Archivi categoria: Scritture

Non cercare

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=6mUnwB8T8_8]

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Il pomeriggio del 23 agosto
finalmente è successo. Hai guardato
dentro e hai visto. Eh sì, era facile,
com’era stato scritto. L’incredibile
è avvenuto. Di tutto l’andare
su sentieri tortuosi, del soffrire
le pene dell’inferno, ci voleva tanto
ad arrivare al punto in cui perfino
un asino capisce: non cercare
altrove, è l’amore che guarisce.
Solo l’amore supera l’inverno.

Mi chiedi

[youtube=http://m.youtube.com/watch?v=vwuJ2rYfqVM]

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Mi chiedi se noi due ce la faremo,
se gli scogli a due passi dalla riva
non saranno l’ostacolo supremo
su cui fare naufragio, le paure
che frenano la corsa, sufficienti
a piegare su mete meno ardue.
Sarebbe troppo facile rispondere:
ma certo, che vuoi che sia, abbiamo Lui
che garantisce tutto, che ci guida
fin dove non sappiamo. Forse solo
questo ti dirò: che senza una sfida
così, è certo quello che perdiamo,
quello che mai più s’alzerà in volo.

Se potessi

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=6w2opANhfoc]

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Se potessi, sai, scriverei di Dio.
Sarebbero parole come rami
d’albero, come le nuvole basse
che in agosto coprono a fatica
uno spicchio d’azzurro. Avrei soltanto
lo spazio d’un momento per fermare
l’emozione di udire la sua voce
sicura, quell’accento di rabbino
premuroso, contento di parlarti.
Da così tanto tempo ti aspettava
che non gli sembra vero. Come a te,
che scrivi, scrivi, del ramo di pioppo,
della nuvola bassa, in mezzo al cielo.

Pasquale Vitagliano, Il buio oltre il muro

Pasquale Vitagliano
di Augusto Benemeglio

1-Terlizzi , Italia.

In ogni epoca, diceva Peter Brook, il problema è quello di vivere una vita più reale, a costo di essere spietati con se stessi. E questo vale dappertutto, in ogni parte del mondo; in fondo basta che sali su una delle metro di New York, ad esempio la linea 7 delle centocinquanta etnie, odore di cipolla aglio peperoncino curry e miele, e una fermata-Itaca la trovi sempre, come Terlizzi, Italia, già Magna Grecia, dove ti attende l’Ulisse di turno, Pasquale Vitagliano, che t’accoglie alla grande nell’antica Turricium (città delle torri) bizantina. Continua a leggere

Moto perpetuo

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=dPRWshWq9E4]

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E’ più complesso di quanto si pensi
il meccanismo umano dell’amore:
l’intelligenza per capire il mondo,
la libertà per dire che vogliamo,
la volontà per farlo. Tutto il resto
è caos se non rispetta questo moto
perpetuo dell’essere. Se lo siamo,
invece, il marchingegno raffinato
permette di scoprire l’infinito
intreccio delle cose, il fitto tessere
di trame nel tappeto, il segno chiaro
di un Dio che non finisce di stupire.

Dall’alto e dal profondo

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=z3hiujTYNRc]

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Che il cuore sia il segreto l’hai compreso;
che sia una lotta quello che richiede,
pure: la lotta strenua tra il maligno
e il Bene. Sarà quando, col coraggio
che ti viene dall’alto e dal profondo,
affonderai la spada in mezzo al petto
di quella che chiamavano la grande
prostituta, che vincerai anche l’ultima
battaglia, combattuta contro il mondo
che consuma la pelle dei tuoi sogni,
il regalo che stenti a immaginare,
il sacramento della sua presenza
che senti, più raggiante delle stelle.

