
Siamo il frutto del perdono: cominciamo a vivere quando Dio comunica la grazia al condannato a morte, l’assoluzione all’imputato sicuro di finire in carcere. Siamo fatti per la gratitudine, programmati per la riconoscenza. In paradiso, il regno del grazie, potremo finalmente essere noi stessi.
Archivi autore: fabrizio centofanti
Intervista a Luca Benassi
Da anni ti occupi di poesia. Lo fai con passione e serietà. Hai letto e conosciuto molti autori/autrici, che hai studiato e presentato con grande sensibilità. Cosa ti spinge a inoltrarti nella scrittura altrui? Ci sono elementi che senti più vicini? Personalmente, parto dal presupposto che l’oggettività pura non esista (e non debba esistere), ma che, oltre agli strumenti del mestiere, siano necessarie onestà, chiarezza, precisione ed empatia. Cosa credi che debba (e possa) fare un buon critico? Continua a leggere
Battito
Perfetti
Luigi Maria Corsanico legge Marcello Comitini. 43
Minibiografia intellettuale
La prima maestra è stata la natura: m’incantavo a guardarla, e ho capito quasi tutto. A scuola t’insegnano a dimenticare ciò che hai appreso troppo facilmente. In primina, furono notevoli le uova di Pasqua colorate della signora Spina, una maestra di cui ricordo solo che era alta e bionda: memoria senza volto. Le uova, però, le ricordo benissimo: nelle narici, ho ancora il loro odore forte, inconfondibile, un odore che ha dato senso a un anno. Il resto delle elementari è stato il regno della Battistoni, di cui mi rimane l’aria dolce, ma anche la ferita del quattro in matematica, difficile da rimarginare. Il percorso che coprivo a piedi prevedeva il passaggio accanto a una caserma di pompieri, simbolo di qualcosa che minaccia sempre di spegnere il fuoco dello spirito. Continua a leggere
Guido Michelone dialoga con Remo Bassini sul romanzo “La suora”

Tra le novità letterarie, il nuovo romanzo di Remo Bassini, La suora, spicca per il felice impasto di narrativa gialla e realismo psicologico, dal momento che, come rivela il critico Massimo Novelli “Ciò che racconta Bassini, quasi sempre sul filo di trame all’insegna del noir, non ha molto in comune con le narrazioni di grandi romanzieri provinciali italiani, da Lucio Mastronardi a Pietro Chiara, ma un’affinità notevole con le storie di Georges Simenon e con certi romanzi, gli ultimi, di Giovanni Arpino (si pensi a Il fratello italiano). Dunque si traccia una provincia sentina più di vizi che di virtù…”. Continua a leggere
Investimenti
Riposo
Il Sangue
Svolte
Cambia
La parte opposta
Luigi Maria Corsanico legge Marcello Comitini. 42
Pietà

Il cristiano è amabile: se Dio è carità oltre ogni limite, il figlio di Dio partecipa di questa natura. È il motivo per cui il Cristo può dire: amate i nemici, salutate chi non vi saluta, pregate per chi vi perseguita . Tutto ciò si giustifica se visto dal cielo, dove il male muove soltanto a pietà.
Momenti
Per Alessandro Baricco

A raccontare è il migliore. Certo, García Màrquez, Vargas Llosa…ma quando legge L’infinito, o parla della mappa mentale di Alessandro Magno, o del paesaggio della domanda da preferire alla prevedibilità delle risposte, non può non incantarti. Baricco ha una leucemia aggressiva. Penso si possa fare molto per guarirlo. L’aiuterà l’amore per la bellezza, la frequentazione dei grandi, la forza intrinseca della letteratura. Mi auguro che ritrovi la salute, che torni prestissimo a sedersi nei palchi dei teatri con quella faccia sognante capace di evocare sogni. Mi auguro che ritrovi, anche, la salvezza, il fascino di quello che non passa, la musica che nasce dalla fine di tutte le illusioni. Perché possa tornare a regalarci storie, a incantarci con mappe e paesaggi, col bagaglio inesauribile del narratore che ha una trama fantastica in più, da raccontare.
Su “A grandezza naturale. 2008-2018” di Raffaela Fazio
Su “A grandezza naturale.2008-2028” di Raffaela Fazio, Arcipelago Itaca, 2020. Nota di lettura di Carlo Giacobbi
Nella silloge in commento, Raffaela Fazio opera una sorta di redde rationem della sua produzione poetica intercorsa tra il 2008 ed il 2018.
Un decennio, dunque, che ci consente di sviluppare un’indagine diacronica sugli aspetti contenutistici e formali assunti dalla poetessa a cifra stilistica della propria versificazione.
A voler effettuare una sorta di sistemazione dei topics rinvenibili nel macrotesto, con tutti i limiti insiti in ogni intento classificatorio, si potrebbero utilizzare tre categorie ontologiche: a) l’essere in mundo (di cui alle sezioni “Il senso e l’andatura” e “Cento modi per chiamare o nessuno”); b) l’essere pro mundo (pertinente alle sezioni “Voci abitate”, “Prospettiva inversa” e “Tra visione e forzatura”); c) l’essere ultra mundo (relativo alla sezione “Altro da Te”). Continua a leggere
Adesso e nell’ora della nostra morte

Il criterio più importante della vita è nascosto nell’Ave Maria, la preghiera più semplice di tutte. C’è un passo che ricorda l’essenziale: “adesso e nell’ora della nostra morte”. Se riusciamo a collegare l’adesso col momento della morte, abbiamo risolto ogni problema. Nell’ora della morte svanisce il superfluo, che appesantisce il momento che viviamo. Collegare il presente con la morte libera dalla zavorra del non senso.














