Zen poesia dada

di Loris Pattuelli

takahashi.jpgZen e dada sono due cose che stanno bene insieme. Non pensi anche tu, caro lettore, che con un incipit del genere potremmo incominciare a volare come gli aeroplani? Oggi vorrei parlare di Shinkichi Takahashi, un poeta che non dovrebbe mai mancare sul comodino di tutti quelli che amano “prender fischi per fiaschi”. Qualche cenno biografico? Dadaista da giovane, poeta zen da vecchio. E questo è tutto. Volendo fare i pignoli, si potrebbero aggiungere alcuni mesi di galera come anarchico e la bellezza di diciassette anni presso il Tempio Shogenji Rinzai di Tokyo. Secondo me, questo basta e avanza per un piacevole fraintendimento. Io, per esempio, fregandomene delle precisazioni dell’autore, mi sono sempre divertito a pensare che zen, dada, poesia e anarchia fossero una specie di Fab Four, o di punti cardinali, o di elementi primordiali, eccetera.
Fatica sprecata? Può darsi, ma non sempre e non a prescindere. Come diceva Lèo Ferré, la lucidità è qualche cosa da conservare soltanto nelle mutande.
Continua a leggere→

Di Myanmar non si parla più, di Antonio Consoli.

myanmar.jpg

Ma sono oltre settecento le persone prigioniere delle carceri birmane.

Min Ko Naing è un attivista pro-democrazia. E’ uno dei pochi coraggiosi che ad agosto ha sfidato il regime e ha contribuito a far scendere in piazza migliaia e migliaia di birmani, compresi i monaci buddisti il cui abito rosso è diventato simbolo della lotta all’oppressione.

Continua a leggere→

DRIN di Valter Binaghi

TESTO PER UNA CANZONE MAI SCRITTA

telefonino cesso

Drin. Fuori dal parcheggio
Drin. Anche in autostrada
Drin. E perfino in ufficio se lo vuoi
Drin. Cellulare ultrapotente
Drin. Socialmente intrigante
Drin. Una lapide alla solitudine
Drin. Se non posso parlare
Drin. Lasciami un messaggio
Drin, La faccina che mi dice come stai
Continua a leggere→

Le scritture che non leggemmo. Seconda Parte

In realtà ho raccolto materiali vari, a volte straordinari.
Scritture dense ed evocative.

Sono racconti, poesie, a volte testimonianze legate fra loro da un filo conduttore: le persone che li hanno creati non hanno mai fatto gli scrittori di professione.

Romolo Trebbi del Trevigiano, le sue rime cariche di avventura simili a tagli cinematografici, architetto, urbanista, docente universitario, che da molti anni vive in Cile.


L’ULTIMA CANZONE DEL DESERTO

E soli camminavamo
immergendoci
nei silenzi di sabbie.

Continua a leggere→

Il cavallo di Cavalcanti

Giovedì 31 gennaio 2008, alle ore 18.00, presso il Palazzo della Permanente, a Milano, via Turati 34, presentazione del primo numero della nuova serie della rivista Il cavallo di Cavalcanti, edita a Roma da Azimut, dedicata alla nuova narrativa e alla letteratura agiografica. Ne discutono con la redazione della rivista, in un dibattito dal titolo La difficile armonia, Paolo Brera, Gabriella Galzio e Alessandra Paganardi. Accompagnano la serata gli interventi al flauto di Adalberto Borioli. Con un’opera del pittore Silvio Manzotti. Continua a leggere→

Baldi e Massari alla John Cabot University

Segnalo la presentazione dei libri: “I capitoli della commedia” di Martino Baldi ed. Atelier e “Libro dei Vivi” di Stefano Massari Book Edizioni alla John Cabot University di Roma (Aula Magna) – via della Lungara 233 – il 4 febbraio, alle ore 19.30.

LA NOSTALGIA E’ SEMPRE QUELLA DI UN TEMPO di Giuseppe Panella

LA NOSTALGIA E’ SEMPRE QUELLA DI UN TEMPO
La poesia, i poeti e il Mediterraneo di oggi

di Giuseppe Panella

«E poi al mattino dimentichiamo. Non sappiamo neanche più riconoscere le finestre che brillavano nella notte. Tornata la luce del giorno, esse sono tutte uguali. E di giorno, sulla Piazza, tutto è allegro, sempre. Se piove, diciamo: “Che tempo!”; se fa bello, diciamo: “Che tempo!”. Mi sono fatta tornare a casa. Ero pericolosamente vicina a cadere nella cronaca. Non sarebbe mai finito. Non c’era ragione per non continuare fino alla mia morte… Con una certa ipocrisia ho giocato sulle parole “memoria” e “nostalgia”. Non posso giurare di essere stata di una sincerità totale quando affermavo di non provare nostalgia. Ho forse la nostalgia della memoria non condivisa…»
(Simone Signoret, La nostalgia non è più quella di un tempo, trad. it. di Vera Dridso, Torino, Einaudi, 19802, p. 390)

