6 febbraio: Giornata internazionale contro le mutilazioni genitali

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Lo so. Mi rendo conto di essere in ritardo di un giorno, ma il mio lavoro e una serie di altri impegni professionali sempre più pressanti mi tolgono anche il tempo per respirare. Però ci tengo a rilanciare la seguente notizia, comparsa ieri in un articolo del Corriere della Sera: la UE ha ricordato che il 6 febbraio è la giornata internazionale della “tolleranza zero” nei confronti delle mutilazioni sessuali. È un argomento al quale sono particolarmente sensibile: questo blog ha ospitato anche un mio racconto sul tema dell’infibulazione.

L’immagine a sinistra è un dipinto di Magritte, dal titolo Lo stupro.

L’UOMO E I SUOI RITI di Valter Binaghi

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Dedico questo testo a Mario Pandiani, perchè nasce come riflessione a margine di un suo precedente intervento su LPELS

In un thread precedente, (una polemica sulla realtà storica di Gesù Cristo e le eventuali manipolazioni fattene dalla tradizione ecclesiastica), Mario Pandiani ha scritto:
“Io penso che la vera ricerca storica, effettuata con criteri di rigore filologico e antropologico che potrebbe dare dei risultati realmente interessanti oltre a ristabilire alcuni punti fermi sulla natura stessa della chiesa e delle sue espressioni dogmatiche, sarebbe lo studio approfondito della liturgia. Perchè? perchè nella forma liturgica trovano posto i fondamenti e l’economia della vita cristiana. E soprattutto è con le riforme liturgiche che si sono operate le modificazioni più profonde e anche più dolorose all’interno della chiesa, perchè è dalla vita liturgica che la chiesa trae la sua stessa vita e non dall’esegesi dei testi, non è infatti con la Bibbia che si fa una chiesa.”
Vorrei provare a dare a queste parole un senso più esteso, mostrando come ciò che Pandiani dice del cristianesimo vale per l’insieme delle culture umane, a prescindere dalla fede religiosa o dagli ideali civili che le dominano.
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Genesi di uno scrittore

La genesi di un atto di espressione è un processo di estrazione, uno spremere fuori. Niente viene estratto se non da una materia originariamente grezza. L’uomo di norma dà figure nuove a cose che ha sottomano. Allora fare un’opera è il far breccia di uomo verso se stesso. E’ esatto ciò che ci dice il Sohar: il libro è infisso, in fondo a una caverna, in una fessura nella roccia. E ci si è infissi anche noi. Si entra ora nel purgatoriale mare di fuoco, fretum febris avanti l’alba, nel tempo onirico prima del carnevale.

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Visioni sulla banalità del crimine

di Mauro Baldrati

sogni-e-delitti.jpgContinua l’originale cammino di Woody Allen negli stili e nei drammi del noir. L’ultimo atto della trilogia inglese, Cassandra’s dream, tradotto in italiano in Sogni e delitti (i primi due sono Match point e Scoop) ha raccolto opinioni contrastanti, come sempre accade, del resto, con WA. La trama è già stata abbondantemente trascritta su web e giornali, pertanto credo di non svelare nulla se la illustro brevemente anche qui: due fratelli, interpretati da Colin Farrell e Ewan Mc Gregor, trascinano esistenze diverse, ma ugualmente insoddisfacenti: il primo lavora come operaio in un’autofficina, ma ha il demone del gioco; il secondo gestisce col padre un ristorante in difficoltà, ma sogna di emigrare in California a investire negli alberghi, diventare un uomo d’affari di successo, pieno di soldi e auto sportive; come il mitico zio, fratello della madre (e da lei continuamente osannato, in presenza del marito che invece non ha combinato granché), che viaggia per il mondo ed è un gran signore.
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Le reliquie della scienza, di Francesca E. Magni.

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Scienza, religione, tutta umanità, nient’altro che umanità. Percorro le pagine di saggi scientifici medio alti sia per numero di pagine sia in quanto ad argomento e finalità e scopro che anche i musei della scienza esibiscono le proprie reliquie.

Iniziamo con il dito di Galileo. Sì, il dito medio della mano destra, conservato all’Istituto e Museo di storia della scienza di Firenze [http://brunelleschi.imss.fi.it/museum/isim.asp?c=404010]. È accompagnato dalla nobile ode di Tommaso Perelli (1704-1783) posta nella base di alabastro della teca:

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Il silenzio dell’innocente, di Gaja Cenciarelli

clarice_gaja.jpg[Mi sono decisa a postare questo divertissement perché non si dica poi che scrivo sempre cose pesaaaaanti, tristi, cervellotiche (agh: qualcuno lo ha detto? Non voglio saperlo. Sì, è vero: da me me la canto e da me me la suono). Anyway: tutto quello che leggerete qui sotto è assolutamente vero. E mi è successo una settimana prima di alcune consegne importanti – la traduzione di tre romanzi che dovevo inviare di lì a sette giorni – e nel momento più convulso dell’editing di un libro che sarebbe stato pubblicato da vibrisselibri. Non so bene come io ne sia uscita viva, ma è certo che quel periodo ha segnato irrimediabilmente il mio equilibrio psichico, d’altra parte già compromesso, come chiunque mi conosca ben sa. Siate pietosi, cari lettori: sono solo una scribacchina.]

