Archivi categoria: Traduzione

Tradotti dal silenzio # 4 (Parte seconda) – Wallace STEVENS

                                                                            (La prima parte qui)

A primitive like an orb
(Un primitivo come un globo)

I

The essential poem at the centre of things,
The arias that spiritual fiddling make,
Have gorged the cast-iron of our lives with good
And the cast-iron of our works. But it is, dear sirs,
A difficult apperception, this gorging good,
Fetched by such slick-eyed nymphs, this essential gold,
This fortune’s finding, disposed and re-disposed
By such slight genii I such pale air.

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Nudo

[Questa poesia è contenuta nella raccolta Men/Uomini: Ritratti maschili nella poesia femminile contemporanea, edita da Le Lettere nel 2004 e curata da Giorgia Sensi e Andrea Sirotti. La sua autrice è una delle più grandi poetesse irlandesi dei nostri giorni, ovvero Nuala Nì Dhomnaill. Nudo era stata originariamente composta in gaelico con il titolo Gan Do Chuid Édaigh, ed è stata poi tradotta in inglese da Paul Muldoon. La ripropongo qui, nella versione italiana tradotta dai curatori della raccolta]

Nudo

Per andare subito al sodo
dirò che preferirei vederti nudo
la camicia di seta
e la cravatta

esclusiva, l’ombrello sotto il braccio
in caso di pioggia,
il completo di grisaglia
che fa tanto tendenza,

i mocassini sfiziosi Continua a leggere→

Lei è (scrivere poesia) – Anamaría Crowe Serrano

Anamaría Crowe Serrano è poetessa e scrittrice irlandese, di origini spagnole. In italiano ha pubblicato un libro di racconti tradotto da Riccardo Duranti per Leconte Editore, dal titolo Dall’altra parte. Di recente è uscita in Irlanda una raccolta di poesie, Femispheres, ancora inedita in Italia, ma già disponibile su IBS.
Ho scelto di tradurre Lei è perché, di quelle presenti nel corpus poetico di Crowe Serrano, mi è parsa assolutamente emblematica. È stata un’esperienza splendida lavorare gomito a gomito con l’autrice: mi capita di rado nel mio mestiere. Sono i momenti più belli e più ricchi per chi si accosta a un testo che pulsa dell’anima e del sangue, dei pensieri e dello spirito di chi lo ha scritto.
La seconda poesia, tradotta da Riccardo Duranti, si intitola Translation, ed era stata pubblicata in esclusiva nel mio vecchio sito, Triskell. La raccolta nella quale uscirà si intitola The Music of Meaning e sarà presentata a Londra il 1 giugno.

She is
(for Mark)

That woman on the park bench –
She is every season of your youth
your fears
your hopes
every anguished crease on your mid-life brow.
Deep in your throat she is all the names
you have forgotten
and names you will regret. Continua a leggere→

Per le cinque dita – di Ferruccio MASINI

mano rossa

(I testi sono tratti da: Ferruccio Masini, Per le cinque dita (1958-1980), Milano, All’Insegna del Pesce d’Oro, “Acquario”, 1986)

Nulla

Metti accanto al fiore la parola nulla
metti accanto a tutte le cose la parola nulla
mettila accanto all’amore
mettila accanto all’ira della giustizia
all’orgoglio della fame ai grandi libri della saggezza
come il vuoto del silenzio che ammorza la memoria
come il limite dell’anticipazione
questo nulla che è soltanto nulla
e non è neppure il tuo nulla – è il nulla
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Un amore che ti si appiccica addosso

all’abbandono e alla verità. Sempre.

[«the meaning of all that I believed before escapes me,
in this world of none.
I miss you more
.»

Afterglow, Genesis]

escher.jpgParecchi mesi fa – ne sono già passati così tanti, e pensare che mi pare di essere nella redazione di LPELS da sempre – ho pubblicato su questo blog un articolo che suscitò una discussione ampia e stimolante. L’articolo parlava di Luciano Bianciardi e di Bruno Tasso. Bianciardi sosteneva che “tradurre è un mestiere micidiale”: io, nel mio pezzo, gli davo ragione.
Dai commenti – e da parecchi altri miei scritti – traspariva un’insofferenza verso l’artigianato traduttorio molto simile a un sentimento di odio-amore. Mi lamentavo dei ritmi serrati, della vita sociale ridotta a zero, della solitudine del mio lavoro, della sedentarietà, delle difficoltà, delle tariffe più basse d’Europa, dell’indifferenza degli addetti ai lavori nei confronti del nostro mestiere.

