
La vita è simbolica, collega, mette insieme. In natura, tutto ci ricorda di Dio, è una via sicura per raggiungere il Suo amore. Se ci sentiamo tristi o abbandonati, guardiamo un campo, un’alba, la forma di una nuvola, e subito saremo in compagnia di Chi ci ama.
Lirico terapia. Primo Levi
«Quanti sono i tuoi giorni? Li ho contati:
Pochi e brevi, ognuno grave di affanni;
Dell’ansia della notte inevitabile,
Quando fra te e te nulla pone riparo;
Del timore dell’aurora seguente,
Dell’attesa di me che ti attendo
Di me che
(vano, vano fuggire!)
Ti seguirò ai confini del mondo,
Cavalcando sul tuo cavallo,
Macchiando il ponte della tua nave
Con la mia piccola ombra nera,
Sedendo a mensa dove tu siedi,
Ospite certo di ogni tuo rifugio,
Compagno certo di ogni tuo riposo.
Fin che si compia ciò che fu detto,
Fino a che la tua forza si sciolga,
Fino a che tu pure finisca
Non con un urto, ma con un silenzio,
Come a novembre gli alberi si spogliano,
Come si trova fermo un orologio».
Primo Levi non ha mai smesso d’indagare il mistero del male: qui l’ombra che insegue l’aguzzino fino alla fine dei giorni.
Cambiare
Don Tonino Bello. In piedi, costruttori di pace.
Edoardo Cacciatore, “Il Nolano a mezz’aria”
Risposte
Il motore di tutto
Poesia italiana del XXI secolo

Laura Cantelmo è nata a da decenni vive a Milano, dove ha insegnato Lingua e letteratura inglese al Liceo Scientifico. Ha pubblicato le raccolte poetiche Un luogo di presenze , Joker, 2005, e Geometrie scalene, Marco Saya, 2016. Interessata alla letteratura dell’area anglofona e a grandi poeti, come Ezra Pound (Invito alla lettura di Ezra Pound, Mursia 1978) e Marianne Moore (nel volume collettaneo Con la tua voce, La vita felice, 2010), ha pubblicato, anche in traduzione inglese, saggi e poesie in antologie e riviste (“Poesia”, “Il Monte Analogo”, “La Mosca di Milano”, “InOltre”, “Lo spazio umano” e “Traduzione tradizione”). Da anni svolge attività all’interno della Associazione Culturale Milanocosa, presieduta da Adam Vaccaro, con il quale, insieme a Luigi Cannillo, recensisce, sul sito dell’Associazione stessa, testi inediti di poeti contemporanei per la rubrica Anticipazioni, partecipando anche a eventi sperimentali basati su intrecci tra musica, arti visive, teatro e poesia.
Il pensiero di Dio

Pensare a Dio: non c’è terapia migliore. Dio è bene, felicità, tutto quello che il cuore desidera. Se la mente riposa in Lui, se è investita con il corpo dal soffio dello Spirito, non può mancare molto alla nostra pienezza. Ma anche nel vuoto, nell’aridità, nel dolore, il pensiero di Dio è la visita consolante dell’eterno. Persino in tempo di guerra, dona pace.
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Don Mario mi parlava di carità e io, naturalmente, non capivo. Solo dopo anni e anni ho recepito qualcosa che in lui era chiarissimo, ma per me restava oscuro. La mattina che mi disse di aver atteso tutta la notte con l’emorragia intestinale per dare i soldi a un uomo braccato da una banda di strozzini, mi arrabbiai come mai. Solo oggi mi sembra normale, tutto questo – normale per un santo. Chiedo a te, lettrice, chiedo a te, lettore, se sia giusto o meno portare sugli altari questo prete che ha compiuto azioni inenarrabili, che fatico a capire, anche se ne è passata di acqua sotto i ponti. Chissà se un giorno sfonderemo anche noi la porta dell’umano e correremo, finalmente, nelle praterie dell’amore divino, non fosse altro che perché bazzichiamo il Santuario che da questo prende il nome. Mentre la storia precipita verso un esito drammatico, portiamo in processione questa icona come nelle feste di paese, ricordando a tutti che c’è un’opera da compiere, un pensiero da cambiare, dopo che ci hanno ridotti per cent’anni a credere che Dio sia morto. Povero Dio, che pazienza deve avere. Ma tutto fa credere che la pazienza stia lasciando il campo a un’azione devastante, per riportare l’uomo e la donna alla ragione. Venti di guerra ci accarezzano le guance, col loro soffio gelido: ormai ci siamo, la catastrofe è alle porte. Noi attendiamo fiduciosi, con l’emorragia di senso che ci tormenta nella notte. Ma già sappiamo che l’alba arriverà, e che un’anima in più sarà salvata.
