Archivi autore: fabrizio centofanti

Informazioni su fabrizio centofanti

https://gesuperatei.wordpress.com http://www.lapoesiaelospirito.it https://youtu.be/wnH1GlOPZk0

Fugacità del tempo, di Antonio Spagnuolo

Antonio Spagnuolo, Fugacità del tempo, LietoColle – collana Aretusa

Luminoso e persino rutilante. Cerco, è evidente, gli aggettivi “giusti” per avvicinare la poesia di Antonio Spagnuolo, per ricondurre la sua ideale coloratissima luce napoletana alla dimensione fisica della grigiastra nebbia nostrana. Una luce che illumina ogni poesia, ogni verso […]
La voce dello scrittore napoletano risuona nel silenzio rumoroso e spesso assordante che circonda oggi tutte le cose, della cultura o della vita, per ricordarci l’annientamento dell’illusione, il dileguarsi dell’inganno dei sensi, l’impressione insomma che tutto proceda verso la propria fine. Continua a leggere→

Micame, di Livio Borriello

di Franco Arminio

Da qualche giorno ho in casa un libro che aspettavo da tempo. Lo ha scritto il mio amico Livio Borriello. Si chiama Micame e lo ha stampato una giovane ma agguerrita casa editrice di Napoli che si chiama Orientexpress. Detto questo adesso sono libero di scrivere quello che voglio e mi pare il miglior modo di aderire alla lezione del libro. Continua a leggere→

DA FILASTROCCHE MINORI, di Nadia Agustoni

il guardiano delle fabbriche (*)

Il guardiano delle fabbriche le guardava andare in fumo

era un erudito, dice ancora qualcuno, ma lui pur di non darlo a vedere

stava sempre solo stava sempre a sedere e camminava se camminava

con la testa che gli girava con le spalle ciondoloni fischiando alle gonne e ai calzoni…

Se portava bretelle o cintura lo camuffava ben bene

era un guardiano di fabbriche e le elencava intere

stava lì fin dal mattino con cannocchiale e acciarino e una a una

fissava le ciminiere apriva e chiudeva il portale faceva si e no il bene e il male… Continua a leggere→

Pubblico dormitorio Massuero alla Casa della Poesia di Milano

Casa della Poesia, largo Marinai d’Italia, Milano
13 maggio 2008, ore 21

Performance poetica & cinema
di
Pubblico dormitorio Massuero

Il “Pubblico dormitorio Massuero”, involuzione gerontica del Collettivo di Pronto Intervento Poetico “Altri Luoghi” è formato dal seguente personale: Marco Berisso, Guido Caserza, Marcello Frixione, Paolo Gentiluomo.

La serata del pubblico dormitorio Massuero è divisa in due parti: nella prima parte il personale del Massuero leggerà parti di un testo in prosa e in versi, rifacimento colettivo di un precedente rifacimento trecentesco del Nuovo Testamento. Nella seconda parte verrà proiettato un remake artigianale a zero budget del film “Shining”, intitolato “beliin sciain”, interpretato dal personale del Collettivo di Pronto Intervento Poetico “Altri Luoghi”, costituito da Marco Berisso, Piero Cademartori, Guido Caserza, Marcello Frixione, Paolo Gentiluomo; guest star: Cristiana Baietti Berisso.

Antonella Anedda

da Dal balcone del corpo

Cori

Solo nel coro può esserci verità
(Franz Kafka)

Coro I

C’era la stanza dove paura e tempo ruotavano.
Dove lui le accarezzò la schiena lavando con l’acqua ogni
traccia di respiro.
Le loro ossa brillarono in segreto.
Quando pensarono di amarsi
la luna sollevò l’acqua in due diverse maree.
Quando lei rispose lui era già lontano.
Lui parlò, lei stava cercando di raggiungerlo
il cane abbaiava nel vento. Cane e vento confusero entrambi
e più di tutto confuse la torcia di chi li andava a cercare.
L’amore s’incise a quel punto.
Lei restò tra gli scogli e la sabbia.
Il mondo si fece rosso e il cane le coprì le ginocchia.
Notte e maestrale li gelarono insieme.

