Archivio mensile:Aprile 2008

26 aprile 1564: nasce il Bardo

a cura di Gaja Cenciarelli e Antonio Sparzani

In questa casa di Stratford-upon-Avon 444 anni fa nasceva William Shakespeare, qui lo annunciamo con uno dei suoi straordinari sonetti, con traduzione di Giuseppe Ungaretti.

The forward violet thus did I chide:
Sweet thief, whence didst thou steal thy sweet that smells,
If not from my love’s breath? The purple pride
Which on thy soft cheek for complexion dwells
In my love’s veins thou hast too grossly dy’d.
The lily I condemned for thy hand,
And buds of marjoram had stol’n thy hair;
The roses fearfully on thorns did stand,
One blushing shame, another white despair;
A third, nor red nor white, had stol’n of both,
And to his robbery had annex’d thy breath;
But, for his theft, in pride of all his growth
A vengeful canker eat him up to death.
More flowers I noted, yet I none could see
But sweet or colour it had stol’n from thee.

Continua a leggere→

La conversione della chiesa

La conversione della chiesa
Essere cristiani nel tempo del ricominciamento

di Marco Guzzi

Interpretare i segni dei tempi per ripensare la formazione dell’uomo

Nell’intervento pubblicato nello scorso numero della Rivista abbiamo incominciato ad interpretare il nostro tempo come una singolarissima fase della storia del pianeta, in cui la modalità bellica di costruire l’identità (sessuale, politica, religiosa, e culturale) umana, contrapponendosi appunto polemica-mente all’altro da sé, si sta manifestando ad ogni livello come insostenibile. Questo processo costituisce una vera e propria svolta antropologica, in quanto finora tutte le civiltà e le religioni umane si sono definite e rafforzate nella loro identità proprio combattendo, perseguitando, ed escludendo le altre. Continua a leggere→

ESSERE ONESTI PREMIA

Io sono una persona onesta. Il mio nome è Donato Posapiano, mi trovo nell’età di mezzo, in pratica ho quasi cinquant’anni, e non amo il pericolo. Vivo nei limiti imposti dalle regole, senza alcun sacrificio. Non mi reputo neanche particolarmente curioso delle faccende altrui. Mi faccio i fatti miei, insomma. Il mio lavoro me lo consente: sono un artigiano e lavoro in proprio, non ho operai né datori di lavoro. Modello la cartapesta nel mio piccolo laboratorio, in prevalenza faccio Santi e Madonne. Me ne sto da solo tutto il giorno e non c’è famiglia che mi attenda a casa. Sto bene così.
Una domenica mattina trovo, su una panchina della piazzetta del mio paese, una valigetta portadocumenti.
Mi guarda insistentemente. Continua a leggere→

E lo stupro continua…

Braccialetto? No meglio la cintura di castità!

Di Stefania Nardini

E perché no la cintura di castità ?

E’ stato un pensiero istintivo, quando ho sentito che il candidato a sindaco di Roma Francesco Rutelli ha proposto il braccialetto antiviolenza per le donne.

Perché, diciamola tutta, questi aggeggi elettronici spesso fanno cilecca, e cosi’ potrebbe capitare che se un stupratore entra in azione e l’aggeggio va in tilt la vittima-preda, cioè la donna, è spacciata. E’ più comoda la vecchia cintura di castità! Antico mezzo di coercizione del potere maschile che con la voglia di “vintage” che c’è in giro potrebbe fare addirittura tendenza… Continua a leggere→

Giorgio Vigolo

da Linea della vita

Conclave dei sogni

Il viso

Malinconia d’esistere con questo
volto remoto che ci esprime l’anima
e la sua storia e i giorni alti e perduti,
senza più averne la memoria e il senso.

Scruti meglio la pietra; in selve amare
più domestica lingua hanno le foglie
e i paesi si leggono; s’intende
l’innocenza dei monti. Ma l’umano
viso, il tuo stesso, che ti senti in carne
fitto all’essenza, che vuol dire?
Indaghi
inutilmente questa tua persona
che sempre hai teco e nei notturni vuoti
s’ingrandisce di sogni, apre il suo libro
su figure dolcissime e tremende.

E’ allora che prendendo del tuo buio
una rapita conoscenza, credi
finalmente di leggerti; decifri
lettere e i nomi sciogli.
Illuso! in altro
specchio t’appari. O dispieghi in vaste
epoche d’astri e spaziati cosmi
o stringi i tempi in questi sensi d’uomo,

solo saprai di non saper chi sei.

