Archivi autore: fabrizio centofanti

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Restituzione, di Ilaria Palomba

Recensione per Restituzione di Ilaria Palomba
(Interno Libri Edizioni, 2025)

di Francesco De Girolamo

La raccolta poetica Restituzione di Ilaria Palomba, pubblicata alla fine del 2025 da “Interno Libri Edizioni”, rappresenta il capitolo conclusivo e più luminoso di una densa quadrilogia sul dolore e l’esplorazione dell’“Io”. Il libro, impreziosito dalla prefazione di Gianpaolo G. Mastropasqua e dalla postfazione di Silvio Raffo, si propone come un diario catartico di una rinascita, capace di rielaborare un’originaria fase di crisi, dalla quale una personalità ferita e riemersa completa la sua parabola di un superamento, di una crescita e del suo percorso verso una consapevolezza più salda e profonda della propria volontà e potenzialità vitale. Continua a leggere

Konstantinos Kavafis

Tomba di Ignazio

Qui non sono Cleone di cui tanto si è parlato
in Alessandria (che è così poco impressionabile),
famoso per le mie splendide dimore e i giardini,
per i cavalli e le carrozze,
per i gioielli e le sete che indossavo.
Lungi da me: qui non sono quel Cleone;
si cancelli la memoria dei suoi ventotto anni.
Qui sono Ignazio, il diacono, molto tardi
sono tornato in me; ma pur se tardi ho vissuto dieci mesi felici
nella pace e nella certezza di Cristo.

Lucerne nella luce, di Lucio Brandodoro

Il dolce giogo

 

(Llevelyn Lloyd)

«In quel tempo, Gesù disse: “Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te. Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare.
Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero”» [Mt 11,25-30]

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Paola Nasti per Nino Iacovella, La parte arida della pianura

Paola Nasti per Nino Iacovella, La parte arida della pianura
Pietre Vive Editore, 2026

Un padre, un figlio, nella pianura immensa e senza ombra della fine della storia. Il figlio, a cui cor-rispondere – perché la responsabilità di ogni genitore è, anzitutto, quella di articolare risposte, a partire dal cuore. Quale il dovere? Accompagnarlo, forse guidarlo, tra i detriti di uno scenario post-apocalittico? o fare poesia, anche a partire da questo scenario di morte? In uno dei primi testi del nuovo libro di Nino Iacovella, La parte arida della pianura (Pietre Vive Editore 2026), viene chiaramente configurato il dilemma: “…devo scegliere da quale parte stare. Se essere la tua guida nello stare in questo mondo, o rimanere all’interno di una torre d’avorio, più che di guardia, e abbandonarmi per sempre a questa corruzione dell’animo e dello sguardo che è la poesia.” (8). Continua a leggere

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Gottfried Benn

 

a cura di Giorgio Stella

Ritocca sulle lastre gli io
con l’abito della luce,
le immagini, i contorni
del suo giudizio della lente:
là il sopracciglio, la guancia
qui non lo scorgete, sfuggente,
costretto dietro la maschera
il solo volto?

Sono occhi che conoscono il sonno,
la fronte dagli alti pensieri,
sono labbra che hanno chiamato –
ma che cosa è compiuto?
Le immagini, i contorni
immersi nell’inchiostro della luce,
sulla lastra gli io-
tratti del nulla.

L’arte dello scrivere, di Gualberto Alvino

Parole di successo

«Trump cambia postura dieci volte al giorno».
«Il problema è la postura della Meloni nei confronti del fascismo»…

Cari scrittori, celebrate con me le esequie di «atteggiamento», «posizione», «giudizio», «opinione», «intenzione», «idea»: oggi si dice «postura».

