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Dopo aver definito la giustizia come scelta non condizionata di rispetto dovuto a chiunque e in qualunque condizione, il passo successivo consiste nell’approccio a un altro valore fondamentale, quello dell’amore.
Ci sarebbe moltissimo da dire: don Mario ha scritto sul tema in più contesti, dedicandogli due cicli catechetici completi, per poterlo approfondire.
L’amore è iscritto nella natura umana: Dio è amore, leggiamo nella 1Gv 4,8, per cui l’uomo ne porta in sé l’impronta. Il bambino lo dimostra: abbiamo ricordato quanto l’essere amati incida sullo sviluppo e la salute della sua psicologia.
Don Mario sottolinea l’esigenza imprescindibile della verità, perché l’amore vero non può essere confuso con qualunque surrogato: esso dà vita e costruisce, in quanto espressione dello spirito, e solo in questo caso dà risposta al bisogno che l’uomo ha per natura.
Cosa si intende per “amore vero”? Nei primi anni di vita si determina la struttura del carattere: l’accoglienza della nuova creatura, l’attenzione, la disponibilità, la cura amorevole e concreta risultano, quindi, decisive. Questo richiede che entrambi i genitori rinuncino a se stessi per il bene dei figli: insomma, il sacrificio fa parte integrante dell’amore. Se si ama veramente, tuttavia, non è lecito parlare di sacrificio in senso stretto: le rinunce, vissute in questo modo, si trasformano in gioia e soddisfazione.
Il vero amore non è mai egoista: sembra banale, ma nella nostra società coltivare se stessi è visto come l’unico valore: tutto ciò che esula da questo meccanismo è vissuto come perdita,e genera emozioni e sentimenti negativi. Il dono della vita, invece, genera a sua volta vita, in sé e negli altri: è la verità che la cultura in cui viviamo occulta, proponendo abitudini volte a nutrire egoismo e narcisismo, portatori, questi sì, di aridità e di morte.