Ecco per te che ti fermi e ascolti – questo dettaglio
mentre il freddo mi sale;

“Essi vivono dietro una veranda di vetro. Essi scaldano i
rispettivi corpi”. Continua a leggere→

Nelo Risi

da Né il giorno né l’ora

A torto si lamentan gli omini della
fuga del tempo incolpando quello di
troppa velocità, non s’accorgendo
quello essere di bastevole transito
(Leonardo)

Nessuno

Una pietra esiste
per essere guardata
ecco David
mentre riposa in sé

come potrebbe essere il mondo?
stupore di esserci ancora
che il visionario dell’azione
diventi visibile

sradicati: l’avulso uno strappo
però con un che di diverso
che ci spinga all’insù
verso l’ardire del non compiuto

nell’indistinto
nel flusso riflusso di un futuro
in ciò che non è ancora
tenebra nella sua latenza

nel non avvento in acque calme
dove non muore foglia
niente accade né possa accadere
all’intelletto impigrito

un nuovo dizionario ci vorrebbe
per comprendere la morte
come nuovo elemento di vita. Continua a leggere→

Vuoi un libro fuori catalogo? Te lo stampo

La Faber&Faber, colosso dell’editoria britannica, entra alla grande nel mercato del print-on-demand

La questione è semplice: se volete un libro fuori catalogo, ma proprio quello, ci sarà presto un editore che lo stamperà. Detto in soldoni, è questo il principio del mercato print-on-demand: e in effetti ci sono già piccoli editori che, soprattutto grazie al web, preparano testi e poi, su richiesta specifica, li stampano, spendendo relativamente poco grazie alle nuove tecnologie digitali. Si abbattono i costi di magazzino, non si sbaglia con una tiratura eccessiva e la riduzione delle fasi di lavorazione mi permette di abbreviare i tempi ed eliminare passaggi più costosi. Qual è allora la novità di oggi? Continua a leggere→

Il lavoro, gli affetti, gli obblighi, gli appuntamenti, gli amici e l’amore

di Demetrio Paolin

Ora è finito. Davvero

ps

…se questo fosse un romanzo quello sopra sarebbe il finale perfetto, ma Tommaso sa che non è un romanzo e conosce la sua chenosi come ineluttabile. Lui sarà sempre meno e meno. Chiuderà questa storia in un rantolo e non si nega, Tommaso, che tale disparizione sarà l’esito finale di una eccessiva felicità. Continua a leggere→

Il primo teologo

Lettera di Giorgio Vanzini

Caro Fabrizio,

ti scrivo ora perché mi sento confuso, la lectio di stasera mi ha toccato forte ma non so dirti come.

Mi sento rimescolato nel profondo e sono assolutamente sconvolto, mi sento perso, non so cosa pensare, non so dove sto andando.

Sono immobilizzato dalla rabbia che mi esplode dentro improvvisamente, di nuovo come venticinque anni fa, un quarto di secolo come in anestesia, poi una nuova esplosione. Continua a leggere→

Elio Pecora

da Simmetrie

L’inesprimibile (ciò che mi appare pieno di mistero e
che non sono in grado di esprimere) costituisce forse lo
sfondo sul quale ciò che ho potuto esprimere acquista
significato

(Ludwig Wittgenstein, Pensieri diversi)

Quadri cittadini

*

Torna la folla, ad assalire, a tenere
le mura strette della città fra le porte.
In mezzo ai gridi, alle risa, ai richiami,
anche minacce, anche parole d’intesa:
sgombro il futuro di ogni resa o castigo.

In cielo appare la luna del primo quarto,
il sole scende dietro terrazze e antenne.

Di tanti ognuno comprende nel buio cuore
l’urgenza estrema di questo andare insieme,
l’uno a fianco dell’altro, portando la norma
che viene prima del pane, prima del sonno,
e qui si spinge e consuma nel giorno veloce.

