Archivio mensile:Febbraio 2007

Rita BONOMO

diri diri danna

Nell’aborigeno mio cielo
il mio cielo è tronco d’ali e reti
eppure impigliata –resta- questa genia…

Spesso e non a caso sono gli autori e le opere diversi da noi e dalla nostra scrittura ad attrarci maggiormente. E accade che entrando rabdomanticamente nel mistero della loro opera, avendone intuito il valore, ne usciamo sempre arricchiti di qualcosa che non era dato prevedere.

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Dante: the poet, the political thinker, the man

dante

Barbara Reynolds (93 anni), ha recentemente pubblicato “Dante: the poet, the political thinker, the man” uno studio di oltre 500 pagine che, indagando a fondo la vita e le opere di Dante, giunge a questa conclusione clamorosa: le visioni dell’Inferno, del Purgatorio e del Paradiso erano ispirate a Dante grazie a delle droghe di cui il poeta faceva uso. La sua traduzione della Divina Commedia (in parte realizzata con Dorothy Sayers) è quella più usata nei Paesi di lingua inglese. Continua a leggere

Libero De Libero (1906-1981)

Proseguo coi poeti “obliati”. Dopo Sinisgalli è la volta di Libero De Libero.

Autobiografia

È un veliero la mia vita
dall’infanzia segnato sulla mano
e l’ancora sta dentro la terra.
Perciò nel mio sonno
alberi fanno verde cielo
ma sono oscuri i semi
dell’estate mia.
Se m’è fatica svegliarmi
quel gallo mi rinnegherà?
Fossi nato da una pianta
a fianco avrei il genitore.

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L’alba dissolve

L’alba dissolve la languente dea
che la notte affannata concreava
con la mia mente, pallida sovrana
dei sogni liquefatti dell’amore.
Non riconosco l’incosciente trama
dei desideri che l’oscuro gonfia
signore delle brame e dei possessi.
E mi trafigge la bruciante lama
del tuo ricordo, donna dell’istante
che urge al fondo delle inquiete soglie.

Lucianna Argentino

da Diario inverso

Fermarci, cercare la giusta distanza
tra noi e le cose da fare
e quelle che ci fanno e ci disfano
quelle che confondono le nostre fisionomie
di cartone rosicchiato dai topi,
ma ora c’è l’incipiente autunno
a scucire il cielo e le sue fibre mistiche
per rammendare il nostro tempo di passaggio
da una sponda all’altra dell’esistenza.

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Fk su Bottega di Lettura

Cari amici, ho letto su Bottega di lettura, un satellite di Vibrisse, questa intervista che Ezio Tarantino ha fatto a Franz Krauspenhaar, e l’ho trovata molto interessante. Forse il merito é anche di Tarantino nell’aver posto a Franz domande che pretendono risposte interessanti, ecco.
Ne esce fuori la figura di un intellettuale nella sua poliedricità, nel suo essere indipendente, che non é mai posa, e non é mai dire per dire, al contrario, é ricerca, onesta quotidiana ricerca.

Giardini

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di Linnio Accorroni

“Gran giardiniere, oltretutto: il giardinetto segreto della Vergine, nell’Annunciazione di Recanati (altro che borgo selvaggio), pare un modellino dell’arte topiaria di potare e sagomare gli alberelli estensi e gonzagheschi”. Così un Alberto Arbasino in stato di grazia, annata 1998, a proposito del giardino che fa da sfondo immoto e perfetto alla convulsa scena narrata da Lorenzo Lotto (1480-1557) nell’Annunciazione conservata oggi nella Pinacoteca di Recanati.

