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20 righe (per niente) facili

di Pasquale Vitagliano

Quintuplice ferita non rivendica/ il capo incastonato nel carminio/ d’un vivo, enfisematico suo vanto. Chi pensa che la poesia debba essere facile, stia lontano dall’ultima raccolta di Diego Riccobene, Larvae (Arcipelago Itaca, 2023). La deriva della poesia verso le diabetiche sorprese dei cioccolatini qui è del tutto arginata. Anzi, ci troviamo di fronte ad una convinta restaurazione della parola e della sua complessità. Ma subito mi domando, nella mia costante vigilanza dialettica, fino a quale limite questa difficoltà può spingersi? Ammesso che un limite alla difficoltà debba esserci. Rinsaldo con il malleo,/ incorporando a organici convogli/ le maschere deposte sugli avelli,/ contubernali a incàvo come falde/ di albugine divelta.

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Frammenti di Cinema # 73

di Pasquale Vitagliano 

Ci sono due colonne di confine del cinema spaziale. 2001: Odissea nello spazio (1968) prodotto e diretto da Stanley Kubrick (con il suo prototipo Ikarie XB 1 diretto nel 1963 dal ceco Jindrich Polák)  e Solaris (1972) di Andrej Tarkovskij. Ogni altro film ha puntato al loro vertice di qualità senza mai superarlo. Hanno fornito un canone oscillante tra profezia tecnologica e simbolismo etico. Chi lo ha abbandonato è scivolato verso uno scontato e prevedibile prodotto di genere. Il capolavoro russo è stato seguito dal remake di Steven Soderbergh del 2002 con George Clooney, dandone una versione psicanalitica e bergmaniana. Dieci anni, nel 1977, dopo l’Odissea di Kubrick, Peter Hyams ci racconta con Capricorn One la dietrologia del (presunto) falso allunaggio.

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20 righe (per niente) facili

 

di Pasquale Vitagliano

La ricchezza delle società nelle quali predomina il modo di produzione capitalistico si presenta come una immane raccolta di merci. È l’incipit de Il capitale di Carlo Marx. E anche le informazioni sono merci. E le informazioni sono parole. Questo è lo scenario nel quale si inserisce l’esordio poetico di Luca Baratta, Hanno ragione i poeti (Eretica Edizioni, 2023). Per sua dichiarazione indica anche il proscenio della sua orazione civile. Il titolo esprime la sua precisa risoluzione.  Il proverbio Navajo in esergo, infine, ne svela lo statuto naturale. I poeti sono nella nostra epoca pari agli uomini “contrario” nella cultura dei nativi americani, gli Heyoka, uomini che erano pervasi dalla presenza del Grande Spirito. A loro, e solo a loro, di fatto dei matti, era permesso tutto. Capovolgendo la realtà ne indicavano l’anima. Come i poeti, appunto. Solo che oggi sono tutt’alto che intoccabili.

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20 righe (per niente) facili

di Pasquale Vitagliano

Inizio a leggere La comunità dei viventi (Editrice Clinamen, 2023) di Idolo Hoxhvogli e mi trovo di fronte ad un mistero? Cosa sto leggendo? Non è una raccolta di poesia, per la precisione, di poesia in prosa; non è una raccolta di aforismi; non è un saggio filosofico, anche se si avvicina alla struttura pascaliana dei Pensieri. Cos’è allora? Il potere per conquistare l’uomo legge di fronte a lui un testo. Il punto decisivo del testo è la nascita del potere, scrive Idolo al numero 14. Ecco, una possibile rotta. Questo libro è un protocollo di esercizi contro il potere. E’ un dispositivo che persegue il disegno di proporre a noi viventi “un compito infinito chiamato libertà”. Per costruire questa comunità bisogna destrutturare i segni e compiere atti di forza. La libertà combatte contro l’organizzazione linguistica del sacro, quale paradigma del dominio. La salvezza è in esilio dal nome. La libertà non è mai un diritto acquisito ma un atto di forza contro la formattazione securitaria.

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Frammenti di Cinema # 72

Nel giornalismo ci sono cani da caccia e cani da cuccia. Dedichiamo questo frammento allo scomparso Andrea Purgatori. Prendiamo una battuta dal film Fortapàsc del 2009 di Marco Risi, dedicato alla vicenda di Giancarlo Siani, giornalista de Il Mattino ucciso dalla Camorra il 23 settembre del 1984. Purgatori, che firmò con altri la sceneggiatura, è stato senza alcun dubbio un cane da caccia del giornalismo italiano. Con un pedigree di grande valore. Un altro film sul giornalismo investigativo, Il muro di gomma del 1991 sempre di Marco Risi racconta le origini della sua attività, quando per il Corriere della Sera mise in dubbio la versione del cedimento strutturale nella strage dei passeggeri del DC-9 Itavia sul mare di Ustica.

