The sleeping fool

n06036_7-the-sleeping-fool.jpg

Cecil Collins , Oil on canvas, Tate Gallery (6036)

Suniti Namjoshi ( India, 1941)

THE SLEEPING FOOL

The dreamer absconds with his dream,
props his stone bride beside a stream,
where he washes, bathes, and gathers daisies.
These she refuses. He cannot please.
He runs, scampers, leaps and weeps,
he recites his verses; she keeps
her pure silence, her chaste repose. “What
do you want ?” he screams. “That
which you will not grant: to be, not seem
to be, to be the dreamer, not the dream.”

Continua a leggere→

metromorfosi 7

metromorfosi_cover_7_my.jpg

metromorfosi – musica cinema teatro arte scrittura tic a roma e dintorni

2007ottobresette

Tom Harrell, Sleepytime Gorilla Museum, Dream Theater, Carl Palmer Band, Morgan, Cristian Mungiu, En Sourdine, Ken Yasuda, Eric Baus…

*

metromorfosi è un mensile gratuito di infocritica

oltre 100 punti distributivi a roma e dintorni

Il libro montagna, a Napoli e Castellammare.

montagna.jpgOttobre Piovono libri
Napoli – Castellammare di Stabia 17ottobre / 12 novembre 2007

Il libro montagna
il libro che va da maometto
4 appuntamenti per far muovere
la lettura in provincia di Napoli

Una rassegna dedicata alla lettura e pensata per promuovere alcune tipologie di libro che hanno normalmente scarsa diffusione e poca visibilità.

Continua a leggere→

Friedrich Nietzsche – Umano, troppo umano – Parte quarta “Dell’anima degli artisti e degli scrittori” (1° Parte)

nietzsche_portrait.jpg

149. Il lento dardo della bellezzaLa più nobile specie di bellezza è quella che non trascina a un tratto, che non scatena assalti tempestosi e inebrianti (una tale tendenza suscita facilmente nausea), ma che s’insinua lentamente, che quasi inavvertitamente si porta via con sé e che un giorno ci si ritrova davanti in sogno, ma che alla fine, dopo aver a lungo con modestia giaciuto nel nostro cuore, si impossessa completamente di noi e ci riempie gli occhi e il cuore di nostalgia. Di che abbiamo nostalgia alla vista della bellezza? Dell’essere belli: ci immaginiamo che molta felicità debba andare a ciò congiunta, ma questo è un errore. Continua a leggere→

Da: Liste, di Ruggero Solmi

LISTA 6789

dimonaco ora pronobis a gruppen 63, sessantanove bomba di parigi, argiprete dell’arci di bolina lucchese, comune in sol con ischia positaunus, giorgiodicostanzo liste fritte di diti in ano anni 70 mortòpodi, angelini mica bello sput-ansa bidello pus pus bau baudo, i tre dell’ave galera, in galera la nave va fellini a tira buscio del curo, curaro film muraro inter linee di campo, angela la scarparo dov’è finita scarpa di dipinti a olio venessia com’è triste, oh l’hanno dopo oh bella che dici ciao ragazza carla debenedetti-michelangeli-bariffnikov, lucioangelini cazzeggi a razzo tuspido astrochiromante vanessa, zarzeggia dalle 9 alle 9 sei sei citofonare wuming, Continua a leggere→

Romanzo #3: un estratto

k-selfjpg.jpg[Questo è il secondo estratto del mio romanzo in fieri. Il primo è apparso su Sinestetica lo scorso 27 settembre]

Sono le otto e mezzo di sera. Nel momento in cui l’uomo con la camica a scacchi si accascia su una panchina del Parco Valentino con la testa tra le mani, Pietro accende i bastoncini d’incenso e torna a sedersi.
Lucia e Antonia sono sedute sul divano, Pietro, Alex e Maurizio su tre sedie di legno pieghevoli. Barbara è a gambe incrociate, sul pavimento, vicino a Lucia e Antonia. Il tappeto etnico è arrotolato, quattro assi sono state staccate dal pavimento. All’interno di quella cassaforte artigianale ci sono due FNA, una TZ 45, una Beretta M12, una Smith&Wesson calibro 9 parabellum e una Beretta 52 calibro 7,65.
Antonia prova di nuovo quella sensazione di calore che l’ha invasa la prima volta che ha visto da vicino un’arma. Più ancora che la forma, ciò che le appaga i sensi, gli occhi, la mente è la sensazione tattile che ne ricava. Mentre Alex, Lucia, Maurizio, Pietro e Barbara stanno mettendosi d’accordo sui turni per i pedinamenti e non fanno caso a lei, Antonia ha l’impressione che le luci sfumate dell’appartamento in stile etnico sommate al profumo d’incenso le annebbino i pensieri e, istintivamente, si aggrappa al metallo per rimanere ancorata alla realtà. Un oggetto che va dritto allo scopo, una creatura senza fronzoli, che ha capito tutto, cosa deve e non deve fare e perché. Antonia accarezza di nuovo il calcio del FNA, passa voluttuosamente l’indice sulla canna, se lo avvicina agli occhi, ne segue le linee decise e dentro le si accende una specie di armonia, una musica privata. Continua a leggere→

