Archivi categoria: Fabrizio Centofanti

63. Déjà vu

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Cesare ha capito perché la scena di Cosimo e Amerigo non si sblocca: l’autore conosce il luogo troppo bene. L’edicola, per lui, non ha segreti; potrebbe passare in rassegna non solo i tratti più evidenti – la forma, la distribuzione della merce, le scritte degli sponsor -, ma perfino i titoli delle riviste, i volantini delle pubblicità, la marca dei palloni. Continua a leggere→

62. Colori

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Quanto tempo è passato? Quante camere d’albergo hanno protetto il guardarsi negli occhi lungamente, come davanti al Vittoriano, ai monti ricoperti di neve, alle cupole di chiese senza nome? Quante volte ha cercato le ali dietro le spalle della donna bionda da cui è stato sedotto con la voce morbida e la dolcezza inspiegabile dei modi? Continua a leggere→

61. Matasse

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Teodora si massaggia le braccia per lenire gli effetti della lotta con Olivia. Siede sul materasso avvolto nel panno rancido e poggia le mani sul carrello della spesa approdato qui da chissà dove. Pensa al romanzo che si va formando dalle discussioni col dottore: mail che intasano il computer e si succedono serrate a sostegno delle rispettive posizioni, schermaglie che degenerano in rissa, al pari degli alterchi con l’amica, come prova, se fosse necessario, che le lotte più feroci si scatenano intorno alla forma di una storia, in cui ciascuno investe la parte più profonda, l’eco dei traumi, la scia delle speranze, le scelte del presente sospese sopra il nulla. Continua a leggere→

60. Simboli

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La corsa di Cloe è ripartita: la parentesi dell’assistenza a Brice si è conclusa appena si è sentito meglio, si è mosso più liberamente e ha ripreso con lena il lavoro di scrittore. Si è accorta di stargli troppo addosso, di tarpargli le ali. Nessuna parola, solo sensazioni, sentimenti sottili che s’insinuano giorno dopo giorno, ogni volta più distintamente, fino alla sera in cui esplodono in un gesto nervoso, una frase che ferisce, l’espressione che non deve sfuggire e tradisce qualcosa che cova nella cenere. Continua a leggere→

59. Finestra

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Cesare nota un particolare curioso del romanzo che si forma giorno dopo giorno nella corrispondenza fra Teodora e Cavedagna: il dottore non ha elencato, per la prima volta, i sette temi trattati nell’ultima tranche della sua storia. Cosa l’avrà distolto da una struttura così regolare da costituire l’identità del testo stesso? Continua a leggere→

Fora di ball

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Gli ultimi saranno primi, sappiamo
dal vangelo, ma quando nella notte
tra martedì e mercoledì scorso
un barcone di trecento migranti
si è ribaltato quaranta miglia a sud
di Lampedusa lasciando chissà
quanti morti – tra cui anche bambini – Continua a leggere→

58. Come tutto

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Spostare il capo leggermente, da sinistra a destra e viceversa, gli procura un sollievo temporaneo. Sta leggendo un manoscritto di quelli che arrivano in ufficio – non ne può più di storie senza capo né coda, sgrammaticate e informi – e il mal di testa, come al solito, non gli lascia tregua. Continua a leggere→

57. Rose

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Marco prenota una stanza d’albergo per muovere le acque e cercare un approccio diverso con la città che non riesce a possedere e da cui, forse, si sente rifiutato. Entrato nella hall, è subito tentato di tornare sui suoi passi: si sente soffocare in mezzo al legno massello, alle tende bianche e marroni gonfie e pesanti come la sua testa, le lampade dalla luce abbagliante, l’esplosione di rose che si affacciano da un vaso di vetro o di cristallo, la donna bionda dell’accettazione che parla a telefono con voce bassa e seducente e si accorge del tentennamento, perché termina in fretta la conversazione e gli rivolge il sorriso più cordiale. Continua a leggere→

56. Eris

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Dopo il primo momento di euforia, in cui ha avvertito la potenza di un’ispirazione ritornata vergine, Alberto si rende conto di dover ricostruire il suo romanzo, anzi, di aver bisogno di renderlo irriconoscibile, perché la copia originale è nelle mani della ragazza dai capelli rossi, che potrebbe spacciarlo come suo. Il punto di partenza è l’aula universitaria gravida di possibilità, coi richiami a un parlamento, a un teatro greco, o una nave, un treno, l’universo. Continua a leggere→