Giorni

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=9Q7Vr3yQYWQ]

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In fondo, è la paura. Nel passato
eri stato toccato dalla grazia,
il paradiso in terra, l’emozione
di sentire la vita penetrare
in ogni nascondiglio della storia,
cambiare gli occhi e il cuore, devastare
gli avamposti residui del nemico,
indovinare la chiave di volta
che sostiene il Progetto. Poi, d’un tratto,
il panico di andare dove non sai,
di perdere la strada già battuta,
il volto noto del mondo, l’appoggio
di amicizie complici, quel sottile
piacere di passare il segno scritto
e trasgredire per il solo gusto
di farlo. Ma Tu, Signore, torni,
bussi alla porta per ricominciare,
spezzando le catene e i malefici,
ripartendo dal punto in cui t’avevo
lasciato. Sono giorni in cui del bene
ricevuto vivi. Giorni felici.

Già il dolore

[youtube=http://m.youtube.com/watch?v=hLXOOeMKmJc]

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Che cos’hai – mi domandi -, sembri strano:
c’è qualcosa che non va, me ne accorgo
dalle parole rade, dalle frasi
lasciate a metà. Sì, sono felice
che questa sofferenza non sia invano,
che tutto questo nostro abbandonarci
a un Progetto più grande ci permetta
d’indovinarci dentro, di sentire
un cambio di respiro, un solo battito
anomalo del cuore. Fosse questo
soltanto il risultato, già il dolore
si calmerebbe presto, consolato.

Peppe

[youtube=http://m.youtube.com/watch?v=sPlhKP0nZII]

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Ti ho visto nella sala, tra i malati
buttati su barelle di fortuna,
tremante per carenza di respiro,
issato sul crinale dove il vento
è gelido e ti avverte che qualcosa
di grave sta accadendo. Sei riuscito
a sorridere, vincendo per l’ultima
volta la stretta di un destino noto,
da tempo. Mi hai perfino detto – come
lanciando la parola sopra un muro –
“bellezza”: da quel punto mi è sembrato
un testamento pieno di coraggio,
la prova che l’estremo tuo respiro,
nel letto d’ospedale, non si spezza.

Sherazad

[youtube=http://m.youtube.com/watch?v=y0R439gPhEE]

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Chissà se i versi che ogni giorno scrivo
– come se fosse sufficiente un solo
angolo vuoto, un’assenza legittima,
la stanchezza del molto operare
in questo caldo agosto, per perdere
il filo dipanato con pazienza,
un equilibrio sempre in discussione,
l’incanto di saperci in sintonia
con la lunghezza d’onda del respiro
di Dio – potranno prolungare ancora
Il canto dell’altezza, la poesia
che inonda di pienezza la ragione.

Un grido

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=DgYhcM5TB_c]

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Non è così difficile, a pensarci,
anzi, sarebbe sufficiente fare
come quando si parte e non c’è verso
di fermare la corsa, di arrestare il vento
che senti scatenarsi dall’interno,
come un invito a credere nel volo.
Va bene, dici, ci provo di nuovo,
perché è impossibile salpare senza
quest’atto di fiducia, l’intenzione
di andare dove vuole Chi ne sa
più di noi senza farlo mai pesare,
arroventando il fondo del tuo cuore,
accarezzando l’ultima emozione
che strappa un grido di felicità.

Come se Dio

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=vVNmVSufv0A]

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Peccato non avere sempre a mente
l’amore che esorcizza ogni paura,
dimenticare troppo facilmente
che c’è un respiro in ogni situazione,
lo spirito che geme per sfondare
i confini segnati, i muri grigi
delle paure arcaiche di bambini,
i traumi, le violenze, gli abbandoni
che scavano fossati nei silenzi
cattivi, nell’orgoglio che rinuncia
a tutto pur di avere la ragione
armata del potere, nonostante
che questo voglia dire solitudine,
perdita secca di ogni bene, amaro
trionfo dell’io sul tu, come se Dio
non avesse creato ponti invece
che palizzate, argini, recinti,
per ricordare a chi è distratto come
si debba attraversarli, ora o mai più.

