Archivi autore: fabrizio centofanti

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https://gesuperatei.wordpress.com http://www.lapoesiaelospirito.it https://youtu.be/wnH1GlOPZk0

Antonio Pagliaro

Da Il sangue degli altri, Sironi.

Verso le nove, Lo Coco ricevette una telefonata. Numero riservato. Aveva già ricevuto due offerte commerciali quella mattina. Era incerto se prendere il telefono o no. Decise di sì.
La voce bassa di un uomo. «Signor Lo Coco? Il giornalista?».
«Sono io» rispose Lo Coco.
«È lei che si occupa dell’affare dei casinò per “L’Ora”, giusto?».

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La macchina responsabile di Maria Grazia Calandrone

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di Massimo Sannelli

1- Il mondo si è dato due metafore in cui riconoscersi: il TEATRO (il teatro del mondo, dove ogni vivente recita una parte, sotto l’occhio di un Re-Regista) e la MACCHINA, che corrisponde al corpo e a tutte le procedure regolari. La macchina «meravigliosa» del corpo, lo stupore – anche laico – di fronte all’organizzazione del corpo, ecc.; il giovane sposo che commenta il parto della moglie, e trema ricordando un urlo da bestia, che ha una funzione precisa. La vita non è improvvisata. Così non c’è macchina che non funzioni o che non sia stata fatta per funzionare: anche per gioco, come quelle di Tinguely. Infatti Tinguely
«matura verso l’infanzia», secondo l’aforisma di Bruno Schulz. Continua a leggere→

Cattura la luna

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di Roberto Tossani.

Forse non lo sai, ma catturare la luna è un metodo sicuro per non
dover più lavorare o, se va male, per perdere tutti i soldi che hai.

Cominciamo dall’inizio. “Come si fa a catturare la luna?” ti
chiederai. Ecco, per riuscirci non devi sapere come si fa. Se tu lo
sapessi e provassi a catturarla, la luna ti guarderebbe dritto negli
occhi e ti direbbe calmissima: “Cretino”. Quindi non posso insegnarti
come fare, ma darti soltanto delle idee su cui riflettere. Continua a leggere→

Per Donarsi, intervista a Marco Guzzi

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http://www.paoline.it/site_ecomm/libreria/prodotto.asp?dep_id=62&IdProd=4127

Il libro si presenta al pubblico come “un manuale di guarigione profonda”. Quali sono le lacerazioni o le colpe che maggiormente
affliggono gli uomini e le donne di oggi e dalle quali si vorrebbe guarire? Tutte le grandi tradizioni della terra, da Platone al Buddismo, dalla rivelazione biblica fino all’hinduismo, ci dicono che l’umanità vive ordinariamente in uno stato di alienazione, in un mondo che è in parte distorto, illusorio, decaduto dalla sua realtà originaria. Questo concetto di alienazione arriva fino a noi attraverso le riflessioni di Marx, di Freud, e di Heidegger, che parla di inautenticità. Continua a leggere→

Nicchie e Piramidi

images-nicchia.jpg “La nostra identità […], pur debole, che cerchiamo di assicurare e di raccogliere sotto una maschera, non è che una parodia: il plurale la abita, anime innumerevoli vi si disputano”
(Michel Foucault)

di Mario Galzigna
Docente di Storia della Scienza e di Epistemologia clinica
Università di Venezia

Accanto alle piramidi (ad esempio il blog di Beppe Grillo), ci sono tante più o meno piccole nicchie, disseminate nella blogosfera. Nicchie che creano rete. Che moltiplicano opportunità, idee, connessioni. La rete blogger è tramata da questa concomitanza tra nicchie e piramidi. Forse non sarebbe azzardato, più che di concomitanza, parlare di complementarietà.
Nel mio piccolo blog di nicchia, ad esempio[http://emmegi.splinder.com/], sono arrivati visitatori che si erano già espressi in un blog- piramide, ma che hanno bisogno – come dire? – di interazioni maggiormente personalizzate, più “rallentate”, ritmate da una temporalità diversa, meno concitata, più distesa… Continua a leggere→

La sfida del monaco, di Beppe Sebaste

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Conversazione con Raymond Panikkar
(l’Unità, 28 settembre 2001)

tratto da:

http://www.beppesebaste.blogspot.com/

Di fronte alle ovvie domande d’attualità rivoltegli alla conferenza stampa del mattino – mi racconta Raymond Panikkar la sera con ironia e modestia – lui se l’è cavata abbastanza bene. Mi dice che, se un buon programma filosofico è innanzitutto quello di rispettare le parole, ripristinarne il senso proprio, ricondurle alla loro evidenza e salute mentale, un buon esempio potrebbe essere questo: “la vittima non può essere il proprio giudice”. E con questo, d’accordo entrambi, abbiamo licenziato dalla nostra conversazione l’argomento “guerra”, che sempre più evidentemente consiste nell’abituarsi all’idea della guerra, a una sua ineluttabilità e a un suo senso, e a quella militarizzazione dello spazio, del tempo e delle menti già in atto negli Usa e non solo. Continua a leggere→

Secondo consuntivo

deserto-2.jpgOgni tanto bisogna fare il punto. Perché siamo nomadi del tempo e dello spazio, e nel mondo virtuale è più chiara la consistenza effimera dei messaggi e dei silenzi, in cui si rivelano e nascondono paure e desideri, tensioni che non trovano sbocco e sollievi temporanei per un cenno d’intesa, un’idea finalmente condivisa. Sappiamo. Sappiamo che la parola scritta sullo schermo è una foglia che danza, prima di atterrare ed essere schiacciata: la guardiamo con gli occhi spalancati di bambini che non sanno scacciare le illusioni, anzi, se ne nutrono, ne fanno il cavallo o il cammello che avanza nel deserto di un’attesa ingenuamente ostinata.