Cinquantacinque minuti di attesa al telefono la prima volta che ho tentato di parlare con il servizio assistenza della wind.
“Ma signora, è un semplicissimo disservizio”, mi ha detto l’operatrice. “In fondo sono solo due ore che non ha l’adsl”.
“SOLO due ore?” Mi si sono svelati i misteri dei raptus che portano all’omicidio. “Ma lei lo sa che io lavoro tutti i sabati e le domeniche, per non parlare dei giorni infrasettimanali, fino a mezzanotte?”
“…”
“Ma lei lo sa che io ho tre romanzi da consegnare entro il 31 gennaio? TRE, DICASI TRE, libri le cui traduzioni aspettano di essere completate?”
“…”
“Segnali il guasto all’assistenza tecnica, almeno…” (petulavo io)
“No. Ci deve richiamare, staccare tutte le spine, e telefonare dal cellulare. Altrimenti non possiamo fare i test sulla sua linea e non possiamo aprire la segnalazione di guasto”.
“ALTRI CINQUANTACINQUE MINUTI AL TELEFONO?”
“Se è fortunata saranno di meno”. Continua a leggere→

Spoglie di biscotti, di Sabrina Campolongo

biscotti.jpg Mi hai portato dei biscotti.

Sono senza burro senza zucchero senza uova senza conservanti senza coloranti senza grassi vegetali idrogenati, hai detto.

Ti ho guardato. Hai abbassato lo sguardo.

Non ti faranno ingrassare, hai detto, la testa bassa e un mezzo sorriso.

Ti ho mai detto che sono a dieta? mi domando.

Hai voglia di fare due passi? mi domandi, tendendomi la mano.

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La strada

Cormac McCarthy è l’autore di Meridiano di sangue, probabilmente il capolavoro della letteratura mondiale nella seconda metà del Novecento. I suoi altri esiti letterari sono stati altalenanti e vanno dallo stupendo manierismo di Cavalli selvaggi al barocchismo di Oltre il confine, passando per romanzi non altrettanto riusciti.
Qualcuno ha rilevato nella traiettoria di McCarthy un andamento simile a quello di Hemingway, rivelatosi con Fiesta (romanzo d’avanguardia, quasi senza trama, quasi sperimentale) e poi caduto in una narrativa compiacente, tesa al sentimentalismo e all’effetto come in Il vecchio e il mare. Nello sviluppo della narrativa di McCarthy La strada avrebbe la stessa funzione. Continua a leggere→

Il palco è nudo, di Chiara Daino.

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Il palco è nudo. E *c’era una volta un re che disse alla sua serva*: «raccontami una storia». E la storia incominciò. E la Storia si ripete: la *solita*. La solfa che odora di zolfo: «l’Arte è morta!». Premesso che – *morire è un’Arte* – , che è molto, troppo comodo – per molti, troppi – accettare e subire: *rebus sic stantibus* [e rivendicare lo *status* e rimpiangere *lo status quo*].

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L’identità e le differenze

l’ ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA PER I PAESI BASSI
e FORUM Associazione Italiana

Ti invitano

Sabato, 16 febbraio alle ore 16,30

presso la sede dell’Istituto
( Keizersgracht, 564 – 1017 EM Amsterdam)

ad una conferenza di
Giulio Milani e Marco Rovelli
dal titolo

L’identità e le differenze.

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Tradurre la poesia del Novecento di Giuseppe Panella

di Giuseppe Panella

A proposito di Traduzione e poesia nell’Europa del Novecento, a cura di Anna Dolfi, Roma, Bulzoni, 2004, pp. 862

«Le teorie della traduzione possiedono ormai una tradizione di studi ben salda; lo stesso si può dire delle teorie dell’interpretazione. Anzi, c’è da chiedersi se l’interesse per quell'”interprete”, che appare coinvolto in ruoli diversi: più “alto” nelle varie teorie dell’interpretazione (e dell’ermeneutica), più “basso”, pratico, legato quasi alla performance dell’oralità – nell’esercizio dell’interpretariato – e in quello pratico sui testi, non abbia finito per portare su troppe piste lo stesso traduttore. Continua a leggere→

ANCHE GLI ITALIANI SONO CAPACI DI SCRIVERE STORIE

di: Guido Tedoldi

Recensione a «I nomi sacri», romanzo di Riccardo Ferrazzi, edito in internet da Vibrisse Libri, 2007, pp. 127 (nel file pdf), scaricabile gratuitamente dal sito web www.vibrisselibri.net.

Nei confronti di questo romanzo per me c’è stato un prima, in parte composto da pregiudizi, e un dopo, in cui ho dovuto passare qualche giorno a respirare forte per ritrovare il mio ritmo personale di fiato.
Nel mezzo, mentre era in corso la lettura, ero in apnea e tutto preso a capire come sarebbe andata a finire la vicenda di questo funzionario che fa avanti e indietro tra l’Italia e la Mitteleuropa, che incontra donne che hanno quasi sempre nomi di 5 lettere e guidano quasi sempre macchine dalla targa probabilmente tedesca (ma non si capisce bene perché a coglierla è sempre la coda dell’occhio, con tutte le sue imprecisioni). Per non parlare di tutte quelle persone potenti, tra cui l’erede dell’impero romano d’oriente e capitani d’industria che credono in altre forze oltre a quella del denaro. Continua a leggere→