Lettera ai poeti (che erano bimbi nell’estate dell’80)

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di Alessandro Seri

Cari poeti che comparite in questo spazio virtuale dove discutere di poesia e tanto altro, nel 1980 avevo nove anni e mi fa persino effetto scriverlo perché con una certa immodestia intima mi vedo sensibile allora forse più che oggi solo che quello era il tempo dell’ascolto, il tempo in cui le antenne erano puntate ed impegnate nell’intercettare il mondo dal quale volevo imparare. Ascoltavo i grandi litigare, programmare le loro vite e tanta televisione che tra un cartone animato e un telefilm mi lasciava ascoltare i fatti.

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Patrizia Bianchi, La murata e altre cose.

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Non si distinguono più la lingua e l’occhio bello. Ora la luce è dall’altra parte: non più sulla tavola, tra le pagine del libro, che è ancora aperto. Non hai faccia, nella mia direzione! *Non hai faccia!* Sei straniero. Se vuoi, ti do da bere, anche se aspetti altro. Senti, senti il profumo che vìola le stanze. E le piccole cose stanno lì, sul divano vecchio, tra sedia e sedia. Solo ai miei gatti permetto di salire – i gatti sono assorti. Non aspettarti nulla, dico. Non aspettarmi, se ti dico che torno. Voglio perderti. *Vuoi perdermi*.

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Zanzotto e il calzolaio

Tutto un giorno piantato nel corpo senza essere raggiunto da nessuno. Primo pomeriggio con stomaco pieno d’ansia e di cioccolata. Due telefonate. La prima con scrittore irpino, la seconda con scrittore milanese. Dopo le due telefonate: faccia bollente, nervi aggrovigliati, voglia di uscire a prendere aria. Incontro dopo un po’ di passi nel grigiore del paese nuovo un vecchio calzolaio. Continua a leggere→

DIMENSIONI SPIRITUALI DELLA CRISI AMBIENTALE

di Seyyed Hossein Nasr

(Da: The Ecologist)

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L’umanità moderna ha abbandonato quello che è sempre stato un principio fondamentale delle concezioni tradizionali del mondo. Il Tao dell’antica Cina, il r’ta e il dharma delle tradizioni indù e buddhista, il nomos degli antichi greci, la shari’ah del mondo islamico – tutti questi differenti concetti designano la stessa realtà. Essi, infatti, si riferiscono all’“ordine” che governa l’umanità e la natura, da cui deriva il termine moderno cosmos che significa letteralmente sia ordine che bellezza. Così, nomos in greco non designava soltanto le leggi che reggono i movimenti dei pianeti, ma anche le leggi che reggono la vita umana, e dunque le leggi secondo le quali il saggio dovrebbe vivere.
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Intervista a Placido Di Stefano, autore di Amami ( PeQuod ). di Manuela Anna Greco

Il romanzo si apre con un prigioniero. Un uomo legato ad un letto, incerottato, terrorizzato, nudo. Vulnerabile, solo con se stesso e con il proprio carnefice, nell’opprimente calura estiva di una squallida serata milanese. E’ l’Io che narra. – perché hai scelto di raccontare questa storia in prima persona? Tecnica narrativa o “scrittura di pancia”? – E’ un connubio tra le due cose. Scrivendo in prima persona potevo entrare meglio nella testa del protagonista. Potevo manovrare il suo agire. Conoscere a fondo il suo modo di pensare. La tecnica narrativa c’entra. Ma c’entra anche la scrittura di pancia. Nel senso che mi piace pensare alla scrittura come a una cosa artistica, dove lo scrittore può creare un mondo parallelo, dove può dare sfogo a tutta la sua parte emozionale. Una volta scrivendo a una mia amica poetessa un mio concetto sulla scrittura le dissi che volevo considerare il fatto di creare delle frasi (frasi che poi formano racconti romanzi etc.) che avessero una compiutezza non solo di significato narrativo, ma anche di significato artistico. Continua a leggere→

La Morte del Cigno, ovvero Fuggitiva Bellezza

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Di Fabrizio Corselli

«Più tranquilla è la positura del corpo e più esso è atto ad esprimere il vero carattere dell’anima: in tutte quelle posizioni che troppo si discostano dalla tranquillità, l’anima non è nella condizione che le è più propria, ma in uno stato di violenza e di costrizione. L’anima si conosce e si caratterizza maggiormente nelle passioni violente; grande però e nobile lo è solo nello stato dell’unità, della tranquillità».( Johann Joackim Winckelmann, Pensieri sull’Imitazione, a cura di Michele Cometa, Palermo, Aesthetica Edizioni, 2001, p.38) Continua a leggere→

Lo spettacolo continua, aspettando Sanremo.

