Archivi categoria: Recensioni

NOLEGGIO ARCHE, CARAVELLE E SCIALUPPE DI SALVATAGGIO

Recensione di Giovanni Agnoloni (da Lankenauta.eu)

Riccardo Ferrazzi: Noleggio arche, caravelle e scialuppe di salvataggio (Fusta Editore)

noleggio-arche-caravelle-e-scialuppe-di-salvataggioAccostare l’infanzia del mondo all’infanzia dell’uomo. L’epoca in cui le domande iniziano a porsi e sorgono i primi tentativi di risposta va oltre il limite dei “primordi”. È nel pieno del territorio della filosofia, o forse, ancor prima, in quelle misteriose lande sapienziali in cui si era inoltrato Giorgio Colli nel suo celebre libro La nascita della filosofia (ed. Adelphi). È in questa dimensione semifluida, carica di simboli e di immagini archetipiche, che Riccardo Ferrazzi si introduce in Noleggio arche, caravelle e scialuppe di salvataggio. Breve discorso sul mito (Fusta Editore), pubblicato all’interno della collana “bassastagione”, diretta da Marino Magliani. Perché è appunto del mito che stiamo parlando: la parola creativa, che si fa racconto capace di offrire intuitive e sia pur non sempre argomentate risposte agli interrogativi più cruciali dell’esistenza. Continua a leggere

Alessandro Zaccuri, “Lo spregio”

alessandro-zaccuri-lo-spregioAlessandro Zaccuri, Lo spregio, Marsilio, 2016, pp.120, 16 €

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di Marino Magliani

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Leggendo Lo spregio, (Marsilio, 2016), di Alessandro Zaccuri, anche se il libro è ambientato nel comasco e io mi trovavo nell’estrema Liguria occidentale, ho ritrovato quel senso di frontiera invernale e piovosa che conosco molto bene. È tuttavia l’ultimo dei temi, e non avrei mai immaginato che decidendo di scriverne avrei iniziato proprio da “quel senso”. Sia chiaro, è qualcosa che vivo io, e che a molti lettori magari non è importato o non l’hanno saputo riconoscere, e comunque non lo sceglierebbero come attacco di un pensiero, visto che qui le cose ottime non mancano. Forse ne parlo perché quel senso che fa della frontiera un dentro o fuori, in realtà, se vogliamo ben vedere, nel libro appare molto sullo sfondo. Come rimane ai margini l’altro senso di frontiera, quello di una zona pulsante che prende un bel po’ di là, in questo caso di Svizzera, e un bel po’ di qua, la vallata italiana di traffico intenso. Ma è davvero così, lo è come se a Zaccuri non fosse importato ricreare con dovizia di dettagli (quando lo fa lo fa bene) certe atmosfere? Io un’idea ce l’ho.

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Marino Magliani, Il creolo e la Costa

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Marino Magliani, Il creolo e la Costa, Fusta editore

di Riccardo Ferrazzi

Un altro Magliani, un Magliani diverso, che fa il detective in prima persona e si lancia sulle tracce di un problematico episodio nella vita di un eroe sudamericano: Manuel Belgrano, il nume tutelare della Repubblica Argentina.
Si dà il caso che il padre di Belgrano fosse un emigrato italiano, originario di Oneglia, e più precisamente della Costa, una frazione in cui vivono ancora altri Belgrano. Nessuno più di Magliani, originario della val di Prino e frequentatore di Oneglia fin dall’infanzia, è l’investigatore adatto per districarsi fra epistolari, cronache di oscuri cronisti ottocenteschi, storia locale, topografia, urbanistica, economia, usi e costumi. Continua a leggere

LA LETTERA SCARLATTA. Rivelazioni, recensioni, recuperi, rigetti, rassegne, rarità, rotture e altro di Pasquale Vitagliano

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“Mentire è umano”

“Faremo una televisione che racconta la realtà. Così come l’avrebbe voluta Pasolini”, parola di Angelo Guglielmi, a capo di Rai Tre a fine anni ’80. Da questa linea – non va dimenticato che l’allora direttore di rete proveniva dal Gruppo 63 – nacquero programmi storici del palinsesto televisivo come Chi lo ha visto? e Un giorno in Pretura. Non dubito che le intenzioni – ma anche i risultati a vedere il successo – fossero ottimi.  La premessa, invece, è stata malefica, se anche format come il Grande Fratello e tutti che ne sono seguiti Reality sono diretti discendenti di quell’enunciato.

