Archivi categoria: Poesia

Reclusioni #12 – di Marina Pizzi

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aggiungimi al soqquadro del rigagnolo
nelle storie dei grilli non presi
sulle pallottole che sparano coriandoli
su dove avviene l’indice al veleno
che svende la gincana all’agonia

nel ladro che cintura la mia strage

(Settembre 2007)

Poesia e Asilo #5 – Marco Giovenale

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Il mattino della sete è il primo
giorno mariano, di pliche bianche
dove, come in solarizzazioni
di un solo profilo, vetro della donna,
a lasciare solo calco
negativo le vesti, i fotogrammi,
si versano e scambiano, es luz
– torce così, voce che rileva
pietrisco, dal nero del fondale.

Continua a mancare una madre nella parte
d’acqua della storia. Vero
è che da un lato è
l’ombra la prima a essere
stata fonte per l’iridescenza

da Shelter, in Poesia contemporanea: nono quaderno italiano, a cura di Franco Buffoni. Marcos y Marcos 2007

Reclusioni #10 – di Marina Pizzi


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ipotesi di nenia il dondolio dell’amàca
che non c’è. dormi vestito per recupero
di tempo che chissà.
potresti amare un vagito al sorriso
che non c’è. il canticchìo dell’alba
bara anzitempo.

(Agosto 2007)

Questa era una poesia sulla censura…

————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————————–ma è stata censurata.

Pretty happy

Peter Johnson ( USA, 1951)

Pretty happy

I have no siblings who’ve killed themselves, a few
breakdowns here and there, my son sometimes talking
back to me, but, in general, I’m pretty happy.
And if the basement leaks, and fuses fart out when
the coffee machine comes on, and if the pastor beats
us up with the same old parables, and raccoons over-
turn the garbage cans and ham it up at 2 o’clock in
the morning while some punk is cutting the wires on
my car stereo, I can still say, I’m pretty happy.
Pretty happy! Pretty happy! I whisper to my wife
at midnight, waking to another night noise, reaching
for the baseball bat I keep hidden under our bed. Continua a leggere→

Poesia e Asilo # 4 – Andrea Zanzotto

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CONTRO MONTE

Dove ultima delle mie pene

Soligo fosca si cementa

al suo monte sdegnato dal cielo,

dove il fiume sussulta

e tenta col vano meandro

liberarsi dal melmoso autunno,

più vicino al tuo volto

al tuo corpo embrionale aspro del sole:

là mi riscuoto, là rovescio la vita

mia, sonno infetto di terra,

là sei, vera pietra e vera terra

che arresta e stringe al muro i paesaggi;

e la fuliggine delle alluvioni

invola contro monte il mezzodì.

(Elegia e altri versi)

Reclusioni # 9 – di Marina Pizzi

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cornucopia dell’ira la poesia
nudità del pio blasfemo
modo del duttile per un mondo di spranghe
ghetti di animi alla forca.
le poesie le leggevi con la torcia
ti hanno ucciso per ebetudine
per la giuria del dopo cenere.
c’è quaggiù un arso campionato
padrone di soldatesca ed esca viva
sconforto di pane alle parole in fondo.

(Agosto 2007)

Reclusioni #8 – di Marina Pizzi

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il lascito della capanna è la cattura
sotto la lingua l’antidepressivo viso di ieri
il trattino di un giardino gemellato
alla giostrina con un intingolo di madre
seppure da adulta pianse le cimase
e le civette e le cicale e le formiche e tutte le favole
blasfeme sul levante oranti sul ponente
vicendevole il vuoto sul comune
berretto pel riparo della nuca

(Agosto 2007)

Cartolina # 2

(alba nello Stretto)

Spirito forse, non ancora mostro,
il terzo millennio a questa soglia
s’appressa d’acque e terre,
lenta bracciata, placido passo.
Solo, nell’alitante tramontana,
il sole arancia diviene,
crepuscolare frutto del sangue – sul mare
dello scenario, la nave disumana…

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Il duro mestiere – di Mauro Candiloro

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Cozzano in questa gravida notte
rotta dalla più rorida bocca,
cozzano
gli antri duri del duro
mestiere che a breve
ramazzerà lo spergiuro
dell’uno abusato dall’uso
sunto nel suo volto che non vede.

(Immagine: Orangenesser – 1982, di Georg Baselitz)

Poesia e Asilo # 2 – Joseph von Eichendorff

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Wünschelrute

Schläft ein Lied in allen Dingen,

Die da träumen fort und fort,

Und die Welt hebt an zu singen,

Triffst du nur das Zauberwort.

Bacchetta magica

Dorme un canto in ogni cosa

che qua sogna senza fine,

e a cantare prende il mondo

se la formula indovini.

(traduzione di Remo Fasani)