Continua a leggere→

Luigi Metropoli legge “Album feriale”

“Per dare conto della complessità e della varietà di quest’inventario stilistico e tematico che è Album feriale di Maria Pia Quintavalla, vorrei partire dalle conclusioni di Franco Loi, nella premessa al volume:

Un libro tormentato, questo di Maria Pia, un libro importante. Perché segna la sua volontà di guardare in faccia la realtà, di rivisitare il passato, riaffrontare con amore la propria vicenda e i propri compagni di strada. E’ certo un libro di dolenza, ma anche di luce. Ci sono anche versi felici e sereni e slanci di gioia. Il lavoro fatto su sé sta dando i suoi frutti: quella bambina è ancora viva, ricca di se stessa, resa più forte dalla poesia, pronta ad accettare di essere divenuta adulta…”

Così comincia un bel saggio di Luigi Metropoli su Album feriale di Maria Pia Quintavalla pubblicato sul bel blog di Gian Franco Fabbri. Vi invito a leggerlo qui, qui e qui.

La fattura e la malía

Breve viaggio nella foresta del vocabolario alla ricerca di parole omofone (parole che hanno la medesima grafia ed il medesimo “suono”) ma di significato diverso di cui la nostra lingua è molto ricca.
Prendiamo, per esempio, il termine “fattura”, parola omofona, appunto, ma con diversi significati. Quello piú comune è noto a tutti; se non altro basta aprire un qualsivoglia vocabolario e leggere: l’atto e l’effetto del fare; l’opera di artigiani in genere e lista nella quale è annotato l’importo delle spese occorse per compiere un lavoro e quello richiesto, da chi l’ha eseguito, per la sua prestazione. Continua a leggere→

“VI RACCONTO SECOND LIFE”

“VI RACCONTO SECOND LIFE”

Gianluca Nicoletti racconta “Le vostre miserie, il mio splendore”

Di Stefania Nardini

E’ un mondo virtuale tridimensionale. Gli utenti sono definiti residenti e possono usare tutto cio’ che interagisce con questo spazio per creare la “Seconda vita”. Infatti si chiama “Second Life” e viene utilizzato in tutto il mondo da 12 milioni di persone.

Chi sono gli “avatar”, ovvero i personaggi che vivono in questa realtà? Gente comune, ma anche politici, rockstar, imprenditori che costruiscono il loro “mondo” utilizzando i vari “accessori”. Gianluca Nicoletti ha dedicato a “Second Life” un libro, in cui narra le vicende di un “avatar”. Nicoletti da sempre un antesiniano sulle questioni massmediologiche in “Le vostre miserie, il mio splendore” (Mondadori) guida il lettore in questo universo. Continua a leggere→

La terra di Mirò

Mirò: la terra. Palazzo dei Diamanti – Ferrara – dal 17 febbraio al 25 maggio.

René Char su Mirò

Un lungo risveglio, la distesa appena lasciata e, davanti, il mondo che plana ancora prima di ricadere nell’ordine stretto, l’istante in cui la coscienza non ha toccato terra – questa parte meno ostensibile di noi, la più lontana, che c’incanta come una gioia ben nostra, ma separata da noi, del contraddittore divenuto muto; questa parte ricevuta senza accesso, aperta all’improvviso, esposta e preservata non si sa come – ecco quel che Mirò ci chiede d’essere. Uno sguardo non formulato.

Continua a leggere→

Fondazione Piazzolla: Hudèmata Actàbat – suite nera (dalle opere poetiche di Marino Piazzolla)

La Fondazione Piazzolla (www.fondazionemarinopiazzolla.it) e l’ensemble Destinazione Loa presentano ( 8 – 9 – 10 maggio 2008, ore 21 ) all’Atelier Meta-Teatro – via Natale del Grande, 21 – Roma, tel. 065814723 – 335.8153270 ([email protected] – www.meteteatro.org ), la lettura-spettacolo Hudèmata Actàbat – suite nera (dalle opere poetiche  di Marino Piazzolla) di e con  Marco Palladini, con gli attori Tiziana Lucattini e  Fabio Traversa. Elementi scenici: Luisa Taravella. Continua a leggere→

Santi e Blasfemi, Paolo Benvegnù e Le Labbra

Le parole d’amore, che sono sempre le stesse, prendono il sapore delle labbra da cui escono.