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“Non c’è nulla di più incredibile della verità”. A voler riadattare questa storica battuta di Groucho Marx, direi che non c’è nulla di più falso della realtà. Della sua rappresentazione, chiaramente. E che all’opposto dell’interpretazione di Guglielmi, questo dilemma sia stato il principale cruccio di PPP o almeno del Pasolini regista. Il nodo è proprio questo: può essere rappresentata la realtà? Credo che questo è il tema della Modernità. E si tratta di un problema irrisolto ancora oggi che dalla Modernità siamo fuoriusciti. Suggerisco di (ri) vedere Rashomon di Akira Kurosawa per comprendere quanto esso sia centrale. E Rashomon in giapponese vuol dire appunto verità.

Il punto più drammatico e spinto di questo dilemma lo abbiamo anche già toccato. Ed è l’omicidio in diretta dell’ambasciatore russo ad Ankara da parte di un agente del servizio di sicurezza, in realtà (appunto) un radicale islamico. Il richiamo all’omicidio in diretta di Quinto Potere, se pur immediato, è scontato e superato. Ciò che è questa volta s’impone nella sua stupefacente rappresentazione è la potenza iconografica della scena nella fissità della fotografia. La perfetta simmetria del corpo disteso e dell’assassino col braccio alzato; il nero degli abiti in controcanto al bianco dello spazio; i quadri al muro che spezzano il vuoto dell’ambiente: è terribile, ma non si vede una goccia di sangue. Sembra un’installazione artistica ed invece è la scena (appunto) di un terribile assassinio. E’ incredibile. Ma vero.

 

L’uomo che senza saperlo ci ha regalato le bollette

di Marino Magliani

Libri: Fibonacci, l'uomo che ci regalo' i numeri
All’uscita di Una questione privata di Fenoglio, nel 1963 mi pare, Calvino disse: ecco il libro sulla Resistenza che avremmo voluto scrivere tutti. Con L’uomo che ci regalò i numeri, di Paolo Ciampi (Mursia 2016), non si potrà certo dire: ecco finalmente, dopo otto secoli, i numeri… Continua a leggere

SUL TAMBURO n.30: “Sotto un altro cielo” a cura di Claudio Volpe,

copertina_sottounaltrocielo:copertina_ferrero.qxd.qxdDacia Maraini – Giampiero Rossi – Gianfranco Di Fiore – Renato Minore – Francesca Pansa – Pierfrancesco Majorino – Simone Gambacorta – Claudio Volpe – Paolo Di Paolo – Michela Marzano – Alessandro Di Meo, Sotto un altro cielo, a cura di Claudio Volpe, Milano, Laurana, 2016

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di Giuseppe Panella

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Undici contributi (otto racconti, due interventi teorici, una testimonianza personale) su vicende, storie, narrazioni legati alla questione delle grandi migrazioni che stanno avvenendo in Europa a partire dalle guerre e dai genocidi che hanno contraddistinto la scena geopolitica degli ultimi anni.

Undici tentativi di fare chiarezza raccontando e mostrando (come è sempre avvenuto nella grande tradizione narrativa) ciò che è avvenuto e che avviene ancora, tragicamente, disperatamente, assurdamente, sulle coste italiane, nelle isole dell’Egeo, ai confini dela Turchia e poi dell’Europa civilizzata che una volta si faceva chiamare Mitteleuropa. Undici tentativi di parlare della grande tragedia del mondo (di quello opulento o ex-tale e di quello una volta detto Terzo e oggi ormai moltiplicato in Quarto), delle fughe in massa di tanti uomini e donne (e dei loro figli e figlie) che scelgono di rischiare la loro vita infame e macilenta in nome di un’altra vita, una vita migliore e degna di essere considerata tale.

