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Chiedere

Dobbiamo imparare a chiedere: chiedere molto di più di quanto facciamo. Perché mettere limiti alla prodigalità del Cristo? Lui è Dio! Vuole darci anime, e più gliene chiediamo, più ce ne dà. Dobbiamo credere al suo amore inconcepibile, potente, che può mostrarsi solo poco a poco perché, se lo rivelasse tutto in una volta, verremmo certamente meno.

Anime

Salvare anime: questo Gesù vuole fare, attraverso di noi. Raggiungere il cuore della gente, permettere che scocchi una scintilla, accendere un fuoco che arda per l’eternità. L’inferno è freddo, indifferente, non riesce a sorridere, se non per interesse, falsamente. Dio è caldo, autentico, amorevole. È il Dio dei vivi, come disse Gesù, quel giorno, ai sadducei. È a questo Dio che bisogna condurre più anime possibile.

Il telo

Impregnarci di Gesù: porgergli il nostro spirito perché Lui lo riempia di Sé, come il telo della Veronica, quel giorno; lasciarsi raggiungere dai sentimenti, tristi e gioiosi del nostro grande Amico. Questo è l’esercizio spirituale con cui cominciare la giornata, per darle l’orientamento infallibile, per essere guidati da quello Spirito Santo che è la luce, come scriveva Lorca.

La grazia

Riprodurre Gesù, portarlo nel mondo: è questa la nostra missione, avviata nel battesimo, e proseguita negli altri sacramenti. Non è un caso che questi siano svalutati. Per credere che la grazia ci viene trasmessa soprattutto attraverso di essi, ci vuole umiltà, la coscienza limpida di essere nulla. Dio ama la voce umile che lo chiama in soccorso, e non può fare a meno di rispondere.

Intimità

Gesù vuole che gli confidiamo dei segreti. È la legge dell’intimità. Se ci amiamo, l’intimità è necessaria. Lui ama stare con noi, scendere nel nostro giardino e conversare, secondo il simbolo del libro della Genesi. Non preoccupiamoci di essere indegni: il Cristo ci rende degni con la sola presenza.

Fin d’ora

Quello che siamo davvero, dev’essere ancora rivelato. Solo allora, dice il Cristo alla Bossis, scopriremo la nostra miseria, e ci sorprenderemo che un Dio abbia potuto amarci come ci ama, fin da adesso. Come ringraziarlo? Amandolo, appunto, unendosi a Lui ogni momento, immaginandolo – aiutati dal Vangelo, dalla sua vita concreta nella storia -, imitandolo. Dove siamo noi, Lui è.

Il potere divino

Un sorriso può cambiare il mondo. Il mondo intorno a noi. Crea comunione, che è il principio di Dio, e neutralizza la separazione, che è il criterio del diavolo. Dio unisce, satana divide. È lo scontro tra bene e male, l’armageddon, di cui parla l’ultimo libro della Bibbia. Sta a noi mettere a frutto il potere divino del sorriso.

Tutto è collegato

Crescere è avvicinarsi a Me, dice il Cristo alla Bossis: guardare le cose coi suoi occhi, avere la certezza della sua presenza, anche quando si nasconde, perché lo desideriamo maggiormente. Fare esercizi di fede vuol dire credere che Lui è vicino a noi, anche e soprattutto quando sembra lontano. E se aumenta questa fede, crescono anche speranza e carità. Nell’amore, diceva Solov’ev, tutto è collegato.

Il racconto

Gesù ci ama anche quando siamo caduti, quando abbiamo toccato il fondo: ci viene incontro per portare la croce che abbiamo sulle spalle, come una madre, dice il Cristo alla Bossis. Non dobbiamo temere, fuggire: è questo che fa male all’amore. Raccontiamogli invece i nostri errori, le falle che si aprono nella vita quotidiana, e Lui curerà ogni ferita, guarirà le nostre piaghe.

In noi

Gesù prega in noi, per noi. È Lui che si rivolge al Padre in nome nostro, e quanto più efficace e potente è la sua preghiera! Ti ringrazio, Padre, dice nel Vangelo, perché mi hai ascoltato; Io so che sempre mi ascolti. Ecco, questa è la certezza che dobbiamo avere: Gesù prega in noi. Per noi. E la sua preghiera non può non essere esaudita.

