Due poesie da “I sepolti” (Lietocolle, 2005)
La caduta dei ciechi
chi l’avrebbe detto che quell’inciampo
quella caduta del primo della fila
sarebbe stata per tutti una rovina:
abbiamo sentito l’abisso a uno a uno squarciarsi
sotto i piedi la spalla amica cedere sotto la mano
e il cielo e la chiesa e la campagna fermi nel silenzio
prima e dopo il precipizio
non badano a quella frana di corpi disarticolati
come noi neppure immaginiamo l’orrore d’uova
sgusciate che ci hanno ficcato al posto degli occhi
– non dovevamo fidarci di quella guida
cieca come noi solo più sicura, presuntuosa – Continua a leggere



C’è una pausa da sfruttare per far cadere sul pavimento un po’ di poesia ma non faccio in tempo ad alzarmi che Irene Ramahlo Santos arriva diretta verso di me dicendomi che quest’anno a Poetas la poesia italiana è stata molto amata. 