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Le voci per un presepe di Rocco Nigro e Wilma Vedruccio

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di Guido Michelone

L’editore Kurumuny di Martignano (Lecce) nella collana ‘Voci Suoni Ritmi della Tradizione’ presenta un libricino con cd allegato, dove, grazie ai curatori Nigro e Vedruccio, si offe all’ascolto e alla lettura un repertorio popolare che tratta la Natività in ogni aspetto, dall’invocazione religiosa alla convivialità di una festa di speranza e di rinascita, dall’antropologico rito di passaggio al canto di questua di remote origini; Continua a leggere

La fine della storia secondo Luis Sepúlveda

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di Guido Michelone

La fine della storia del titolo è una frase pronunciata da uno dei tanti protagonisti del libro, che però assume una valenza epocale, arrivando a imprimere una svolta decisiva nel cammino dell’umanità politicamente coinvolta a Est e a Ovest, al Sud e al Nord del Pianeta: in mezzo alla Guerra Fredda e ai postumi del Crollo del Muro di Berlino, si inserisce la vicenda del romanzo, che, come accade sempre nei testi di Sepúlveda, ha in fondo come protagonista un eroe classico (proprio nel senso della mitologia greca) in mezzo a un’umanità variegata e composta, dantescamente, da assassini, spie, lacchè, traditori, voltagabbana. Continua a leggere

Una graphic novel per Gigi Meroni

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di Guido Michelone

Su Gigi Meroni (1943-1967) solo negli ultimi anni escono alcuni libri che riescono a colmare il ritardo epocale con la giusta distanza storica, la quale, a sua volta, consente agli autori di scrivere la storia del calciatore granata come uomo, sportivo, artista, personaggio eccentrico persino underground o controcorrente nell’Italietta degli anni Sessanta, Nazione tanto all’avanguardia per alcuni versi, quanto retrograda per molti altri. Continua a leggere

BUONA LETTURA: “Noleggio arche, caravelle e scialuppe di salvataggio” di Riccardo Ferrazzi

Buona lettura è una rubrica curata da Mara Pardini. Uno spazio per “assaggiare” libri buoni, ovvero utili, piacevoli, intelligenti, capaci di lasciare un segno nell’immaginazione di chi li sfoglia.

Un taccuino per catturare le impressioni, i messaggi e le parole che escono di pagina in pagina ma anche per incontrare scritture nuove e legate all’attualità.
Un angolo per parlare di libri e condividere il gusto di una buona lettura.

“BUONA LETTURA” 10. Noleggio arche, caravelle e scialuppe di salvataggio (ed. Fusta). Breve discorso sul mito di Riccado Ferrazzi

noleggio-arche-caravelle-e-scialuppe-di-salvataggioRiccardo Ferrazzi ha realizzato un’appassionante “caccia al tesoro” attraverso i luoghi e i tempi in cui il mito ha esercitato la sua suggestione, ha spedito i suoi personaggi nel mondo, si è imposto con il suo potere.

Di questo trascinante avvenimento rinnovatore che contiene la prima manifestazione e le prime storie della nostra civiltà, proprio le domande a cui desidera rispondere rappresentano le migliori testimonianze puntuali e ancora viventi.

Questo perché, spiega Ferrazzi, nonostante le metamorfosi anche radicali avvenute nel tempo per gli stravolgimenti dovuti ai pregiudizi delle epoche successive o all’inevitabile perdita del senso dei fatti, il racconto del mito conquista un alone particolare nel riuscire a varcare i confini della storia, della morale e persino della scienza. Continua a leggere

LA LETTERA SCARLATTA. Rivelazioni, recensioni, recuperi, rigetti, rassegne, rarità, rotture e altro di Pasquale Vitagliano

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“Dica lo gioro”

Perché in Germania il Cancelliere governa il paese, mentre in Italia i cancellieri possono essere sostituiti dai barellieri della Croce Rossa? La storia di una “parola”, e questa del termine che qualifica un organo, una funzione, una professione, è davvero curiosa in Italia, può diventare un paradigma dell’identità di un’intera Nazione. Si tratta chiaramente di un paradosso “illuministico” che un Leonardo Sciascia avrebbe esposto con ben altri argomenti e qualità di scrittura. Eppure, la curiosità resta se pensate che la figura del “cancelliere” è stata in passato sinonimo di potere, l’ “eminenza grigia” per antonomasia. Pretore e cancelliere erano le autorità più alte di un paese, il primo amministrava la giustizia, il secondo la incarnava negli atti che la sua firma rendeva pubblici. In Assunta Spina di Salvatore Di Giacomo, Federico Funelli che simboleggia il sopruso e l’arbitrio persino nella tormentata relazione sentimentale con la protagonista, di mestiere è appunto un cancelliere.