Continua a leggere→

Essere o non essere?

de-andre.jpg

La memoria, in certi casi, mi fa difetto.
Ma è un problema di disattenzione, nel senso che bado al sodo, sbadatamente.
Così quando anni fa lessi (in rete, ma non ricordo dove) che Patrizia Valduga, poetessa che mi piace leggere, sosteneva che “De Gregori, sì, forse” ma Fabrizio De André no, non poteva essere considerato un poeta, sbadatamente mi soffermai solo su questa affermazione.

Continua a leggere→

Etere 1 : l’antichità.

di Antonio Sparzani
Firomaco, Combattimento tra Etere e gigante, altare di Zeus

La storia di cui vorrei raccontarvi alcuni episodi corre su due rotaie, spesso parallele: quella della poesia e della letteratura, che continua a vedere l’etere come qualcosa di vago e misterioso, ma che in questa vaghezza trova la sua sottile bellezza, e quella, d’altra parte, dei tentativi che ha messo in atto la scienza per cogliere finalmente, per serrare tra le tenaglie di una definizione precisa e quantitativa, questo inafferrabile elemento, che continuamente è stato congetturato esistere, ma che altrettanto continuamente è sfuggito ad ogni presa. Perché queste rotaie non sono poi soltanto due e non sono neppure tanto ben distinte: anche la filosofia e la medicina mescoleranno infatti i loro saperi nella trama, stranamente tenace, dell’etere.

Nei poemi omerici, punto cardine d’irradiazione della nostra cultura, l’etere è femminile, Continua a leggere→

Bozza di Manifesto

Bozza di Manifesto a cura di Danilo Dolci.
DECIDIAMO RASSEGNARCI AL SUICIDIO?

Notevoli opportunità di resistere, scegliere e inventare vengono evase da chi poi si lamenta vittima: il conformismo gregario deriva, dovremmo ormai sapere, tanto dalla mancanza di autodeterminazione come dalla paura.

Mentre studiamo di regolare interazione bi e pluriunivoche proviamo intendere le interazioni globali (concepire la cultura dell’ambiente, la struttura ecologica, il sistema della biosfera), non confondendo la capacità di incontrarsi a concepire puntuali programmi di liberazione e logorrea predicatoria, l’epidemia delle trasmissioni, come sovente avviene.

I dipendenti delle vaste fabbriche (non esclusa la scuola), estraniati dalle finalità e dall’insieme dei progetti, risultano sempre più invischiati, pilotati dalle circoscritte “istruzioni” delle minoranze dominanti che riescono a fingersi legali maggioranze.

Nella selva mercantile il consumo acritico potenzia i produttori-padroni, sovente potenzia i virus del dominio.

L’inaudita complessità dei problemi in un mondo che si dibatte tra la morte ed una nuova vita, richiede analisi e intuizioni approfondite per le quali ognuno può arrecare il suo apporto personale.

Non è possibile comunicare senza impegno sincero, nonviolento, creativo, mentre d’altronde lo sviluppo della creatività richiede effettiva capacità di comunicare, connettere.

Continua a leggere→

Etty Hillesum, per il Giorno della Memoria

etty_hillesum.jpg

Olanda, campo di Westerbork.
Da qui ogni settimana partono i convogli per Auschwitz.
Da qui scrive Etty Hillesum. Luglio-agosto 1943.

Di pomeriggio avevo fatto ancora un giro nella mia baracca d’ospedale, passando da un letto all’altro. Quali letti saranno vuoti domani? Le liste dei deportati sono divulgate all’ultimissimo momento, ma certuni sanno in anticipo di dover partire. Una ragazzina mi chiama. E’ seduta nel suo letto, diritta come una candela e con gli occhi spalancati. E’ una ragazzina dai polsi sottili e dal faccino magro e diafano. E’ parzialmente paralizzata, aveva appena ricominciato a camminare tra due infermiere, passo dopo passo. “Hai sentito? Devo partire” sussurra. “Come, anche tu?”. Ci guardiamo per un po’ senza riuscire a parlare. Il suo visino è svanito, è solo occhi. Finalmente dice con una monotona vocina grigia: “Che peccato, eh? Pensare che quanto hai imparato nella tua vita è stata fatica sprecata”, e, “Però com’è difficile morire, eh?. D’un tratto la rigidità innaturale del suo visino cede alle lacrime e al grido: “Oh, dover partire dall’Olanda è la cosa peggiore”, “Oh, perché non siamo morti prima!”. Più tardi nella notte la rivedrò per l’ultima volta. Continua a leggere→

