Se potessi

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=6w2opANhfoc]

da qui

Se potessi, sai, scriverei di Dio.
Sarebbero parole come rami
d’albero, come le nuvole basse
che in agosto coprono a fatica
uno spicchio d’azzurro. Avrei soltanto
lo spazio d’un momento per fermare
l’emozione di udire la sua voce
sicura, quell’accento di rabbino
premuroso, contento di parlarti.
Da così tanto tempo ti aspettava
che non gli sembra vero. Come a te,
che scrivi, scrivi, del ramo di pioppo,
della nuvola bassa, in mezzo al cielo.

41. Fino in fondo

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=OujO3tL0iGQ]

da qui

Alla folla, ormai, sei abituato. Ti chiedi cosa fare perché possano aprire il loro cuore, e non solo stupirsi per il tuo insegnamento originale. Sai che ciascuno ha le sue difficoltà, catene che impediscono l’attuazione effettiva delle tue dottrine. Continua a leggere→

Pasquale Vitagliano, Il buio oltre il muro

Pasquale Vitagliano
di Augusto Benemeglio

1-Terlizzi , Italia.

In ogni epoca, diceva Peter Brook, il problema è quello di vivere una vita più reale, a costo di essere spietati con se stessi. E questo vale dappertutto, in ogni parte del mondo; in fondo basta che sali su una delle metro di New York, ad esempio la linea 7 delle centocinquanta etnie, odore di cipolla aglio peperoncino curry e miele, e una fermata-Itaca la trovi sempre, come Terlizzi, Italia, già Magna Grecia, dove ti attende l’Ulisse di turno, Pasquale Vitagliano, che t’accoglie alla grande nell’antica Turricium (città delle torri) bizantina. Continua a leggere→

Salva L’Anima, di Fabrizio Centofanti

Salva L'Anima
di Riccardo Ferrazzi

Federico Garcia Lorca aveva una predilezione particolare per i gitani. Da poeta, vedeva in loro il simbolo della libertà, una libertà così totale da non aver bisogno di uno scopo. Anzi, una libertà che vuole essere scopo a se stessa perché qualunque altro scopo imporrebbe delle regole, e allora dove andrebbe a finire la libertà? Continua a leggere→

Per Gianfranco Palmery

di Domenico Vuoto

Giorni fa se n’è andato in silenzio il poeta Gianfranco Palmery.

Lontano, per temperamento e scelta, dalle conventicole e convenzioni letterarie, dai clamori e dalle mode; nel silenzio, appunto, e in un riserbo orgogliosamente perseguito, si sono dispiegati i frutti di una sua appassionata attività poetica pluridecennale, dove la parola e il pensiero si affidano a una versificazione di straordinaria intensità e di esatta, musicale tensione lirica; a cominciare dalla prima breve raccolta, Mitologie, del 1981, per proseguire con L’opera della vita, Il versipelle, Sonetti domiciliari, Giardino di delizie e altre vanità, Medusa, L’io non esiste, In quattro, fino agli ultimi due libri, pubblicati da Passigli, Compassioni della mente (2011) e Corpo di scena (2013), intervallati da altra breve, bellissima, raccolta Amarezze – Madrigali e altre maniere amare (2012). Continua a leggere→

Moto perpetuo

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da qui

E’ più complesso di quanto si pensi
il meccanismo umano dell’amore:
l’intelligenza per capire il mondo,
la libertà per dire che vogliamo,
la volontà per farlo. Tutto il resto
è caos se non rispetta questo moto
perpetuo dell’essere. Se lo siamo,
invece, il marchingegno raffinato
permette di scoprire l’infinito
intreccio delle cose, il fitto tessere
di trame nel tappeto, il segno chiaro
di un Dio che non finisce di stupire.