Il… bianco vino migliore nasce

Magari non sono belle.
Per me lo sono.
Di nome, il poeta, fa Antonio. Non so dove sia, ora. Forse è tornato in Colombia. Lo conobbi nel 1987, in un carcere. Lui detenuto, io insegnante volontario di scrittura (alla fin fine era più lettura che scrittura).
Quell’anno, un istituto superiore confezionò un libro di poesia scritte dalle maturande. Che, durante una visita nel carcere, conobbero Antonio. Seppero che scriveva poesie. Gliele chiesero. Lui mi domandò una breve introduzione. La feci (non è il caso che riporti quel che scrissi: niente di che).

Lascia i fiori alle api Continua a leggere→

Il dottor Divago #3 – La rimpatriata

Ho rivisto un film del corazon, di recente: La rimpatriata, il miglior parto di quel Damiano Damiani reso tristemente celebre da La Piovra prima messinpiega. Che palle. Placido tutte le domingo, e la mafia che esiste e in fondo chi se ne frega, non perchè non sia una cosa bruttissima, ma perchè tanto con questi venti di pace nulla cambia perchè tutto continui a non cambiare. Invece il Damiani, classe 1922 come il Gassman che tanto ci piace, e che è un furlàn di quelli intellettuali – e oltre che regisseur scrittore e sceneggiatore, quando l’era giuvin ha fatto film da ricordare anche a decenni di distanza, come questo. Continua a leggere→

Avventura

Sono l’Oceano Pacifico
e sono il più grande di tutti.
Mi chiamano così da tanto tempo,
ma non è vero che sono sempre calmo.
A volte mi arrabbio e allora do una
spazzolata a tutto e a tutti.

Era il 1969 e lessi queste parole sulla prima vignetta de Una Ballata del Mare Salato che iniziava la sua pubblicazione sul Corriere dei Piccoli, in una versione bicromatica “seppia”.
Fu così che conobbi Hugo Pratt e Corto Maltese, e lì iniziò il mio innamoramento che mi portò a conoscere Conrad, Melville, Cooper e scavare alla ricerca dei personaggi storici che il marinaio protagonista delle storie di Pratt incontrava nel dipanarsi delle sue vicende.
Esistono fumetti che restano “fumetti” ma l’opera di Pratt (insieme a quella di pochi altri autori italiani) supera il limite del mezzo, la restrizione della tavola disegnata per essere allo stesso tempo romanzo e cinema, immagine e poesia.
Se volete leggerlo o ri-leggerlo…

Poesia e Asilo 7 # Franco Fortini

cap013.jpg

Quella che…

Quella che.
E’ ritornata questa notte in sogno.

Uno dei miei compivo ultimi anni.
“Sono, – le chiesi – vicino a morire?”
Sorrise come allora.
“Di te so, – mi rispose, – tutto. Lascia
quel brutto impermeabile scuro.

Ritornerai com’eri”.

(da Composita solvantur, Einaudi 1994)

60 secondi,

1a1a.jpg

Do what you wanna do
Go out and seek your truth
When I’m down and blue
Rather be me than you
Like the coldest winter chill
Heaven beside you… Hell within
Alice In Chains, Heaven Beside You