55. Pigro

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=TDUmK9leSmU&feature=related] da qui Bisognerebbe risolvere una volta per tutte la questione di Cosimo, anche perché le stanze d’ospedale si riempiono di personaggi e si rischia l’inflazione. Non potrebbe morire sull’asfalto, tra la folla assiepata nonostante gli inviti a fare spazio, a non sottrarre aria all’investito, a usare discrezione? La massa, per Cesare, ha sempre qualcosa di inumano: è pigra, passiva, assetata di emozioni, pronta a muoversi in branco per schivare la fatica del pensiero. Continua a leggere→

54. Lotta

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La posizione di Teodora e Olivia non è delle più comode: la gamba destra della prima (che indicheremo con T) è irrigidita sullo stomaco dell’altra (O), che cerca di afferrare la caviglia sinistra di T sotto la propria schiena inarcata il più possibile, stretta com’è in una specie di tenaglia; la mano destra di T stringe il polso destro di O, piegato su se stesso nel tentativo di svincolarsi dalla morsa; un ricciolo a forma di S cade dalla fronte di O e va a congiungersi perfettamente col cerchio dell’occhio semichiuso per lo sforzo; la mano sinistra di T fa pressione sulla spalla destra di O, temporaneamente impossibilitata a muoversi. Continua a leggere→

53. Fiori

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Cloe ripensa a quando, sdraiata sul divano con l’ultimo romanzo, affondava nel mondo incantato delle righe nere, assaporava il contrasto tra la monotonia delle pagine uguali e i fuochi d’artificio dell’intreccio, le svolte improvvise, i cambi di ritmo, gli agguati alle attese del lettore. Continua a leggere→

52. Onda

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L’immagine che Marco ha negli occhi è di quelle che impressionano: uno scorcio di piazza in cui si ammirano palazzi dai grandi portici come buchi neri in universi di pietra variegata, incisa, fitta di bifore e trifore ricamate con spreco di bellezza; sulla sinistra spiccano serrande verdi che risuscitano ricordi infantili di pistacchi e dentifrici, l’odore e il sapore del pulito, i rimproveri della madre ansiosa, la fretta di uscire col cestino pronto, il fiocco mezzo gualcito, la paura di incontrare gli altri, la maestra, i compagni sempre pronti a fare scherzi, anche cattivi; Continua a leggere→

51. Achille

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Per Brice, il Sant’Eugenio ha un valore affettivo inestimabile: le vicende personali glielo hanno rivelato nei minimi dettagli, a cominciare dall’ingresso coi due casotti per portieri e vigilanti; sulla destra, l’edicola con la parte superiore scura, interrotta solo dal giallo dello sponsor: Corriere dello sport, ripetuto sei volte come se al mondo non ci fosse da leggere che questo. Continua a leggere→

50. Zingari

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Il dottor Cavedagna sta scartando l’involucro argentato del Lansoprazolo con cui si sveglia ogni mattina. Gli altri allungano la mano per accarezzare il coniuge o l’amante; lui si limita a stringere il gastroprotettore, che gli richiama alla memoria le contrarietà di fronte alle quali lo stomaco non regge. Continua a leggere→

49. Prospettive

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Cesare è preso da un dubbio: come conciliare i suoi interventi con il testo del dottor Cavedagna, se ogni scrittore ha il materiale e i temi preferiti, le idiosincrasie che l’orientano in una direzione piuttosto che un’altra, i numi tutelari che lo guidano in un percorso irto di insidie e trabocchetti? Continua a leggere→

48. A volte ritornano

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Lasciandosi alle spalle il cespuglio di lentisco, Simone Vangelis è soddisfatto: se avesse sparato di nuovo, si sarebbe rovinato. La rabbia, per ora, prende un’altra direzione: ha saputo che Brice si è salvato e giace in un letto d‘ospedale, Continua a leggere→

47. Occhi di pantera

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E’ difficile, per Alberto, descrivere le sfumature di giallo e rosso che osserva dall’altra parte della costa. Cerca di isolare il cadmio, il mais, lo zafferano; e, amalgamati inestricabilmente, il rosso cardinale, ruggine, borgogna, fusi a formare un cuscino morbido e gibboso in cui affondare la faccia per godersi un riposo meritato. Continua a leggere→

46. Carnaval

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Cesare vuole uscire dallo stallo dell’incidente che ha coinvolto, davanti all’edicola, Cosimo e Amerigo: non ha senso che il corpo resti sull’asfalto, in attesa di chissà quali sviluppi. Meglio approfittare del ricovero contemporaneo di Brice per creare nessi favorevoli al progresso della trama. Continua a leggere→

45. Riflessi

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Marco arriva stremato al termine del giorno. Ha bisogno di un metodo per rilassarsi e togliersi di dosso la polvere che si accumula per grane, contraddizioni, rospi da ingoiare. Ha provato con l’omeopatia, la melatonina – consigliata da non ricorda chi -, fino alla Paracodina in gocce, utile anche per la tosse. Continua a leggere→