Tana per la Tragedia

utn_cop_maestrale.jpgtanarizzoli1.jpgIl 23 gennaio e il 25 gennaio sono rispettivamente usciti, in tutte le librerie del regno, Tana per la bambina con i capelli a ombrellone, di Monica Viola (Rizzoli), e Una tragedia negata, di Demetrio Paolin (Il Maestrale), ovviamente nella loro versione cartacea. Sono i primi due libri di vibrisselibri che approdano alla carta.
A entrambi sono legata in modo particolare. Monica Viola è una mia cara amica, e ho letto – e amato – il manoscritto sin dalla prima volta in cui vi ho posato sopra i miei candidi occhietti. E, all’epoca, vibrisselibri non era nemmeno nata. Credo che la Gioviana (nel senso di GioveZeus) mente di Giulio non l’avesse nemmeno concepita.
Il secondo libro lo considero un po’ anche una mia creatura, avendoci lavorato per tanti mesi in veste di editor. E, naturalmente, alla Tragedia negata mi lega una grande amicizia con il PaSo, suo mirabolante autore.
Un’altra novità però c’è: a partire dal 21 gennaio, con cadenza settimanale, è iniziata, sul sito di vibrisselibri, la pubblicazione di nuovi materiali relativi all’argomento trattato dal saggio di Paolin: si tratta di materiali che per ovvie ragioni di quantità non potevano essere inclusi nell’edizione cartacea prodotta da Il Maestrale.
Buona lettura.

Poesia “Com’è”

Com’è facile essere soli
com’è difficile essere soli sempre
com’è comune essere soli dopo i 40 anni
com’è comune non esserlo
com’è unico l’amore da ragazzi, com’è conturbante
com’è difficile e comune l’amore giovane
com’è banale chiamare amore quello da grandi
se per decenni hai creduto amore quello da giovani
come la primavera e la morte ti distruggeranno l’amore
come ne getteranno le fondamenta
la primavera inseguirà l’inverno
e l’inverno la primavera
si ricorderanno
si rincorreranno
come sarà eterno l’amore a nessuna età
tuffato nella solitudine
tuffato nella morte sua antagonista
Orfeo guarderà sempre avanti
Euridice sempre indietro
com’è difficile sostenere il decreto
e leggere il cognome della vita!
Continua a leggere→

Come si diventa (a volte) scrittori

sughi-il-capitano-dindustria-69.jpg

Probabilmente non ve ne fregherà niente, ma lo racconto lo stesso, ho tempo da perdere. Sono diventato scrittore perché non avevo più niente da fare, e soprattutto da perdere. Prima avevo fatto di tutto, o quasi. Intanto scrivevo ma credendoci fino a un certo punto, anzi non credendoci per niente, spinto solamente da una passione pura. Poi, dopo aver mandato a fare in culo tre principali in tre anni per la famosa incompatibilità di carattere, ho deciso che non sarei più stato alla stanga. Continua a leggere→

Nicola Ponzio alla Galleria di Ermanno Tedeschi

ponzio.jpg

NICOLA PONZIO

A Milano dal 5 febbraio al 3 marzo 2008
Via Santa Marta 15 (entrata da Via San Maurilio)
Inaugurazione: martedì 5 febbraio 2008 dalle ore 18.30

Le opere di Nicola Ponzio presentate nella Galleria milanese di Ermanno Tedeschi sono oggetti geometricamente definiti, rigorosi, ottenuti operando per sottrazione.
Questo lavoro di spoliazione della forma ha consentito all’artista di prendere le dovute distanze sia da un certo soggettivismo lirico, che poggia buona parte delle sue ipotesi ai gesti espressivi e alle decorazioni manieristiche, sia dalla mera tautologia che contraddistingue la ricerca dell’arte minimalista e concettuale. Continua a leggere→

Pierre Assouline su Esquisse

Inizia oggi la pubblicazione su Esquisse, con cadenza settimanale, di una serie di articoli scritti dal critico, scrittore e giornalista francese Pierre Assouline e tradotti dal sottoscritto.

Il primo articolo è dedicato all’editore francese Christian Bourgois(scomparso il 20 dicembre del 2007), con la pubblicazione di un testo che lo stesso avrebbe dovuto leggere alla Fiera del libro di Guadalajara in Messico, in occasione della consegna del Prix Merito editorial 2007.

Leggi l’articolo: Il testamento di un grande editore.