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di Stefania Nardini

Intercettazioni sulle collusioni tra politica e mafia, processi mediatici, candidati ai reality: dove va l’Italia?

Un pugno di metri quadri davanti al portone del Tribunale di Como. Una piazza che non aveva mai visto tanta folla, tante telecamere, tanti giornalisti, circa duecento, ammassarsi per celebrare un evento mediatico: il processo di Erba. In aula i coniugi Romano, Olindo e Rosa Bazzi, accusati dell’omicidio di Raffaella Castagna, del figlio Yousef, di Paola Galli (nonna del bimbo) e Valeria Cherubini. Presente Azouz Marzouk e la famiglia Castagna.

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Quel bisogno di consolazione – di Nadia Agustoni

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Un film, la boxe e la poesia.

Il Palio del 16 agosto del 1957 vide tra i fantini la presenza di una donna, Rosanna Bonelli, giovane senese di padre illustre. Figlia di uno stimato scrittore di Siena (1), la Bonelli non era immune, come è da sempre per i suoi concittadini, dalla passione contradaiola e aveva in sovrappiù quella di cavallerizza. Continua a leggere→

Nota non noiosa sullo “Spirito” (a sessant’anni dalla Costituzione italiana)

di Beppe Sebaste

pubblicato Qui

Non so se avete visto in giro che c’è l’anniversario, il sessantesimo, della Costituzione italiana. L’Unità, versione online, ha riproposto degli articoli usciti qualche anno fa, in tempi di vistose minacce e revisionismi (secondo governo Berlusconi) in realtà mai sopiti, e anzi in parte introiettati dalla sinistra. Un degli interventi lo firmai io, e lo ripropongo linkato. Io mi occupai dell’articolo 8, sulla religione e la libertà dei culti (ancora molto attuale), anche se nella titolazione sembra riguardare solo l’articolo 4. Continua a leggere→

NON E’ CHE UN LIBRO

Non è che un libro, un vecchio libro.
Ha ben 54 anni.
Se fosse un uomo avrebbe un’età ancora giovane e possibile.
Se fosse una donna avrebbe forse un’età da bilancio.
Poiché è un libro ha un’età da considerare, ma non notevole.
Non si parla ancora di antichità, per un libro. Non c’è, nel mezzo, tra la sua nascita e l’attualità, tanto tempo da evocare secoli fumosi e nebulose temporali.
Questo libro è solo vecchio e i suoi anni li dimostra tutti. Continua a leggere→

22 febbraio serata-spettacolo

Cari amici, siete invitati a una serata-spettacolo in memoria di mia madre. Venerdì 22 febbraio a Milano, nello scenario bello e caloroso di Villa Pallavicini, via Meucci 3, ore 20.45.
Nella prima parte il reading di Anna Lamberti-Bocconi; nella seconda, le canzoni del potente Alessio Lega (www.alessiolega.it) e dell’altrettanto potente Isa (www.nonsoloisa.it), accompagnati dalla valentìa chitarristica di Silvia Starnini. E così saranno musica, voci e parole che vi colpiranno: l’amore risponderà alla morte come sa.
L’ingresso è libero, a sottoscrizione volontaria. Il ricavato andrà all’AIDO (Associazione Italiana Donatori di Organi).
Vi aspetto numerosi.
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Quarta Lezione