To Alice, to the far sunflowers

59 seconds to tell you last night I was pissed,
58 to tell you I hooked it without paying the piper,
57 to tell you anyway, I knew exactly what to do, if I had to go or stay,
56 to tell you the awakening was a real shit man,
55 to tell you it’s going worse and worse, fucking absinthe!
54 to tell you that old Japanese remedy does not work,
53 to tell you today I have done the right thing, wasting my time,
52 to tell you I needed you for a moment while I was going to pieces,
51 to tell you I’m missing the tears that bothered your eyes,
50 to tell you lying to yourself it’s the only way of lying,
49 to tell you it’s a long time that Alice doesn’t live here any more,
48 to tell you “Blessed is the one will not scandalize in you”,
47 to tell you where it went and finished all I asked to your Dog,
46 to tell you we can imagine us out of this world now,
45 to tell you to come to me as you are,
44 to tell you this can be enough for the moment,
43 to tell you trying to be something else was a pure madness,
42 to tell you we would have been on without overdoing,
41 to tell you I’ve almost started to believe us again,
40 to tell you in no way I could have promised a future life,
39 to tell you that all I am I have just written it or almost,
38 to tell you I have never believed to the exemplary sentences,
37 to tell you I gave my life in exchange,
36 to tell you I took any other to loan,
35 to tell you I spent the last few years thinking of the way of slackening the strain,
34 to tell you I’m waiting for a scare at any time or worse,
33 to tell you before or then I will always go back to the old cupboard,
32 to tell you I have just confessed everything to my broken wine glass,
31 to tell you what you devote yourself to will waste you soon,
30 to tell you I have the same old “song” in my mind,
29 to tell you it’s just like when I drink …
28 to tell you it’s as they were about to butcher me, alive!
27 to tell you who drinks only water has something to keep secret or pretends an interest,
26 to tell you what you did not have the heart to say,
25 to tell you the woman who sleeps next to you is a fucking bitch,
24 to tell you the way she fucks you is almost literary,
23 to tell you the boredom is not only a bile matter,
22 to tell you I have never believed to the morales to benefit from in this or the other life,
21 to tell you that you are a crook only if they nab you,
20 to tell you we are of the same nature by which the Nothing lives on,
19 to tell you that your fucking tears took out my eyes,
18 to tell you maybe the God you trust is a sadistic son of a bitch,
17 to tell you the imagination pushes you to believe in what it creates more and more,
16 to tell you I’ve just learned to count,
15 to tell you it’s not always true that two make a pair, and a stick of one meter means that the object to measure is long one meter,
14 to tell you everything must have a …destination,
13 to tell you at the end no one sees through what the other means to say,
12 to tell you I have my Hell to implore and I have to find the answer to my problem, ¬
11 to tell you wondering too much won’t take out nothing!
10 to tell you the love is blind but the neighbours aren’t!…,
9 to tell you I’ve hardly met love a couple of times and you?
8 to tell you it’s from the belly that the dance comes,
7 to tell you the essential is forgetting you began,
6 to tell you a couple of things that I have never told you,
5 to tell you that I think everything goes by and does not get back any more,
4 to tell you what lacked of the essential,
3 to tell you here I am with my tired hand, out of soul and breath,
2 to tell you this tiredness of a staging, as the end, is hardly straight,
Only 1 second to tell you I know it now
And fucking bitch…in urge, these in all do sixty.