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20 righe (per niente) facili

di Pasquale Vitagliano

Con la sua raccolta d’esordio, Ter (r ) apeutica (Lietocolle, 2023) Luca Chendi affida alla parola poetica la realizzazione della sua statua interiore. Così lo scienziato François Jacob definì a metà del secolo scorso la struttura della personalità che ciascuno di noi per un’intera esistenza si adopera di scolpire, alla ricerca di un’identità capace di relazione con l’altro. Come egli stesso chiarisce nella sua Nota, la terza stanza in cui si articola il testo – Tra i corti di Moretti – è dedicata al “rendere la propria esperienza un culto”. Il culto è coltivazione e cura di sé stessi, come indica la prima – Dolore – mentre la seconda – Miele – pianta la radice di questa esperienza poetica nella relazione.

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The Old Oak, una recensione del film di Ken Loach

di Giulio Bruno

“The Old Oak” dell’87enne Ken Loach (“Stavolta vi do speranza, poi mi ritiro”). L’integrazione sociale problematica, la gratuità capricciosità del male, l’indifferente egoismo dell’uomo, la disillusione e la desolazione di una vita di fallimenti, da un lato; la fratellanza umana, il discreto affiorare di un fremito di speranza, dall’altro: molti sono i temi che Ken Loach tratta nel suo ultimo film, il piccolo capolavoro ‘The old oak’, con la sua delicata grazia, smisurata e al tempo stesso misurata, quasi sussurrata, mai compiaciuta.

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20 righe (per niente) facili

di Pasquale Vitagliano

Qual è la religione della bellezza? Questa domanda ci sollecita la raccolta di poesia di Ilaria Giovinazzo La religione della bellezza (peQuod, 2023). La risposta è fin troppo scontata, la poesia. Ciò nonostante, in questa opera non c’è nulla di scontato. Cos’è la poesia, allora? Un corpo a corpo/ tra te e il verso. Dunque, in questa religione non c’è nulla di vanamente spirituale. L’anima, perché un’anima alla fine c’è, è quello che resta dopo questa lotta. Questa lotta è la nostra lotta. Non c’è peccato nella bellezza. Dunque, è una religione laica, nella quale, come scrive David La Mantia, “l’elemento naturale diventa lo strumento per cogliere l’assoluto”.
Mi accorgo che gran parte dei libri di poesia che sto leggendo in quest’ultimo periodo sono stati scritti da poetesse. La scelta è casuale. La constatazione è oggettiva. Credo ci siano antenne più sensibili su quest’altra faccia della luna. Non credo che esista una poesia femminile. Ma certo esiste una percezione più acuta e una lingua poetica più sincera.

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Frammenti di Cinema # 71

Killers of the flower moon (2023), l’ultimo film di Martin Scorsese, ci insegna qualcosa di drammatico sulle guerre che sono riesplose in tempi recenti. Certo, è terribile. Ma se i nativi non fossero stati piegati, anche l’America oggi sarebbe ancora in fiamme. Il finale sembra alludere all’ascolto giovanile del regista del racconto radiofonico della storia della tribù degli Osage. Questo ricordo sentimentale addolcisce appena il senso di colpa di una nazione che viene ancora una volta evocato. Sono passati 53 anni da Soldato blu (1970) di Ralph Nelson. Questo film ha spezzato la narrazione tradizionale degli indiani cattivi, assegnando loro il giusto e autentico posto di vittime della colonizzazione, come quella che si stava tentando in forme nuove in Viet-Nam in quegli stessi anni. È curioso notare che anche nel mio immaginario giovanile, quello che più plasma la nostra identità futura, gli indiani hanno occupato un ruolo importante.

