Di chi sai

[youtube=http://m.youtube.com/watch?v=Dp-RzljQUF4]

da qui

Non ho neanche bisogno di vederlo,
il mare. Ormai lo so a memoria
l’orizzonte spezzato dalle nuvole,
la linea azzurra, nella quale i soliti
ricordi sono grani di un rosario
che si prega da solo, come chiacchiere
di vecchi tra panchine appollaiate
sul golfo, riti stanchi di esistenze
trascinate tra un quarto di Verdicchio
e un’invettiva al mondo, incomprensibile
alla mente di chi sa di non essere
più in corsa. Invece io mi ci sento
dentro come mai, nuvola che passa
da un orizzonte all’altro, dalla linea
che unisce il monte al cielo, i nostri sogni
con la mano sapiente di chi sai.

“I debiti della Germania e l’austerità della Merkel” di Luciano Gallino

DA REPUBBLICA

 

L’intervista concessa giorni fa dalla Cancelliera Merkel alla Frankfurter Allgemeine, apparsa anche su Repubblica, si presenta con due facce. La prima è quella di un manifesto elettorale, in vista della tornata di settembre. Angela Merkel è nota per saper interpretare come pochi altri politici le idee e gli umori del cittadino medio del suo paese.

Che si possono così compendiare: noi lavoriamo sodo, sappiamo fare il nostro mestiere e amministriamo con cura il denaro pubblico e privato; quasi tutti gli altri, nella Ue, lavorano poco, sono degli incapaci e vivono al di sopra dei loro mezzi. La seconda faccia dell’intervista è una calorosa difesa delle politiche di austerità e delle riforme che la Cancelliera ha imposto ai Paesi Ue affinché risanino i bilanci pubblici e riducano i debiti. Ogni personaggio politico sceglie le strategie comunicative che crede ed è probabile che quelle di Angela Merkel le assicurino il terzo mandato consecutivo. Su di esse non c’è quindi nulla da dire. Ma la difesa strenua dell’austerità e il messaggio implicito nell’intervista “i Paesi Ue sono pieni di debiti e noi no, per cui ci tocca insegnargli come si fa ad uscirne” meritano qualche osservazione. Continua a leggere→

Il punto opposto

[youtube=http://m.youtube.com/watch?v=TwAk2uqNuU8]

da qui

È il punto opposto la sua specialità,
quello che non vuoi, che per niente al mondo
accetteresti. Lui ti aspetta al varco,
per lasciarti morire all’uomo vecchio.
Lui ti aspetta qui, tra le macchie chiare
e scure della baia, dove le barche
lasciano una scia che subito sfuma,
dentro lo specchio opaco dell’Adriatico.
Che sia così il passato, che la schiuma
del tempo si scolori, tra le macchie
impallidite di quello che è già stato.

Il ragazzo e il mare

images

Era un vecchio che pescava da solo su una barca a vela nella Corrente del Golfo ed erano ottantaquattro giorni ormai che non prendeva un pesce. Nei primi quaranta giorni lo aveva accompagnato un ragazzo, ma dopo quaranta giorni passati senza che prendesse neanche un pesce, i genitori del ragazzo gli avevano detto che il vecchio ormai era decisamente e definitivamente salao, che è la peggior forma di sfortuna, e il ragazzo li aveva ubbiditi andando in un’altra barca che prese tre bei pesci nella prima settimana, ma ogni volta che vedeva il vecchio tornare a riva con lo scafo vuoto si sentiva colpevole d’averlo abbandonato.
Nel villaggio tutti dicevano che quando la mala suerte scendeva nelle reti di un vecchio pescatore, a quel pescatore non restava che salire i gradini in pietra che conducevano alla Terrazza del porticciolo e sedersi insieme agli altri salai sulle panchine che si affacciavano sul mare.
Ma il ragazzo era convinto che il tempo di sedersi sulla panchina a guardare il mare, per il vecchio, non fosse ancora giunto.
Il ragazzo era magro e aveva braccia ossute e nervose, ed era cresciuto in barca col vecchio, e considerava il vecchio come un padre. E sebbene suo padre gli avesse detto di lasciare il vecchio al suo destino, si recava ogni sera in spiaggia per aiutarlo a trasportare l’attrezzatura via dalla barca.
“Domani uscirò prima dell’ Continua a leggere→

Di questa cosa

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=Ek_RMPi9ti8]

da qui

Perché senza parole è molto meglio:
è una tortura scrivere qualcosa
che non riesce a spiegare ciò che sento.
Le dita che battono frenetiche,
sui tasti del computer, si fermano
in attesa di una luce che non viene,
perché senza parole è molto meglio,
è un’illusione scrivere qualcosa
di questa cosa che scorre veloce
e poi si arresta, pulsa come il sangue,
e grida disperata come un bimbo
restato senza madre, ride, beve,
si affaccia alla finestra come un sole
che sorge dentro casa, tra un adagio
di Mahler e un improvviso di Chopin,
vola sul pentagramma dei tuoi sogni,
perché senza parole è molto meglio
e scriverne qualcosa è una battaglia
persa, l’ultimo scontro del soldato
che lotta, lotta, e poco dopo muore.

