Archivi categoria: Poesia

Marco Rossari, L’amore in bocca, Fernandel 2007

Nel sottotitolo, c’è la sintesi della raccolta: Canzoni sconce e malinconiche.

Nei versi di Rossari sono infatti onnipresenti dosi massicce di eros e di humour nero.

E’ una poesia che ha la leggerezza di Sandro Penna, la visceralità di Bukowski, il gusto per il calembour di Toti Scialoja. Da questa felice miscela vien fuori un libro godibile, onesto, malinconico. Uno dei pochi che si sottraggono a quella sessuofobia che caratterizza la quasi totalità della poesia contemporanea italiana. Da gustarsi, in particolare, la sezione finale, La stagione dei poeti, dove in una prosa esilarante, si racconta una grottesca gara tra poeti, in cui coesistono la vanità, l’amarezza, la megalomania e la dannazione di questa anacronistica vocazione. Segue qualche assaggio: Continua a leggere→

Catullo

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Traduzione di Letterio Cassata

VI. Flavi

Flavi, delicias tuas Catullo,
ni sint illepidae atque inelegantes,
velles dicere nec tacere posses.
verum nescio quid febriculosi
scorti diligis: hoc pudet fateri.
nam te non viduas iacere noctes
nequiquam tacitum cubile clamat
sertis ac Syrio fragrans olivo,
pulvinusque peraeque et hic et ille
attritus, tremulique quassa lecti
argutatio inambulatioque. Continua a leggere→

da “Un gerundio di venia” – di Marina Pizzi

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40.
la donna sempre sola affacciata
nei panni in balìa
confeziona clessidre
sa di curve che stralunano
nell’occaso di un sole allo smacco
nel fusto scalfito di un albero
nel berretto del capostazione
logorio di trilli e segnali
di va e vieni lei lo sa il saluto
del miserrimo guardare nel ritmo
di una persiana da rincuorare
nel ladruncolo stipo di lettere
dove prestava servizio il miracolo!
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René Char – Fogli d’Ipnos – (1943-1944)

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1

Per quanto possibile, insegna a diventare efficace, per il fine da raggiungere ma non oltre questo. Oltre questo è fumo. Dove è fumo è mutamento.

28

Esiste una specie d’uomo sempre in anticipo sui suoi escrementi

32

Un uomo senza difetti è una montagna senza crepacci. Non m’interessa.
(Regola di rabdomante e d’inquieto). Continua a leggere→

Shakespeare Sonetti

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Traduzione di Letterio Cassata

2

When forty winters shall besiege thy brow,
And dig deep trenches in thy beauty’s field,
Thy youth’s proud livery so gazed on now,
Will be a tattered weed of small worth held:
Then being asked, where all thy beauty lies,
Where all the treasure of thy lusty days;
To say within thine own deep sunken eyes,
Were an all-eating shame, and thriftless praise. Continua a leggere→

La prima…

…poesia che mi affascinò fu questa, al liceo.

Cuerpo de mujer, blancas colinas, muslos blancos,
te pareces al mundo en tu actitud de entrega.
Mi cuerpo de labriego salvaje te socava
y hace saltar al hijo del fondo de la tierra.

Fui sólo como un túnel. De mí huían los pájaros,
y en mí la noche entraba en su invasión poderosa.
Para sobrevivirme te forjé como un arma,
como una flecha en mi arco, como una piedra en mi honda.

Pero cae la hora de la venganza, y te amo.
Cuerpo de piel, de musgo, de leche ávida y firme.
¡Ah los vasos del pecho! ¡Ah los ojos de ausencia!
¡Ah las rosas del pubis! ¡ Ah tu voz lenta y triste!

Cuerpo de mujer mía, persistiré en tu gracia.
Mi sed, mi ansia sin límite, mi camino indeciso!
Oscuros cauces donde la sed eterna sigue,
y la fatiga sigue y el dolor infinito.