Chi fa
Se verrà la guerra
Mia madre ha il dono della preveggenza, e secondo lei finirà male, molto male. Non chiamatela più Concetta, ma Cassandra. La pandemia – dice – era solo un avvertimento del Padreterno, ma ora, poiché non ci siamo pentiti e convertiti, verrà la “quarta” guerra mondiale. Di questo è assolutamente certa. La terza guerra mondiale c’è già stata, lei se la ricorda. Io le rammento che quella era la seconda, a meno che non conti qualche guerra d’indipendenza, di cui serba memoria. Continua a leggere
Luigi Maria Corsanico legge Mario Luzi. 14
Sacrificio
Fischia il vento (inferno, purgatorio, paradiso)
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L’attrazione: è tutto qui. Da cosa ci sentiamo attratti? Da chi? Ci vuole una vita, a volte, per comprendere da cosa lasciarsi affascinare, per ritrovare se stessi. Guarda dentro te, lettrice, guarda dentro te, lettore: in genere ci perdiamo nei dettagli, dimenticando il tutto. E il tutto è Dio. Inseguiamo particolari di per sé insignificanti. L’esercizio da fare è cambiare prospettiva, convincersi che esiste una chiave che può aprire le porte, farci uscire dai nostri sgabuzzini impolverati. Il libro lo scrivo per questo: perché tu, lettore, perché tu, lettrice, possa scoprire lo scenario più importante, un mondo che ti aspetta. Se vedessimo i fili che ci legano e che partono dal cielo, l’energia tornerebbe a fluire, farebbe di noi dei messaggeri di notizie perdute nei rivoli dell’egoismo, frantumate dalla violenza cieca che si genera dal non essere se stessi. In questa sala delle benedizioni, oggi, 14 febbraio, san Valentino, alle ore 11.45 di mattina, c’è l’intero l’universo: è inutile far finta di esser soli, di aspettare l’ennesimo pellegrino disperato, di controllare l’ora per vedere quanto manchi alla fine del turno. È questa la menzogna che ci avvolge, ci separa dagli altri, ci impedisce di avvertire la visita di Dio. Perciò stai leggendo queste righe, lettore, perciò stai leggendo queste righe, lettrice: perché, giorno dopo giorno, possa renderti conto del fatto che ciò che ritenevi il mondo era solo un’anticamera spoglia, disadorna. Ti chiedevi cosa mai cantassero i poeti, quali panorami dipingessero i pittori, quale musica a te estranea creassero i pianisti. Adesso sai, lettrice, adesso sai, lettore, che una sola cosa ti mancava: aprire la porta, entrare dentro.
Occasioni
Adolescenti: un cortometraggio per sconfiggere la solitudine
L’IDEA – REALIZZATO DA UNO STUDENTE DEL LICEO ARTISTICO “DE NITTIS” DI BARI
Adolescenti: un cortometraggio per sconfiggere la solitudine
Forte: “Questo cortometraggio trasmette emozioni attraverso una palette di colori pop”
BARI – Solitudine, sostanze e abuso di internet: un video racconta le difficoltà degli adolescenti. Temi moderni aggravati dall’isolamento del Covid, con l’obbligo ripetuto di restare a casa, spesso soli. La segregazione, insomma, può avere un effetto intossicante che, nei casi estremi, può condurre verso la depressione. Filippo Forte, 19 anni, studente del liceo artico “De Nittis” di Bari, ha realizzato un cortometraggio di animazione per sollecitare i giovani ad avere coraggio.
Doni
Intervista a Gianluca Barbera su L’ultima notte di Raul Gardini
A cura di Guido Michelone
Nei giorni appena trascorsi si è parlato a lungo di Mani Pulite e di Tangentopoli per i trent’anni appena trascorsi di un episodio storico oggi definibile simbolicamente dall’inizio di un megaprocesso (peraltro mai conclusosi) intentato da un gruppo di magistrati verso l’allora classe politica italiana: vi furono centinaia di arresti e condanne e ben quarantasette suicidi, dei quali il più tristemente famoso resta quello dell’imprenditore Raul Gardini (1933-1993). E oggi il caso viene per così dire riaperto dal romanzo L’ultima notte di Raul Gardini, scritto da Gianluca Barbera, con cui si è intrecciato un lungo dialogo per capire le forme e i contenuti del libro medesimo.
C’è da supporre che il Marco Rocca del tuo romanzo non sia il giornalista che scrive di automobili su Quattro Ruote. Si tratta di un personaggio di pura fiction o ti sei ispirato a qualche cronista d’assalto dell’epoca? E di suo fratello Riccardo? Continua a leggere