Georg Trakl

 

a cura di Giorgio Stella

Il sonno

Maledetti voi, veleni oscuri,
bianco sonno!
Questo stranissimo giardino
d’alberi crepuscolari
popolato di serpi e di falene,
di ragni, pipistrelli.
L’ombra, straniero, che hai perduta
nel rosso del tramonto:
un truce corsaro
nel salso mar della tristezza.
Sul ciglio della notte
s’alzano a volo uccelli bianchi
sopra crollanti città d’acciaio.

(trad. E. Pocar)

Nella terra del mito di Marina Torossi Tevini

di Chiara Mattioni

Finora della scrittrice triestina Marina Torossi Tevini, con all’attivo tre libri di poesie – quello di esordio Donne senza volto del 1991 (ed. Svevo) – e nove libri di prosa, vincitrice di vari premi letterari – si poteva senz’altro affermare che si tratta di una scrittrice molto generosa, e poliedrica. Ma con la pubblicazione dell’ultimo romanzo Nella terra del mito (Campanotto, 2026), possiamo aggiungere gli aggettivi di coraggiosa, moderna, innovativa, letterariamente agile. Perché in questo libro l’autrice, con una maestria non comune, riesce a infrangere tutte le regole del romanzo classico, a legare generi letterari e registri narrativi diversi amalgamandoli nel racconto del destino tragico di una famiglia. Nel contempo tiene a bada le vicissitudini di un secolo, con salti tra gli inizi del Novecento e gli anni Duemila, arco temporale in cui colloca le vicende dei suoi personaggi, all’inizio apparentemente slegate ma che alla fine si intersecano. Un romanzo non semplice all’approccio, a partire dalla ripartizione non in capitoli ma in parti, ma che, una volta trovato il bandolo, si snoda senza intoppi come un meccanismo oliato fino all’epilogo. Continua a leggere

Konstantinos Kavafis

a cura di Giorgio Stella

Nella via

Il simpatico viso, un po’ pallido;
i suoi occhi castani, come pesti;
venticinque anni, ma ne dimostra venti;
un che di artistico nel vestire,
– il colore della cravatta, il taglio del colletto –
cammina senza meta nella via,
ancora come ipnotizzato dall’illecito piacere,
da quel piacere tanto illecito goduto.

Bill Willer, I cani dell’Adamello

 

di Silvio Straneo

Bill Willer, I cani dell’Adamello, puntoacapo 2026

In “I cani dell’Adamello” Andrea Billwiller si avvale di una scrittura libera, di versi canonici e non canonici, lettura che si arricchisce di un susseguirsi di giochi visivi, polisemici, connotativi denotativi, semantici, fonosimbolici e soprattutto sintattici (come l’uso dell’iperbato, dell’anacoluto, dell’anastrofe, di anafore, di chiasmi). Continua a leggere

L’obbedienza dell’acqua, di Francesca Piovesan

 

di Ivano Mugnaini

L’obbedienza dell’acqua, Francesca Piovesan, Puntoacapo, 2025     

 

Nel panorama poetico contemporaneo, dove spesso prevale l’urlo o il sussurro compiaciuto, la raccolta L’obbedienza dell’acqua (Puntoacapo Editrice, collana «Intersezioni» n. 151) di Francesca Piovesan si distingue per una ricerca che non teme il silenzio né la metafisica.  Continua a leggere

Wislawa Szymborska

 

a cura di Giorgio Stella

Perché mai a tal punto singolare?
Questa e non quella? E qui che ci sto a fare?
Di martedì? In una casa e non nel nido?
Pelle e non squame? Non foglia, ma viso?
Perché di persona una volta soltanto?
E sulla terra? Con una stella accanto?
Dopo tante ere di non presenza?
Per tutti i tempi e per tutti gli ioni?
Per i vibrioni e le costellazioni?
E proprio adesso? Fino all’essenza?
Sola da me con me? Perché, mi chiedo,
non a lato né a miglia di distanza,
non ieri, né cent’anni addietro, siedo
e guardo un angolo buio della stanza –
come, rizzato il capo, sta a guardare
la cosa ringhiante che chiamano cane?