[Pablo Neruda]

Da: Sposa del vento, di Roberto Rossi Testa

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Ora verso i cinquanta
non divenendo saggio
son pur vecchio abbastanza
per lasciarmi sfuggire
quattro cose di me,
e prima che sia tardi
catalogarmi i cocci
dietro intorno e davanti.
Non si temano o sperino
esibizioni o scandali:
dei vivi e dei presenti
nulla se non il bene,
altrettanto degli altri;
poco quindi da dire.
Ma Musa dammi aiuto,
sia quasi come il detto,
più del detto, il taciuto. Continua a leggere→

Hombre que da una vuelta a su casa

steine.jpgRobinson Quintero ( Colombia, 1959)

Hombre que da una vuelta a su casa

La poesía no tiene horario

La poesía se escribe no cuando uno quiere
sino cuando ella –la poesía– quiere
dicen

Esto me digo mientras camino
y pateo una piedrita
calle abajo
una y otra vez

la misma piedrita

Dios puede ser cualquier cosa
incluso una piedra en el camino
–dicen también

Y me lo digo como quien no tiene
para decir
algo inusitado sobre una piedra
que se patea en una calle solitaria

Darle a la piedra es todo el asunto
de esta tarde
sin asunto
pues no hay qué hacer
y la poesía no tiene horario

La piedra golpea otra piedra y no canta
no llena el universo
Es nada
diría uno
en el camino que lleva a casa Continua a leggere→

Una nota per chi vuole # 2

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52.
sul pianerottolo invento un amore
che non mi faccia più tornare a casa
né al sussidio dei portici alla pioggia.
col coma di beltà l’inverno clinico
così ne muoio ben contenta in nodo
dove il notaio non conterà eredi.
53.
[di Marina Pizzi, da Ricette del sottopiatto, 2007]

Incubo

Quando il sonno giunge
se stringi forte forte gli occhi
il grigiore indefinito del buio
assumerà sembianze umane
quasi perfette all’inizio
per poi deformarsi in spettri raccapriccianti;
così come il bianco contorno delle nuvole,
giocoso e goliardico nelle forme,
prima di assumere nuovamente
quel grigiore indefinito,
già sognato,
ti riproietta nella tempesta del vivere.

Che sia questo il paradiso?

La traccia dei Guns N’ Roses prosegue la sua folle corsa…

Alfabeti, A come Autunno

Sono più miti le mattine

Sono più miti le mattine
e più scure diventano le noci
e le bacche hanno un viso più rotondo,
la rosa non è più nella città.

L’acero indossa una sciarpa più gaia,
e la campagna una gonna scarlatta.
Ed anch’io, per non essere antiquata,
mi metterò un gioiello.
(Emily Dickinson) Continua a leggere→

The sleeping fool

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Cecil Collins , Oil on canvas, Tate Gallery (6036)

Suniti Namjoshi ( India, 1941)

THE SLEEPING FOOL

The dreamer absconds with his dream,
props his stone bride beside a stream,
where he washes, bathes, and gathers daisies.
These she refuses. He cannot please.
He runs, scampers, leaps and weeps,
he recites his verses; she keeps
her pure silence, her chaste repose. “What
do you want ?” he screams. “That
which you will not grant: to be, not seem
to be, to be the dreamer, not the dream.”

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Il… bianco vino migliore nasce

Magari non sono belle.
Per me lo sono.
Di nome, il poeta, fa Antonio. Non so dove sia, ora. Forse è tornato in Colombia. Lo conobbi nel 1987, in un carcere. Lui detenuto, io insegnante volontario di scrittura (alla fin fine era più lettura che scrittura).
Quell’anno, un istituto superiore confezionò un libro di poesia scritte dalle maturande. Che, durante una visita nel carcere, conobbero Antonio. Seppero che scriveva poesie. Gliele chiesero. Lui mi domandò una breve introduzione. La feci (non è il caso che riporti quel che scrissi: niente di che).

Lascia i fiori alle api Continua a leggere→

Poesia e Asilo 7 # Franco Fortini

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Quella che…

Quella che.
E’ ritornata questa notte in sogno.

Uno dei miei compivo ultimi anni.
“Sono, – le chiesi – vicino a morire?”
Sorrise come allora.
“Di te so, – mi rispose, – tutto. Lascia
quel brutto impermeabile scuro.

Ritornerai com’eri”.

(da Composita solvantur, Einaudi 1994)