Il Blasco secondo Ubertone

vasco rossi copertina ubertone
La storia dietro ogni canzone di Vasco Rossi

di Guido Michelone

Questo nuovo libro su Vasco Rossi fa giustizia sui tanti pregiudizi critici che ancora serpeggiano tra giornalisti e musicologi in riferimento all’artista di Zocca, il quale, a sua volta, sul piano dei riconoscimenti, oscilla in Italia da un lato in venerazione incondizionata da parte di fans irriducibili e dall’altro nei moralismi talvolta ipocriti che gli rivolgono giudicando la persona (o meglio alcune notizie talvolta storpiate) e non le componenti estetiche o socioculturali del suo patrimonio composto da 25 titoli tra singoli e album, con ben 160 proprie canzoni, senza enumerare le cover. Continua a leggere→

Non cercare

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=6mUnwB8T8_8]

da qui

Il pomeriggio del 23 agosto
finalmente è successo. Hai guardato
dentro e hai visto. Eh sì, era facile,
com’era stato scritto. L’incredibile
è avvenuto. Di tutto l’andare
su sentieri tortuosi, del soffrire
le pene dell’inferno, ci voleva tanto
ad arrivare al punto in cui perfino
un asino capisce: non cercare
altrove, è l’amore che guarisce.
Solo l’amore supera l’inverno.

‘One On One ‘di Craig Brown

one on one copertina
Una catena di 101 incontri straordinari

di Guido Michelone

Libro davvero insolito questo che il cinquantacinquenne giornalista e commediografo britannico presenta per raccontare appunto centouno incontri straordinari tra due celebri personalità novecentesche nei campi della politica, dell’arte, della scienza, della cultura in un mescolamento davvero insolito nei faccia-a-faccia che, in situazioni talvolta paradossali o imbarazzanti, mettono a dura prova il confronto, ad esempio, tra un ministro e un’attrice, un principe e un musicista, un pittore e uno scienziato, un rocker e un cantautore e via dicendo. Continua a leggere→

Gli animali domestici, di Bragi Olafsson

animali-domestici_cover

di Guido Michelone

Esce in questi giorni in Italia il romanzo che il cinquantunenne autore islandese pubblica nel 2001 con il titolo Gaelundurin. La quarta di copertina antologizza i giudizi positivissimi delle recensioni su grandi testate internazionali (Los Angeles Time, DV, Berlinke Tidende, Vogue) più la frase lapidaria del critico francese Paul La Farge (‘il romanzo più bello che ho letto quest’anno’) senza peraltro indicarne la data. Continua a leggere→

Pasta madre, di Franca Mancinelli

copertina
Nelle profondità del corpo. Un sogno e alcune note su Pasta madre di Franca Mancinelli (dalla presentazione per Fuochi sull’acqua – 29 giugno, ponte delle Gabelle, Milano)

di Alessandra Frison

L’altra notte ho fatto un sogno, forse un po’ macabro, ma che in qualche modo mi ha ricondotto al libro di Franca Mancinelli.

Stavo nuotando nel mare, quando all’improvviso sento qualcosa che mi pizzica un piede. Quando torno a riva e lo guardo mi accorgo che la pianta è tutta bucherellata. Degli strani animaletti striscianti avevano cercato di scavarsi dei nidi nel mio piede. Era una sensazione terribile ma, allo stesso tempo mi rendevo conto di come, in quel momento, percepissi il mio corpo, la sua vera profondità. Continua a leggere→

Mi chiedi

[youtube=http://m.youtube.com/watch?v=vwuJ2rYfqVM]

da qui

Mi chiedi se noi due ce la faremo,
se gli scogli a due passi dalla riva
non saranno l’ostacolo supremo
su cui fare naufragio, le paure
che frenano la corsa, sufficienti
a piegare su mete meno ardue.
Sarebbe troppo facile rispondere:
ma certo, che vuoi che sia, abbiamo Lui
che garantisce tutto, che ci guida
fin dove non sappiamo. Forse solo
questo ti dirò: che senza una sfida
così, è certo quello che perdiamo,
quello che mai più s’alzerà in volo.

Il ballo, di Irène Némirovsky

il ballo COPERTINA
Una grande Autrice tutta da (ri)-scoprire

di Guido Michelone

La recente ripubblicazione de Il ballo, uscito come Le bal in lingua francese nel 1930, già uscito in Italia prima da Feltrinelli (1989) poi da Adelphi (2005), consente di tornare nuovamente a discutere su una grande autrice tutta da scoprire, almeno nel nostro Paese, benché anche nella terra adottiva (la Francia) la piena valutazione storico-critica della Némirovsky giunga solo da una ventina d’anni in qua con la biografia redatta dalla figlia Elisabeth Gille dal titolo Mirador. Irène Némirovsky mia madre. Continua a leggere→

I titanici sforzi del Governo per creare nuovi posti di lavoro…

Notizia di oggi su la Repubblica. Con 37,5 miliardi si creerebbero 280.000 posti di lavoro…. Non bisogna essere economisti e ministri per fare qualche conto e capire che qualcosa non quadra. Con quella cifra, infatti, sarebbe possibile dare lavoro a tutti i disoccupati d’Italia che sono circa 3,5 milioni e mezzo. Una retribuzione di 1000 euro al mese per 12 mesi, per un anno. Mica noccioline! Se poi una cifra simile fosse disponibile anche nei prossimi anni (come è indubbiamente possibile), potremmo a ragione gridare al miracolo economico. Precisando che i 3,5 di beneficiari non resterebbero in casa inattivi, ma verrebbero occupati per creare sviluppo vero, attraverso progetti elaborati nei territori nei diversi settori (ambiente, agricoltura, attività produttive, bonifiche, tutela e valorizzazione dei beni culturali, infrastrutture, formazione, attività artistiche…).
Perciò la notizia è di quelle che fanno ribollire il sangue, confermando l’incompetenza, il piattume ideativo e il malaffare che continua a persistere in questo Paese, e che gente distratta, assuefatta e cieca tutti noi siamo. La notizia ci conferma inoltre che non servono cifre astronomiche per “mettere in sicurezza” i lavoratori rimasti senza lavoro e le loro famiglie. Meno di 1/7 degli introiti 2012 Irpef (versato al 90% com’è noto, dai lavoratori dipendenti e dai pensionati)! Continua a leggere→