria unitarietà nell’atto dell’irraggiamento. Read the rest of this entry

IL SEME CHE RIMANE – di Francesco Marotta

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IL SEME CHE RIMANE – di Francesco Marotta

(Da Hairesis, 2004 – 2005)

*

Dalla dimora del tempo sospeso. Lettera al figlio

1. Dalla dimora del tempo sospeso

all’estremità delle pupille
dove la stanza sfuma in una mobile nebbia senza fondo
un bambino scruta pensieroso il velo d’ombre
che ricompone il mio volto
in lineamenti febbrili di spina –
sento i suoi occhi ricucire squarci d’orizzonte
e la mia voce che sussurra flebili accenti di saluto
ritornare al suo stupore senza pianto
come una cadenza di gemiti, un groviglio di suoni
che impietosi si arenano nel guado
della sua età breve di giorni – Continua a leggere→

IN ITINERE – Gabriele PEPE

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Gabriele Pepe
(Roma, 1957)

*

“Come un sogno crinito di cometa
Che nel buio precede l’innocenza”

*

Da Parking Luna
(Milano, Società Editoriale ARPANet, 2002)

Il punto

Longitudine e latitudine mia
Bussola cervello astrolabio cuore
Sestante del dolore cometa e scia
Onda terra Ulisse Polifemo

Che rotte tracciare sulle mappe oscure?
Croce del sud orsa minore estremo
Sfiato di balena tosse di luce
Sono il viaggio oppure il viaggiatore?

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A questo servono le lacrime, di Paola Malavasi

Voglio parlarvi di un libro bellissimo: “A questo servono le lacrime” di Paola Malavasi, uscito qualche mese fa presso Interlinea Edizioni. Paola non l’ha visto perché è morta prima, a nemmeno quarant’anni, è scomparsa all’improvviso lasciando di sasso il mondo delle lettere italiane, che cominciava a conoscerla, la vedeva crescere nella poesia, avendo lei cominciato a pubblicare da non molti anni. E questo è il libro della sua maturità, e della sua rivelazione più piena.

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TRADOTTI DAL SILENZIO # 2 – René CHAR

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TRADOTTI DAL SILENZIO # 2 – René CHAR

“Piegati soltanto per amore.
Se muori, continuerai ad amare.”

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“Perché ho tradotto, o cercato di tradurre nonostante i rischi, René Char? Quale simpatia irresistibile mi ha spinto al tentativo – il più delle volte disperato, almeno per i miei mezzi – d’un’imitazione italiana? Dico imitazione perché mi rendo conto che una restituzione perfetta rimane sempre, quando si tratta di poesia traslata, una chimera, non fosse che per l’inevitabile usura che le parole, come le monete, subiscono attraverso il cambio.

 

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IN ITINERE – Daniele DE ANGELIS

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IN ITINERE – Daniele DE ANGELIS

Nello sguardo dell’altro.

“solo nel riflesso vive il proprio volto
nello sguardo dell’altro si conosce”

Daniele De Angelis (Ascoli Piceno, 1981)

*

Se la parola poetica esprime, o tenta di farlo, la sostanza più profonda della cosa a cui dà nome ed esistenza, iscrivendola in un orizzonte di senso esposto alla radicale mobilità dell’occhio che ad essa si offre, questo pregevolissimo lavoro di esordio di Daniele De Angelis prefigura, a partire dal titolo stesso, insieme all’oggetto, la mappa minuziosa di un percorso di scrittura che è già, tanto sul piano teorico quanto nei risulti che qui si leggono, orientato in uno spazio di ricerca ben preciso e definito. Il diario, infatti, registra situazioni, voci, volti, luoghi di un mondo periferico, marginale, tutto chiuso nel cono d’ombra di un faro, attraversato nella quotidianità del dolore, degli affetti, della partecipazione e del distacco, e reso con cadenze narrative controllate, seguite a vista, con sicura mano, affinché non cedano mai, in nessun frangente, al sentimentalismo, alla rievocazione puramente memoriale o alla disposizione elegiaca della rappresentazione. Continua a leggere→

TRADOTTI DAL SILENZIO # 1 – Joë BOUSQUET

TRADOTTI DAL SILENZIO # 1 – Joë BOUSQUET

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Il brano che segue è tratto da Joë Bousquet (1897 – 1950), Tradotto dal silenzio (Traduit du silence, 1941), traduzione e postfazione a cura di Adriano Marchetti, I ed. italiana, “Biblioteca In forma di parole”, Genova, Marietti, 1987.

