“Stato di vigilanza” è orecchio sul cuore espanso e volatile della vita per auscultarne il battito, le apnee, le accelerazioni; è sguardo sulla sua tangibile consistenza, sull’impalpabile essenza. E noi, leggendo, ne seguiamo la traccia di visione, la militanza di attenzione e di parola. Continua a leggere
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il mio Prévert da cioccolatini
Questo amore
Così violento
Così fragile
Così tenero
Così disperato
Questo amore
Bello come il giorno
E cattivo come il tempo
Quando il tempo è cattivo Continua a leggere
Reclusioni #12 – di Marina Pizzi
Amelia Rosselli, Le poesie, a cura di Emmanuela Tandello, prefazione di Giovanni Giudici, Garzanti, 1997
con la terra che sembra tremare di coincidenze
non ho fiato per gridare la mia indifferenza
***
Per la fibra dell’universo che rifiuta di cadere ad ogni
nostra caduta io esclamo ancora ed ancora che la libertà
vigilata sia fatta, a digiuno e con il pane in bocca.
*** Continua a leggere
Reclusioni #11 – di Marina Pizzi
Da: Le mille facce della luna, di Laura Canevali
Senso
(Dall’autobus)
Veloci, corrono i minuti
Come alte fiamme inondano
il rosso tramonto
che simile ad un vecchio si ritira. Continua a leggere
“Cinque poesie inedite” di Pasquale VITAGLIANO
Variazioni sul nero
Come puoi credere di specchiarti nella posa
della tazzina di caffè slabbrata dal tuo rossetto.
Non puoi chiamarla notte, per misurare il tuo digiuno,
come non credo che una macchia in fondo al bere
possa spezzare in due il mio orizzonte. Continua a leggere
Poesia e Asilo #5 – Marco Giovenale
Il mattino della sete è il primo
giorno mariano, di pliche bianche
dove, come in solarizzazioni
di un solo profilo, vetro della donna,
a lasciare solo calco
negativo le vesti, i fotogrammi,
si versano e scambiano, es luz
– torce così, voce che rileva
pietrisco, dal nero del fondale.
Continua a mancare una madre nella parte
d’acqua della storia. Vero
è che da un lato è
l’ombra la prima a essere
stata fonte per l’iridescenza
da Shelter, in Poesia contemporanea: nono quaderno italiano, a cura di Franco Buffoni. Marcos y Marcos 2007
Reclusioni #10 – di Marina Pizzi
Questa era una poesia sulla censura…
Pretty happy
Peter Johnson ( USA, 1951)
Pretty happy
I have no siblings who’ve killed themselves, a few
breakdowns here and there, my son sometimes talking
back to me, but, in general, I’m pretty happy.
And if the basement leaks, and fuses fart out when
the coffee machine comes on, and if the pastor beats
us up with the same old parables, and raccoons over-
turn the garbage cans and ham it up at 2 o’clock in
the morning while some punk is cutting the wires on
my car stereo, I can still say, I’m pretty happy.
Pretty happy! Pretty happy! I whisper to my wife
at midnight, waking to another night noise, reaching
for the baseball bat I keep hidden under our bed. Continua a leggere
Poesia e Asilo # 4 – Andrea Zanzotto
CONTRO MONTE
Dove ultima delle mie pene
Soligo fosca si cementa
al suo monte sdegnato dal cielo,
dove il fiume sussulta
e tenta col vano meandro
liberarsi dal melmoso autunno,
più vicino al tuo volto
al tuo corpo embrionale aspro del sole:
là mi riscuoto, là rovescio la vita
mia, sonno infetto di terra,
là sei, vera pietra e vera terra
che arresta e stringe al muro i paesaggi;
e la fuliggine delle alluvioni
invola contro monte il mezzodì.
(Elegia e altri versi)
“Poesia e impegno civile” di Stefano GIOVANARDI
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“La poesia è di per sé scandalosa, di per sé rivoluzionaria, la poesia è “di per sé”. Continua a leggere
Reclusioni # 9 – di Marina Pizzi
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cornucopia dell’ira la poesia
nudità del pio blasfemo
modo del duttile per un mondo di spranghe
ghetti di animi alla forca.
le poesie le leggevi con la torcia
ti hanno ucciso per ebetudine
per la giuria del dopo cenere.
c’è quaggiù un arso campionato
padrone di soldatesca ed esca viva
sconforto di pane alle parole in fondo.
(Agosto 2007)
Manuela Perrone, Cantieri a cielo aperto.
Mezzogiorno
Gli ulivi s’inclinavano al passaggio:
bande di tronchi plurisecolari
carnevali di rami d’argento
ferivano l’aria nuova di carta da zucchero
la scottavano di vecchiaia condannata a figliare Continua a leggere
Reclusioni #8 – di Marina Pizzi
il lascito della capanna è la cattura
sotto la lingua l’antidepressivo viso di ieri
il trattino di un giardino gemellato
alla giostrina con un intingolo di madre
seppure da adulta pianse le cimase
e le civette e le cicale e le formiche e tutte le favole
blasfeme sul levante oranti sul ponente
vicendevole il vuoto sul comune
berretto pel riparo della nuca
(Agosto 2007)
Cartolina # 2
(alba nello Stretto)
Spirito forse, non ancora mostro,
il terzo millennio a questa soglia
s’appressa d’acque e terre,
lenta bracciata, placido passo.
Solo, nell’alitante tramontana,
il sole arancia diviene,
crepuscolare frutto del sangue – sul mare
dello scenario, la nave disumana…
