
Esiste ancora l’anima, nel mondo della scienza? Non basta affermare che c’è, per noi credenti. Dobbiamo aiutare Dio a salvarne il più possibile, con la preghiera e con l’amore.

E il ramo a frastagli dell’acero
si bagna in angoli curvi,
e screziate farfalle si lasciano
trasporre in disegni sui muri.
Ci sono moschee ben vive,
e forse – l’ho appena intuito –
noi siamo un’Hagia Sophia
dal numero d’occhi infinito.
Osip Mandel’štam, Libertà al crepuscolo, Corriere della Sera, 2012, p. 159.

L’opera da compiere è educare all’Amore, alla Verità, alla Bellezza. Il mondo ha un bisogno disperato di questa prospettiva. Chi è cosciente di ciò, sente il bisogno di mobilitarsi, in una sorta di missione speciale. Tutto concorre all’eclisse dei valori. Le grandi lobby non hanno interesse a risvegliare l’anima: al contrario, vogliono sopirla, per raggiungere meglio i loro fini. Chiunque abbia a cuore le sorti del mondo, desidera consacrare la vita a questo compito, ignorando la voce che continuamente suggerisce: lascia perdere, chi te lo fa fare. È la voce del nemico, il distruttore, colui che ha ridotto la società occidentale così come vediamo. È ora di unire le forze per permettere che emerga la parte migliore di noi stessi, per liberare la possibilità di una vita guarita nel profondo, risorta dal nucleo incandescente del Bello, del Buono e del Vero. Cominciamo da oggi: domani potrebbe essere già tardi.

di Andrea Galgano
L’esergo di Tommaso Landolfi, posto all’inizio di questo intenso volume di Rosa Salvia, Tempo innocente, apre e abita queste linee, in cui la precisione, l’istante denso e sfrondato non si dispone attraverso una instabile assertività, bensì con un dispiegamento di innocenza.
L’«ultima tule» di Landolfi si protrae fino agli abissi dell’essere, all’agone della nullificazione, alla impareggiabilità demiurgica e, infine, all’oscuro rovescio delle cose.
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Abbiamo bisogno di motivazioni, di spinte interiori. Lo diceva Agostino: la fede è desiderio. Perché cercare la confidenza con Gesù, “perdere tempo” per fermarsi a pregare, a meditare? Un motivo convincente potremmo trovarlo in queste parole del Cristo alla Bossis: i Miei intimi sulla terra saranno i Miei più intimi in cielo.

Dopo il tramonto, sulle terrazze della reggia, Marco Polo esponeva al sovrano le risultanze delle sue ambascerie. D’abitudine il Gran Kan terminava le sue sere assaporando a occhi socchiusi questi racconti finché il suo primo sbadiglio non dava il segnale al corteo dei paggi d’accendere le fiaccole per guidare il sovrano al Padiglione dell’Augusto Sonno. Ma stavolta, Kublai non sembrava disposto a cedere alla stanchezza. – Dimmi ancora un’altra città, – insisteva.
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Brevi riflessioni attorno a un libro di storia
di Guido Michelone
Nel 2016 ritorna in un’edizione completamente aggiornata un libro coraggioso che, alla prima uscita, nel 2005, prima in Francia, poi un tutt’Europa, suscitata ottimistica curiosità e genuino interesse, ma anche imprevisti clamori e feroci polemiche.
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Cape Ann
Oh svelto svelto svelto, ascolta svelto il passero canoro,
Il passero di palude, il passero astuto, il passero vespertino,
Nell’alba e nel crepuscolo. Segui la danza
Del cardellino d’oro a mezzogiorno. Lascia la scelta
Al pettirosso gorgheggiatore, allo scontroso. Saluta
Con stridulo fischio la nota della quaglia, il piccolo fagiano
Che saltella sui cespi dell’alloro. Segui il piede
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di Sabrina Trane
Dalle profondità della storia, e della poesia, Pindaro ci lancia questo paradossale invito: “Diventa ciò che sei” e, nella seconda parte della frase, ci indica la direzione da seguire: “avendolo appreso”. Per diventare se stessi, dunque, bisogna fare un cammino di autoconoscenza.
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Ci capita di preoccuparci: per un impegno difficile, una sofferenza che ci aspetta, il timore di non essere all’altezza. Gesù dice a Gabrielle: e se sostuissi i pensieri che ti preoccupano con pensieri di tenerezza verso di Me, non credi che sarebbe più utile e che saresti più felice? Dovremmo provarci.

traduzione Nicola Gardini
ed. Corriere della Sera
a cura di Barbara Pesaresi
***
Appoggia, amore, il tuo capo assonnato…
Appoggia, amore, il tuo capo assonnato
umano sul mio braccio senza fede;
in cenere riducono le febbri
e il tempo la bellezza individuale
dei bambini pensosi, e la tomba
mostra quanto sia effimero il bambino:
ma fino all’alba dentro le mie braccia
che la viva creatura s’abbandoni,
colpevole, mortale, ma per me
quella che sola ha intera ogni bellezza.

Preparandosi all’esilio
Perché immagino la morte di Mandel’štam
tra le noci di cocco ingiallite,
perché il mio dono si guarda già alle spalle
Per sorprendere un’ombra che riempia la porta
ed eclissi questa stessa pagina?
Perché la luna si espande in una lampada ad arco
e l’inchiostro sul pollice si prepara a essere pressato
davanti a un sergente che scrolla le spalle?
Cos’è questo odore nuovo nell’aria
che un tempo era sale, che sapeva di lime all’alba,
e il mio gatto, so che me lo immagino, salta davanti al mio passo,
e gli occhi dei miei figli sembrano già orizzonti,
e tutte le mie poesie, persino questa, vogliono nascondersi?
Derek Walcott, Nelle vene del mare, Corriere della Sera, 2011, p. 77.

Che significato hanno nell’immaginario di un millennial eventi storici come la strage di piazza Fontana o la caduta del muro di Berlino? Quale consapevolezza ha oggi un adolescente del significato storico delle lotte dell’autunno caldo? Il corso di formazione per docenti proposto dall’Associazione Scuola e Società si propone di esplorare criticamente le possibili risposte a simili domande con il contributo di ricercatori che si sono occupati di questi argomenti. Saranno approfonditi i meccanismi di radicamento o espulsione dall’immaginario collettivo dei fenomeni connessi al 1969 e al 1989. Si rifletterà inoltre su come offrire agli allievi strumenti interpretativi efficaci rispetto agli accadimenti recenti, in una scuola in cui lo statuto disciplinare della storia è ormai messo radicalmente in discussione.
1969: L’ASSALTO AL CIELO. Cosa resta nell’immaginario comune dell’autunno caldo e delle sue lotte
Giovedì 14 novembre
ore 9: registrazione dei partecipanti
ore 9.30: introduzione al corso a cura di Scuola e Società – Torino
ore 10: L’autunno caldo nella storia repubblicana, Diego Giachetti, insegnante di lettere, storico del movimento operaio
ore 11: Movimento studentesco e lotte operaie nel biennio ’68-‘69, Marco Scavino, ricercatore dell’Università di Torino
ore 12: tavola rotonda e confronto su ipotesi e sperimentazioni didattiche Continua a leggere