In questo frattempo molti dei miei punti fermi hanno mostrato delle crepe: mi sono guardata intorno e non ho visto più ciò che mi sarei aspettata di vedere. Ciò che avrei tanto desiderato vedere. Non so nemmeno io se mi sono sentita sola, o inutile, o respinta. O beffata dalla vita. O presa di mira dalle circostanze. Non lo so, e non me lo sono chiesto. «Non lo so» è diventato lo slogan della mia vita, da qualche tempo a questa parte.
Avevo finito da poco di scrivere il mio infinito (aggettivo che ricorre spesso nelle mie pubblicazioni) romanzo – di cui ho postato un estratto su LPELS -, e non sapevo a cosa aggrapparmi. Non avevo nemmeno un pensiero piacevole a soccorrermi, benché la certezza di aver portato a termine un’impresa – sì, lo è stata: è stato uno slalom tra i guai e gli impegni e i dolori – cui tenevo così tanto mi compensava della fatica. Continua a leggere→

Amleto

amleto.jpg
traduzione di Massimo Sannelli

AMLETO, da AMLETO, III.1

Essere. O non essere. O l’uno. O l’altro.
Che cosa è meglio? Patire gli strali
e i colpi di balestra di una sorte
oltraggiosa? Aggredire con le armi
l’abisso degli affanni, e contrastarli,
fino in fondo? La morte. Solo il sonno,
nient’altro. Poi, convincersi che il sonno
sarà la fine delle fitte al cuore
e delle malattie che per natura
colpiscono la carne degli uomini. Continua a leggere→

Et dimitte nobis debita nostra

furlan-s.jpg

Primo Movimento
C’è un sito francese (www.croire.com) dov’ è possibile “en 12 étapes, comprendre et apprendre à dire la prière de Jésus. 12 jours de formation avec le P. Jacques Nieuviarts”. Il tariffario mi sembra, come si dice qui, correcte;
– formule 3 mois à 9 €
– formule 9€/trimestre
– formule à 36€ pour 1 an

Che idea quella di pagarsi una formazione per “dire bene” la preghiera del Padre Nostro!

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Tradurre la poesia del Novecento di Giuseppe Panella

di Giuseppe Panella

A proposito di Traduzione e poesia nell’Europa del Novecento, a cura di Anna Dolfi, Roma, Bulzoni, 2004, pp. 862

«Le teorie della traduzione possiedono ormai una tradizione di studi ben salda; lo stesso si può dire delle teorie dell’interpretazione. Anzi, c’è da chiedersi se l’interesse per quell'”interprete”, che appare coinvolto in ruoli diversi: più “alto” nelle varie teorie dell’interpretazione (e dell’ermeneutica), più “basso”, pratico, legato quasi alla performance dell’oralità – nell’esercizio dell’interpretariato – e in quello pratico sui testi, non abbia finito per portare su troppe piste lo stesso traduttore. Continua a leggere→

Monologo, da Saffo. Di Massimo Sannelli

saffo.jpg

io voglio. veramente essere morta.

chi è come gli dèi ora
siede davanti
a te da vicino ti ascolta siede
ascolta, non ride, che parli dolce
sorridi dolce con l’amore anch’io
ti vedo nulla
della mia voce esce
da me

e la lingua si spezza un fuoco
acuto corre sotto
la pelle non
io vedo nulla

e le orecchie tuonano
e il sudore si scioglie
e il tremore mi invade
tutta.

io sono ora più verde dell’erba temo
la morte tremo io credo che a questo
morire mi manchi
solo poco: e voglio, veramente,
essere morta.

Emily Dickinson

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Traduzione di Letterio Cassata

C’è un altro cielo,
Sempre sereno e bello,
E c’è un altro sole,
Sebbene ci sia buio;
Non pensare a foreste fradice, Austin,
Non pensare a campagne silenziose –
Qui c’è una minuscola foresta,
Con foglie sempre verdi;
Qui un giardino c’è più luminoso,
Non toccato dal gelo;
Tra i suoi fiori perenni
Odo la luminosa ape ronzare;
Fratello mio, ti prego,
Vieni nel mio giardino! Continua a leggere→

Tradotti dal silenzio I – Joë BOUSQUET (seconda parte)

Tradotti dal silenzio I – Joë Bousquet / seconda parte (di Francesco Marotta)

(La prima parte, pubblicata il 20 marzo 2007, si può (ri)leggere qui.)

joe-bousquet.jpg

[I testi di Joë Bousquet qui presentati sono dati nella traduzione di Charles Debierre e Beppe Sebaste; il saggio “Un viaggiatore immobile” è di Beppe Sebaste. Testi e saggio sono tratti da: In forma di parole, Libro VII, Il Pomerio. Antologia poetica, Reggio Emilia, Elitropia Edizioni, 1983, pag. 334-342 e pag. 803-809]

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Impariamo le lingue degli altri: # 1 Il portoghese

elisabetta-catalano-florinda-bolkan.jpg

Dopo i grandi successi di pubblico e di critica delle prime due puntate di “Impariamo le nostre lingue”, ecco a grandissima richiesta la prima di “Impariamo le lingue degli altri”. Oggi il portoghese, con un pezzo sull’attrice brasiliana Florinda Bolkan. FK

Filha de um deputado e neta de um padre pelo lado materno, Florinda viveu em Fortaleza e no Rio de Janeiro até se tornar cidadã do mundo. Foi inspetora de vôo da Varig e, ao longo de sua carreira, tornou-se fluente em inglês, italiano e francês. Continua a leggere→