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Già potreste pensare di essere dei nostri in quei giorni

Antica farmacia del Monastero di Camaldoli

Ora vediamo come in uno specchio … (1cor 13, 12)
IDENTITA’ E MEMORIA: “RIFLESSI CONDIZIONATI” TRA CORPO E CULTURA
Tema del convegno che terremo al Monastero di Camaldoli (Arezzo) nei giorni 18-19-20 maggio 2007

è come se vi fosse più paura di perdere
la dottrina che l’esperienza di Cristo

R. Tagliaferri, La “magia” del rito. Saggi sulla questione rituale e liturgica

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Della mia città

di Emanuele Kraushaar

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Mi piace della mia città
l’uccello
che tace
e vola via
senza cerimonie.
O cammina per la via
con le sue piccole ali
di mosca
e trascina la pancia
agile
come uno zoppo
sul filo che sfiora il nulla.

MUNDUS IMAGINALIS – Stazione Quarta

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Imaginismo(*) come opzione filosofica
di Valter Binaghi

Incarnata eppure sospesa sul corpo proprio come uno sguardo scrutatore, la coscienza dell’uomo moderno rimane innalzata, senza saper volare. Dovrebbe emettere nuovi arti per farlo, e infatti concepisce protesi diverse nel suo sogno meccanico e poi cibernetico, ma che restano esterne, maneggiabili, non indossabili ancora.
Tutto ciò che l’anima può indossare, sono le immagini.
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I segni

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Disinteresse, egoismo, tenera pietà, purezza nella dissolutezza, miscuglio d’un gusto violento per i piaceri della terra e di disprezzo per essi, amoralità ingenua: non ingannatevi, questi sono i segni di ciò che noi chiamiamo ‘angelismo’ e che sono posseduti da ogni vero poeta… Poche persone l’ammettono, perché poche persone sentono la poesia.

(Jean CocteauLe secret professionnel)

Baci & carezze # 1

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di Giovanni Choukhadarian

Le prime carezze di quest’a. D. MMVII sarebbero andate a Letizia Muratori, La vita in comune, Torino, 2007. Non vanno, perché il libro promette e non mantiene. 3 storie inverosimili, sesso pochissimo e mal raccontato, lingua qualsiasi e, quel che è peggio da uomo. Niente carezze alla dolce Letizia, baci d’intensa virilità a Salvo Formisano, L’accordatore di destini, Padova, 2007. Giulia Belloni, la Divina Editor, ha tratto fuori dal suo tailleur pantalone di Giorgio (nel senso dell’Armani) questo noirista psicologico napoletano d’immane cultura, malcelata da un sense of humour degno di Bruno Pesaola. Da leggere e regalare! Et c’est ainsi qu’Allah est grand.

(Nella foto: Bruno Pesaola)

Uno con Altri

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di Giovanni Martini

Ascoltate questo: la scrittura è fatta di strutture, non di contenuti. Quindi è fatta di stile.
Lo stile non sono le parole, certamente. Nemmeno le parole come le fai girare quando scrivi.
Lo stile è un’aria percettibile – direi uno spirito – che aleggia al di là di tutto.
Tutto è legato all’intento dell’autore, di lui che scrive.
E’quest’atto nobile, chino – solo – nell’atto stesso di esistere.
Non esiste elaborazione quando scrivi, sembra – ma non c’è.
La meraviglia è data – ex abrupto – dai corpi lessicali che prendono spontaneamente forma.
Se uno pensa di aver azzeccato l’idea, sbaglia.
L’idea infatti – che c’entra con la scrittura?
Puoi avere mille idee, ma se non hai lo stile allora manipoli. Cos’è quindi lo stile?
Potrei dire questo: è Uno con Altri.

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Giovanni Boine – dal carteggio, volume IV

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a cura di Margherita Marchione e S.Eugene Scalia

A Dino Campana

      Porto Maurizio, agosto 1915

Fratello,

E’ una parola che mi piace, sebbene io la usi casto. Avevo un fratello, era boxeur, picchió mezzo mondo e morí di tifo l’anno passato.
Altri fratelli non ho. Ma facciamo una prova con le: puó darsi che riesca. Certo parecchie pagine del suo libro mi diedero una febbre
d’esaltazione che non perderó [ canti orfici ]
        Suo
          G. Boine
ps. Cerco un impiego in India. Il mio indirizzo é Porto Maurizio.

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