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La storia del calcio

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di Guido Michelone

La Storia del calcio di Paul Dietschy e alcune riflessioni su sport e mass media

 

La lettura di uno straordinario libro recente come La Storia del calcio edito dalla Brianzola Paginauno e scritto dal francese Paul Dietschy, professore universitario di Storia Contemporanea e di Storia dello Sport induce ad alcune considerazione che vanno anche oltre l’aspetto soggettivo del testo medesimo, per agganciarsi a tutti i rapporti esistenti fra lo sport e i cosiddetti mass media. Continua a leggere

SUL TAMBURO n.29: Maria Roccasalva, “La compagnia dei naufraghi”

maria-roccasalva-la-compagnia-dei-naufraghiMaria Roccasalva, La compagnia dei naufraghi, Napoli, Tullio Pironti Editore, 2014

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di Giuseppe Panella

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Con questo suo romanzo (che non è certo il suo ultimo, dato che nei primi mesi del 2016 ha pubblicato Il Chiostro dei Miracoli, sempre per Pironti di Napoli), Maria Roccasalva prosegue il suo percorso storico attraverso la Napoli sconosciuta e misteriosa del Medioevo e dell’età in cui la grande città partenopea era ancora libera e non era ancora stata conquistata da Angioini o Aragonesi o Borboni e sempre in lotta perenne con lo Stato della Chiesa che avrebbe voluto sottometterla definitivamente. Esemplari per questa sua ricerca letteraria e antropologica insieme restano alcuni suoi testi narrativi, in particolare la Trilogia di Costantinopoli (Intrigo a Costantinopoli, 2008; Il Danubio non parla latino, 2009; È notte anche per me, 2010, tutti per lo stesso editore Pironti).

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Una filovia che contiene il mondo

Propongo una mia lettura del nuovo libro di Giancarlo Consonni, Filovia (Einaudi 2016). Il testo è stato pubblicato in forma leggermente ridotta sulla rivista l’immaginazione (Manni editori), che ringrazio per averne concesso la riproduzione.

Una filovia che contiene il mondo
Filovia di Giancarlo Consonni
di Giorgio Morale

Non sempre nello stesso autore si trovano la poesia della natura e la poesia civile, ma talvolta succede, come nella nuova raccolta poetica di Giancarlo Consonni, Filovia (Einaudi 2016). Cos’è questa filovia che dà il titolo al libro? Per chi vive a Milano la filovia per eccellenza è il mezzo pubblico n. 90 che percorre la circonvallazione esterna, quella che costituisce il più ampio degli anelli di cui si compone la topografia della città. Il tragitto completo della 90 è un vero e proprio viaggio attraverso le periferie milanesi, il loro paesaggio e la loro varia umanità. Continua a leggere

Cieli Celesti, di Claudio Damiani

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La poesia di Claudio Damiani è un incontro. Pensi di leggere delle poesie e invece ti incontri con il mondo, l’universo infinitamente grande e infinitamente piccolo dei suoi versi sorprendenti. C’è sempre qualcosa da scoprire, nel mondo, e quindi nella poesia di Damiani. Ti sembra di aver letto tutto, che non si possa dire più nulla – di un gatto, di un fiume, di una stella -, ed ecco che invece lui ricomincia, come nulla fosse. Un lirismo abbandonato che si riprende subito e si fa ragionamento surreale, più convincente di qualsiasi logica filosofica o scientifica. Continua a leggere

LA LETTERA SCARLATTA. Rivelazioni, recensioni, recuperi, rigetti, rassegne, rarità, rotture e altro di Pasquale Vitagliano

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“Contrordine compagni”