Continua a leggere→

Giuliano Gramigna

da Quello che resta

In seduta

“Perché non mi chiede mai
se sono stato felice?
Eppure è qualcosa che conta
anche qui in analisi.
Non le importa della mia vita.
Nemmeno a me importava
in quei giorni ventosi sull’argine del Reno
nel ronzio dorato di biciclette
o sulla cime del Pont Neuf
super flumen Parisiorum.
Adesso importa al morticulus o moribondus
in postascolto di voci sperperate; e il resto.”
– Mio caro, tutto questo l’ha plagiato
dal dottor Lucian Gras. Continua a leggere→

MONASTERO DI CAMALDOLI, Il corpo sottratto

I relatori

Antonio Attisani

è critico teatrale, docente e responsabile scientifico del master interdipartimentale in “Linguaggi non verbali e della performance” presso il Dipartimento di Filosofia di Ca’ Foscari di Venezia

Giorgio Bonaccorso

specializzato in teologia liturgica, si occupa dei riti religiosi e cristiani con particolare attenzione all’aspetto antropologico. Docente dell’Istituto di Liturgia Pastorale di S. Giustina di Padova. Ha pubblicato diversi libri Continua a leggere→

Città di teatro

di Marco Sandre

(primo atto)

I

E’ successo, veniva la bellezza intelligente
non importava di chi, ma era per noi
lo stesso profumo d’oro la schiena nella sabbia
(sotto le coperte contavamo i fiori
le ferite dei corpi nei sogni, luci fredde
accese da altri, supplicavano)
sorprendevano ancora il sapore di voci
e di esperienze.

Davamo appuntamento alla città insolente
attraverso l’imbarazzo dell’acqua del mare tra due nomi
scomposto attraverso noi lo sguardo rivolto
più profondo, sempre più somigliante
alla città che chiedeva di vederci migliori. Continua a leggere→

Mr R Mr A

di Blackjack

Avete presente due extracomunitari? Sì, proprio quelli che, vestiti in modo strano, con quell’accento strano, con quel loro incedere molto poco occidentale, schiviamo quando camminiamo per strada pensando che viaggino sempre con una pistola o un coltello in tasca pronti a rapinare noi, poveri occidentali civilizzati. Continua a leggere→

26 aprile 1564: nasce il Bardo

a cura di Gaja Cenciarelli e Antonio Sparzani

In questa casa di Stratford-upon-Avon 444 anni fa nasceva William Shakespeare, qui lo annunciamo con uno dei suoi straordinari sonetti, con traduzione di Giuseppe Ungaretti.

The forward violet thus did I chide:
Sweet thief, whence didst thou steal thy sweet that smells,
If not from my love’s breath? The purple pride
Which on thy soft cheek for complexion dwells
In my love’s veins thou hast too grossly dy’d.
The lily I condemned for thy hand,
And buds of marjoram had stol’n thy hair;
The roses fearfully on thorns did stand,
One blushing shame, another white despair;
A third, nor red nor white, had stol’n of both,
And to his robbery had annex’d thy breath;
But, for his theft, in pride of all his growth
A vengeful canker eat him up to death.
More flowers I noted, yet I none could see
But sweet or colour it had stol’n from thee.

Continua a leggere→

La conversione della chiesa

La conversione della chiesa
Essere cristiani nel tempo del ricominciamento

di Marco Guzzi

Interpretare i segni dei tempi per ripensare la formazione dell’uomo

Nell’intervento pubblicato nello scorso numero della Rivista abbiamo incominciato ad interpretare il nostro tempo come una singolarissima fase della storia del pianeta, in cui la modalità bellica di costruire l’identità (sessuale, politica, religiosa, e culturale) umana, contrapponendosi appunto polemica-mente all’altro da sé, si sta manifestando ad ogni livello come insostenibile. Questo processo costituisce una vera e propria svolta antropologica, in quanto finora tutte le civiltà e le religioni umane si sono definite e rafforzate nella loro identità proprio combattendo, perseguitando, ed escludendo le altre. Continua a leggere→