I LIBRI DEGLI ALTRI n.51: Tutto il dolore del mondo. Lucetta Frisa, “Sonetti dolenti e balordi e altre poesie”

Lucetta Frisa, Sonetti dolenti e balordi e altre poesieTutto il dolore del mondo. Lucetta Frisa, Sonetti dolenti e balordi e altre poesie, prefazione di Francesco Marotta, Piateda (Sondrio), CFR Edizioni, 2013

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di Giuseppe Panella

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Scrive Francesco Marotta nella sua Prefazione al nuovo libro di Lucetta Frisa, in un testo intenso e ispirato, pieno di suggestioni e soprattutto arricchito da un bell’omaggio a Edmond Jabès:

“Il poeta sa che il suo canto, parto ed erede della dicibilità del mondo e della progressione razionale della voce tra le maglie di un universo che si rende decifrabile solo nella persistenza inclusiva e univoca dell’ordine e della luce, ha bisogno di sguardi altri (“occhi di un’ altra specie”) ai quali sorreggersi e dai quali lasciarsi guidare in questa catabasi fino alla dimora abissale del principio: altri occhi che parlino, attraverso lo stupore ammutolito dei suoi, la lingua umbratile delle origini, il verbo oltraggioso e inafferrabile di un panteismo apocrifo e pagano, l’alfabeto ferito e sanguinante di chi ha lungamente sperimentato il dolore, la follia, l’esclusione, l’inesistenza, la morte pur di aprire una breccia, con lo stilo, la passione e il furore del suo “grido inascoltato”, nel “silenzio di dio”. Il dolore e il lutto cercano i suoi occhi e la sua bocca, finalmente liberi dalle catene di una luce che esclude il suo rovescio simmetrico, per farsi specchio e visione, per seminare nella nudità del giorno il loro carico di spine e di memorie, la loro sete inappagata di riconciliazione“ (p. 7).

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Dall’alto e dal profondo

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=z3hiujTYNRc]

da qui

Che il cuore sia il segreto l’hai compreso;
che sia una lotta quello che richiede,
pure: la lotta strenua tra il maligno
e il Bene. Sarà quando, col coraggio
che ti viene dall’alto e dal profondo,
affonderai la spada in mezzo al petto
di quella che chiamavano la grande
prostituta, che vincerai anche l’ultima
battaglia, combattuta contro il mondo
che consuma la pelle dei tuoi sogni,
il regalo che stenti a immaginare,
il sacramento della sua presenza
che senti, più raggiante delle stelle.

Se non ora, mai più – di Marco Rovelli

Da: il manifesto

È giunto il momento di creare un nuovo soggetto politico, reticolare e libertario, che riparta dai movimenti e metta al centro dell’azione i beni comuni e i diritti
Da mesi mi chiedo come sia possibile che nessuno, in questo frangente, prenda l’iniziativa per ricostruire una sinistra che non c’è. Nelle ultime due set…timane ho letto con piacere una serie di interventi che sembrano preannunciare la ripresa di un’iniziativa. Ma adesso occorre agire. Che cosa stiamo aspettando? Siamo in una crisi radicale, senza più alcuna rappresentanza, con milioni di persone che non si riconoscono più in nulla e in nessuno, che hanno fame di una prospettiva altra da quella che ogni giorno abbiamo davanti agli occhi e sottopelle. E invece stiamo qui a baloccarci con le armi sterili della critica senza passare, non dico alla critica delle armi letteralmente intese, ma a quella forza materiale che sola può abbattere la forza materiale. Lo scorso anno ero stato coinvolto nell’esperienza di Cambiare si può , e avevo raccolto l’appello con entusiasmo, vedendolo come un’opportunità per ridar vita dalle fondamenta a un aggregato di forze e movimenti in forme inedite e all’altezza delle sfide presenti. Continua a leggere→

Giorni

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=9Q7Vr3yQYWQ]

da qui

In fondo, è la paura. Nel passato
eri stato toccato dalla grazia,
il paradiso in terra, l’emozione
di sentire la vita penetrare
in ogni nascondiglio della storia,
cambiare gli occhi e il cuore, devastare
gli avamposti residui del nemico,
indovinare la chiave di volta
che sostiene il Progetto. Poi, d’un tratto,
il panico di andare dove non sai,
di perdere la strada già battuta,
il volto noto del mondo, l’appoggio
di amicizie complici, quel sottile
piacere di passare il segno scritto
e trasgredire per il solo gusto
di farlo. Ma Tu, Signore, torni,
bussi alla porta per ricominciare,
spezzando le catene e i malefici,
ripartendo dal punto in cui t’avevo
lasciato. Sono giorni in cui del bene
ricevuto vivi. Giorni felici.

Già il dolore

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Da qui

Che cos’hai – mi domandi -, sembri strano:
c’è qualcosa che non va, me ne accorgo
dalle parole rade, dalle frasi
lasciate a metà. Sì, sono felice
che questa sofferenza non sia invano,
che tutto questo nostro abbandonarci
a un Progetto più grande ci permetta
d’indovinarci dentro, di sentire
un cambio di respiro, un solo battito
anomalo del cuore. Fosse questo
soltanto il risultato, già il dolore
si calmerebbe presto, consolato.