All’Università ho studiato economia sui testi del premio nobel Paul Samuelson. “Non potrà mai più esserci una crisi drammatica come quella del ’29 perché nessuno crede più nel dogma del pareggio di bilancio”. Mi rimase impresso questo enunciato ottimistico. Eravamo alla fine degli anni ’80, e se il comunismo aveva fallito, la “pax” keyensiana appariva indiscutibile. Ed invece è accaduto che questo principio ottocentesco abbiamo finito per metterlo in Costituzione negli articoli 81 e 97. Padre di questa riforma costituzionale realizzata nel 2012 fu Giulio Tremonti, “mosca cocchiera” del monetarismo nuovamente trionfante. Le teorie economiche sono dunque volubili. A questo punto, non mi stupirei se qualcuno rispolverasse la socializzazione dei mezzi di produzione. Insomma, con la caduta del Comunismo ci avevano detto che la storia era finita. Ed invece siamo punto e a capo.

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Chiara Valerio, fra storia matematica e umanità

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Breve riflessioni sul nuovo libro della scrittrice laziale

di Guido Michelone

“Questo libro, più di altri che ho scritto, è dunque una fotografia con i bordi già un po’ ingialliti. Vorrei guardarlo tra tanti anni e ricordarmi di com’ero, delle cose che ho amato e delle persone, dei collegamenti tra le une e le altre, come fossero viaggi esotici e itinerari cittadini e dite pure, come succede: Avrei potuto, avrei dovuto”: Continua a leggere

Le ‘Americhe’ di Canino e Pieranunzi

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di Guido Michelone

Tra le migliori recenti uscite discografiche per una musica senza confini, tra poesia e spirito, questo cd Americas vede per la prima volta insieme un grandissimo interprete classico (Bruno Canino) e un insigne versatile jazzman (Enrico Pieranunzi): entrambi pianisti, sono accomunabili non solo per lunghe prestigiose carriere, ma soprattutto per il fatto che rispetto alle rispettive musiche di stretta appartenenza, entrambi si sono spesso concessi numerose libertà espressive, quasi invertendosi i ruoli: Canino ha suonato molte partiture novecentesche in cui è fortissima la reminiscenza jazzistica, mentre Pieranunzi, dal tocco sovente classicheggiate, ha riletto autori barocchi e romantici. Continua a leggere

LA LETTERA SCARLATTA. Rivelazioni, recensioni, recuperi, rigetti, rassegne, rarità, rotture e altro di Pasquale Vitagliano

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Umano troppo Umano

Ma qualcuno pensa davvero che i poeti siano migliori dei politici? Avvicinandomi, assai marginalmente, al mondo dell’editoria ho visto cose che un “giovin scrittore” non è neppure in grado di immaginare. Ad esempio, ritengo che il “Palazzo” delle grandi case editrici non sia diverso da quello dei partiti, affollato da nominati e non da eletti. In fondo, eletti ed elettori sono parole molto vicine.

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SUL TAMBURO n.28: Pasquale Vitagliano, “Habeas corpus”

pasquale-vitagliano-habeas-corpusPasquale Vitagliano, Habeas corpus, Lavagna (Genova), Edizioni Zona, 2015

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di Giuseppe Panella

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L’habeas corpus come pratica giuridica, introdotta per la prima volta il 15 giugno del 1215 per effetto della ratifica della Magna Charta ad opera del re Giovanni Senza Terra, costretto ad accettarla dalla volontà imperiosa dei suoi baroni in rivolta, è una delle pietre miliari del diritto e della civiltà europea, soprattutto nei paesi dove vige la Common Law e in cui tale principio è stato applicato ininterrottamente fin da allora. La sua base applicativa implica l’impossibilità di essere accusati senza un’accusa precisa e di essere detenuti sulla base di un semplice sospetto dovuto all’arbitrio di un giudice o di un sovrano. Grazie all’habeas corpus, non è possibile in Inghilterra e negli Stati Uniti d’America incarcerare nessuno senza un’accusa precisa e senza un mandato giudiziario – la richiesta di arresto, quindi, deve essere suffragata da accuse precise.

Ma perché intitolare ad esso un libro di liriche appassionate come è questo di Vitagliano?

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