Archivio mensile:Ottobre 2022

Premesse


Se pensassimo davvero che negli altri c’è il Cristo, i rapporti cambierebbero: gentilezze  inedite, attenzioni mai sperimentate, gesti d’amore non forzati, sarebbero all’ordine del giorno. Come sempre, le premesse sono tutto.

Energia

di Antonio Sparzani

Diogene Laerzio

[mi permetto di ripetere qui, con opportuni aggiornamenti e aggiunte, un post che avevo pubblicato su Nazione Indiana 15 anni fa, dato che di questi tempi il termine “energia” mi pare essere fortemente tornato alla ribalta, date le varie vicende del petrolio, del gas e tutte le altre fonti, rinnovabili e non, di questa cosa che chiamiamo energia: ma che cos’è esattamente?]

Come ci riferisce Diogene Laerzio (III sec. d.C.), allorché nelle sue Vite dei Filosofi parla del grande Epicuro (IV-III sec. a.C.), nell’antichità, ma anche – aggiungerei – poi nel Medioevo, si dibatteva del singolare tema se il piacere fosse connesso necessariamente col movimento o se consistesse semplicemente nell’assenza di dolore (piacere catastematico, ovvero calmo e stabile). Diogene osserva che, a differenza dei Cirenaici che “non ammettono il piacere catastematico, bensì soltanto quello che consiste in un movimento”, Epicuro li “ammette entrambi, quello della mente e quello del corpo”. E infatti, entrando poi nel merito della dottrina epicurea, Diogene cita esplicitamente la seguente affermazione di Epicuro:

“Infatti, l’imperturbabilità e l’assenza di dolore sono piaceri catastematici, mentre la gioia e la letizia sono viste come piaceri in movimento e in azione” (1)

Questa locuzione “in azione” è, nell’originale, (energeìa), dove la parola vale ‘attività’, qualcosa comunque di dinamico. Continua a leggere

Quel poco


A Gesù basta poco: un pensiero, uno sguardo fugace. Sarà Lui a trasformare il contatto in risveglio, l’incontro in sorgente di vita. A noi spetta quel poco, quel nulla donato, affidato all’amore.

La parola ai poeti. Annelisa Addolorato

La poesia… dello spirito?!

La poesia è sia uno spiraglio di luce che un orizzonte illimitato di chiaroscuri. È un perpetuo ringraziamento che fa eco al vivere, al sentire, e si rifrange come onda sulla battigia di verso, universo, multiverso. Il testo poetico è come il tessuto leggero, l’abito sottile, la veste leggiadra, eppure scalda e ricopre, accoglie e modella; e diviene anche filtro per la luce, in ogni respiro si espande e condensa, sulla pagina, nel cuore.

Si arriva al limite del giorno, a percepirne nuovo afflato.

La poesia accompagna ed è accompagnata. Sorge e vive nel pensiero e nelle cose. È natura, alba, spirito.   

La poesia è un’ancora leggera, di macramè e pizzo delicato, e anche acciaio e metalli nobili insieme. Ondeggia nella vita e nell’oceano dei pensieri. Tra studium, condivisione (senza la quale non esiste, come ci ricorda Aurora Luque, Premio Nacional de Poesía, Spagna 2022), conoscenza e sensibilità affini o distanti come catene montuose lontane. Una vista attenta all’altro, sguardi sottili che comunicano con parole e pensieri mai fermi. Altibajos della coscienza, specchio stabile, fluido fiume che sfocia in un mare senziente. Dialogo tra credo e storie personali, tra spiritualità e religione: i legami delle parole, con la musica incontrano l’anima e diventano poesia. Sicuramente con occhi e anima, meridiani energetici e mudra, mani giunte e sguardo che si alza, grato e spontaneo come il sorgere del sole, come l’onda che nasce e il vento che fa sorridere ogni gesto e oscillare con grazia ogni pianta.  Continua a leggere

Guerra / Operazione speciale) Russia – Ucraina. Avvio urgente di negoziazione.

Al Sig. Ambasciatore in Italia della Federazione Russa

[email protected]   [email protected]

 Al Sig. Ambasciatore in Italia della Repubblica Ucraina

[email protected]

 Al Sig. Presidente della Commissione Europea

[email protected]

 

Egregi Signori,

la concatenazione di azioni e inerzie riconducibili alle parti in conflitto – in particolare, alla Federazione russa – e, anche, ai comportamenti di Paesi e istituzioni internazionali dell‘occidente, può far precipitare in una situazione drammatica e irreversibile i destini degli stati europei e delle loro popolazioni. Continua a leggere

La parola ai poeti. Rita Pacilio


Attraverso la poesia mi educo e incoraggio a non temere la debolezza, ma, anzi, a farne una forza per rifondare la comunità dei viventi. La parola poetica si rigenera di continuo, con una forza che non si arrende: mi interrogo incessantemente sul tempo, sull’assenza, sulla compassione, sul perdono, sull’amore e sul dolore. Diverse, dunque, le tematiche sottese tra scienza e coscienza: la solitudine e la frustrazione dell’ammalato, l’indifferenza sociale, la dimenticanza correlata ad alcune patologie cliniche che mettono a dura prova quella parte del cervello che custodisce la memoria a breve e a lungo termine e, inoltre, l’amore, in tutte le sue forme, amore come vera e unica motivazione di vita: testamento simbolico e spirituale per l’umanità intera. Continua a leggere

Più grande


Gesù è stato l’Uomo dei dolori, dell’abbandono radicale, della solitudine assoluta. La Passione è la tenebra senza consolazione e senza luce, l’espiazione del peccato dell’altro. Non c’è amore più grande di questo, come Lui stesso ha insegnato.