Settimo giorno

[youtube=http://m.youtube.com/watch?v=ElZxiTSFo9c]

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Fu sera e fu mattina: sesto giorno.
Da questa luce opaca della piazza
vedo passare le svolte, i tormenti,
le intuizioni improvvise, i tanti segni
che svelano il cammino passo passo,
come fosse una marcia nel deserto,
un esodo felice dall’io vecchio,
ormai inservibile, legato ancora
alla bruttezza orrenda del peccato,
nel punto esatto della fede in Te,
dove si vede, come in uno specchio,
quella lama di luce del futuro
che col settimo giorno è già arrivato.

Intero

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=681NvqpO2eU]

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Appesi sulla costa, nell’azzurro
che ci ha visto cullati dall’incanto
di una bellezza pura, irraggiungibile
agli artifici e ai trucchi del serpente
e i suoi emissari; chiamati ad amare
un Progetto pensato nei dettagli
dalla mente di Dio, anzi dal cuore:
soltanto aprendo il nostro sull’abisso
del rischio calcolato, del timore
previsto e prevedibile, del fiato
sospeso per la spada che separa
il bene e il male, la menzogna e il vero,
decisi a ritentare la fortuna,
anzi la fede in chi ci ha letto dentro,
in chi ha visto affacciarsi da qui sopra
il sogno bello di un amore intero,
vivo, tra il Magnificat e la luna.

Indistruttibile

[youtube=http://m.youtube.com/watch?v=KUEqqjPh8Cc]

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C’è un punto all’orizzonte in cui s’incontrano
finito ed infinito: più lo guardo,
più mi convinco che il nostro arrancare
su sentieri difficili sia un modo
per prepararci all’attimo del volo,
in cui l’onda del tempo e dello spazio
saranno un nodo solo, un lungo abbraccio
del cielo e della terra, l’impressione
esatta che l’intrico di cui scrivo,
quel labirinto fitto, inestricabile,
la fitta al cuore che ti prende quando
ti pare tutto perso, per l’inganno
del nemico di sempre, solo allora,
nel nucleo incandescente dell’amore,
sarai di nuovo vivo, indistruttibile.

Rendez-vous

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Non manca molto, credo, al rendez-vous
previsto già da un anno, come vuole
Colui che tutto può. E nel frattempo
si prega, si perdona, si sprofonda,
a volte, nella melma del dolore.
Di questo tempo ci ricorderemo,
un giorno, quando il mondo sarà quello
che avevamo sognato, e le ferite
saranno versi tristi ma preziosi
della poesia di Dio, dell’ombra, in fondo,
lasciata lì dal lembo del mantello.

Piano piano

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Lasciarsi accarezzare dal tuo vento
che nessuno sa mai di dove venga
o dove vada. Intravedere il sole
tra le foglie degli olmi e la sua scia
larga sull’acqua. Sì, comunque vada,
qualcosa sta cambiando lentamente.
Sentirlo qui, dove per tante volte
la gioia ci ha visitato, come un ospite
venuto da lontano, dopo tanto
tempo: il passato diventa futuro,
l’origine la meta, e il paradiso,
che noi immaginavamo nell’inizio,
comincia solo adesso, piano piano.

Ora

[youtube=http://m.youtube.com/watch?v=07aQnHRZsCI]

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Vedere in filigrana in fondo al golfo
il tuo volto accanto al suo,
ora che tutto si è chiarito, ora
che la bellezza ha rovesciato il mondo
e che niente, niente può più distruggere
la trama ricamata dall’eterno,
il mare, il cielo, le nuvole appese
al filo che trascina l’universo,
in un vortice d’amore che il mostro
s’impegna ad ostruire, a tutti i costi,
e tuttavia non può, non può, nemmeno
coi trucchi più insidiosi, con gli inganni
più astuti: sarete come Dio, fate
come vi dico io, e vedrete. Niente
può oscurare la bellezza di questo
golfo di Sirolo, dove, lá in fondo,
si vedono due volti, tra la gente.