Archivi categoria: Scritture

Salvezza

Tornare a casa: rientrare in se stessi, emergendo dall’alienazione; ritrovare la fiducia, guarendo dalla diffidenza; scoprire l’amore, liberandosi dall’egoismo; lasciare questa terra, per entrare in paradiso. Tanti modi per dire salvezza.

Giorgio Stella, Dovere del nulla del tutto di nessun niente

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– 1 – Culla mi manca la fiancata sull’arca

Della sola cosa possibile

Alla chiesa cattolica la statua dell’ala

– 2 – La statua dell’ala manca nella chiesa cattolica

La cosa sola possibile

Fiancata nell’arca della culla

– 3 – Culla portata dalla statua nella chiesa cattolica

Con l’arca possibile

Che culla l’ala mancata

[una pausa]

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Giorgio Stella, Preghiera per il virus

Cristo annienta la memoria della storia 

Mettici in mezzo TE alla memoria TUA 

La Croce ha raccolto 

Quello che la madre a un padre ha

dato un Figlio dello Spirito SANTO 

Ogni uomo ha il dovere di morire per TE

Quindi l’inferno giace in pace

La notte dell’eterno amore Tuo su satana 

AVANTI TE LO SPIRITO SANTO BATTEZZATO

CRISTO NOSTRO PERDONA L’OBBEDIENZA

DI TUA MADRE DIO E’ MORTO PRIMA DI TE

NELL’INFERNO NOSTRO PADRE NOSTRO

VIENICI A RIBATTEZZARE L’AMORE DELL’ANGELO

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Giampaolo Centofanti, Habemus papam

Capitolo 1

“Nuntio vobis gaudium magnum: habemus papam”. Laggiù in piazza san Pietro e come sentendo milioni incollati ai media di tutto il mondo, un silenzio inusuale. È palpabile nelle luci della tarda serata una preghiera intensissima, accorata, che dura da mesi. Poi una choccante sorpresa, non segue l’ormai da molti imparato a memoria emintissimum ac reverendissimum… ma semplicemente “Dominum” e improvvisa si diffonde l’attesa di un miracolo quasi insperato. Quei pochi secondi sembrano interminabili… il protodiacono riprende la parola: “Dominum Johannes Sanctae Romanae Ecclesiae presbiterum Lon Rong, qui sibi nomen imposuit Discipulum”. Si ode un brusio animatissimo, si percepisce chiaramente la domanda che rimbalza in ogni parte del globo terrestre: “Chi è? Who is he? Quien es el? Qui est-il?”. Anche il telecronista non sa cosa dire, solo traduce: “Si tratta di un sacerdote, il nome come percepite sembra orientale”. Subito dopo il commentatore riesce ad avere notizie: “È un prete della Corea del Sud. Dovrà venire ordinato vescovo. È giunto in gran segreto ieri a Roma. Ha or ora accettato l’elezione”.

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Le Corbusier, un architetto per la musica. Guido Michelone intervista Giuseppe Azzarelli

Dialogo sul progetto multimediale Cité Radieuse (Città radiosa)

La città non è solo un luogo di spazi e di forme ma, inevitabilmente, esprime la sua dimensione anche attraverso i suoni: ogni luogo ha una propria impronta acustica che riflette attività umane, relazioni col mondo e con sé stessi. L’idea di una Cité Radieuse, ideale ed utopistica città nella città, immaginata da Le Corbusier attorno all’Uomo e ai suoi bisogni, mi ha subito affascinato per il suo “umanesimo”, avvicinandomi a un mondo sonoro che possa evidenziare o accennare possibili equilibri emotivi nella poliedricità della città contemporanea.(Giuseppe Azzarelli)

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INEDITI di Enrico Giannetto

Nessuna descrizione disponibile.

30 febbraio:
da molte lune ormai
incessantemente sanguinano statue nascoste
sul sipario inavvertito della mente,

ed io vivo soltanto di miracoli
tra farfalle di pietra e sillabe di luce;

il soffio d’uno sguardo
sul vetro meraviglioso del nulla,
il mare delle cose che sognano senza esistenza
formano coralli di nuvole che s’inanellano dentro;

e potrei camminare sull’acqua
come la resurrezione di tutte le morti,
e trascinarmi dietro per sempre
le innumerevoli stelle,

come una tempesta di labbra che sfiorano
il silenzio divino di questo giorno mai nato

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Un tipo d’uomo

Un amico giornalista

L’impressione che ormai ho maturato nell’ambito giornalistico (e non solo) – di fronte a una statistica impressionante di casi a cui ho assistito e che mi sono testimoniati – è che si stia procedendo a far fuori proprio un tipo umano. Un tipo d’uomo cioè che ha delle idee, che risponde a un codice interiore, a principi non negoziabili, per il quale l’onore, la dignità, la parola data, la lealtà non sono parole ma valori irrinunciabili.