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Parole per l’assente

Sono anni che aspetto una donna e che non so nulla di lei. Forse è venuta a trovarmi nel sonno e forse non avrò mai la certezza di essere stato guardato da lei tanto da vicino.

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La Merca (vista da Elena F. Ricciardi)

LA MERCA di Chiara Daino

Chi sono?
Dove sono!
Dove vanno.

Sottile il libro della Daino, come la protagonista, buco nero in una galassia di personaggi esangui che ha esaurito l’energia vitale e sta implodendo. Energia che attrae e respinge come un orrido che chiama al lancio di sé, dal volo allo schianto d’ossa che si sentono suonare,tinnanti gemiti rifiutati, le dita nelle orecchie per non sentire la catena e la palla del fantasma che agita nei movimenti felini, negli scatti d’ira, l’urlo muto di chi è nato a forza sbagliando il bersaglio della stella buona/bella che lo attendeva poco più in là, come se si potesse forzare una gemma a fiorire, un mandorlo a donare il suo profumo sotto la neve, senza distruggere l’universo intero.

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SCRITTURE # 6 – Stefano GUGLIELMIN

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SCRITTURE # 6 – Stefano GUGLIELMIN

“chi nella pietra cresce
disegna corpo e vita”

Stefano GUGLIELMIN
(Schio, 1961)

Ha pubblicato le sillogi Fascinose estroversioni (Quaderni del Gruppo Fara, Bergamo 1985), Logoshima (Firenze Libri 1988), Come a beato confine (Book Editore, Castelmaggiore 2003, premio Lorenzo Montano), La distanza immedicata / The immedicate rift (Le Voci della Luna, Sasso Marconi 2006) ed il saggio Scritti nomadi. Spaesamento ed erranza nella letteratura del Novecento (Anterem, Verona 2001). Suoi saggi e poesie sono usciti su numerose riviste italiane ed estere e su siti web. Collabora con “La Mosca di Milano”, con l’associazione junghiana “Convergenze”, con “Tellusfolio” ed è nel consiglio editoriale di “Opera Prima”, collana di poesia a cura di F. Ermini. Gestisce il blog Blanc de ta nuque (http://golfedombre.blogspot.com/) Continua a leggere→

Enrico Piergallini, Giacimenti (Ed. La luna, 2006)

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“Catalogare i resti prima che si sciolgano […] sarà senz’altro un’operazione necrofila. Eppure essa tenta di scongiurare la maledizione che grava ormai sulla natura e sugli uomini”: così scrive il giovane poeta Enrico Piergallini (1975) ad apertura della breve raccolta Giacimenti, edita per le edizioni “La luna” a cura di Eugenio De Signoribus. Continua a leggere→

GUARDA QUANTO AMO QUESTO MANZONI

GRManzoni 

È una miniera di riferimenti esoterici, una concentrazione di opposti che creano una miscela esplosiva, una costellazione di grandi simboli profondamente incarnati e tanto altro ancora questo cofanetto che raccoglie, in due volumi, una scelta delle opere di Gian Ruggero Manzoni (lungo l’asse temporale che va dal 1977 al 2003), nella bella veste grafica delle edizioni del Bradipo (via Lumagni, 23 – 48022 Lugo RA – Tel.Fax: 054533493, e-mail: [email protected]), sotto la cura precisa ed amorevole di Andrea Ponso, che illustra fin troppo bene tutti i punti di forza di questo scrittore e il senso di un’operazione che ha finalità non certo imbalsamatorie, semmai pratiche, visto che riproduce testi non più reperibili, e provocatorie, in quanto ci offre un profilo ben tornito per valutare, anzi propriamente riscattare da un’attenzione non ancora, forse, adeguata ai meriti, questo scrittore. Continua a leggere→

Monoscopio segreto su Feaci Poesia

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(Riprendo qui le note introduttive di G.M. per l’uscita dell’ e-book. FK) 

di Giovanni Monasteri 

Il 3 febbraio di quest’anno (a. d. 2007) si è celebrata una singolare ricorrenza: il cinquantesimo anniversario di Carosello, la più popolare, la più longeva e forse la più amata trasmissione televisiva nella storia della televisione italiana.

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