Casa

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da qui

Di notte, qui, c’è gente dappertutto:
bambini che s’inseguono, signore
in calzoncini corti che passeggiano,
le case illuminate, che nascondono
la vita che si cerca,
l’attesa di qualcosa che non torna.
Di sotto, il mare, ritma il suo respiro
lento. Per me, che scrivo
accanto al lampioncino della piazza,
è una presenza amica:
degli altri non so nulla;
le famiglie, che sciamano confuse
coi rumori di tazze e di bicchieri,
sono il mondo di fuori;
ma il mare, il mare, è il mio respiro lento,
il patto che ora stringo con il tempo
per ritrovare ancora, in questa sera,
un senso, la memoria che ogni volta
diventa casa, luce,
la mia famiglia vera.

“Chi è Jo Spatacchia?”

Disponibile adesso online Chi è Jo Spatacchia? (Who’s Jo Spatacchia?), storia a puntate in italiano e in inglese di Vieri Tommasi Candidi, con contenuti grafici e musicali, scaricabile anche su supporti come Tablet e iPhone. Traduzione in inglese a cura di Giovanni Agnoloni. Il sito è www.jospatacchia.com.

La presentazione ufficiale è in programma a Firenze presso Le Murate – Caffè Letterario, il 10 luglio alle 19,30.

da www.jospatacchia.com

Gocce, di Paolo Labombarda

di Augusto Benemeglio (*)

Gocce d’inchiostro

A differenza di “Venti di Grecale”, il primo romanzo di Paolo Labombarda , che era il libro della memoria , il libro degli incroci con la storia , il libro “necessario”, suggerito dall’incontro con i fantasmi del suo passato , questo suo secondo libro di racconti, “Gocce” , Albatros edizioni, 2011, è invece basato sulla scrittura , sull’amore senza limiti per la difficile arte che è la scrittura . Sono gocce di misteri, di cuore di donna, d’ironia, gocce d’alba, di pastori e di cani abruzzesi , fiamme verdi, prati gialli , gocce di rami e lettere , dove il sole beve l’ombra fra i muri di pietra innalzati dalla memoria. Continua a leggere→

7. Questa volta

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da qui

Ogni volta che ci vieni hai un tuffo al cuore: ti ricordi degli anni passati in seminario, la prigione dei sogni, o forse no: aspettavi sempre, alla finestra, che apparisse la luna; solo lei ti ricordava ciò per cui vale la pena vivere e morire. Quanto tempo sei restato chiuso tra il palazzo dei canonici e l’Università lateranense? Continua a leggere→

6. Vuole dirti qualcosa

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da qui

Ti hanno fatto entrare: non sai perché, non sai mai nulla, in questi casi; ti lasci spingere dalla corrente, sei convinto che ne sappia più di te. Forse hanno notato il colletto, o creduto che fossi il fidanzato, oppure, a volte, accadono miracoli che nessuno può spiegare. Sei in coma pure tu nella sala di rianimazione, dove tutto ha un senso preciso proprio quando di senso ne è rimasto poco, negli uomini intubati, nelle donne con lo sguardo fisso nel nulla. Continua a leggere→

Wikipedia, la precisione delle fonti e lo scrivere libri contemporaneo

di: Guido Tedoldi

Un paio di idee ispirate da «Quando il comunismo finì a tavola», romanzo di Fernando Coratelli, Caratteri Mobili, 2011, pp. 125, € 13,00

Una recensione di questo libro è già comparsa qui su LaPoesiaELoSpirito – lo scorso 2 aprile a firma di Franz Krauspenhaar. In quella sede Franz ha parlato soprattutto del valore letterario del racconto su cui si basa il libro, cioè quello dei 33 anni trascorsi in Italia tra il 1978 e i giorni nostri, ovvero tra il rapimento di Aldo Moro in un periodo in cui c’era ancora il partito comunista, e l’affogare del 4° governo Berlusconi, in un periodo in cui il partito comunista non c’era più dopo aver cambiato nome diverse volte.

Coratelli però non ha parlato soltanto di politica. Ha messo in evidenza un’altra trasformazione avvenuta tra la fine del XX e l’inizio del XXI secolo: quella ispirata dalla Wikipedia riguardo il valore della precisione. Niente più incertezze, niente più ricordi vaghi, tutta precisione chirurgica resa possibile dai nuovi strumenti informatici.

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Premio La Rosa d’Eventi – Isola d’Ustica

I finalisti e il vincitore della prima edizione “La Rosa d’Eventi – Isola d’Ustica” sezione poesia sono

Femminimondo, Alessandra Carnaroli, Polìmata 2011

Sequenze di vento, Giorgio Bonacini, Le voci della Luna Poesia 2011

Le stanze del sale, Patrizia Dughero, Le voci della Luna Poesia 2010

Spiragli, Francesco Scaramozzino, Edizioni Orizzonti Meridionali 2010

il vincitore è

La divisione della gioia, Italo Testa, Transeuropa, 2010 Continua a leggere→

4. Dintorni

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da qui

Per quanto tempo ha squillato il telefono? E’ in momenti come questi che scopri la tua ansia: perché non risponde? Che sarà successo? Pensi alle evenienze più terribili, poi ti dici no, sono paure che arrivano da chissà dove, dai traumi di bambino, dalla carica emotiva di un passato sprofondato nell’oblio. Continua a leggere→

I LIBRI DEGLI ALTRI n.7: La canzone amara della metropoli e la danza della morte senza senso. Marilù Oliva, “¡ Tú la pagaras !”

