anche qui solito problema:
versi o prosa.
comunque un mio amico mi ha sconsigliato di mettere questo testo nel libro. intanto lo metto qui, sempre nello spirito di questo lavoro che sta facendo sul libro, un lavoro in solitudine, ma una solitudine che cerca la compagnia di altre solitudini
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Mi sono ammalato dal giorno in cui ho letto le poesie nel mio paese. Alla fine nessuno si è complimentato con me nessuno mi ha fatto domande: il pubblico sembrava essere lì per spegnere la candela della serata. L’ideale sarebbe stato che morissi davanti a loro, si sarebbero vantati a lungo di essere stati miei amici e di aver raccolto tra le loro braccia i miei ultimi respiri. Lo strazio dei versi e la bella chioma e la bella voce di Antonietta meritavano un abbraccio. Invece tutto è finito come se non avessi fatto niente. Si sono messi a mangiare il salame e il caciocavallo, ansiosi di mettermi da parte. Io posso solo continuare a scrivere e a sentirmi male. Questo mi accade ormai da vent’anni: prima di scrivere mi sentivo solamente male e non so se era meglio. 1995