Esiste un’altra modalità di uso del narratore in terza persona singolare che viene chiamata terza persona limitata o immersa. La caratteristica dominante nell’uso del narratore in terza persona limitata consiste nel raccontare senza mai allontanarsi, staccarsi dal narratore usato in terza persona singolare. Il narratore parla in terza persona ma è come se agisse in prima persona. Tutto viene raccontato dal punto di vista di ciò che vede e sente e pensa il narratore, solo che invece di dire io (prima persona singolare) si descrive in terza persona singolare.
Questo significa che non si può mai abbandonare il narratore, che il passaggio da una panoramica ad un altro quadro dell’azione in corso, deve sempre prevedere la “presenza” del narratore, e deve quindi giustificare sempre quello che si va a raccontare come visto e sentito dal narratore. Lo scrittore in questo caso fa sua la lingua del narratore protagonista e ogni cosa deve svolgersi secondo il punto di vista e il linguaggio o lessico del personaggio protagonista.Il narratore, quindi, rimane fuori dai personaggi, e segue solo uno di loro che se ne va in giro a raccontarci ciò che ha visto, sentito e pensa.
Il narratore non può entrare nella testa dei personaggi che incontra, non è un narratore onniscente, può solo conoscere dal di dentro il pensiero del protagonista al quale è incollato e che non lascia mai. Uno dei più comuni errori dettati dall’inesperienza nello scrivere è l’incoerenza che può risultare da un manipolazione errata del punto di vista. Continua a leggere→

Altri libertini (Scuola di poesia, 7), di Massimo Sannelli

1. E *ora*, lettore? Tre esempi. Puoi accettarli e rifiutarli. Io non sono né il padrone né il servo di questi esempi: ho solo cercato di ascoltarli, perché hanno [o sono] il quadrato che *amo* [Potenza Inusualità Maestà Furore] e le condizioni necessarie per restare [ritmo coerenza totalità musica leggerezza profondità]. E poi: le proprietà di un suono sono ancora, e sempre, le stesse: altezza durata intensità timbro. Anche la tua voce è suono. E anche la tua voce deve cantare. Dunque *anche* il testo, che – se consideri *magistrale* madonna Dickinson – inizia a vivere quando è detto: il giorno in cui la parola è pronunciata, con un’espirazione [che senti – meraviglia dei miei piccoli a scuola – se poni le dita davanti alla bocca, quando parli]. Senza fiato, nessuna voce. E chi non ha fiato – è *spirato*, e tace.
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Elefante

di Emanuele Kraushaar

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Mi è incominciata a spuntare una strana protuberanza dalla faccia. Una proboscide che mi sta coprendo il naso. Sono due mesi che ho questa cosa che cresce e l’ultima volta che sono uscito di casa ho anche spaventato della gente.
Era la settimana scorsa che tre ragazzini ai giardini hanno preso a fissarmi impalliditi. E poi sono corsi via.
Sono stato da uno psichiatra, ma quello dice che non ho niente. Che mi curerà.
Adesso però sto nella crisi più nera. E lo chiamo solo per telefono.
Mi dice che tra qualche seduta telefonica mi farà riuscire di casa. Mi ha ordinato di guardarmi allo specchio ogni ora, per vedere che non ho nessuna proboscide.
Ma, come gli ho detto, da qualche giorno ho rotto tutti gli specchi, perché ho paura.
Solo da ieri notte ho iniziato a barrire e non riesco più a parlare.
Così ho deciso di non chiamare più lo psichiatra, perché tanto sarebbe impossibile farmi capire.

Fiesta!

Tempo fa, due amici mi hanno suggerito di scrivere un libro sulla tauromachia, una specie di romanzo-saggio. Mi sono sentito lusingato. Ma è un bel problema. Un libro così l’ha già scritto Hemingway (hai detto niente!): si intitola “Morte nel pomeriggio”. Senza contare che lo stesso Hemingway ha scritto di tori anche in “Fiesta”, in alcuni racconti, nelle pagine migliori di “Per chi suona la campana”, ecc. ecc. E poi in lingua spagnola c’è di tutto: c’è l’opera enciclopedica di Cossio, lapidariamente intitolata “Los Toros”, e ci sono centinaia di libri che coprono tutta la gamma dal manualistico al letterario, fino al famigerato “Sangue e arena” di Blasco Ibañez, capolavoro del genere strappalacrime. Insomma, per scrivere un libro sui tori dovrei dare alla materia un taglio diverso, ma non so proprio dove andare a cercarlo. Però ammetto che mi piacerebbe provarci. Mi piacerebbe davvero.

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