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Ultima pagina, di Francesco De Girolamo

libreria.jpg Era talmente immerso nella lettura di quel miracolo di libricino, di quell’arioso labirinto di parole lucenti, che non si accorse, nonostante i ripetuti avvisi, che la Grande Libreria stava chiudendo.
Non riusciva a distaccarsi dalla voce suadente che sembrava prorompere da quelle pagine, non appena dischiuse.
I commessi, esausti dopo la giornata di lavoro, non lo notarono, appoggiato allo scaffale più nascosto e mal illuminato, quello della “Poesia”.
Quando si accorse di essere rimasto solo, era troppo tardi.
Il suo bisogno di Insulina, che sbadatamente non portava mai con sé, uscendo per una breve passeggiata, non gli permise di arrivare all’apertura della Libreria del mattino dopo.
Ma era, comunque, arrivato all’ultima pagina; ed ebbe il tempo di sussurrare: “Ora sto bene”.

Altre opinioni sul ’68

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Riccardo Chiaberge, Domenica 24 ore, 21 Ottobre 2007

Com’eravamo prima del Sessantotto? Felici, o almeno illusi di esserlo. Tra boom economico, apertura ai socialisti, Autostrada del Sole, Bob Dylan e Rolling Stones, l’Italia sembrava finalmente aver ingranato la marcia verso la modernità e guardava con ottimismo al futuro. Un decennio breve, gli anni Sessanta, secondo Edmondo Berselli, proprio come il Novecento di Hobsbawm. Breve perchè bruscamente interrotto, all’ottavo anno, dall’arrivo di “certi tipi…con un’aria di palese superiorità” che pretendevano di indottrinarci, criticavano il nozionismo e contestavano l’autoritarismo, proponevano di destrutturare la famiglia e descolarizzare la società. In nome del movimento. Continua a leggere→

Romolo Bugaro, Il labirinto delle passioni perdute

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di Elena F. Ricciardi

Per chi, e sono in molti, spendere 18 euro per permettersi una lettura, significa dover rinunciare a qualcos’altro, chessò io, una pizza al sabato sera con gli amici, un concerto all’auditorium , una visita al museo, o per chi, e sono forse i più, spendere quei soldi significa contrarre un po’ il contenuto del carrello, o meglio del cestino della spesa, la lettura de “Il Labirinto delle passioni perdute” è un vero e proprio pugno nello stomaco. Penso al lettore con portafogli eternamete esangue e in lotta con bollette e affitto, che sogna di entrare una volta in un negozio per spendere senza pensare al possibile rosso in banca. Continua a leggere→

Catullo

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Traduzione di Letterio Cassata

VI. Flavi

Flavi, delicias tuas Catullo,
ni sint illepidae atque inelegantes,
velles dicere nec tacere posses.
verum nescio quid febriculosi
scorti diligis: hoc pudet fateri.
nam te non viduas iacere noctes
nequiquam tacitum cubile clamat
sertis ac Syrio fragrans olivo,
pulvinusque peraeque et hic et ille
attritus, tremulique quassa lecti
argutatio inambulatioque. Continua a leggere→

Wodehouse, la poesia del riso letterario

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di Guido Michelone

È fresca la notizia del Premio Nobel per la Letteratura a Doris Lessing, narratrice inglese, anche se nata in Iran e vissuta a lungo n Africa (ma da decenni residente a Londra). Questo consente una rivalutazione della storia letteraria del Regno Unito nel XX secolo, che in Italia non ha mai goduto di particolari apprezzamenti da parte sia del pubblico sia della critica, ma che invece meriterebbe nuove attenzioni, a cominciare dalle figure maggiormente popolari (ma anche meno prevedibili) nella patria di Shakespeare, Byron o Geoffrey Chaucer. Continua a leggere→

Shakespeare Sonetti

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Traduzione di Letterio Cassata

2

When forty winters shall besiege thy brow,
And dig deep trenches in thy beauty’s field,
Thy youth’s proud livery so gazed on now,
Will be a tattered weed of small worth held:
Then being asked, where all thy beauty lies,
Where all the treasure of thy lusty days;
To say within thine own deep sunken eyes,
Were an all-eating shame, and thriftless praise. Continua a leggere→

I consigli di Calvino

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Tratto da http://www.ciid.it/lalita/lalita/Biblioteca/it/schededidattica/italianostandard.htm
L’antilingua

Il brigadiere è davanti alla macchina da scrivere. L’interrogato, seduto davanti a lui, risponde alle domande un po’ balbettando, ma attento a dire tutto quel che ha da dire nel modo più preciso e senza una parola di troppo: «Stamattina presto andavo in cantina ad accendere la stufa e ho trovato tutti quei fiaschi di vino dietro la cassa del carbone. Ne ho preso uno per bermelo a cena. Non ne sapevo niente che la bottiglieria di sopra era stata scassinata». Continua a leggere→