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Premio nazionale di poesia Elio Pagliarani – IX EDIZIONE

premio nazionale di poesia Elio Pagliarani

 

L’Associazione letteraria Premio Nazionale Elio Pagliarani –
Centro Studi e biblioteca sulla poesia contemporanea

(https://associazioneletterariapremioeliopagliarani.it – https://premionazionaleeliopagliarani.it)

ha indetto la

IX edizione del PREMIO NAZIONALE ELIO PAGLIARANI

presieduto da Cetta Petrollo Pagliarani

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Intervista a Prisco De Vivo sui suoi Imperdonabili

di Rosaria Ragni Licinio

È dall’etimologia del termine filosofia (in greco antico philosophia composto di phileîn, “amare” e sophía, “sapienza”, ossia “amore per la sapienza”, che germina la produzione pittorica del pittore e poeta Prisco De Vivo. Questa nozione di filosofia trova le sue fondamenta in Platone, ma anche in Senofonte e nel giovane Aristotele ed oggi trova una sua collocazione specifica nella ricerca della verità e nei modi in cui essa si rivela, cioè attraverso il pensiero inteso come atto totale e totalizzante. Ed è proprio partendo dal concetto di pensiero che si arriva ad una profonda riflessione su quelli che il pittore De Vivo ama definire “i suoi testimoni pericolosi”, protagonisti indiscussi del ciclo I Reperti degli imperdonabili. Le opere che compongono questo ricco ciclo pittorico sono realizzate utilizzando le più svariate tecniche e materiali pittorici e extra-pittorici come: carboncino, acrilico, matite, pastelli, stoffe e pezzi di indumenti vintage, carboni, cenere, carte colorate, fiori secchi, vecchi mozziconi di sigari, corde, spaghi, gesso, metalli e cartoni invecchiati.

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20 righe (per niente) facili

di Pasquale Vitagliano

Quanti tipi di famiglia ci sono? Il tema è attuale e quasi sempre divisivo. E’ un tema centrale, perché è un tema di civiltà. E interessa la letteratura, che è il luogo della libertà. Sulle pagine di un romanzo possiamo aprirci a riflessioni senza pregiudizi e senza partito preso. Da Tolstoj con Anna Karenina in Occidente (e la Russia stava e sta in Occidente) ci domandiamo se la famiglia sia una culla o una gabbia. A partire dalla famiglia naturale, per arrivare alle famiglie arcobaleno. Per esempio, il mondo in cui è cresciuto Alessandro Manzoni, figlio di Giovanni Verga e non di Pietro, conciliava il massimo della libertà sessuale con il massimo dell’ipocrisia convenzionale. Ho pensato a tutto questo leggendo il romanzo di Nicola Apollonio, Questione d’Amore (Edizioni EspressoSud, 2023).

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PREMIO DI POESIA “L’ASSEDIO DELLA POESIA” 2024

LA VALLE DEL TEMPO – EDITRICE NAPOLI
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La casa editrice “La valle del tempo” indice il premio “L’assedio della poesia” per la pubblicazione di una silloge.
Al premio possono partecipare autori italiani e stranieri maggiorenni, inviando in PDF un file contenente trenta poesie in lingua italiana, in allegato email al seguente indirizzo: [email protected] entro il 28 febbraio 2024.
Indicare in oggetto: Partecipazione al premio “L’assedio della poesia”.
Inserire nel corpo della email: Nome, Cognome, Data di nascita, Indirizzo completo, Telefono, email.
La giuria sarà composta da: Antonio Spagnuolo, presidente, Carlo De Cesare, Mario Rovinello, Maurizio Vitiello, Rita Felerico, Carlo Di Lieto.
Premiazione nel mese di maggio in data e luogo da stabilire.
Primo premio: pubblicazione della silloge nella collana “Frontiere della poesia contemporanea” più Diploma.
Secondo premio: Diploma e proposta di pubblicazione.
Terzo premio: Diploma e proposta di pubblicazione.
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Non è richiesta quota di partecipazione.
I dati personali saranno custoditi secondo legge.
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Napoli – novembre 2023

 

Frammenti di Cinema # 70

di Pasquale Vitagliano

Quello che sta succedendo in questi giorni in Palestina, Israele e la Striscia di Gaza può farcelo capire persino Hollywoood. Basterebbe recuperare Exodus, film di Otto Preminger del 1960 con Paul Newman. Da quel momento abbiamo assistito ad una escalation che ha visto prima l’Occidente, ora complice indiretto del disastro, ora testimone impotente. Una curiosità: la nave che trasporta i profughi ebrei in Palestina, che nella realtà si chiamava President Warfield, era salpata nel 1947 dal porto di La Spezia.