Paure

Il motivo per cui Gesù è venuto è abolire la paura. Si diceva: vedi Dio e poi muori. Per aver toccato l’Arca dell’alleanza, che stava vacillando nel trasporto, Uzza viene folgorato. Molti personaggi del Primo Testamento pagano cara la loro piccola o grande infedeltà. Dio spaventa: anche i buoni, i giusti sono turbati al suo apparire. Gesù è venuto per abolire la paura, e raccogliere l’amore: così dice alla Bossis. E possiamo crederci.

Il tesoro

Gesù non fa mancare niente, a chi lo cerca. È una sorgente zampillante, un fuoco incessante, un tesoro inesauribile, che colmano la vita di ciò che la nutre veramente. Sta a noi accoglierlo, invocarlo. È tanto difficile? Viviamo sempre a un passo da ciò che può renderci felici.

Metanoeite

Abbiamo un problema ricorrente: non domandiamo. Per sfiducia, per rassegnazione, perché ci hanno insegnato a evitarlo. Ci sono archetipi che parlano di questa tara antica: pensiamo a Parsifal. Se non domandiamo, nemmeno otteniamo. Restiamo nella nostra povertà, in quell’intrico di sentimenti negativi che è spesso il sottofondo della nostra vita. Gesù ci esorta a chiedere, per poter cambiare. Metanoeite: è questo il suo messaggio.

Attendere

A Gerusalemme, vicino alla Porta delle Pecore, c’era una piscina con cinque portici, chiamata Betzatà, sul bordo della quale, da trentotto anni, un uomo aspettava che qualcuno lo immergesse, quando l’acqua si agitava. Chi scendeva nell’acqua, infatti, guariva. Così dobbiamo attendere il passaggio, in noi, dello Spirito Santo: quel “fuoco di luce intima”, quel “fuoco di bontà dolce”, come il Cristo dice alla Bossis. Bisogna raccogliersi per riceverlo nel momento giusto, che nessuno conosce. Ma vale la pena: il desiderio intenso non è già beatitudine?

Sete

Gesù ha sete di noi, ci vuole come Lui, perché è l’unico modo per essere felici. Per questo ci invita a seguire le sue orme, ad agire e tacere, per il bene, come facevano Lui e la sua famiglia, nei trent’anni della vita nascosta. Che influenza sul loro vicinato! Seminare bontà, seminare amore, soprattutto sui malvagi, raccomanda il Cristo alla Bossis: specchiarsi nel desiderio infinito di un Dio che ama solamente.

Centro

Carl Gustav Jung diceva che tutto converge verso il centro del non-io. È qualcosa che ci supera e dà senso, la forza centripeta che attira, che trascina, il nucleo incandescente cui bisogna volgere lo sguardo. Noi sappiamo che il Centro è Gesù. Dobbiamo considerarci inesistenti, senza Lui. È Maria che ci guida verso il Centro, che ci invita a sentire che la compagnia del Figlio e sua è molto più reale del mondo.

Vedere

La nostra vita è piena di soprannaturale, ma non ce ne accorgiamo. Basterebbe così poco: un pensiero, un sentimento che Gesù sia lì, che ci sia Maria, che il Padre vegli, con amore infinito. Per questo il miracolo dei ciechi guariti è così importante, nel Vangelo: quel “Signore, che io veda!“ è sempre, in realtà, un” Signore, che io ti veda! “.

Ti amo tanto

Gesù ci dice che ci ama, ci ama tanto. Come facciamo a non sentirlo? Perché prevalgono altre voci, un altro ascolto: magari della rabbia, di forze che il male scatena per avere la meglio, per convincerci che vivere è vincere sull’altro, ferire, farla franca. Ma Gesù non desiste, è sempre lì; anche in questo momento ci ripete: ti amo tanto.

Farfalle

Oggi, certa teologia si sofferma molto sul presente, sui valori terreni, incorrendo prima o poi in un’aporia: dov’è la felicità data per certa, se si parla di Dio? Perché restano il dolore, il fallimento, elementi che, del resto, hanno segnato non poco la vita di Gesù? Proprio questo dimostra che la dinamica profonda non può non essere pasquale. Non siamo ancora nati – dice il Cristo alla Bossis – finché non approdiamo all’altra vita. E adduce un esempio ordinario: quello del bruco che striscia, della crisalide nascosta e della farfalla dai colori cangianti. Ecco perché ho amato sempre le farfalle, e non posso non fermarmi ad ammirarle.