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Da “Il mio amico”, di Daniela Matronola

Dalla raccolta di racconti Il mio amico, di Daniela Matronola (ed. Manni)

Prefazione di Paolo Di Paolo

“Domare il dolore”

Era da un po’ che non trovavo – in un racconto, in un romanzo – un amico, un grande amico, uno misterioso come Meaulnes, o irraggiungibile come Gatsby. L’elettricità che sprigiona un nostro amico: uno che sa scrivere canzoni, il fratello maggiore acquisito che ti insegna come comportarti con le ragazze, l’adolescente cresciuto, «sensuale inconsapevole». Il mio amico è il racconto che dà il titolo alla raccolta di Daniela Matronola; ed è un ottimo campione della sua scrittura giocosa, verrebbe da dire “seriamente giocosa” – se la letteratura è un gioco serio –, con l’ironia sottilissima che la percorre, un esercizio dell’intelligenza che fa crepitare un inciso o un parentetico, che sovraccarica un aggettivo anche semplicissimo, che dirada gli eccessi di cupezza anche quando il tema è la morte. Humour, potremmo dire conoscendo le passioni e competenze di anglista dell’autrice. Ma non basta, perché sarebbe uno sguardo “da fuori”.

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Rodari in Nuova Zelanda!

 

“Vorrei che tutti leggessero, non per diventare letterati o poeti, ma perché nessuno sia più schiavo”. Questo sperava Gianni Rodari, poeta, scrittore, pedagogista, partigiano, giornalista, ‘fantasista’ di rilievo della narrativa italiana del secolo scorso, di cui in questi giorni si festeggia il centenario della nascita. 

Per l’occasione, Bologna Children’s Book Fair e la Regione Emilia-Romagna  hanno organizzato la mostra Figure per Gianni Rodari. Eccellenze Italiane, con le opere di ventuno illustratori italiani che dagli anni Settanta ad oggi hanno illustrato e reinterpretato le sue storie per grandi e per piccini.

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Buona lettura 24: “Trappola per lupi”, di Bruno Vallepiano

Buona lettura è una rubrica curata da Mara Pardini. Uno spazio per “assaggiare” libri buoni, ovvero utili, piacevoli, intelligenti, capaci di lasciare un segno nell’immaginazione di chi li sfoglia. Un taccuino per catturare le impressioni, i messaggi e le parole che escono di pagina in pagina ma anche per incontrare scritture nuove e legate all’attualità. Un angolo per parlare di libri e condividere il gusto di una buona lettura.

Trappola per lupi (Golem edizioni) è un gioco di contrappunti dove Bruno Vallepiano adombra il racconto del protagonista, Mauro Bignami – il professore di filosofia ben noto ai lettori perché alla sua quinta indagine investigativa -, sino a quando, spinto da quello spirito di giustizia che lo ha sempre contraddistinto, lo stesso “Mau” riesce ad imprimere una svolta alla storia, contribuendo a svelarne il mistero.

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Domenico Sapio, “Notturno barocco”

Recensione di Francesco Improta

Domenico Sapio, Notturno barocco, ed. Colonnese, 2020

Domenico Sapio, docente di letteratura poetica e drammatica al Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli, dopo aver affrontato in Dei senza Olimpo un tema di grande interesse ma poco dibattuto, quello delle “voci bianche”, approda alla narrativa con un romanzo di grande impatto emotivo e di stupefacente bellezza, Notturno barocco (Colonnese editore 15 €). Già il titolo ci catapulta in un’epoca tra le più feconde della nostra Storia, a dispetto dei tanti giudizi negativi pronunciati per il passato in maniera sommaria da storici e studiosi.

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“Amore migrante e l’ultima sigaretta” di Antonio Nazzaro

Presentiamo due poesie in versione bilingue italiano/spagnolo da “Amor migrante y el último cigarrillo – Amore migrante e l’ultima sigaretta” (RIL editores, Chile – Edizioni Arcoiris, Italia) di Antonio Nazzaro.

1.

Di te so poco:
la lunghezza delle tue braccia
il tempo dei tuoi baci
quelli umidi dell’amore vorace
e quelli lenti dell’amore quotidiano.

Il taglio degli occhi
e l’incedere scalza.

Il movimento dei seni
a cui accordo il respiro
quel gesto tuo
di spostare i capelli
quello che so
è che quando arrivi
e ti siedi in un sorriso
sogno.

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