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20 righe (per niente) facili

di Pasquale Vitagliano

La poesia di Angela Caccia è esatta. Possiede un’armonia geometrica. Affonda nella tradizione senza pedanteria. Intravede una scrittura inedita senza posture sperimentali. Avesse un rumore la solitudine/ sarebbe silenzio/ e quello di una stanza d’albergo non dà eco/ eppure/ avanzano tamburi al suono di neve. Attraversando la sua opera L’alveare assopito (FaraEditore, 2022, premiata al Faraexcelsior), mi vengono in mente le passeggiate in uno dei nostri centri storici che testimoniano la civiltà alla quale apparteniamo.

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20 righe (per niente) facili di Pasquale Vitagliano

 

Mi è difficile scrivere una recensione per la nuova raccolta di Carlo Crosato, Strategie di salvezza (Interno Libri, 2023). L’inciampo sta nel titolo. Troppo diretto, seppure casuale, il legame con quello di un mio libro, Apprendistato alla salvezza. Ma in questo caso è diverso. Subito, già da prima di questa opera, ho colto un filo nascosto che mi lega alla sua scrittura. Dunque, l’inciampo, in realtà, è un legame. A questo punto, ne scrivo comunque, perché penso testimoni la forza gravitazionale della poesia. Fantasticavo così di essere/ (nella veglia)/ finalmente entrato/ nel segno di un altro/ essere da lui guardato/ protagonista esplorato e temuto. Se questo sogno fosse il mio? Non si stupisca nessuno. Anche la poesia, come la fisica, può essere quantistica. E sono sicuro che anche per lui, quel sogno, talvolta, è stato un incubo. Anche se, alla fine, il protagonista non ci spaventa più. Ci ha accompagnato verso la salvezza.

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Frammenti di Cinema # 69

 

Accanto al cinema trash c’è il cinema folle. Il capolavoro del genere è Hellzapoppin’ (1941), diretto da H. C. Potter. La sua stravaganza è esplicita, persino dichiarata dalla coppia di protagonisti Ole Olsen e Chic Johnson, i quali ammettono che il pubblico farà fatica a definire film quello che stanno vedendo.  L’ambientazione è teatrale, infatti, si ispirava una omonima rivista di successo in quegli anni a Broadway. Folle ma con un tono tutt’altro che comico, anzi gotico e cupo, è Freaks diretto da Tod Browning nel 1932, dedicato ai fenomeni da barraccone e ai freak-shows. È curioso che entrambi furono riscoperti dal magnifico Fuori Orario televisivo di Enrico Ghezzi. Bizzarro e surreale già nel titolo è Animal Crackers – biscotti a forma di animale (?) di Victor Heerman con i fratelli Marx, geni del nonsense. Ma qui rientriamo nel canone più tradizionale, anche se la comicità linguistica e demenziale è irraggiungibile. Continua a leggere→

20 righe (per niente) facili di Pasquale Vitagliano

Si è affermata negli anni, ed è ormai riconoscibile, una linea poetica che fa risuonare una nuova e consapevole identità femminile attraverso la parola erotica. La raccolta Subbuglio (i Quaderni del Bardo) di Alessandra Peluso, recuperati dal 2020 proprio per questo, è esemplare di questa espressività. Donna/ beata solitudine/ dell’inquietudine// nessun uomo mai/ migliorarla saprà/ solo di escrementi la copre// mentre lei femminea/ scopre la linea della Verità/pavoneggiandosi saffica. Davvero, niente di confrontabile con poetiche che, pur trovando apprezzamenti, rischiano di portare, alla maniera di Marziale (appunto, non c’è stato già lui?), l’erotismo al livello della parafilia.

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20 righe (per niente facili) di Pasquale Vitagliano

Ho conosciuto Andrea Temporelli come poeta rigoroso e critico esigente. Ma ci sono energie magmatiche che hanno bisogno di rompere la crosta per emergere in superficie con tutta la loro forza. L’amore e tutto il resto – Poesie 1996-2022 (Intelinea, 2023) è un’antologia eruttiva, calda nelle vene e lucidissima nel pensiero. Divisa in nove sezioni, tuttavia, ruota intorno al poemetto Terramadre, che mi sembra il perno centrale o il nucleo focale. Nella sua cadenza orfica, ci scopriamo orfani in una terra di padri menzogneri e di madri cune funerarie, privi di una lingua per dire dolore e amore, debitori unicamente verso la poesia che ci ha fornito le parole per dire addio e così salvarci e vivere definitivamente.

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