Guy Maupassant

Le Labbra.
Làptein, lambire, leccare. Le Labbra: i sensi al plurale. Il moto per dire. Il silenzio nel morso. «Le Labbra. Questo il mio ritratto: profilo di Parole». E Luciana Manco è incipit. Al booklet – il libro compatto – del disco. Di Paolo Benvegnù. Le Labbra. Sono. Punto. Continua a leggere→

LET NOW WOMEN – il reading è sicurooooo!

l’illuminazione in performance di Francesca Genti
terzo appuntamento di letnow! al femminile che abrigliasciolta propone sul palco dello spazio nessun dormaComunicato stampa – Varese, 22 aprile 2008

abrigliasciolta e lo spazio nessun dorma continuano ad associarsi nello sforzo di avvicinare alla lettura la fascia dei potenziali “cultori” della performance bpm, presentando le pillole di Letnow! direttamente dalla scena contemporanea per re-imparare a scandire i battiti della lettura.
Tutte le ultime domeniche del mese all’ora dell’aperitivo è possibile assaporare giovani scritture al femminile attraverso le performance delle stesse autrici: non semplici reading o incontri parlati con gli autori, ma il piacere di affidarsi all’oralità rappresentata da chi il libro l’ha pensato, sudato e performato.

Letnow, performance nello spazio letterariario contemporaneo, dopo aver inaugurato a febbraio la sezione women con Chiara Zocchi accompagnata da Zeno Gabaglio, ed aver proseguito con voce, parole e gesti di Silvia Monti e suoni, canzonette e melodie di antonella cantoni in fa bene/fa male, propone questa ultima domenica di aprile una tumultuosa torinese con ben due pubblicazioni alle spalle.

Francesca Genti, enfant terrible della poesia contemporanea che ha pubblicato a soli 26 anni Bimba urbana, regala a Varese in anteprima la performance illuminazione davanti al banco dei surgelati, dal titolo della sua raccolta appena terminata e pronta per la pubblicazione. Accompagnata dalle sue installazioni “illuminate”, Francesca svolazzerà davanti ad un concretissimo aperitivo allo spazio nessundorma per la prima sperimentazione, che dopo la pubblicazione presenterà il testo in tutta Italia.
Continua a leggere→

Antropologia del mangiare 4

Tornado alla rivoluzione alimentare avvenute nel Pleistocene, occorre tenere presente che in base alle ricerche e analisi che finora sono state compiute, l’Homo Ergaster nonostante già mangiasse carni di animali selvatici, introduceva poco grasso, in quanto questi animali selvatici avevano tessuti poveri di grassi. In questo tipo di situazione, la sintesi interna del grasso dipende esclusivamente dall’abbondanza degli zuccheri che biochimicamente possono trasformarsi in tessuto adiposo. Tuttavia in epoca pre-agricola la presenza di cibi ricchi di zuccheri era a sua volta scarsa. Le migrazioni inoltre hanno inserito questo Homo Ergaster in altri ambienti, e questa sua limitazione dietetica e metabolica è molto probabilmente divenuta un fattore molto negativo per la sua sopravvivenza a causa del ruolo fondamentale che i grassi (lipidi), grazie a due meccanismi differenti, hanno esercitato nell’evoluzione verso Homo Sapiens. Continua a leggere→

Quella notte a Dolcedo

Mi è costato fatica, ma sono contento di averlo letto. Perché questo non è uno dei tanti libri che escono in continuazione, quelli che si aprono, ci si affida al narratore e ci si lascia portare fino in fondo. No. Qui a ogni pagina bisogna usare la testa, domandarsi il perché di ogni cosa, soprattutto delle cose che non succedono. E non si trova, il dannato perché. Eppure si va avanti ugualmente, proprio come capita nella vita vera, perché la scrittura di Magliani contiene una promessa che non si estingue mai, e quando finisce genera rimpianto.
Questo è un grande libro, come non se ne leggevano da decenni, e non mi sento ancora in grado di farne una recensione ma solo una breve nota. Anche questo è un sintomo del “grande libro”: ci vuole tempo per digerirlo, assimilarlo, entrargli dentro. Ma qualche cosa posso dirla sin d’ora. Continua a leggere→

La quiete dopo la tempesta

di Franz Haas

dalla : Neue Zuercher Zeitung, 17.4.08

L’Italia si arrende davanti al potere mediatico di Berlusconi

I risultati elettorali dei due grandi partiti italiani corrispondono più o meno ai pronostici. Sorprendenti sono stati la scomparsa dal Parlamento della Sinistra radicale, il trionfo della Lega Nord e l’imperturbabilità di chi ha perso, alla fine di questa impari battaglia elettorale. Quasi nessun commentatore qui fa alcun riferimento allo schiacciante monopolio mediatico della Destra, inconcepibile in qualsiasi altra democrazia occidentale. Continua a leggere→