La canzone amara della metropoli e la danza della morte senza senso. Marilù Oliva, ¡ Tú la pagaras !, Roma, Elliot, 2010

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di Giuseppe Panella*


«Mi arrivano, dallo stereo dell’automobile, le parole di una salsa che ho cantato allo sfinimento: tú la pagarás tú la pagarás, tú la pagarás en la vida tú la pagarás, mal agradecida. Tu la pagherai. La canzone mia e di Thomás. La canzone senza senso, machista e puritana, che relama una vendetta d’amore per il maschio che è stato abbandonato» (p. 205).

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I quattro eurofalsi


Da MICROMEGA

Di Sergio Cesaratto, Emiliano Brancaccio, Antonella Stirati e Claudio Gnesutta, da Left-Avvenimenti, 23 giugno 2012

Quattro economisti italiani smontano i quattro più importanti “luoghi comuni” che riempiono le pagine dei giornali, nei giorni precedenti al vertice di Bruxelles del 28 e 29 giugno, nel quale si deciderà il futuro dell’Europa. Tesi economiche ripetute come un mantra, eppure false sul piano teorico ed empirico. Quattro economisti “critici” ci spiegano perché le tesi fondamentali dell’economia neoliberista non sono la soluzione, ma il problema.

1. Per salvare l’euro serve un’Europa politica basata sull’austerity? NO.

di Sergio Cesaratto

Assolutamente no se per Europa politica si intende ciò che ha più volte ripetuto Angela Merkel. L’Europa che ella prefigura è assai inquietante: una definitiva espropriazione della libertà democratica dei cittadini sulle decisioni in materia di bilancio, accentrate a Bruxelles. In cambio la Germania propone un “fondo di redenzione” in cui i Paesi metterebbero in comune il debito eccedente il fatidico 60 per cento del Pil, impegnandosi a restituirlo in una ventina d’anni. Null’altro che un rafforzamento del cosiddetto fiscal compact già imposto da Berlino: due decenni di austerità assicurata in una Europa divisa fra ricchi e poveri. È questa una prospettiva inaccettabile e disastrosa. Più Europa servirebbe, invece, se l’obiettivo fosse quello di assicurare la crescita delle aree più svantaggiate. Qualsiasi soluzione deve rispondere al problema alla base della crisi: la moneta unica ha aggravato i differenziali di competitività fra le economie europee deboli e forti. Continua a leggere→

3. Dentro una storia

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da qui

Una volta mi veniva così, di getto, come suonare al pianoforte. Vedevo immagini e sbocciavano parole, come l’erbaccia nel giardino, che il vecchio giardiniere non fa in tempo a estirpare e subito spunta più robusta e indomabile di prima. Continua a leggere→

Provocazione in forma d’apologo 223

Tempo fa una scampanellata imperiosa a un’ora insolita mi ha fatto correre alla porta. Avendo ricevuto come risposta al mio “Chi è?” un bofonchio incomprensibile ho comunque aperto, e senza chiedere permesso è entrato un tale che, come conoscesse già l’appartamento, è subito andato in salotto dove si è sprofondato sul divano, guardando poi verso di me con un sorriso furbo.
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1. Fuori luogo

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da qui

E’ la prima volta che lo noti: un inciampo, una perdita di ritmo; come se le dita, all’improvviso, non rispondessero più come una volta, fossero gambe claudicanti che arrancano su una scala a gradini bianchi e neri. Dovresti parlare col medico, confidargli subito il sospetto. Continua a leggere→

Nel fare poetico di Gianmario Lucini. “Monologo del dittatore”

Nel fare poetico di Gianmario Lucini. Monologo del dittatore, Edizioni CFR, 2012 , pp. 104, € 12,00

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di Antonino Contiliano

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Una scrittura poetica che si misura con la storia e ne fa materia di elocuzione lirica con l’insieme del parco ideo–logico che denota e connota il suo esser-ci – pur nella circolarità dell’“eterno ritorno” (nietzschiano) riformulato con l’immagine calviniana rivisitata (“un viaggiatore invisibile / […] / che […] / si trovi a vivere diversi istanti // nel medesimo luogo – dove nel futuro / saranno altre presenze / indifferenti –.”, Racconto, p. 9) – non può essere letta che epicamente straniante. Epica in quanto parola che racconta l’accaduto e il travaglio dell’accordare l’empirico e il razionale, la prassi e l’ideale; epica anche nel senso di una produzione poetica che, ponendosi quale punto di vista straniante che separa e distanzia la veduta, costantemente tuttavia relaziona tra loro gli elementi costituenti la strutturazione linguistica che simboleggiandola la mima.

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99. Il cerchio

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da qui

La piazza è perfetta per uno spettacolo del genere: un cerchio circondato da palazzi d’epoca, infarcito di ristoranti e bar coi tavolini che raggiungono quasi il bordo estremo dello stretto marciapiede. Le auto scorrono lente, incuriosite dalle luci intense e dalla musica che culla in una nenia dolce le orecchie rapite degli astanti. E’ questo lo scenario in cui il romanzo raggiunge, finalmente, la sua meta. Continua a leggere→