6 0
S E C O N D I

ad Alice, ai girasoli lontani,

59 secondi per dirti che la notte passata ero piuttosto sbronzo,
58 per dirti che me ne sono andato senza pagare il conto,
57 per dirti che comunque avevo un’idea precisa sul da fare, se filarmela o restare,
56 per dirti che il risveglio è stato una vera merda amico,
55 per dirti che va sempre peggio, fottuto assenzio!,
54 per dirti che quel vecchio rimedio giapponese non funziona,
53 per dirti che oggi ho fatto tutto per il meglio, sprecando tempo,
52 per dirti che avevo bisogno di te un momento mentre andavo a pezzi,
51 per dirti che ho nostalgia del pianto che infastidì i tuoi occhi,
50 per dirti che mentire a sé stessi è l’unico modo possibile di mentire,
49 per dirti che Alice ormai da un pezzo non abita piú qui,
48 per dirti “Beato colui che non si scandalizzerà in te”,
47 per dirti dov’è andato a finire tutto quello che ho chiesto,
46 per dirti che ora sì possiamo immaginarci fuori da questo mondo,
45 per dirti di venire come sei,
44 per dirti che per il momento può bastare,
43 per dirti che tentare d’èssere altro è stata pura follia,
42 per dirti che avremmo potuto vederci chiaro senza esagerare,
41 per dirti che ho quasi ri.cominciato a crederci,
40 per dirti che in nessun modo avrei potuto promettere una vita futura,
39 per dirti che tutto quello che sono l’ho appena scritto o quasi,
38 per dirti che non ho mai creduto alle condanne esemplari,
37 per dirti che ho dato in cambio la vita,
36 per dirti che ne ho preso a prestito una qualunque,
35 per dirti che ho trascorso gli ultimi anni pensando al modo di allentare la tensione,
34 per dirti che aspetto una crisi di panico da un momento all’altro o peggio,
33 per dirti che prima o poi tornerò sempre alla vecchia credenza,
32 per dirti che ho appena confessato tutto al mio bicchiere rotto,
31 per dirti che ciò a cui ti consacri presto ti consuma,
30 per dirti che ho in mente la stessa “canzone” di sempre,
29 per dirti che è come quando bevo…,
28 per dirti che è come se stessero per squartarmi vivo!,
27 per dirti che chi beve solo acqua ha un segreto da nascondere o finge un interesse,
26 per dirti io quello che non avevi il coraggio di dire,
25 per dirti che la donna che ti dorme accanto è una gran troia,
24 per dirti che il suo modo di fotterti è quasi letterario,
23 per dirti che la noia non è solo questione di bile,
22 per dirti che non ho mai creduto alle morali di cui beneficiare in questa o nell’altra vita,
21 per dirti che quindi sei un criminale solo se ti beccano,
20 per dirti che siamo della stessa sostanza di cui si nutre il Niènte,
19 per dirti che il tuo cazzo di lacrimare mi ha cavato gli occhi,
18 per dirti che forse il Dio in cui tu credi è un gran figlio di puttana sadico,
17 per dirti che l’immaginazione induce a credere sempre piú in ciò che crea,
16 per dirti che ho appena imparato a contare,
15 per dirti che non è sempre detto che due facciano il paio, e che un bastone lungo un metro non sta a significare che l’oggetto da misurare sia lungo un metro,
14 per dirti che tutto deve avere una…destinazione,
13 per dirti che in fondo nessuno capisce cosa intende dire l’altro…,
12 per dirti che mi resta il mio Inferno da implorare e il mio rompicapo da risolvere,
11 per dirti che ad interrogarti troppo non ne caverai fuori un bel niente,
10 per dirti che l’amóre è cieco ma i vicini no!…,
9 per dirti che l’amore l’ho sfiorato un paio di volte appena e tu?,
8 per dirti che è da pasciuto ventre che vien danza,
7 per dirti che l’essenziale è dimenticare d’aver cominciato,
6 per dirti un paio di cosucce che non t’ho mai detto,
5 per dirti quello che credo passa e non fa piú ritorno,
4 per dirti quel che d’essenziale è mancato,
3 per dirti eccomi qui a mano stanca, a corto d’ànima e fiato,
2 per dirti che questa fiacca d’una messa in scena come il resto s’è retta appena,
1 secondo appena per dirti che adesso lo so,
e… puttana in fregola, che in tutto fanno sessanta.

www.deadcityradio.it

Terzo Festival di poesia civile Città di Vercelli

festival-di-poesia-civile-di-vercelli.JPG

Il programma:
3 ottobre
ore 21.00 cripta dell’abbazia di sant’andrea (c.so De Gasperi)
anteprima
l’occhio insonne rassegna di poesia e video a cura di Gian Piero Prassi
consegna del premio “l’occhio insonne” del Festival di Poesia Civile
a Manuele Cecconello
performance di Noego su poesie da Poetrystorm
nell’occasione sarà proiettato il video di Nemesis di documentazione del 2° festival e saranno presentati i CATALOGHI del secondo festival e di tutto può succedere-manifestopoetico/poetico manifesto Continua a leggere→

Lezione di canto

image013magritte.jpg

di Elena F. Ricciardi

Il baricentro dev’essere basso. In qualunque posizione ti trovi, deve essere basso. Che tu stia seduta o sdraiata, che tu debba attraversare il palco camminando o correndo, devi fare in modo che il tuo baricentro sia perfettamente perpendicolare al centro della terra. Non esiste altro modo per ancorare il suono, che proviene da luoghi inaccessibili alla mente, lontani dalla terra, impossibili da raggiungere se il suono stesso non si è impastato della tua sostanza nel momento esatto del concepimento, alla terra.

Continua a leggere→

Juke-Box Califfo o.g.m./ Che noia che barba che barba che noia…

califano_franco2.jpg

TUTTO IL RESTO E’ NOIA – O.G.M.

Si, d’accordo l’incontro
un’emozione che ti scoppia dentro
l’invito a cena dove c’è atmosfera
lo Stock riserva etichetta nera
la barba fatta con maggiore cura
con quella schiuma bianca, la Noczema.
La macchina a lavare ed era ora
hai voglia di far centro quella sera
con quel cruscotto a forma di groviera.
Sì d’accordo ma poi.. Continua a leggere→

Massimo Orgiazzi, Sonetti.

SIX SONNETS FOR THE NEW WORLD

Il martello di tutta la terra (*)
19 Marzo 2007

Ovvio si perda qualche saluto,
anni interrotti quando non mancava
che qualche minuto
alle mani: e pupille, stanche di occhiali, di vista inevasa;

«un conto è nascere», dice la madre
nell’edema aperto della primavera,
umido, fresco nel suo raccontare;
«un conto creare una distanza ipermetra

Continua a leggere→