Peppe

[youtube=http://m.youtube.com/watch?v=sPlhKP0nZII]

da qui

Ti ho visto nella sala, tra i malati
buttati su barelle di fortuna,
tremante per carenza di respiro,
issato sul crinale dove il vento
è gelido e ti avverte che qualcosa
di grave sta accadendo. Sei riuscito
a sorridere, vincendo per l’ultima
volta la stretta di un destino noto,
da tempo. Mi hai perfino detto – come
lanciando la parola sopra un muro –
“bellezza”: da quel punto mi è sembrato
un testamento pieno di coraggio,
la prova che l’estremo tuo respiro,
nel letto d’ospedale, non si spezza.

37. Prima che arrivi l’alba

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=q_AXUI1uuug]

da qui

Sei sempre in viaggio: non è questo il senso della vita? Dall’io al tu, l’hai detto tante volte; hai cercato di spiegarlo a chi si bea del proprio ego, a chi si sente prigioniero di se stesso, a chi non vuole saperne di alzarsi e di partire. Continua a leggere→

Sherazad

[youtube=http://m.youtube.com/watch?v=y0R439gPhEE]

da qui

Chissà se i versi che ogni giorno scrivo
– come se fosse sufficiente un solo
angolo vuoto, un’assenza legittima,
la stanchezza del molto operare
in questo caldo agosto, per perdere
il filo dipanato con pazienza,
un equilibrio sempre in discussione,
l’incanto di saperci in sintonia
con la lunghezza d’onda del respiro
di Dio – potranno prolungare ancora
Il canto dell’altezza, la poesia
che inonda di pienezza la ragione.

I LIBRI DEGLI ALTRI n.50: Variazioni (gustose) sul mondo antico e sulla loro necessaria quotidianità. Letizia Lanza, “Ludi, ghiribizzi e varie golosi”, “La verità e il mito. Trittico muliebre”, “, Variazioni omeriche (e anguillesche)”

Letizia Lanza, Ludi, ghiribizzi e varie golositàLetizia Lanza, La verità e il mito. Trittico muliebreLetizia Lanza, Variazioni omeriche (e anguillesche)Variazioni (gustose) sul mondo antico e sulla loro necessaria quotidianità. Letizia Lanza, Ludi, ghiribizzi e varie golosità, Venezia, Supernova Edizioni, 2005; Letizia Lanza, La verità e il mito. Trittico muliebre, premessa di Tiziana Agostini, Venezia, Supernova Edizioni, 2010; Letizia Lanza, Variazioni omeriche (e anguillesche), Venezia, Supernova edizioni, 2011

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di Giuseppe Panella

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L’interesse di Letizia Lanza per la cultura e la letteratura del mondo antico non è recente: fin dagli studi universitari di Lettere Classiche presso l’Università di Padova (poi perfezionati presso quella di Urbino), il mondo greco e latino sono stati al centro della sua abbondante e feconda ricerca critica. La raccolta di saggi del 2005, Ludi, ghiribizzi e varie golosità, rievoca fin dal titolo quelle Stravaganze letterarie e filologiche che Giorgio Pasquali aveva pubblicate fino alla morte parallalemente ai suoi preziosi studi filologici. In questo volume, prezioso per erudizione e per impegno di scrittura, non solo vengono rievocate e descritte pagine importanti della letteratura greca relative al cibo e alla sua preparazione ma viene introdotto un tema, quello del vino in relazione alla poesia, noto da tempo ma di cui solo ora si è riscoperta la fondamentale importanza per la conoscenza del mondo culturale dei “nostri antenati” (per dirla con un titolo caro a Italo Calvino).

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Un grido

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Non è così difficile, a pensarci,
anzi, sarebbe sufficiente fare
come quando si parte e non c’è verso
di fermare la corsa, di arrestare il vento
che senti scatenarsi dall’interno,
come un invito a credere nel volo.
Va bene, dici, ci provo di nuovo,
perché è impossibile salpare senza
quest’atto di fiducia, l’intenzione
di andare dove vuole Chi ne sa
più di noi senza farlo mai pesare,
arroventando il fondo del tuo cuore,
accarezzando l’ultima emozione
che strappa un grido di felicità.